InterFly ovvero dell’Interrail e dei suoi derivati

29 Giugno 2008

 

“I viaggi danno una grande apertura mentale: si esce dal cerchio dei pregiudizi del proprio Paese e non si è disposti a farsi carico di quelli stranieri.”
(C. de Montesquieu)

Uno dei miti della mia adolescenza era senz’altro l’Interrail, fantastico ticket ferroviario che ti permetteva di fare il vagabondo in giro per l’Europa a costi decisamente contenuti. La mia generazione si divideva in quelli che avevano fatto l’interrail e quelli che non lo avevano fatto categoria, quest’ultima,  a cui io appatengo a pieno titolo.

Ho sempre pensato che l’interrail per essere uno strumento economicamente vantaggioso abbia bisogno di enormi tempi a disposizione e, di conseguenza, di una scorta di denaro proporzionata.

Non si discute l’imparagonabile esperienza di vita del viaggio interrail: amici, conoscenze, condivisione di avventure…

E’ vero anche che i voli low cost (di cui io sono un accanito sostenitore) hanno modificato la nostra geografia interiore e la nostra percezione del continente Europeo. Ecco, oserei dire che se c’è un qualcosa che mi fa concretamente sentire cittadino europeo sono proprio i voli low cost. Il pensiero che con 100 euro io posso andare a Londra, incontrare un cliente e tornare la sera… mi consola.

Fatte queste premesse è facile comprendere perchè la formula Interrail è ormai un cimelio per chi vuole vivere un’esperienza vintage. Chi penserebbe di fare 20 ore di treno per andare a Parigi pagando il doppio di quello che pagerebbe per arrivarci in 2 ore con un aereo?                               

Ecco la soluzione: ALL YOU CAN FLY (http://www.tuifly.com/it/allyoucanfly.html) , ultimo prodotto Tuifly  che con 249 euro permette a tutti i giovani tra i 19 e i 26 anni di viaggiare su tutte le rotte servite dal vettore tedesco senza problemi di tasse aereoportuali. Dall’Italia Tuifly offre solo collegamenti con la Germania ma una volta arrivati in terra Tedesca potete andare in diverse località interessanti: Croazia, Francia, Spagna, GB…

Un prodotto innovativo che segna il definitivo passaggio di un’epoca, con un unico GRANDE e IRRIMEDIABILE ERRORE commesso dagli imperdonabili signori di Tuifly: non aver considerato che io non ho più 26 anni. :-(

 

 


non conventional ideas (parte seconda)

28 Giugno 2008

A questo punto non hanno più bisogno di presentazioni:


Banche e Marketing relazionale

27 Giugno 2008

Forse con un po’ di ritardo ma è fuori discussione che ormai anche il pianeta bancario ha capito il vero valore del marketing relazionale. Umanizzare la banca centralizzando la figura dei propri dipendenti, darle un’immagine più accogliente e vicinala mondo delle famiglie è il perno attorno cui ruotano recenti campagne di comunicazione fatte da istituti bancari nuovi o consolidati.

Penso a tutta alla comunicazione del Banco San Paolo con la Gialappa’s Band. Impiegati, direttori e clienti messi su un unico piano e simpaticamente derisi con lo scopo di svelare il volto umano della banca. Operazione decisamente riuscita. Ancor di più perchè fatta in un momento di grande turnover dell’istituto facendo in modo che il cliente entrando in banca avesse davvero la sensazione di entrare in una realtà nuova. A questo si aggiunge il fatto che molti clienti hanno davvero ritrovato dietro lo sportello gli sti stessi protagonisti degli spot.

 

Altro recentissimo esempio è CheBanca! la banca retail del Gruppo Mediobanca. … Spot a ripetizione sulle note di Buscaglione ci spiegano bene che è arrivata una nuova banca che stravolge i canoni tradizionali degli istituti di credito anche nella gestione degli spazi e nel design degli uffici e delle filiali.  Si tratta di “un nuovo modo di gestire il denaro - recita un comunicato -, con una banca senza sprtelli, giovane e dinamica, che viene incontro alle esigenze di una nuova clientela, che viene accolta da giovani in giacca, gonna e cravatta come nel salotto di casa propria. Non ci sono barriere fisiche per entrare ma porte scorevoli. Alla scrivania di ricezione, cliente e personale siedono dalla stessa parte. Ci sono postazioni internet self service per gestire le operazioni on-line in piena autonomia. Un ambiente informale e curato, un’area break e un’area bambini per un’attesa meno stancante”.


opportunismo VS opportunità

27 Giugno 2008

Interessante riflessione trovata su un blog, lascio il quesito aperto ma vale la pena pensarci:

Richard Gere, il Tibet e la vendita delle auto” è il titolo di un post dei giorni scorsi che osserva come “potrebbe essere una nuova strategia aziendale. Lanciare una campagna pubblicitaria, irritare i cinesi, catturare molti titoli sui giornali, scusarsi e, in ogni caso, continuare con la campagna“, una sorta di viral marketing ad alto livello.

Se un’azienda sceglie Richard Gere, “il più conosciuto attore di Hollywood che supporta il Dalai Lama” e sceglie una ambientazione tibetana è perfettamente consapevole del risultato che vuole ottenere: ovviamente la Cina protesterà con minacce “che potrebbero colpire i profitti nella regione asiatica” e l’azienda si scuserà confermando che “lo spot continuerà in Italia e negli altri paesi europei“. “Se non altro Fiat non ha cacciato Gere come Dior ha fatto con Sharon Stone”.

Un fatto è chiaro: “il Tibet vende in Europa; per quanto i dirigenti cinesi” etichettino il Dalai Lama e gli attivisti tibetani come terroristi “questa immagine non colpisce i consumatori europei“. Ma quanto Gere, Fiat e altri possono avere effetto sulla questione tibetana? “Alcuni suggeriscono che l’alto profilo delle campagne pro-Tibet in Occidente porti i tibetani ad avere un supporto internazionale maggiore di quanto realmente abbiano. Così scendono nelle strade e i governi stranieri rimangono in silenzio. Apparentemente sono i fabbricanti di autovetture i più coraggiosi“.


questione di tempo

26 Giugno 2008

Pubblicità, per la prima volta Internet sorpassa la radio – economia – Repubblica.it

Link: Pubblicità, per la prima volta Internet sorpassa la radio – economia – Repubblica.it.

MILANO – Nel 2008 gli investimenti pubblicitari su Internet supereranno per la prima volta in Italia la raccolta del settore radiofonico. Grazie ad un incremento del 29,8% sul 2007, infatti, il web assorbirà 675 milioni di euro contro i 520 milioni dell’anno precedente. Contemporaneamente la radio passerà da 598 a 623 milioni (+4,2%) confermando così il suo buono stato di salute.

Questa notizia, alla faccia di chi sosteneva che Internet era più una moda che un medium.

Saluti

F.


voci di corridoio… ovvero del cosiddetto buzz marketing

25 Giugno 2008

altro video simpaticissimo ad opera di quei mattacchioni di Crazy Marketing.

Creare attesa, conversazione e confronto su un prodotto dalla immenente uscita può essere vantaggioso in termini di comunicazione e di notorietà… provate un po’ a pensare da quanto tempo si parla dell’I-Phone.

Arriva oggi, no domani, ma non doveva essere qui ieri? io l’ho incontrato quando sono andato in America l’ho rapito e l’ho modificato geneticamente così posso usarlo prima di tutti.

Preparare il mercato e prepararsi alle reazioni del mercato, interagire con i futuri clienti e seguire alcuni dei loro pareri può essere un utile strategia per evitare clamorosi buchi nell’acqua.

Saluti

F.


Perle di saggezza

25 Giugno 2008

“Se all’arrivo del circo in città lo scrivi su un cartello,

 vale come Inserzione.

Se appendi il cartello sul didietro di un elefante e lo fai girare per le strade,

quella è una Promozione.

Se l’elefante attraversa l’aiuola del sindaco  quella è  una Pubblicità.

E se riesci a strappare al sindaco  una risata sul tuo elefante,

hai fatto Public  Relations.

Se hai pianificato l’intero insieme,

bene quello è Marketing.”

                                                     [anonimo]


marketing operativo

25 Giugno 2008

Qualcuno lo ritiene obsoleto, qualcun alro lo ritiene il top.

Fax marketing, email marketing, telemarketing, mail marketing. Sono strumenti sorpassati? certo contengono in sè delle difficoltà congenite come una potenziale carica diinvadenza, un pregiudizio di fondo da parte del pubblico e di sicuro una certa diffidenza.

Certo è che sono strumenti che non si possono improvvisare…

Telemarketing: negli ultimi tempi mi sono dovuto avvicinare a questo mondo per entrare in contatto con alcuni clienti. Mamma mia. solo ora ho capito la professionalità degli operatori di contact center, principalmente di quelli outbound. Fare una telefonata è un mestiere, richiede tecnica, tono di voce visualizzazione, capacità persuasive e la grinta necessaria. Nei primi dieci secondi ti sei giocato la telefonata e io, vi assicuro, me ne sono giocate un bel po’. Per migliorare le mie performances ho letto qualcosa sul telemarketing e ho scoperto un mondo dietro a quelle signorine che a volte paiono tanto moleste. Un telefonata tipo ben stampata in mente e uno schema logico ad albero che si sviluppa davanti all’operatore a seconda delle risposte del cliente dall’altro lato del telefono.Beh il fatto è che siano benedette queste signorine che spesso riescono ad entrare dove altri (me compreso) non sono riusciti. Customer satisfaction e ricerche di mercato si basano ancora tanto su questo genere di strumenti, per quanto io credo che i feedback che si ottengono da un blog sono molto più attendibili per il semplice fatto che l’utente/cliente vi si avvicina volontariamente.

Fax marketing: strumento che decisamente sottovalutavo e non ho mai considerato a pieno. C’è chi ne è un affermato sostenitore. Io ne apprezzo cautamente le potenzialità. A volte porre all’attenzione un’offerta su un supporto cartaceo può essere efficace più di una mail o di una telefonata. Questo spiega perchè nel mondo del turismo questo strumento è tanto utilizzato. Offre la possibilità di esaminare il messaggio con calma e in un secondo momento. Consiglio: se vi appassiona questo strumento attivatevi un fax virtuale che vi manda i fax direttamente sulla casella di posta elettronica. Se proprio non potete fare a meno del cartaceo: RICICLATE!

Email marketing: in assoluto il più utilizzato degli strumenti di marketing operativo. Da recenti statistiche l’80% della italica popolazione navigante è registrato su almeno 2 mailing list… e il 60% legge tutte le mail che gli arrivano, anche quelle palesemente promozionali… (ammetto di non essere fra questa percnetuale). Alcune mailing list, però, sono fatte davvero ad arte e attirano l’attenzione. Io personalmente apprezzo molto quelle che contengono poche informazioni e alcune immagini conferendo al testo una certa immediatezza, diversamente si consiglia di utilizzare il decisamente comodo strumento del sommario.

Voi che ne pensate?

 


dello sport e dei suoi derivati (parte terza)

23 Giugno 2008

forza, tenacia, affidabilità, spirito di squadra.

Ecco i valori che IVECO vuole trasmettere con gli All Blacks.

fate un passaggio su:

www.allblacks.iveco.com

di seguito lo spot che sta passando in questi giorni:


Tratti comuni

23 Giugno 2008

Per quanto si tenti di analizzare un sempre più invadente individualismo dovuto alla continua interazione uomo macchina… bla bla bla è sempre più forte ed evidente la stringente necessità degli individui di far parte di un gruppo, di condividere tratti comuni con altri, di conversare su passioni comuni e di scambiare esperienze.

Non è un caso che da molti social network spesso scaturiscano incontri in carne ed ossa. Credo che la sostanziale differenza sia che internet offre la possibilità di andare a selezionare direttamente le persone che riteniamo più affini a noi accorciando i processi di selezione e conoscenza.

Affianco a questo aspetto resta il fatto che in questi casi l’aggregazione ruota sempre intorno a qualcosa: la fede sportiva, il credo religioso, la passione per un oggetto o per un argomento…

Nascono vere e proprie tribù con i propri “idoli”, le proprie regole e prassi.

Ecco che soddisfare le esigenze dei clienti appassionati ai propri prodotti diventa per le aziende una enoreme risorsa per il rafforzamento del proprio brand.

Pensate ai moto raduni, agli incontri di Slow Food, ai forum degli appassionati del Mac o di Linux.

Senso di appartenenza, rapporto privilegiato con la casa produttrice del proprio oggetto del desiderioe  contatto diretto con quanti possono condividere la mia stessa passione. Tutto questo è marketing tribale. Quella prassi che coinvolge i propri clienti e appassionati in tutti i processi, che dialoga con loro al fine di realizzare campagne di comunicazione su misura per loro aumentandone sempre più il livello di soddisfazione e il senso di appartenenza alla grande famiglia del Brand.

Un esempio?

… beh scontato, forse, ma lampante.  Raduni nazionali, nuovi modelli, abbigliamento ad hoc, percezione di possedere un modello unico, con un suono inimitabile. Questo è essere un ducatista. Negli ultimi anni Ducati ha rilanciato il suo brand facendo leva principalmente sulla risorsa più preziosa che aveva: i suoi grandi appassionati. Sono stati loro la cassa di risonanza di un’azienda che in pochi anni ha ribaltato il suo destino puntando tutto sui valori aziendali, sulla qualità, sull’unicità del prodotto, sul piacere di guidare un veicolo interamente prodotto in Italia.

DESMOBLOG, il nome è tutto un programma. Questo è il blog attraverso il quale Gabriele Del Torchio, amministratore delegato Ducati, comunica con gli appassionati dei gioiellini di Borgo Panigale. Spesso lo stesso Gabriele offre ad alcuni blogger la possibilità di visitare lo stabilimento Ducati facendo lui stesso da cicerone.

Del successo del brand Ducati, unito ai successi sportivi, unito al bilancio in attivo e alle vendite sempre in crescita  non devo certo parlare io.

per approfondimenti sui temi del marketing non convenzionale si legga:                                 Cova,Giordano,Pallera-Marketing non convenzionale-Sole 24 Ore                                                     

Saluti

F.

 


non conventional ideas

21 Giugno 2008

Carissimi,

spero stiate trascorrendo un buon weekend.

La mia attività di selezione di chicche per voi continua anche oggi anche se, me lo permetterete, con un ritmo più blando. Vi lascio un video di presentazione diciamo così… “non convenzionale”.


Musica notturna

21 Giugno 2008

 

Sul principio del mio week end mi permetto di consigliarvi un conciliante brano musicale.

E’ vivamente consigliato l’ascolto di tutto il disco che contiene questa canzone. E’ uno di quegli album che “levano via dall’anima la polvere della vita”, direbbe un mio amico.

Buona notte.

F.


cenni di guerrilla urbana

20 Giugno 2008

 

Diffidate dai creativi… sono gente strana! :-)

Per gli appassionati del genere: visitate il sito www.bloguerrilla.it


Dello sport e dei suoi derivati (parte seconda)

19 Giugno 2008

ic teamIn perfetta linea con quanto descritto sotto vi porto l’esempio una fantastica inziativa della Calcestruzzi Irpini.

Questa è l’empirica confutazione di quelle teorie che sostengono che solo determinate categorie beneficiano di operazioni di Brand. Premetto che ho scoperto di questa operazione leggendo una rivista che parlava di quest’azienda proprio in virtù di questa operazione di marketing e non della sua posizione di leader nella costruzione di calcestruzzi.

Non ci sono limiti ad una comunicazione efficace.

riporto dal sito IC Team  www.irpiniacalcestruzzi.it/ic/root/ic_team.htm

Progetto IC Team
“Il progetto IC TEAM, attraverso le attività di sponsorship in diversi ambiti sportivi (Campionato del Mondo di Motociclismo Classe 125, Campionato Formula 2.0 Renault Italia, Campionato Basket Maschile Serie A1 e Settore Giovanile Femminile), vuole valorizzare, in un ottica internazionale,
i contesti che rappresentano un motore importante per la crescita umana e professionale dei giovani.
Lo sport è, spesso, l’ambito privilegiato in cui le doti personali sono stimolate e messe alla prova; l’obiettivo è dare ai giovani la certezza che, con i valori dell’onestà, del coraggio e della determinazione, è possibile costruire il proprio futuro nello sport come nella vita.”

 


Dello sport e dei suoi derivati

19 Giugno 2008

Quanti di voi conoscevano il brand New Holland prima che questo comparisse sulle maglie della Juventus?

Beh ammetto di essere tra quelli che vivevano nella più completa ignoranza di chi fossero questi signori che ora so appartenere al Gruppo Fiat, settore veicoli agricoli e mezzi da lavoro.

Piccolo esempio, questo, di come sia determinante – in certi casi - associare il proprio brand ad una realtà che offre la massima visibilità e lo sport è certamente uno di questi. Altro esempio è il caso Bwin. Non avvezzo al mondo delle scommesse sportive potrebbe certamente essere una mancanza soltanto mia ma credo che la maglia del Milan abbia portato anche a questi signori un certo vantaggio.

Detto questo stare a parlare del vantaggio di visibilità che le sponsorizzazioni sportive portano ad un brand equivarrebbe a dire che la terra è rotonda…

L’aspetto su cui ragiono oggi è la tendenza di alcune aziende a far ruotare parte della propria comunicazione intorno a valori comuni con determinati sport o atleti al fine di incrementare la propria brand awareness. Non si tratta più di una semplice associazione di brand o della ricerca della massima visibilità. Si tratta della trasmissione di valori e della scelta di atleti che più di tutti sono rappresentativi di questi valori.

Avete sentito parlare di F.I.AT ovvero della Fabbrica Italiana Atleti? Si tratta di un team di atleti italiani che potremo seguire in tutto il percorso che li sta conducendo verso Pechino 2008. Notizie, curiosità, aneddoti, blog, sito internet www.fabbricaitalianaatleti.it e la possibilità di interagire con ognuno dei protagonisti di quest’avventura . Sport, competizione, tenacia, italianità. Sapete chi ha organizzato questa fantastica operazione? FIAT ovvero Fabbrica Italiana Automobili Torino.

Da tempo la casa torinese sta puntando tutto sul concetto di stile italiano, di qualità,  e di made in italy.

Chi è meglio rappresentativa di questi valori di una pattuglia di eccellenti atleti rigorosamente italiani in viaggio verso Pechino con l’obiettivo di fare incetta di medaglie olimpioniche nel più grande mercato in espansione del mondo?

 

Video di presentazione della Fabbrica Italiana Atleti

 


Carpisa

18 Giugno 2008

Una delle mie grandi passioni è il marketing e un po’ per gioco, un po’ per passione e molto per lavoro spesso analizzo nuovi case histories. D’ora in poi userò questo spazio anche per riflettere ad alta voce… e condividere con voi i miei ragionamenti.

Un evidente caso di marketing vincente è, a mio avviso, Carpisa.

Azienda Campana che opera nel settore della valigeria ed accessori, Carpisa ha saputo posizionarsi strategicamenteall’interno di q uesto settore andando a colmare un vuoto creatosi tra il top di gamma e i prodotti e i prodotti di utilizzo comune ma senza un brand forte. I suoi prodotti non costano eccessivamente, sono alla portata di tutti e dal design sempre accattivante. Questo favorisce l’acquisto non solo dettato dalla necessità ma anche dalla voglia di soddisfare il proprio bisogno di fashion senza intaccare pesantemente il proprio budget. Questo spiega anche il costante ricambio e aggiornamento dei cataloghi della casa della tartarughina.

Identità ben delineata, giovane, divertente e sbarazzina. Questa è la connotazione di Carpisa che ha saputo realizzare in poco tempo una capillare rete di vendita articolata in 450 negoziin tutto il mondo.

Accanto alla spinta dei propri prodotti vi sono importanti operazioni di brand che fanno di Carpisa un’azienda dalle idee chiare. Importanti investimenti in comunicazione hanno favorito l’esportazione di questo brand anche oltre i confini regionali e nazinali. Sport e musica sono gli ambiti in cui Carpisa ha fatto le migliori operazioni di comunicazione. Attualmente è presente in Russia, Malta, Giappone, Arabia Saudita e qualcun altro che dimentico.

Insomma grandi passi da gigante e anche molto svelti per la tarterughina verde che vive all’ombra del Vesuvio…

 

 


Storia di quotidiana sopravvivenza

17 Giugno 2008

Uno degli esami più belli che abbia fatto all’università è “Disegno Industriale”. Un affare dal nome mostruoso che temevo essere di una noia mortale che invece si è rivelato la scoperta di un mondo… quello della costruzione degli oggetti e dello studio che la precede. L’impegno finalizzato alla realizzazione di qualcosa che semplifichi la vita dell’utente ma che contemporaneamente ne accarezzi le sensibilità estetiche. Ricordo che all’epoca mi venne in mente quanti oggetti detesto per la loro poca funzionalità e scomodità.

Viaggio spesso in treno e ogni volta che lo faccio mi si rafforza la convinzione che molti dei nostri treni sono esattamente il contrario di quanto sopra. Credo che chi li progetta spesso non li usa. Spiegazione diversa non immagino.

Ogni volta che salgo su un Eurostar e dopo la seconda ora ho il collo a pezzi per quella folle posizione col collo in avanti rimpiango i vecchi cari interregionali. Gli unici treni che abbiano mai rispettato il sacrosanto diritto del viaggiatore alla pennichella ristoratrice…

Vi segnalo un bell’articolo di Luca Chittaro che ha scovato una fantastica chicca che riguarda i bagni dei nostri treni superveloci. Leggetelo, potrebbe tornarvi utile.

http://lucachittaro.nova100.ilsole24ore.com/2008/06/trenitalia-e-lu.html

 


Imprenditori in erba

16 Giugno 2008

In questi giorni ho concluso la mia esperienza di trainer di un “laboratorio d’impresa”.

Cos’è un laboratorio d’impresa? è la fantastica idea di un’associazione campana che ha deciso di promuovere la cultura d’impresa in tutte le scuole della Regione. Ogni classe diventa una micro-impresa, inventa un prodotto e ne cura la realizzazione in tutte le sue fasi. Ne cura in packaging, elabora strategie di marketing e di comunicazione. Fa attività di found raising collocando le azioni della propria impresa sul mercato  e ricerca sponsor disposti ad investire nell’idea. Bilanci, conto economico e stato patrimoniale, business plan , verbali d’assemblea e registro dei soci. Questi sono gli strumenti di cui dispone ogni laboratorio e con cui deve fare i conti. La resa dei conti avviene in ben 3 fiere in cui le varie scuole si sfidano a colpi di strategie per contendersi i premi provinciali e regionali.

Momenti di aggregazione con retrogusto educativo con lo scopo di far capire ai ragazzi come funziona un’impresa. Una grande esperienza umana che trasmette l’idea che in un’impresa (come in un team) si vince e si perde tutti insieme. 140 scuole coinvolte in 4 province e non so quanti allievi.

Questo è il piccolo miracolo che Roberto, Gianfranco, Mauro, Cristina, Emanuela e tutti i ragazzi di IGS Campania (www.igscampania.it) ogni anno compiono…

Accanto a questo la soddisfazione di essere salito sul palco coi miei nuovi 16 amici a ritirare il premio per il miglior Business Plan.

 

 

video di presentazione alla competizione regionale tenutasi a Paestum

 


Vita al contrario

15 Giugno 2008

Nel giorno del mio compleanno apro questo blog e vi saluto con una simpatica riflessione di Woody Allen che non condivido ma che mi fa sempre sorridere.

 

 

La vita dovrebbe essere vissuta al contrario.Tanto per cominciare si dovrebbe iniziare morendo,
e così tricchete tracchete il trauma è già bello che superato.
Quindi ti svegli in un letto di ospedale e apprezzi il fatto
che vai migliorando giorno dopo giorno.

Poi ti dimettono perchè stai bene, e la prima cosa
che fai è andare in posta a ritirare la tua pensione,
e te la godi al meglio.

Col passare del tempo, le tue forze aumentano,
il tuo fisico migliora, le rughe scompaiono.
Poi inizi a lavorare, e il primo giorno ti regalano un orologio d’oro.

Lavori quarant’anni finchè non sei così giovane
da sfruttare adeguatamente il ritiro dalla vita lavorativa.
Quindi vai di festino in festino, bevi, giochi, fai sesso e
ti prepari per iniziare a studiare.

Poi inizi la scuola, giochi coi gli amici,
senza alcun tipo di obblighi e responsabilità,
finchè non sei bebè.

Quando sei sufficientemente piccolo,
ti infili in un posto che ormai dovresti conoscere molto bene.

Gli ultimi 9 mesi te li passi flottando tranquillo e sereno,
in un posto riscaldato con room service e tanto affetto,
senza che nessuno ti rompa i coglioni.

…E alla fine abbandoni questo mondo in un orgasmo!