La prima volta RAI

30 Novembre 2008

Simpaticissima l’idea della RAI di utilizzare una campagna di viral marketing per promuovere l’uscita della2 nuova fiction “Tutti pazzi per l’amore”. Una serie di video vedono i protagonisti (Emilio Solfrizzi, Stefania Rocca  e Neri marcorè) nelle vesti di improbabili vampiri o cowboys declinando il titolo originale della fiction in “Tutti sazi per amore” e “Tutti lazi per amore”.

E’ la prima volta che RAI utilizza il passaparola online per pubblicizzare un prodotto televisivo. Interessante l’esperimento.

Angelo Teodoli, vicedirettore vicario di Raiuno, ha spiegato all’Adnkronos: “Si tratta di una commedia brillante che dunque si presta anche più facilmente a le parodie. E poi quest’anno “Tutti pazzi per…” è stato un pò il tormentone di Raiuno, prima con lo show di Antonella Clerici “Tutti pazzi per le tele”, poi con questa fiction. Da qui l’idea di testare su questo prodotto il marketing virale, declinando i filmati dei protagonisti nei principali generi cinematografici. E naturalmente speriamo che la cosa non finisca qui e che gli stessi utenti decidano, come spesso accade nella rete, di proporre ulteriori versioni delle parodie. Noi siamo pronti ad accoglierli anche sul sito che Rai Net ha approntato per l’occasione.




Perchè il web Marketing non è in crisi

30 Novembre 2008

Fonte: ilgiornale.it

Si tratta di uno dei pochissimi settori che non conoscono crisi. E’ un’opportunità per gli investitori che non amano rischiare e soddisfa le aspettative degli operatori del settore. La pubblicità online, anche in Italia, è in forte crescita e le motivazioni sono da ricercare direttamente nelle caratteristiche che la rendono unica, interattiva e soprattutto dai ritorni misurabili.

Cosa accade quando si pianifica una campagna pubblicitaria in TV? Immagino si analizzi principalmente il target del prodotto/servizio da promuovere. In seguito è necessario individuare quali fasce orarie e trasmissioni godranno presumibilmente dell’attenzione del target di riferimento.

A questo punto la campagna prende il via, lo spot viene visualizzato da decine di migliaia di telespettatori. Alcuni di questi acquisteranno il prodotto/servizio. Al termine della campagna sarà possibile “stimare” quanto l’investimento in pubblicità televisiva è risultato efficace al fine di incrementare fatturato ed utili. Si calcola quindi quanto è costata la pubblicità televisiva per ogni singolo prodotto/servizio venduto e si tirano le somme.

Cosa accade se negli stessi giorni si pianifica anche una campagna sui maggiori quotidiani nazionali o periodici di settore? L’iter dovrebbe esser simile. Si studia il target e si pianifica la strategia più adeguata.

Allo stesso tempo pianifichiamo una campagna di cartelloni 6×3 in giro per le strade italiane.

Tutte le differenti campagne hanno prodotto una certa quantità di vendite. A questo punto, al fine di ottimizzare gli investimenti in pubblicità, dovremmo capire quale delle campagne è risultata maggiormente efficace ed ha prodotto quindi il maggior utile a fronte di un minor costo. A tal fine non potremo fare altro che affidarci ad una stima basata principalmente su dati statistici.

La Pubblicità Online va ben oltre. Chi investe in pubblicità online di qualunque genere è potenzialmente in grado di conoscere l’esatto numero dei potenziali clienti che ha cliccato su un determinato banner o link presente su un particolare portale, anche quando la campagna prevede la promozione su 100 portali differenti. Ciò che è davvero straordinario della pubblicità online è che l’investitore può conoscere con esattezza la provenienza dei visitatori che hanno effettuato un acquisto. Questo è ciò che distingue la pubblicità online dalla tradizionale.

Facciamo un esempio. Immaginate di pianificare una campagna online della durata di un mese pubblicando un banner su 1 portale generalista, 1 link su un portale di settore ed una campagna in pay per click su Google (il vostro sito tra i collegamenti sponsorizzati).

Al termine della campagna sarete potenzialmente in grado di conoscere il numero esatto di visitatori provenienti dal portale generalista e quanti di questi hanno acquistato il prodotto, ed allo stesso modo per il portale di settore e per la campagna in pay per click su Google.

Avrete quindi la possibilità di misurare con precisione quanto ogni fonte è risultata efficace al raggiungimento dell’obiettivo finale. Potrete quindi decidere di orientare gran parte degli investimenti sul sito o iniziativa promozionale online che risulta maggiormente efficace, riducendoli allo stesso tempo sulle campagne a basso rendimento.ù

Vi sarà inoltre possibile conoscere una serie di dati significativi riguardo i vostri nuovi clienti come ad esempio la provenienza geografica.

La misurabilità della pubblicità online offre indubbiamente ottime opportunità di business anche in tempi di crisi, proprio perché rende possibile una “chirurgica” ottimizzazione dei budget.

Alessandro Sportelli


Advertising 2.0: come valutare gli effetti?

14 Novembre 2008

Continuo a leggere articoli e analisi che cercano di fare un quadro sulla situazione contemporanea e suglinetwork scenari futuri dell’ Advertising e in particolare di quello on line.

Google news è inondato di previsioni rosee e di costanti incrementi di fatturato della pubblicità on line. Tutto questo va bene ed è anche fisiologico, nel momento in cui abbiamo di fronte a noi una media nuovo e un terreno per molti versi ancora inesplorato. La bellezza del web è la potenziale assenza di limite alle capacità e alla fantasia e sopratutto, visti i bassi costi di accesso, la possibilità concreta di sperimentare.

Quello che continuo a non capire è il perchè molti si ostinano a voler misurare fenomeni diversi con parametri uguali. Continuo a leggere che nonostate l’incremento di Facebook, Adwords è sempre il più forte.

Questo paragone è improponibile. AdWords è un sistema che ti permette di pubblicare un annuncio pubblicitario nell’esatto momento in cui un utente manifesta una volontà di acquisto o, almeno, un particolare interesse verso un oggetto o un segmento di mercato.

Il marketing sui socialnetworks agisce in modo nettamente diverso. Fare comunità attorno ad un prodotto, dibattere, raccogliere opinioni e informazioni è un’attività di fidelizzazione  e presentazione di un brand o prodotto che sia. Tutto questo vuol dire dare al prodotto una vita parallela con un’autonomia propria il cui ritorno non può essere valutato solo in termini di fatturato prodotto ma di brand awarness generata e di potenziali clienti attratti nel lungo periodo…

Nel mondo di Facebook i cartelloni pubblicitari virtuali in stile AdWord spesso non vengono nemmeno considerati. L’utente che accede non è mentalmente predisposto alla ricerca di contenuti.Cerca persone, stringe alleanza, amicizie, ritrova amici, cerca persone con passioni comuni. Ecco che il brand in questo senso esce dalla porta e può rientrare dalla finestra a patto che sia disposto a modificare la sua forma e accessibilità, che sia disposto ad essere oggetto della comunità, a partecipare alla vita del network e a condividerne prassi e rogole. Tutto questo non ha un valore/prezzo misurabile in pay per click.

Volagratis, motore di ricerca di voli low cost del gruppo Bravofly, ha da un po’ avviato una startegia di comunicazione che utilizza diverse piattaforme di socialnetworking ha recentemente creato una  fan page su Facebook. In piena prospettiva virale offrirà a tutti gli iscritti del suo gruppo un buono sconto al raggiungimento dei 2000 iscritti. Unica condizione il limite temporale. Far si che i propi utenti siano il veicolo stesso del messaggio e non il semplice destinatario. In questo senso il modello Facebook e AdWords potrebbero essere alleati e non concorrenti. Ecco un buon esempio di come Facebook possa essere sfruttato per il consolidamento della brand awareness all’interno di una strategia articolata di medio-lungo termine.

Saluti.

F.


Marketing made in Paris

9 Novembre 2008

Parigi lancia dal Wtm di Londra una nuova immagine e un nuovo slogan: “Le nouveau Paris Ile de France”.torre-eiffelLa nuova campagna di marketing, dedicata in particolare ad un target giovane, vuole offire un’immagine della destinazione meno legato allo stereotipo di città museo, legata al suo glorioso passato. La campagna si caratterizza, infatti, di immagine a colori ‘funky’ per valorizzare la capacità della città di guardare al futuro e offrire opportunità di interesse anche a chi è appassionato di nuovi trend.


Fonte: ttgitalia.com


Pubblicità globale.

3 Novembre 2008

Si scrive BootB, si legge: prima “agenzia di pubblicità” in grado di coordinare le migliori creatività esistenti sul Pianeta.

Nata da una grandiosa intuizione di Ludovico Bancale BootB si propone come piattaforma atraverso la quale un’azienda di qualunque parte del mondo può pubblicare un brief dettagliato e dare il via ad una gara di abilità.

Descrizione dettagliata dei risultati che si vogliono ottenere e budget. Questi sono gli indizi iniziali. Per il resto libero sfogo alla voglia di cimentarsi di privati, agenzie e freelance.

Un’agenzia di pubblicità web 2.o che offre l’opportunità di superare  restrizioni geografiche e limite creativo connesso alla decisione di affidare per default il lavoro alla propria agenzia di riferimento.

Non è il primo esperimento di successo fatto in questa direzione. Già Zooppa e The Blog TV hanno intrapreso questo cammino. In questo senso, però, BootB si distingue grazie ad un prevalente orientamento B2B che ha come fine principale il Link tra azienda committente e agenzie di pubblicità.

” Tramite BootB – afferma Bancale in un’intervista rilasciata a Nova, inserto del Sole 24 Ore – tutti i creativi del Pianeta, ovunque si trovino, possono dare soluzione ai brief dei brand più prestigiosi e guadagnare in un giorno decine o addirittura centinaia di migliaia di euro”.


Street View: girare per la città in compagnia di Google

1 Novembre 2008

Si chiama Street View, l’ha sviluppata Google, è l’evoluzione naturale di Google Maps, e permette di esplorare, navigare, scoprire, visitare, attraverso il pc e il cellulare (Blackberry e telefoni abilitati Java) la città al livello della strada. Arriva oggi in Italia, dopo avere avuto un battesimo di successo negli States, in Australia, Giappone, e sono già visibili Milano, Firenze, Roma, Como e dintorni lacustri. Un programma adatto per pigri (si girano vie e piazze di belle città comodamente seduti sul divano) o per turisti incalliti. Già, perché con Street View si arriva dappertutto: al civico di un amico, al luogo prescelto per un appuntamento, al negozio alla moda, al ristorante citato dalla guida (con un clic si può anche prenotare), al Colosseo e al Cenacolo. Con il vantaggio che si vede, preventivamente o mentre si cammina, il contesto, tutto quello che c’è attorno. Non c’è nemmeno bisogno di inserire il punto da cui si parte, perché il sistema segnala la posiziona in automatico. Per accedere alle immagini, basta selezionare il pulsante “Steet View” su Google Maps, fare clic sull’icona a forma di macchina fotografica visualizzata sopra la città prescelta, e fare zoom. Ci si può spostare in avanti e indietro lungo strade e piazze, e ruotare la visuale di 360 gradi, o guardare anche dall’alto la zona dove si è diretti grazie a immagini satellitari. A proposito, ci sono già alcuni esempi di implementazioni già operanti nel segmento business. La Regione Toscana, per esempio, che cerca di supportare la meglio il turista e, perché no, i residenti; e Tecnocasa, che offre al possibile acquirente ulteriori elementi riguardo l’immobile a cui è interessato, come, appunto, il contesto; e TvTrip, che permette al suo cliente di visitare in anticipo ad altezza d’uomo i dintorni dell’albergo prescelto. Però, pensate a quali e quante applicazioni possibili: per le scuole, lezioni di storia e geografia, nonché gite virtuali; per le aziende, controllo preventivo della zona in cui si vorrebbe trasferire l’ufficio, delle location per azioni pubblicitarie e di marketing, per gli editori (l’ha già fatto Cnn) l’incorporazione delle immagini sui propri siti per mostrare i luoghi di un determinato servizio; per i servizi di emergenza, che possono vedere in anteprima la zona verso la quale devono dirigersi, ecc. E la privacy? Garantita al massimo, assicura Google. Infatti, le immagini girate nelle città e poi elaborate al computer per essere utilizzate su Google Maps, contengono ovviamente i volti di tante persone; ebbene una sofisticata tecnologia offusca i volti (e le targhe delle macchine) in modo tale da non poter essere identificati. Nel caso deprecabile che un utente si riconosca, basta linkare “Guida di Street View” e seguire le istruzioni per segnalare l’anomalia.

Pino Fondati