Relish:pubblicità porno soft ma per chi?

30 Gennaio 2009

Leggo su Repubblica.it un articolo che parla dell’ennesima “campagna shock”, come sono soliti definirle i giornalisti…

relish

Si tratta della campagna pubblicitaria del brand Relish, “leader in europa”  come dice la descrizioni del sito internet su google.

Si tratta di una campagna bella, elegante, dalla cratività innovativa e originale. Due donzelle ben cosciute e tettue vengono fermate ad un posto di blocco e sono vittime (compiaciute) di una perquisizione “pop porno” accurata ad opera di due agenti sono a metà strada tra Mike Tyson e un attore di Gomorra. Poi se volete carpire i segreti di questi strateghi della comunicazione e del marketing  andate a farvi una passeggiata sul sito (che non linko volutamente e che in quanto a comunicatività è peggio dei manifesti…) e andatevi a vedere il backstage…

Complimenti, bella davvero.

Mi chiedo chi siano gli interlocutori di queste campagne. Cioè… non credo che la mia ragazza si senta coinvolta o immedesimata da questa pubblicità.Nemmeno la giovane donna in carriera e manco la pin-up.Non c’è identificazione. Forse questa pubblicità intercetta di più fantasie maschili. Se così è, con quale risultato? resto dubbioso…

A questo punto devo pensare che l’unica leva su cui contano è la compiacenzaq di qualche giornalista che si presta a scrivere titoli idioti sul genere… “Campagna shock” e che fa a chiedere il parere al sindaco Iervolino sulla faccenda (come se Rosetta non avesse altro a cui pensare).  Ma campagna shock de che? de chi?


28 Gennaio 2009

Uno degli spot della nuova campagna Pepsi di cui ho parlato qualche post fa…


Spotanatomy premia il peggio delle pubblicità italiane

28 Gennaio 2009
I lettori del blog hanno scelto una campagna di Oliviero Toscani per Inail per gli SWAA (Spotanatomy Worst Advertising Awards).
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Spotanatomy premia il peggio delle pubblicità italiane I lettori del blog hanno scelto una campagna di Oliviero Toscani per Inail per gli SWAA (Spotanatomy Worst Advertising Awards). Il blog Spotanatomy (www.spotanatomy.info), dedicato al mondo della pubblicità e parte del network di nano-publishing Communicagroup (communicagroup.libero.it), ha lanciato all’inizio di dicembre la nuova edizione degli SWAA (Spotanatomy Worst Advertising Awards). Si tratta di un contest dedicato alle peggiori pubblicità segnalate dai lettori del blog nel corso del 2008. Ieri mattina sono stati pubblicati i risultati definitivi del concorso ‘virtuale’, che ha visto la vittoria di una campagna ad opera di Oliviero Toscani (http://spotanatomy.libero.it/2009/swaa-2008-il-vincitore/) per Inail. Secondo posto a pari merito per un manifesto a sostegno della candidatura di Milly D’Abbraccio alle elezioni amministrative di Roma e per un video virale dell’Aquafan di Riccione (‘Maschere’). Al terzo posto due annunci stampa di Mercedes Classe E e Morellato.


Tyou: potere ai telespettatori

26 Gennaio 2009

Vi segnalo una nuov aweb TV con un palinsesto e un funzionamento tutto particolare. Riporto testualmente:

Tyou è la tua web tv che puoi gestire da solo. Ideata dal regista Marco Frosini e Matteo Arcangeli, propone video indipendenti come film, cortometraggi, fiction, programmi tv, backstage, notiziari e tanto altro. Hanno tutti uno scopo narrativo e l’intento è quello di creare un sito per prodotti indipendenti o anche di riproporli sul web. Un sito dunque che è un luogo di incontro e scambio, con forum, casting e provini, sondaggi, news, concorsi e festival. Ogni utente che si registrerà gratuitamente potrà commentare e votare i video, partecipare nei forum a discussioni, potrà gestire gli annunci. Spedisci una foto e un curriculum e verrai inserito nell’albo artisti gratuitamente.”

buona visione e in bocca al lupo allo staff di Tyou.

F.


Promuovere giustizia, evitare ‘gap’ digitale.

23 Gennaio 2009

digital-divide

“Bene reti digitali che promuovono solidarietà umana”

Città del Vaticano, 23 gen. (Apcom) – E’ “gratificante” vedere “l’emergere di nuove reti digitali che cercano di promuovere la solidarietà umana, la pace e la giustizia, i diritti umani e il rispetto per la vita e il bene della creazione”: così il Papa nella quarantatreesima Giornata mondiale delle comunicazioni sociali pubblicato oggi.

“Queste reti – prosegue Benedetto XVI – possono facilitare forme di cooperazione tra popoli di diversi contesti geografici e culturali, consentendo loro di approfondire la comune umanità e il senso di corresponsabilità per il bene di tutti. Ci si deve tuttavia preoccupare di far sì che il mondo digitale, in cui tali reti possono essere stabilite, sia un mondo veramente accessibile a tutti. Sarebbe un grave danno per il futuro dell`umanità – prosegue Ratzinger – se i nuovi strumenti della comunicazione, che permettono di condividere sapere e informazioni in maniera più rapida e efficace, non fossero resi accessibili a coloro che sono già economicamente e socialmente emarginati o se contribuissero solo a incrementare il divario che separa i poveri dalle nuove reti che si stanno sviluppando al servizio dell`informazione e della socializzazione umana”.


PAPA: LE NUOVE TECNOLOGIE DI COMUNICAZIONE DONO PER L’UMANITA’

23 Gennaio 2009

(ASCA) – Citta’ del Vaticano, 23 gen – Le ”nuove tecnologie” di comunicazione, da internet ai palmari ai siti di networking, hanno uno ‘’straordinario potenziale”, a patto che vengano usate ”per la comprensione e la solidarieta’ umana”: lo afferma papa Benedetto XVI nel Messaggio per la Giornata mondiale delle comunicazioni sociali, che si celebrera’ domani. Anzi, per il pontefice, le nuove tecnologie sono ”un vero dono per l’umanita”’.


2.0, Musica online e musicisti indipendenti: la risposta arriva dal web

22 Gennaio 2009

musica20 Grazie ad internet ed al mercato della musica digitale, sempre più artisti e musicisti indipendenti possono svolgere la propria professione ricavando un reddito diretto dalla loro attività creativa. Nasce così un vero e proprio ecosistema che sta cambiando per sempre il mondo della musica. La professione del musicista, per chi non riesce ad ottenere subito la ribalta della fama e dei media, è sempre stata dura e difficile. Oltre ad una dose enorme di passione e studio, vi è sempre stata la difficoltà di un impiego non continuativo, o comunque discontinuo. La novità per il musicista desideroso di trasformare la propria passione per la musica in una fonte di guadagno arriva però dal web. Oggi, grazie a specifici servizi di diffusione, è possibile per qualsiasi musicista acquistare per pochi euro la propria visibilità nei principali store mondiali di vendita musicale, come ad esempio iTunes Music Store. Quello delle etichette musicali è sempre stato un mondo elitario e dal difficile accesso. Qualsiasi musicista, oltre che musicalmente valido, deve avere delle ingenti risorse economiche o di network per poter ottenere l’attenzione da un professionista del mercato musicale, e sperare così in una distribuzione nazionale. Oggi non è più così, perché con un minimo di know how e di conoscenze tecnologiche, è possibile tagliare fuori tutto il faticoso percorso tradizionale per la distribuzione, e vendere la propria musica vedendosi accreditare le royalty in modo diretto, senza nessun vincolo contrattuale. “Il mondo della musica sta arrivando veramente ad un bivio man mano che i musicisti si rendono conto di poter usufruire in modo diretto del più grande mercato digitale mai esistito, aperto 24 ore su 24 e per ogni giorno dell’anno” ha affermato il Dr. Stefano Calicchio, co-autore del manuale di marketing musicale, Musicista 2.0. “Si sta venendo a creare così una vera e propria filiera corta, all’interno della quale il musicista vende direttamente ai propri fan il frutto del proprio lavoro artistico”. Il beneficio è evidente per entrambi i soggetti interessati. Il fan può ascoltare musica di qualità ad un prezzo contenuto, senza dover pagare i tradizionali passaggi dell’industria musicale mainstream. Ma è per il musicista il vantaggio più grande, perché in questo modo può ottenere un reddito anche cospicuo dalla vendita diretta delle proprie canzoni, riuscendo a vivere di quello che più gli piace: fare buona musica. Il tutto è confermato dalle ricerche e dalle statistiche più autorevoli, come ad esempio quella della coda lunga, che svela come il mercato musicale del futuro sarà sempre meno caratterizzato dai titoli blockbuster e dalle classifiche. A fronte di ciò, troveremo una più equa distribuzione dei redditi musicali, che certo favoriranno un maggior sperimentazione ed apertura del campo musicale. I principali mercati digitali mondiali della musica hanno decretato il loro successo proprio in questo modo, ovvero proponendo musica indie e di musicisti indipendenti, andando ad allargare in modo eccezionale il repertorio di quanto offerto agli appassionati di musica. Si delinea così il profilo del musicista 2.0, un professionista in grado di costruire la propria professionalità musicale non solo sul pentagramma, ma anche attraverso le tecniche di marketing e promozione musicale.

Stefano Calicchio

Fonte: datamanager.it



Loghi d’Italia – storie dell’arte di eccellere

19 Gennaio 2009

Prosegue con grande successo la mostra-evento sulle eccellenze

del Made in Italy in esposizione a Castel Sant’Angelo, Roma

 

Il grande interesse del pubblico e delle Istituzioni  per loghi-ditalia1Loghi d’Italia – storie dell’arte di eccellere” ha portato a protrarre questa inedita esposizione sulle eccellenze della creatività italiana.

La proroga fino a domenica 22 febbraio 2009 è stata resa possibile grazie al supporto e alla collaborazione della Soprintendenza Speciale per il Patrimonio Storico, Artistico ed Etnoantropologico per il Polo Museale della Città di Roma, che ha sempre creduto in questo evento ospitandolo nei suoi prestigiosi spazi, e alla volontà della Direzione del Museo Nazionale di Castel Sant’Angelo, che ha compreso il valore culturale del progetto.

 

“Loghi d’Italia – storie dell’arte di eccellere” è una narrazione, viva e interattiva, che fa emergere e conoscere il grande apporto alle arti e alla cultura del nostro Paese delle principali aziende italiane.

Oltre 50 le aziende e i Musei d’Impresa analizzati, con circa 250 pezzi in esposizione, tra opere d’arte, manifesti e affiches, oggetti di design, progetti e schizzi d’autore, opere da collezioni pubbliche e private, riviste e libri storici, documenti e video.

 

Un’esposizione sull’eccellenza della creatività imprenditoriale italiana che, dalle aziende più antiche, come  Amarelli 1731 e Peroni 1846, passando per Perugina e Lagostina, nate agli inizi del ‘900, si snoda tra le imprese affermatesi intorno alla metà del ‘900, come Zanotta o iGuzzini, fino ad abbracciare le nuove realtà emergenti che costituiranno l’eccellenza italiana del domani.

 

Tre le sezioni della mostra: Storie di Loghi, il cuore della mostra che si articola in quattro aree tematiche: Impresa e Arte, Impresa e Comunicazione, Impresa e Design, Impresa e Innovazione; Storie di Nomi, dedicata ai personaggi che hanno segnato e continuano a segnare la strada dell’intraprendere; Luoghi d’Amore, in cui si raccontano i legami tra imprese e territori.

Un asse tematico trasversale è costituito dall’Architettura, presente nelle tre sezioni con opere rappresentative e di pregio.

 

Dai Caroselli più noti agli scatti fotografici più rari, dagli oggetti di design agli episodi celati e gli studi non riusciti, “Loghi d’Italia” racconta le principali aziende nazionali – le persone, i prodotti, le storie, i territori – fotografandone le connessioni con le dinamiche storico-sociali, le correnti artistiche, le mode e le tradizioni tipicamente nazionali.

 

Articolata secondo un sistema armonico di passaggi, “Loghi d’Italia – storie dell’arte di eccellere” offre al visitatore non soltanto la possibilità di conoscere ed apprezzare le origini, il vissuto e il processo evolutivo degli oggetti di cui è solito fare uso, ma anche di coglierne le innumerevoli connessioni con il mondo dell’arte, della cultura, dell’architettura, della cinematografia, che hanno portato quegli stessi oggetti ad assumere il significato e il valore odierni.

 

 

Il percorso espositivo, ampio e multiforme, abbraccia le opere e i contributi più disparati, dal lungometraggio di Bertolucci al documentario di Antonioni, dai Caroselli di Testa agli interventi artistici di Warhol e Dalì, dalle affiches di Depero, Dudovich e Carboni ai versi di D’Annunzio, Marinetti, Pasolini, dai progetti architettonici di Cucinella e Fuksas alle sculture di Palladino, senza dimenticare il  design, con Sapper, Zanuso e Superstudio e molti altri.

 

 

 

Ideata e curata da Innovarte – società che abbraccia professionalità provenienti da diversi settori strategici, la cui mission è favorire la divulgazione e la conoscenza delle arti e delle culture in relazione alle realtà produttive italiane – la mostra è realizzata con la collaborazione della Commissione Cultura di Confindustria.

 


Il Papa su Google con un proprio canale: discorsi, filmati e news sul Vaticano

18 Gennaio 2009

fonte: Messaggero.it

CITTÀ DEL VATICANO (17 gennaio) – Il Vaticano allestirà su Google un proprio canale con discorsi, immagini, filmati e notizie sul Papa. Il progetto verrà presentato venerdì 23 gennaio in sala stampa vaticana e parteciperann tra gli altri il managing director media solutions di Google Henrique de Castro e il direttore del Centro televisivo vaticano e della Radio vaticana, padre Federico Lombardi.

La prima trasmissione esclusivamente via Internet di un documento pontificio fu fatta sotto il pontificato di Wojtyla nel 2001. Si trattò della Esortazione postsinodale «Ecclesia in Oceania». Con Wojtyla inoltre per la prima volta furono spediti SMS con pensieri papali. Lo scorso luglio invecepapa Ratzinger, in occasione della Giornata mondiale della gioventù di Sydney, inviò un SMS al giorno a tutti i ragazzi iscritti al raduno mondiale dei giovani cattolici.



Evangelizzazione 2.0: la chiesa, i giovani e facebook

17 Gennaio 2009

Da tempo la Chiesa Cattolica paga lo scotto di non aver capito, a mio avviso, che i canali di comunicazione deiteam giovani sono cambiati in pochissimo tempo e in modo rivoluzionario. E’ comprensibile che una realtà che fonda la propria essenza sulla ritualità e sulla tradizione si sia trovata in un certo qual modo spaesata di fronte alla trasformazione del proprio interlocutore.

Le parrocchie hanno svolto per decenni il ruolo di aggregatore. Con il benessere economico, l’aumento delle attività disponibili e internet  è venuta a mancare la centralità della Chiesa nella vita dei giovani che, a loro volta, hanno smesso di sentirne il bisogno perchè storditi da tanto intorno.

La grande sfida di questo momento è per l’appunto andare a confrontarsi con i giovani proprio in quei luoghi, fisici o virtuali che siano, che sono un potentissimo aggregatore. Per quanto poco edificante è dato assodato che passiamo gran parte della nostra giornata davanti al pc e spesso davanti a questo schermo succedono cose che nella vita reale non succedono. Si abbattono preconcetti, si vestono i panni di chi non si è e talvolta si è più disposti al confronto.

Internet e i socialnetwork potrebbero rivelarsi il terreno di una nuova frontiera di evangelizzazione e, in particolare, una nuova via per la pastorale giovanile. L’ostinazione di un medico a curare malattie nuove con terapie vecchie porterebbe alla perdita del paziente. Per non incorrere in questo errore è neccessario un grande sforzo di modernizzazione e di accetazione dei nuovi canali e delle nuove forme di comunicazione adottati dai giovani.

Quando trovo qualche sacerdote su facebook mi desta sempre curiosità.  Poi ci penso e lo apprezzo. Lo apprezzo perchè gli avanguardisti sono sempre visti con occhio curioso…  ma senza gli avangardisti non ci sarebbe progresso. E a questo proposito penso con piacere al Cardiale Sepe che incontra i suoi amici di Facebook.

Spesso si accusano le nuove tecnologie di aver  “corrotto” i giovani. In parte hanno contribuito a diffondere abitudini socialmente discutibili ma le opportunità offerte sono infinitamente di più.

Concludo segnalandovi un momento  di confronto organizzato dalla CEI sul tema ” Chiesa in Rete 2.0“. Con piacere  apprendo di questo moento di confronto “organico” sul tema, che va oltre l’azione dei singoli. Inoltre vi segnalo l’interessante blog di don Antonio Spadaro, un sacerdote che non conosco ma che mi pare molto 2.0.

Saluti.

F.


Marketing e Finanza: quando manca la sinergia

16 Gennaio 2009

Cosa succede se all’interno di un’azienda il marketing e la finanza non si comprendono?

E’ molto frequente che  l’ufficio marketing non abbia gli strumenti o gli sinergiaelementi per fornire al comparto finanziario elementi di valutazione del lavoro fatto e del lavoro prospettato. E’ complesso quantificare in parametri oggettivi il ROI di una campagna di marketing specie se finalizzata all’incremento della brand awarness.

La conseguenza di tutto questo è che spesso il lavoro del marketing viene sottovalutato e di frequente pogetti importati vengono fermati.

Si fa sempre più stringente la necessità di markting specialist che abbiano conoscenze finanziarie tali da poter fornire prametri e dati che facilitino l’opera di valutazione della propria atività e di finacials con una maggiore sensibilità  alla comunicazione e alle attività di promozione del band.

Parlare una lingua comune e lavorare sinergicamente allo sviluppo di un progetto comune è da sempre una strategia che premia.

Interessante l’artcolo del sole24ore che affronta questi temi alla luce dei risultati del’ultimo studio condotto in Eurpa da Coleman Parkes e commissionato da Xerox sulle relazioni tra finanza e marketing.

Saluti.

F.


12 Gennaio 2009

Un suggerimento last minute per una mostra da vedere. Abbiamo ancora due settimane di tempo:

Loghi d’Italia

storie dell’arte di eccellere

A Castel Sant’Angelo in Roma, dal 21 novembre 2008 al 25 gennaio 2009,

una grande mostra sulle relazioni tra la cultura ed il Made in Italy

Una sede d’eccellenza, Castel Sant’Angelo, sito museale tra i più visitati e noto a livello internazionale, per “Loghi d’Italia – storie dell’arte di eccellere”, una inedita e importante mostra-evento in calendario nell’autunno della Capitale.

Loghi d’Italia – storie dell’arte di eccellere” è una narrazione, viva e interattiva, delle commistioni tra il mondo artistico-culturale e le principali aziende italiane. Una esposizione sull’ eccellenza della creatività imprenditoriale italiana che, dalle aziende più antiche, come l’ Amarelli 1731 e Peroni 1846, passando per Perugina e Lagostina, nate agli inizi del ‘900, si snoda tra le imprese affermatesi intorno alla metà del ‘900, come Zanotta o iGuzzini, fino ad abbracciare le nuove realtà emergenti che a buon titolo costituiranno l’eccellenza italiana del domani.

Dai Caroselli più noti agli scatti fotografici più rari, dagli oggetti di design agli episodi celati e gli studi non riusciti, “Loghi d’Italia” racconta le principali aziende nazionali – le persone, i prodotti, le storie, i territori – fotografandone le connessioni con le dinamiche storico-sociali, le correnti artistiche, le mode e le tradizioni tipicamente nazionali.

Ideata e curata da Innovarte – società che abbraccia professionalità provenienti da diversi settori strategici, la cui mission è favorire la divulgazione e la conoscenza delle arti e delle culture in relazione alle realtà produttive italiane – la mostra è realizzata con la collaborazione della Commissione Cultura di Confindustria e di Museimpresa.

Loghi d’Italia” è un viaggio coinvolgente e multisensoriale, da guardare, toccare, ascoltare e con cui interagire, alle origini del Made in Italy, una esplorazione della sua evoluzione “dal materiale all’immateriale” – attraverso affiches, suoni, prodotti, foto, video e opere d’arte – ma anche uno sguardo al futuro della qualità italiana, grazie alla sezione “Luoghi d’Amore”, una finestra dedicata alle relazioni tra produzione e territorio.

Prestigioso il comitato scientifico del progetto, composto da Luciano Scala, Fabrizio D’Amico, Marco Ancora, Giuseppe De Rita, Alessandro Masi, Giovanni Puglisi, Beniamino Quintieri, Mario Sarcinelli, Claudio Massimo Strinati, Luigina Di Mattia, Daniela Brignone, Luca Leonori, a garanzia del valore di una mostra organica e poliedrica tesa a rendere visibili i contenuti socio-economici-artistici attraverso la concretezza e la plasticità di opere, oggetti e prodotti.

LE OPERE E GLI ARTISTI

Articolata secondo un sistema armonico di passaggi, “Loghi d’Italia – storie dell’arte di eccellere” offre al visitatore non soltanto la possibilità di conoscere ed apprezzare le origini, il vissuto e il processo evolutivo degli oggetti di cui è solito fare uso, ma anche di coglierne le innumerevoli connessioni con il mondo dell’arte, della cultura, dell’architettura, della cinematografia, che hanno portato quegli stessi oggetti ad assumere il significato e il valore odierni.

Il percorso espositivo, ampio e multiforme, abbraccia le opere e i contributi più disparati, dal lungometraggio di Bertolucci al documentario di Antonioni, dai Caroselli di Testa agli interventi artistici di Wahrol e Dalì, dalle affiches di Depero, Dudovich e Carboni ai versi di D’Annunzio, Marinetti, Pasolini, dai progetti architettonici di Cucinella e Fuksas alle sculture di Palladino, senza dimenticare il design, con Sapper, Zanuso e Superstudio e molti altri.

Per ciascuna azienda, la mostra svela e racconta un periodo, un episodio, un momento particolarmente significativo ad una lettura artistica, storica, sociale e culturale.

UNA MOSTRA MULTIMEDIALE

Lo spazio scenico della mostra è dotato di un sistema neuronale tecnologico che, mediante un complesso di sensori, consente al visitatore di interagire con i contenuti dell’esposizione in ogni sezione del percorso, attraverso il proprio corpo. L’interattività costituisce il fil rouge dell’esposizione attraverso cinque videoinstallazioni, un tappeto interattivo (interactive floor) e un’installazione sonora che vedono l’impiego delle più avanzate tecnologie hardware e software.

Gli elementi e i suoni del mondo virtuale sono tratti dal mondo culturale della seconda metà del ‘900, per connotare e contestualizzare il periodo a cui la mostra si riferisce ed offrire al pubblico un’esperienza coinvolgente, sia sul piano cognitivo, che su quello emotivo.

UN PROGETTO INTERNAZIONALE

Loghi d’Italia ha una natura itinerante e non si concluderà con la mostra di Castel Sant’Angelo.

Dal 2009 al 2011 diventerà un evento mondiale, ospitata presso gli Istituti Italiani di Cultura nel mondo a sottolineare l’impegno volto alla diffusione della cultura d’impresa.

Il Ministero per lo Sviluppo Economico e l’Istituto per il Commercio Estero, condividendo la valenza culturale dell’evento e intravedendovi un utile volano per la promozione dell’eccellenza del saper fare italiano nel mondo, hanno infatti inserito il progetto espositivo nella Missione Sistema Italia del Dipartimento per la promozione e l’internazionalizzazione del Made in Italy.

Per il suo valore scientifico Loghi d’Italia ha ottenuto i patrocini di: Presidenza del Consiglio dei Ministri, Ministero dello Sviluppo Economico – Commercio Internazionale, Ministero degli Affari Esteri, Ministero delle Politiche Agrarie e Forestali, ENIT, Istituto Nazionale per il Commercio Estero, Consorzio BAICR, Società Dante Alighieri, Regione Lazio, Provincia di Roma, Unione degli Industriali di Roma.

Roma, settembre 2008


Promozione del territorio, comunicazione interna e testimonial convenzionali

9 Gennaio 2009

Ho sempre pensato che un territorio che non comunica con i propri vanvitelli1abitanti lascia spazio a interpretazioni e chiavi di lettura a volte lontane dalle realtà.

Città come Napoli hanno un disperato bisogno di comunicare con in propri cittadini e far conoscere ciò che di buono si fa oltre a quanto esiste di negativo. Spesso non si considera che le notizie negative hanno gambe proprie corrono molto più veloci.

Ecco che rendere partecipe la popolazione dei processi di trasformzione in atto sul territorio diventa essenziale.

Restando sempre su Napoli e sulla Regione Campania, negli ultimi anni in questo territorio c’è stato il più massiccio investimento d’Italia in infrastrutture. La nuova metropolitana in corso d’opera (oltre ai svariati km già aperti al pubblico) quasi triplica la rete del trasporto su ferro della Regione.

E’ un’impresa enorme quella che bisogna compiere a Napoli per scavare i tunnel tra ritrovamenti archeologici, acqua che esce da tutte le parti e problemi vari.  Ma nessuno lo sa.

Il Palazzo delle Arti di Napoli (PAN), il Museo Archologico Virtuale (MAV) di Ercolano, il Tesoro di San Gennaro, il Museo d’Arte contemporanea Donna  Regina (MADRE)… (di sicuro sto dimenticando qualcosa…). Sono tutte iniziative culturali messe in piedi nel giro di pochi anni.

Insomma quello che voglio dire è che tutti i territori, quello campano in particolare, hanno problemi immensi. Ma è giusto mettere al corrente la gente di quanto accade sotto le proprie case. Altrimenti la sfiducia e il senso di incompiutezza si alimentano costantemente. Lo scatto di orgoglio nasce anche dalla sensazine che le cose cominciano a cambiare e migliorare.

Molto bella l’iniziativa di Claudio Velardi (Assessore al Turismo della Regione Campania) che, attraveso il suo blog ha attivato un dialogo diretto coi cittadini. Credo, però,  che affianco ad una buona comunicazione esterna sia necessaria un’opera di comunicazione interna rivolta alla città/regione. In questo senso è ottima l’idea di aprire il portale www.in-campania.it Immagino un momento in cui saranno gli stessi napoletani ad essere testimonial di questa città senza bisogno di ricorrere a madrine che ci raccontano  ”quant’è bell Napule…” ma vivono a Parigi.

Vi segnalo un sito internet da poco rinnovato. E’ il sito di bagnolifutura porta-del-parcoovvero la società che si sta occupando della riqualifica dell’area di Bagnoli. E’ un sito fatto molto bene che racconta quali trasformazioni nel giro di poco tempo ci saranno nel territorio. Ecco che scopro che nel giro di non molto tempo ci saranno degli Studios Televisivi, una clinica per tartarughe (credo che non ce ne siano molte in Italia), un polo tecnologico che ospiterà 80 aziende, un Parco dello Sport,  la già esistente Città della Scienza e un Parco Urbano sviluppato su 160 ettari di cui 33 di spiaggia. Il tutto a 1 km da casa mia e io non lo sapevo…

Bello il sito e belle tutte le iniziative che ci rendono partecipi.

Saluti.

F.


Lettura consigliata

7 Gennaio 2009

fonte: lastampa.it

Ufficio addio. Oggi si vendono emozioni.


Il modello economico della “generazione Obama” dalla produzione materiale a quella della conoscenza
MARCO BELPOLITI

Federico è stato appena assunto da un’azienda di moda. Ha una laurea in economia e un master in marketing. Conosce tre lingue; è giovane, brillante e disponibile. Gli hanno dato un cellulare e un computer. Lavora in viaggio, a casa, dall’albergo. Quando deve recarsi in azienda – un ufficio a Milano, uno a Roma e una casa-madre in Veneto -, deve prenotare la postazione di lavoro telefonando in anticipo: hoteling. Federico lavora anche il sabato e la domenica, e mantiene i contatti via internet con il suo capo. L’altro giorno gli hanno detto di partire per Hong Kong lunedì; era sabato pomeriggio e si trovava al brunch in un locale sui Navigli. Il numero della prenotazione aerea era nel suo BlackBerry.

La vita di Federico somiglia a quella di migliaia di giovani in Europa come negli Stati Uniti: un nomade del lavoro. Niente più luogo fisso, niente più routine dell’ufficio. Sempre in giro e sempre al lavoro. In effetti, Federico non sa più quando finisca il suo orario di lavoro e quando inizi il tempo libero. Le tecnologie informatiche hanno trasformato il suo lavoro in una sorta di gioco che lo spinge anche nella vita privata a giocare continuamente. Tra un volo e l’altro, un briefing per creare un nuovo prodotto o aprire un negozio, Federico ha creato la sua pagina su Facebook, stabilito nuove amicizie e recuperato vecchie fidanzate e amici smarriti. Tutto sta nel suo computer, e ora anche nel cellulare-palmare che si porta in giro per il mondo.

In un libro brillante e informato, Il biocapitalismo. Verso lo sfruttamento integrale di corpi, cervelli ed emozioni (Bollati Boringhieri, pp. 116, e11,50), Vanni Codeluppi, sociologo dei consumi, ha descritto la vita di Federico e dei suoi coetanei, la loro attività di lavoratori della mente, i cervelli che producono e gestiscono il flusso continuo delle informazioni. Come ci ricorda Jeremy Rikflin, oggi il comparto dei servizi impiega negli Stati Uniti più del 77 per cento della forza lavoro e contribuisce per il 75 al valore aggiunto dell’economia degli Stati Uniti e per più della metà del valore aggiunto dell’economia mondiale. È la «generazione Obama» che negli ultimi vent’anni ha compiuto il salto dall’economia materiale all’economia della conoscenza.

La materia prima del lavoro è oggi la conoscenza; grazie a questa il nostro Federico potrà rendersi indipendente, lo trasformerà in lavoratore autonomo, risparmiando così in contributi e in strutture. Il lavoro in Occidente tende sempre di più a focalizzarsi sulle attività d’ideazione, progettazione, promozione e commercializzazione dei prodotti, ovvero sulle attività di marketing e comunicazione, «e sul loro orientamento verso la ricerca di una relazione con i consumatori». Se negli anni Ottanta la produzione era uscita dalla grande fabbrica per disseminarsi nel territorio, dando vita al cosiddetto «decentramento produttivo» fatto di piccole e piccolissime aziende, da oltre un decennio «i meccanismi capitalistici di produzione del valore si estendono a tutto il tempo e lo spazio sociale». Ovvero, ciò che si produce non sono più oggetti concreti, ma appunto sapere, conoscenza, intelligenza sociale, così che ogni settore della vita pubblica e privata diventa oggetto di consumo a partire dal nuovo bene di cui le aziende di marketing e pubblicità sono golosi: le emozioni.

Non basta infatti più produrre merci – anche merci immateriali – ma bisogna associare ogni merce – computer, cellulare, iPod – a una specifica esperienza emozionale, senza la quale la merce risulta inerte, quasi invendibile. Codeluppi, usando una formula di Michel Foucault, definisce tutto questo biocapitalismo, la nuova forma del modello economico dominante: produrre valore economico usando il corpo come strumento materiale di lavoro e insieme agendo sugli aspetti biologici, mentali, relazionali, affettivi dei singoli individui. In questa trasformazione, in cui noi tutti siamo coinvolti, il passaggio decisivo non è solo quello di mutare ogni lavoratore in imprenditore di se stesso, ma di far diventare il consumatore stesso un produttore.

Michel de Certeau, un geniale storico e antropologo, in un libro preveggente, L’invenzione del quotidiano, aveva spiegato negli anni Ottanta come il consumatore attui una sorta di «lavoro di straforo», un lavoro nascosto, marginale, occasionale e sostanzialmente opportunista. In ogni azione della vita quotidiana, consumo compreso, è nascosta infatti un’attività di discernimento, di scelta, un mormorio invisibile, che riguarda il nostro modo di informarci e informare le «cose» che usiamo. Oggi, scrive Codeluppi, questa attività clandestina del consumatore è intercettata dalle aziende, dalle marche più note, e trasformata in merce. Così che il tempo che dedichiamo per scegliere nel web una macchina fotografica digitale viene incorporato dalle aziende stesse e trasformato in bene di consumo.

Esistono siti in cui si scambiano informazioni sui prodotti, sui pregi e difetti, alimentati dalle aziende stesse, spesso in modo occulto, così che il tempo libero che usiamo per conoscere gli oggetti, sceglierli e acquistarli, diventa un tempo di lavoro utilizzato dalle aziende per produrre e venderci sempre nuovi prodotti. È quello che il futurologo Alvin Toffler definisce il «terzo lavoro» in cui marchi come Lego Mindstorm, Apple iPod e Sony Playstation sono specialisti. A chiudere il cerchio del biocapitalismo, spiega Codeluppi, è il marketing esperienziale ed emozionale il cui motto è: «Non vendiamo un prodotto, ma un’esperienza di consumo».

Ad aprire questa nuova frontiera è stato prima di tutto il cinema, lo star system, poi la neotelevisone, in cui la principale merce è il consumatore stesso. Il carburante con cui funziona il sistema è l’emozione.

L’ideologia contemporanea è quella neoromantica, fondata sulla ricerca di piaceri intensi e di stati d’eccitazione estrema: la ricerca d’esperienze ricche di stimoli da contrapporre alla vita quotidiana percepita come banale, piena di routine e con troppi limiti da rispettare.

Come andrà a finire? Secondo Rifkin la sfera economica sta divorando la sfera culturale, e le stesse relazioni sociali che hanno reso possibile questa medesima economia. Si nutre sempre più di esseri umani per produrre valore, un cannibalismo di cui non si vede ancora la fine.


Dormendo tra la cioccolata.

6 Gennaio 2009

Qualche settimana fa sono stao a Perugia.

Ho scoperto di alloggiare nel primo albergo al mondo interamente dedicato alla cioccolata.

Incuriosito dalla faccenda ho cominciato a fare un po’ di ricerche su internet e poi ho chiacchierato parecchio con il personale dell’ Etruscan Chocothel. choco

Beh in effetti tutto ha come tema di fondo la cioccolata e i suoi sapori, la sua provenienza e la sua produzione. Una buona iniziativa di marketing che inevitabilmente imprime nella memoria del visitatore l’intera struttura.

Ogni piano ha il nome di un tipo di chiccolata (io alloggiavo in quello fondente), all’arrivo ogni camera riceve una mappa del centro storico di Perugia rigorosamente fatta di cioccolata, nella hall dell’albergo vi sono enormi sculture di cioccolata, vasche da bagno stracolme di enormi blocchi di cioccolata sono poste al centro delle aree comuni dell’albergo.

Un ottimo ristorante che, oltre ai tipici piatti umbri, propone un menù intermanete dedicato alla cioccolata (dal primo al dolce…), una buotique di cioccolata proveniente da tutte le parti del mondo.

Insomma marketing territoriale coniugato ad una serie di buone idee che rendono questa struttura unica nel suo genere. Perugia, si sa, è nota per la cioccolata. E’ diventata una meta fissa per gli appassionati del genere grazie all’Eurochocolate. Prolungare per tutto l’anno questa capacità attrattiva è stata l’intuizione della proprietà di questo albergo.

Bravi.

Saluti.

F.


Marketing extra vergine d’oliva

5 Gennaio 2009

fonte: studentefreelance.blogspot.com

www.guidaolio.com

Poche parole per segnalarvi un sito molto bello. Un interessante progetto teso a poromuovere l’idustra olearia italianaguidaolio e diffondere la cultura dell’olio made in italy.

Piccole nozioni e informazioni per “capire” l’olio e un elenco di aziende produttrici suddiviso per regione.

Un’attività di supporto nella costruzione dell’immagine offerta a quelle aziende che, spesso semplici e distanti dalle nuove tecnologie, decidono di promuovere la propria immagine in maniera moderna e innovativa.

Insomma una bella idea secondo me.

Saluti

F.