Ass-vertising: una pubblicità che “ha-cchiappa”. Il lato b del marketing.

I più attenti e raffinati cultori del genere non mancheranno di apprezzare questo post.

Si tratta di una strategia di marketing non convenzionale che… non passa di certo inosservata. Ammetto la sua natura un po’ maschilista… (viste le ultima polemiche sulla pubblicità Relish è doverosa questa premessa)

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Si chiama ass-vertising, un neologismo che in italiano potrebbe essere tradotto con una parola del tipo “culmarketing” o “culicità”.

C’è poco da dire. Belle signorine camminano per strada con le chiappe di fuori attirando su di sè l’attenzione maschile obbligata, in questo modo,a leggere il messaggio pubblicitario scritto sul didietro delle signorine…

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E’ superfluo spiegare perchè la maggior parte dei prodotti promossi in questo modo siano in genere maschili…

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4 Risposte a “Ass-vertising: una pubblicità che “ha-cchiappa”. Il lato b del marketing.”

  1. valentina Dice:

    ammetto che l’idea può essere originale, ma ancora questa fine devono fare le donne?

  2. postodibloggo Dice:

    La componente sessuale ha una grande forza di attrazione nella comunicazione pubblicitaria.

    La saggezza popolare dice che “tira più… una donna … che un carro di buoi” (la saggezza popolare talvolta è meno elegante.

    Benvenuta su Postodibloggo

  3. Rosa Dice:

    Questa pero’ è la visione fallocentrica del sesso. Le donne (E NN SOLO LA PUBBLICITà LO DEVE CAPIRE) nn sono oggeti ma sono la controparte del rapporto sessuale. La mercificaizone della donna è figlia di una società dove ancora il sesso è solo prerogativa maschile.

    Lede anche la donna xke se ancora vige quel modello come ci si fa ad immaginarci ricoprire ruolo non tradizionali?

  4. Vincenzo007 Dice:

    Boiate Rosa.Solo boiate.Il sesso,non è sempre e solamente fallocentrico,sappilo.

    E comunque,le donne che fanno quel lavoro,lo fanno di loro spontanea volontà,non perchè un uomo le spiana contro un fucile caricato a pallettoni,quindi finiamola con l’ipocrisia da quattro soldi.

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