La comunicazione politica e la strategia della non comunicazione

In più occasioni in questo blog mi sono trovato a condividere qualche riflessione sui temi della comunicazione politica.

Questa mia riflessione nasce a proposito degli avvenimenti (più o meno raccontati) che negli ultimi giorni hanno coinvolto alcuni nostri politici.

E’ noto una che delle principali regole della buona comunicazione è la capacità di scegliere di cosa si debba parlare, a cosa si debba accennare e di cosa non si debba assolutamente parlare. Analizzando gli argomenti tirati in ballo durante le due ultime campagne elettorali credo, forse in maniera un po’ troppo maliziosa, che tutta questa polvere di stelle, di subrette, di aerei, di feste, serate e balocchi abbia avuto una grande funzione in termini di comunicazione politica.

Credo che parlare di tutto ciò sia stata una grande occasione che ha fatto gola a molti e ha danneggiato quasi tutti tranne coloro che sembravano i principali imputati.

Ha danneggiato i cittadini che hanno perso ancora una volta una grande occasione di confronto quale dovrebbe essere la campagna elettorale.

Ha danneggiato la classe politica nascente che ancora una volta non ha avuto l’opportunità di farsi valere e conoscere.

Ha danneggiato tutti coloro che, ingenuamente, hanno tentato di cavalcare la tigre per guadagnare in termini di consenso politico.

Gli imputati hanno semplicemente dovuto far finta di arrabbiarsi e raccogliere i consensi frutto di un confronto cristallizzato e inesistente.

La grande occasione persa è stata quella di dimostrare la forza di instradare nuovamente sui temi sociali e attuali la comunicazione politica e elettorale senza farsi inebriare dal profumo delle donnine altrui e dai colori delle loro gonnelle.

La vera strategia vincente di questa campagna elettorale è stata l’aver indotto tutti a parlare di tutto tranne che di comunali, provinciali, europee. Il referendum non lo consideriamo nemmeno perchè qualcuno ha saputo solo oggi che c’era un referendum.

Anche questa è strategia. Non sempre chi attacca vince e a volte anche la melina paga.

F.

2 Risposte a “La comunicazione politica e la strategia della non comunicazione”

  1. antgri Dice:

    La strategia del non parlare è l amigliore quando parlando non si ha cosa dire.

    Oggi si viene votati perché ci si riconosce in qualche status, qualche abitudine o qualche stile di vita. Non si guardaon più visioni, sogni e programmi politivi.

    Quindi è coerente che la campagna la si faccia su queste cose e non sul sociale.

  2. postodibloggo Dice:

    Ciao Antonio,

    purtroppo condivido tutto quello che dici.
    Il tutto, però, è davvero triste.

    Buona giornata.

    F.

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