Effetti palesi della pubblicità occulta: il Product Placement.

9 Marzo 2009

Approda al senato la legge che autorizza la pubblicità “non dichiarata” anche nelle trasmissioni televisive e nelle fiction.

Pubbilicità occulta la chiamano alcuni, altri semplicemente product placement. Si tratta in sostanza dell’inserimentosedia di determinati prodotti o brand all’interno del contesto narrativo senza che questa esposizione abbia la sembianza di uno spot pubblicitario. Una legge del ministro Urbani del 2007 aveva già “sdoganato” questa pratica per il cinema.

Inutile dire che la cosa ha suscitato enormi polemiche : pro, contro e confilitti di interesse non si contano.

Per quanto mi riguarda io non sono aprioristicamente contro al product placement.

1-Penso che sia una cosa legittima laddove questa pratica possa incrementare la qualità dei prodotti televisivi. Insomma mi chiedo: perchè chi la sera non esce, non legge  e guarda la tv deve guardare programmi e fiction scadenti? Spero che questa fonte di introiti elimini la giustificazione della mancanza di budget addotta per fiction dozzinali e qualunquiste, anche se non ripongo grandi speranze in questo salto di qualità.

2- Abbinerei il ricorso a questa ultrione forma di introito all’eliminazione del finanziamento pubblico. Un produttore dovrebbe scegliere se lavorare coi soldi pubblici o privati. Non è pensabile che ogni anno ci propongono un cinepanettone pieno zeppo di palesissime marchette e che contemporaneamente lo stesso film abbia anche accesso ai fondi per il cinema. Credo che questi fondi debbano andare ai registi emergenti che magari non sono “degni” dell’attenzione dei grandi brand. Diversamente la deriva a cui andremmo incontro è l’invasione di cinepanettoni “pubblicitabili”, sicura fonte di business. Idem per le fiction.

3- Bisognerebbe tutelare i minorenni. LORO son il vero obiettivo di questo tipo di provvedimenti. Tutti coloro che si occupano di pubblicitari sanno benissimo che loro son i veri decision maker.Che la maggior parte di acquisti degli adulti è indotta dal volere dei propri figli è cosa nota e risaputa. Sarebbe segno di grande civiltà tutelare queste face di età da un’azione di attacco legalizzato.

4-Spero che da questo momento le trasmissioni varie tra spot, televendite e product placement non diventino una vera e propria bancarella. E’ noto ai più che questa è una pratica già in uso, che molti artisti hanno, contrattualmente, legato il proprio nome a determonati brand. Speriamo che questa sia un’occasione di regolamentazione e di definizione dei confini.

Apparentemente quanto sopra potrebbe essere etichettato come il proclama di un bolscevico. Si tratta invece invece del pensiero di uno che con la pubblicità ci campa.

Credo, però, che ogni lavoro debba avere un approccio etico e che il motto dello “sporco lavoro che qualcuno dovrà pur fare” è un modello fallimentare che non porta molto lontano.

Gli introiti pubblicitari in ambito culturale sono una grande opportunità di indipendenza dal clientelismo politico ma vanno gestiti con intelligenza e furbizia per non rischiare di cadere nella dipendenza da altri soggetti.

Di seguito alcuni esempi di product placement.

Saluti

F.

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12 Gennaio 2009

Un suggerimento last minute per una mostra da vedere. Abbiamo ancora due settimane di tempo:

Loghi d’Italia

storie dell’arte di eccellere

A Castel Sant’Angelo in Roma, dal 21 novembre 2008 al 25 gennaio 2009,

una grande mostra sulle relazioni tra la cultura ed il Made in Italy

Una sede d’eccellenza, Castel Sant’Angelo, sito museale tra i più visitati e noto a livello internazionale, per “Loghi d’Italia – storie dell’arte di eccellere”, una inedita e importante mostra-evento in calendario nell’autunno della Capitale.

Loghi d’Italia – storie dell’arte di eccellere” è una narrazione, viva e interattiva, delle commistioni tra il mondo artistico-culturale e le principali aziende italiane. Una esposizione sull’ eccellenza della creatività imprenditoriale italiana che, dalle aziende più antiche, come l’ Amarelli 1731 e Peroni 1846, passando per Perugina e Lagostina, nate agli inizi del ‘900, si snoda tra le imprese affermatesi intorno alla metà del ‘900, come Zanotta o iGuzzini, fino ad abbracciare le nuove realtà emergenti che a buon titolo costituiranno l’eccellenza italiana del domani.

Dai Caroselli più noti agli scatti fotografici più rari, dagli oggetti di design agli episodi celati e gli studi non riusciti, “Loghi d’Italia” racconta le principali aziende nazionali – le persone, i prodotti, le storie, i territori – fotografandone le connessioni con le dinamiche storico-sociali, le correnti artistiche, le mode e le tradizioni tipicamente nazionali.

Ideata e curata da Innovarte – società che abbraccia professionalità provenienti da diversi settori strategici, la cui mission è favorire la divulgazione e la conoscenza delle arti e delle culture in relazione alle realtà produttive italiane – la mostra è realizzata con la collaborazione della Commissione Cultura di Confindustria e di Museimpresa.

Loghi d’Italia” è un viaggio coinvolgente e multisensoriale, da guardare, toccare, ascoltare e con cui interagire, alle origini del Made in Italy, una esplorazione della sua evoluzione “dal materiale all’immateriale” – attraverso affiches, suoni, prodotti, foto, video e opere d’arte – ma anche uno sguardo al futuro della qualità italiana, grazie alla sezione “Luoghi d’Amore”, una finestra dedicata alle relazioni tra produzione e territorio.

Prestigioso il comitato scientifico del progetto, composto da Luciano Scala, Fabrizio D’Amico, Marco Ancora, Giuseppe De Rita, Alessandro Masi, Giovanni Puglisi, Beniamino Quintieri, Mario Sarcinelli, Claudio Massimo Strinati, Luigina Di Mattia, Daniela Brignone, Luca Leonori, a garanzia del valore di una mostra organica e poliedrica tesa a rendere visibili i contenuti socio-economici-artistici attraverso la concretezza e la plasticità di opere, oggetti e prodotti.

LE OPERE E GLI ARTISTI

Articolata secondo un sistema armonico di passaggi, “Loghi d’Italia – storie dell’arte di eccellere” offre al visitatore non soltanto la possibilità di conoscere ed apprezzare le origini, il vissuto e il processo evolutivo degli oggetti di cui è solito fare uso, ma anche di coglierne le innumerevoli connessioni con il mondo dell’arte, della cultura, dell’architettura, della cinematografia, che hanno portato quegli stessi oggetti ad assumere il significato e il valore odierni.

Il percorso espositivo, ampio e multiforme, abbraccia le opere e i contributi più disparati, dal lungometraggio di Bertolucci al documentario di Antonioni, dai Caroselli di Testa agli interventi artistici di Wahrol e Dalì, dalle affiches di Depero, Dudovich e Carboni ai versi di D’Annunzio, Marinetti, Pasolini, dai progetti architettonici di Cucinella e Fuksas alle sculture di Palladino, senza dimenticare il design, con Sapper, Zanuso e Superstudio e molti altri.

Per ciascuna azienda, la mostra svela e racconta un periodo, un episodio, un momento particolarmente significativo ad una lettura artistica, storica, sociale e culturale.

UNA MOSTRA MULTIMEDIALE

Lo spazio scenico della mostra è dotato di un sistema neuronale tecnologico che, mediante un complesso di sensori, consente al visitatore di interagire con i contenuti dell’esposizione in ogni sezione del percorso, attraverso il proprio corpo. L’interattività costituisce il fil rouge dell’esposizione attraverso cinque videoinstallazioni, un tappeto interattivo (interactive floor) e un’installazione sonora che vedono l’impiego delle più avanzate tecnologie hardware e software.

Gli elementi e i suoni del mondo virtuale sono tratti dal mondo culturale della seconda metà del ‘900, per connotare e contestualizzare il periodo a cui la mostra si riferisce ed offrire al pubblico un’esperienza coinvolgente, sia sul piano cognitivo, che su quello emotivo.

UN PROGETTO INTERNAZIONALE

Loghi d’Italia ha una natura itinerante e non si concluderà con la mostra di Castel Sant’Angelo.

Dal 2009 al 2011 diventerà un evento mondiale, ospitata presso gli Istituti Italiani di Cultura nel mondo a sottolineare l’impegno volto alla diffusione della cultura d’impresa.

Il Ministero per lo Sviluppo Economico e l’Istituto per il Commercio Estero, condividendo la valenza culturale dell’evento e intravedendovi un utile volano per la promozione dell’eccellenza del saper fare italiano nel mondo, hanno infatti inserito il progetto espositivo nella Missione Sistema Italia del Dipartimento per la promozione e l’internazionalizzazione del Made in Italy.

Per il suo valore scientifico Loghi d’Italia ha ottenuto i patrocini di: Presidenza del Consiglio dei Ministri, Ministero dello Sviluppo Economico – Commercio Internazionale, Ministero degli Affari Esteri, Ministero delle Politiche Agrarie e Forestali, ENIT, Istituto Nazionale per il Commercio Estero, Consorzio BAICR, Società Dante Alighieri, Regione Lazio, Provincia di Roma, Unione degli Industriali di Roma.

Roma, settembre 2008


Facebook e Videogame: la campagna elettorale di Obama.

31 Ottobre 2008

Il Brand Obama si aggiudica il prestigioso premio “Marketer of the year“.

Che i toni e la strategia della campagna elettorale di Barak Obama sono innovativi e inusuali rispetto alle consuetudini precedenti è cosa nota e palese. Io stesso ho già parlato di questo in precedenza.

A ratificare tutto questo arriva il premio Marketer of The Year assegnato il 20 ottobre a Barak Obama per la sua eccellente strategia di Marketing e per lo strepitoso uso che ha saputo fare del suo brand. Diciamoci la verità. Barak ormai è nelle case di tutti lo conoscono tutti e a sostenitori e avversari si presenta con una certa familiarità e simpatia. L’ultimo colpo l’ha messo a segno qualche sera fa con una presenza a reti unificate sui maggiorni network degli States in cui ha saputo fare di tutto. E’ stato amico, consolatore e presidente in pectore.

Ma ciò che è stato determinante per l’assegnazione di questo premio a Obama è stata l’attenzione insistente alle nuove tecnologie e ai nuovi media. Obama e il suo staff hanno capito che la partita si gioca li. Che su internet avrebbero incrociato quella fascia di elettori che probabilmente non avrebbe prestato attenzione ai media tradizionali.

Il vero terreno di scontro sono stati web 2.0, blog, Ipt video e social network. Sono 1.300 i video messi su YouTube e 15 i milioni di contatti generati dal canale internet. Lo staff di Obama è una macchina da guerra in termini di comunicazione: decine di giornalisti, operatori tecnici e informatici sono il cuore pulsante della Integrated Marketing Campaign di Obama. La web tv del cadidato democratico, BarakTV, è una fonte inesauribile di interventi, discorsi, commenti e spot. Documenti e stralci tratti dalla sua campagna sono disponibili online a tempo di record ( il tempo massimo è 19 minuti di differenza!!!), quasi in diretta.

Social network: su facebook obama ha 2 milion di supperters e il suo foundrising online gli ha garantito fondi tre volte maggiori di quelli a disposizione di Mc Cain.

Se Maometto non va alla montagna… ecco che Obama capisce che i giovanissimi sono una risorsa inesauribile e lui cosa fa? Product Placement: compra spazi pubblicitari all’interno di un videogioco prodotto dalla Criterion e il suo manifesto è in bella vista ai lati delle strade su cui sfrecciano le auto protagoniste del gioco.

La grande capacità di Obama è stata quella di intercettare la crescente attenzione che il pubblico americano rivolge ad Internet e alle sue forme più innovative. Secondo un recente studio targato Pew Internet & American Life Project il 46% degli americani ha utilizzato internet e email per tenersi informato sugli sviluppi della campagna elettorale, il 35% ha visto i discorsi e gli interventi su YouTube, il 10% ha utilizzato social network, in testa Facebook.

Saluti.

F.


Restyling estivi

29 Luglio 2008

Carta Scottex arriva nelle sue nuove vesti

Kimberly-Clark si rifà il look. Il gruppo inglese cambia la visual identity del marchio di carta igienica Scottex con un packaging più chiaro ed esplicativo, che mette il cagnolino Scotty, simbolo del brand, al centro della comunicazione e dà una maggiore visibilità a scaffale all’intera gamma di prodotti.

La nuova identità visuale di Scottex mette in primo piano il legame fortissimo tra il brand e il cucciolo di labrador, icona storica del marchio, e gioca su tre fattori fondamentali: Scotty diventa protagonista del pacco e acquisisce un ruolo esplicativo per il consumatore, il logo cambia con un lettering più giovane, e il packaging, rinnovato nella grafica, viene declinato in tre toni cromatici ben distinti per rendere immediatamente riconoscibili le varianti – Tradizionale, Salvaspazio e Maxirotolo.

“Il nuovo look di Scottex non è semplicemente un restyling del packaging ma il risultato di una strategia volta a definire una più chiara ed distinta identità di marca, che consente una visibilità a scaffale maggiore e aumenta la riconoscibilità del prodotto – commenta Roberta Campio, Marketing Director Family Care in Kimberly-Clark Italia. – Il 51% delle famiglie italiane sceglie Scottex: questo dato evidenzia in modo chiaro  il legame di fedeltà e fiducia nei confronti del marchio.”

A partire da luglio sugli scaffali della GDO si potranno trovare i nuovi pacchi di Scottex tradizionale dalla sfumatura di colore rosa chiaro con Scotty che gioca con il rotolo; di Scottex Salvaspazio, caratterizzato da un pacco fucsia, che vedrà il cucciolo di Labrador intento a schiacciare il rotolo per renderlo Salvaspazio. Sul pacco azzurro di Scottex Maxirotolo, infine, Scotty sarà impegnato in uno dei suoi giochi preferiti, srotolare l’extralunghezza del rotolo massima durata di Scottex. Su tutti e tre i pacchi ci sarà il nuovo logo con un nuovo font in bold type su sfondo bianco, più visibile rispetto al colore di sfondo della confezione, che permetterà un’istantanea identificazione prodotti del brand Scottex.

Come sui pacchi, il Labrador Scotty sarà protagonista anche del piano di lancio della nuova identità visuale della gamma Scottex carta igienica che si articolerà in una campagna stampa sui principali magazine rivolti al grande pubblico, iniziative di PR e attività sul punto vendita, con materiali per aumentare la visibilità a scaffale dei nuovi pacchi e gift alle casse.  ( affaritaliani.it )


brand, facci sognare! conversazioni al sole di luglio.

3 Luglio 2008

Oggi pomeriggio (un caldo infernale!!!) ho incontrato Luciano, un mio amico. Uno dei tecnici più creativi che abbia mai consciuto. Una conversazione con Luciano difficilmente si conclude senza aver partorito qualche nuovo spunto.

Beh insomma, reduce dalla sua trasferta milanese Luciano mi racconta di una persona molto competente di Comunicazione che sostiene che la strada da percorrere in questo momento sia il Marketing di prodotto. La sostanza di questa teoria è che la gente in questo momento vuole risparmiare e che cerca i prodotti che meglio si avvicinano a questa esigenza, punto e basta. Basta con questi brand che che fanno comunicazione generica , bisogna spingere sui prodotti e attrarre clienti. Bisogna applicare prezzi bassi, la GDO parte a manetta con operazioni di questo tipo la gente corre, i margini si riducono… i prezzi si abbassano, i margini si devono ridurre e quindi bisogna spingere sempre più sui prodotti…

Diciamo che questa visione in un primo momento è condivisibile poi capisci che qualcosa stona. Ed è in questo momento che parte la Luciano’s Theory. In questo momento, sostiene, la gente è avvilita. Vive un disagio economico-sociale e lo vive non solo perchè lo sente nell’aria ma perchè lo sperimenta in tutta la sua quotidianità. In questo contesto è viva e forte la necessità di brand che restituiscono voglia, speranza, aggregazione, sogno. Il Brand che ravviva, che offre un’alternativa diventa oggetto di culto.

Per determinati prodotti gli utenti sono disposti anche a spendere di più e la carica di positività e spirito di aggregazione che certe marche trasmettono sono decisamente una spanna sopra. Chi usa Mac ne ha fatto una religione, una filosofia di vita. Sceglie I Pod anzichè Creative – dice Luciano – anche se forse Creative è più performante.

Si ripropone il discorso dell’identificazione e della tribù di cui ho parlato nel post  Tratti Comuni . Ducati ha saputo fare di queste caratteristiche i suoi valori e i valori condivisi di tutti i suoi riders.

Beh credo che in questo Luciano abbia visto giusto. Forse offrire una diversa visione del mondo, rappresentare un diverso approccio alla quotidianità può essere il vero valore aggiunto di un brand.

Saluti

F.