Qual è il miglior modo per generare contatti online?

14 Luglio 2009

Internet sta al turismo come lo zucchero ai dolci: non se ne può fare a meno. Dalla piccola struttura ricettiva al grande portale di promozione turistica, gli investimenti nel marketing online sono caratterizzati da un altro rientro. Ma quali sono i servizi su cui puntare e su cui focalizzare gli investimenti e i budget (a dire il vero ancora troppo contenuti nel mercato italiano)? Voglio dare risposta a questa domanda rifacendomi ad una recente ricerca di Forbes pubblicata in abstract su eMarketer. Anche se la risposta può variare leggermente a seconda delle dimensioni del budget pubblicitario, la ricerca ci dice che gli investimenti nel marketing online dovrebbero iniziare con il search engine marketing (SEM), in particolare con il posizionamento nei risultati organici dei motori di ricerca (SEO), Google in primis. Il 48% dei marketer ha affermato che l’ottimizzazione dei motori di ricerca (SEO) è stato il miglior metodo per generare conversioni online. Nel SEM sono stati investiti con successo più della metà dei budget di marketing con più di 1 milione di dollari.

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Le altre attività di marketing online ad alta resa, soprattutto per le aziende più piccole, sono stati email marketing e newsletter, seguiti dal pay per click (soprattutto annunci sponsorizzati AdWords su Google). In ogni caso, sia che si tratti di grandi che di piccole imprese, l’attività SEO è stata considerata l’attività più efficace per costruire e affermare il brand, che nel turismo significa associare immediatamente il nome di un portale, una struttura o un tour operator quale risposta alle esigenze di vacanze e viaggio. Questo accade perché quando un utente digita una parola chiave nei motori di ricerca si aspetta giustamente di trovare nei primi posti dei risultati organici (o naturali che dir si voglia) le aziende migliori, che con più naturalezza osserverà e ricorderà (in modo più efficacie rispetti ai risultati tramite annunci sponsorizzati).

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In ogni caso una cosa è certa: le esigenze dei turisti passano ogni giorno di più per le parole chiave e Google è sempre più il principale strumento “indicizzatore di risposte” (tramite i link) per risolvere tali esigenze. Farsi trovare nella prima o seconda pagina dei risultati di ricerca quando un utente cerca informazioni è però un’attività complessa, difficoltosa che si basa su regole non scritte e che pochi conoscono in profondità. E sono veramente poche infatti le aziende SEO italiane specializzate nell’offrire professionalmente tali servizi e che riescono a svolgere ed erogare con risultati tangibili ed importanti attività di posizionamento nei motori di ricerca anche in settori ad altissima competitività come quello del turismo. Tra i clienti dello Studio Cappello ad esempio, come nella riviera romagnola, vi sono portali che grazie agli investimento nell’attività SEO oggi riescono ad ottenere alta visibilità ed un alto numero di contatti senza dover investire in campagne AdWords o di web promotion cui sono costretti invece i loro concorrenti (a parte qualcuno che per la maggior parte dei casi è comunque un cliente dello Studio). L’esperienza realizzata e l’analisi degli accessi degli utenti sui portali di tali clienti hanno dimostrato quanto strategica e fondamentale sia l’attività SEO che spesso da sola permette a singole strutture o interi portali di giustificare tutti i budget di investimento nel marketing disponibile dalle aziende. Il rapporto costi benefici negli investimenti nell’attività SEO, misurati nell’arco di almeno 3 anni, è infatti di 1 a 5 e anche più. Chi ha speso ad esempio 20.000 Euro nel SEO ha ottenuto un numero tali di accessi qualificati che avrebbe potuto ottenere spendendo migliaia di euro in più in attività pay per click, o investendo maggiormente in email marketing o altre attività di promozione online. Con un’altra importante aggiunta: l’attività SEO continua a portare accessi anche negli anni successivi e anche quando il cliente non ha più budget da spendere in promozione!

Andrea Cappello

fonte: mymarketing.it


AssoComunicazione: nel 2009 mercato a -5,9%. Adv: -12,3%

1 Luglio 2009

In controtendenza internet (+9,3), ma la crescita rallenta. ‘Tiene’ il marketing di relazione. Nel 2010 un grande convegno per il rilancio della creatività italiana

AssoComunicazione: nel 2009 mercato a -5,9%. Adv: -12,3%

Due cifre danno il senso delle previsioni della ricerca sul mercato della comunicazione presentata ieri da AssoComunicazione: la contrazione del 5,9% del mercato a fine a anno e il calo dell’investimento media del 12,3%. “La crisi – ha commentato Diego Masi, presidente dell’associazione – da un lato fa rallentare gli investimenti e dall’altro provoca l’accelerazione di cambiamenti strutturali che erano già in atto in precedenza, in primis la crescita del digitale, non solo come media ma come strumento di marketing di relazione”. A margine del convegno, Masi ha sottolineato la volontà di intervenire sulle gare pubbliche “abbiamo appoggiato i ricorsi contro la Metropolitana Milanese”, confermando “la presentazione di disegno di legge a settembre”. Preannunciato anche un “grande convegno sulla creatività italiana a settembre 2010”.

fonte: pubblicitàitalia.it


Web Marketing: attenti alle facili illusioni

1 Luglio 2009

Realizzare strategie di web Marketing non e’ facile, ma vale la pena tentare, attenzione però alle facili illusioni.

Diciamolo subito, il web marketing funziona, e’ redditizio e a volte anche divertente, ma e’ web marketingnecessario soffermarsi su alcuni aspetti fondamentali per evitare di cadere in investimenti errati o azioni fuori misura. Occorre tener presente che le “regole generali del gioco” sul web non sono diverse dal mercato tradizionale, fatta eccezione che per due importanti fattori: 1) L’approccio. Grazie al web si e’ scoperto che e’ molto più efficace presentare un prodotto/servizio a diecimila clienti davvero interessati, che a dieci milioni di persone che invece pensano a tutt’altro. 2) Gli investimenti. Sono molto più contenuti rispetto a campagne tradizionali, sul web con poche migliaia di euro e’ possibile creare un tormentone e avviare una strategia marketing molto redditizia ed efficace. Allora in che cosa il web marketing resta uguale al mercato tradizionale? – La sostanza. Si sente spesso di gruppi su Facebook composti da migliaia di utenti, video su YouTube visionati milioni di volte, portali con innumerevoli accessi, ma… senza una vera sostanza alla base, si e’ solo perso tempo. Tutti questi numeri non valgono nulla se non fanno parte di una strategia precisa volta a “spingere” un vero prodotto, un vero servizio o un’azione di cross selling. Il web marketing e’ un mezzo per raggiungere un obiettivo ed a patto che lo scopo non sia esclusivamente “avere grandi numeri”, e’ prudente non farsi coinvolgere in una spasmodica ricerca di utenti fine a se stessa. – Know-how. A tutt’oggi “dinosauresche dirigenze” sono convinte che anche su internet occorrano investimenti milionari per ottenere risultati tangibili. Al contrario, la nuova scuola, gestita da “menti giovani”, sta dimostrando che investimenti oculati e del tutto monitorabili sono la giusta strategia per imporsi e scalare le vette del mondo online. Conoscenza e sostanza, nulla di nuovo insomma, ma con la novità che nel world wide web approcci ed investimenti sono alla portata di ogni mente brillante senza essere dei giganti multinazionali. Prepariamoci quindi a vedere sempre più Davide che sconfiggeranno Golia.

Gianluca Baggi | Direttore Generale eFiori.com

fonte: ilgiornale.it

Saluti

F.


Aiutiamo Giovanni a Baciare Gaia

25 Giugno 2009

ARMANDO TESTA CONQUISTA CANNES

L’operazione di marketing virale per i cioccolatini Perugina ha vinto il Leone d’oro per la creatività


IRAN: la rivoluzione cinguettata

24 Giugno 2009

140 caratteri sono sufficienti per far sapere al mondo cosa sta succedendo a Teheran eludendo la censura.140 caratteri è la lunghezza massima di un messaggio pubblicabile sul social network Twitter.

Dall’inglese “To Tweet= cinguettare” il nome di questo sito contiene tutte le sue regole di comunicazione: messaggi340x brevi, coincisi e frequenti simili a quelli che siamo soliti inserire nella sezione “a cosa stai pensando?” di Facebook.

Ti registri, hai una tua pagina personale e di tanto in tanto rendi partecipi coloro che fanno parte del tuo network su quello che stai facendo/pensando in un determinato momento.

Una comunicazione breve ma efficace che si sta rivelando determinante in questo momento per coloro che hanno deciso di insorgere contro il regime di Ahmadinejad. E’ lo strumento giusto per dare al mondo notizia di quanto accade realmente e di stabilire luoghi e appuntamenti per gli incontri e i concentramenti per i manifestanti. Nei giorni clou della protesta i messaggi pubblicati su Twitter hanno raggiunto livelli difficilmente toccati in precedenza.

iran-twitterEspulsi i giornalisti stranieri ed estromessa completamente qualunque forma di informazione non “ufficiale” la rete e i contributi personali, quelli rubati coi cellulari e messi in rete, i blog privati (quelli non censurati) e i social network sono l’unico modo per sapere cosa succede a Teheran. Sono anche il modo più vero. E proprio nell’ottica della condivisione che sta alla base dei socialnetwork ciò che di meglio possiamo fare noi è condividere all’infinito questi contenuti e contribuire alla loro diffusione, fungere da ripetitori di messaggi che altrimenti non arriverebbero al mondo.

Contribuire ad indebolire l’autorevolezzare l’immagine  di questo regime.

Saluti

F.


La comunicazione politica e la strategia della non comunicazione

23 Giugno 2009

In più occasioni in questo blog mi sono trovato a condividere qualche riflessione sui temi della comunicazione politica.

Questa mia riflessione nasce a proposito degli avvenimenti (più o meno raccontati) che negli ultimi giorni hanno coinvolto alcuni nostri politici.

E’ noto una che delle principali regole della buona comunicazione è la capacità di scegliere di cosa si debba parlare, a cosa si debba accennare e di cosa non si debba assolutamente parlare. Analizzando gli argomenti tirati in ballo durante le due ultime campagne elettorali credo, forse in maniera un po’ troppo maliziosa, che tutta questa polvere di stelle, di subrette, di aerei, di feste, serate e balocchi abbia avuto una grande funzione in termini di comunicazione politica.

Credo che parlare di tutto ciò sia stata una grande occasione che ha fatto gola a molti e ha danneggiato quasi tutti tranne coloro che sembravano i principali imputati.

Ha danneggiato i cittadini che hanno perso ancora una volta una grande occasione di confronto quale dovrebbe essere la campagna elettorale.

Ha danneggiato la classe politica nascente che ancora una volta non ha avuto l’opportunità di farsi valere e conoscere.

Ha danneggiato tutti coloro che, ingenuamente, hanno tentato di cavalcare la tigre per guadagnare in termini di consenso politico.

Gli imputati hanno semplicemente dovuto far finta di arrabbiarsi e raccogliere i consensi frutto di un confronto cristallizzato e inesistente.

La grande occasione persa è stata quella di dimostrare la forza di instradare nuovamente sui temi sociali e attuali la comunicazione politica e elettorale senza farsi inebriare dal profumo delle donnine altrui e dai colori delle loro gonnelle.

La vera strategia vincente di questa campagna elettorale è stata l’aver indotto tutti a parlare di tutto tranne che di comunali, provinciali, europee. Il referendum non lo consideriamo nemmeno perchè qualcuno ha saputo solo oggi che c’era un referendum.

Anche questa è strategia. Non sempre chi attacca vince e a volte anche la melina paga.

F.


Un anno al postodibloggo

15 Giugno 2009

Ebbene si carissimi amici.torta

E’ un anno che postodibloggo è attivo e le soddisfazioni, ammetto, non sono state poche.

Questo luogo di scambio nasce come un angolo in cui esperti e semplici cultori della materia possono dire la loro partendo da spunti tratti dal quotidiano flusso della comunicazione.

Ringrazio tutti coloro che hanno partecipato con il proprio contributo, tutti coloro che quotidianamente mi leggono e tutti coloro che, con i propri consigli, hanno cercato di rendere questo mio posticino più gradevole.

Mi scuso se in alcuni momenti (come questi ultimi due mesi) vi ho un po’ trascurato… spero che questo accadrà sempre meno e spero di poter trovare qualcuno che, insieme a me, abbia voglia di portare avanti con passione ed entusiasmo questo piccolo progetto.

Un saluto a tutti e grazie e tutti della vostra presenza.

Federico


.tel : la nuova veste dei biglietti da visita

10 Marzo 2009

Sintetizzare le informazioni. Rendere facimente accessibili i propri contatti e i propri riferimenti.

Questa è la razio che sta alla base dei domini .tel che solitamente hanno la forma di www.nomecognome.tel .

L’aspetto sarà di un minisito a tutti gli effetti. Una pagina personale in cui l’utente può inserire tutti i prori contatti: telefono, mail, blog, breve descrizione delle proprie attività, facebook, skype… e similia.

Sarà disponibile ufficialmente dal 24 marzo ma i grandi nomi sono già stati prenotati. Quindi se qualcuna di voi avrà in mente di comprare angiolinajolie.tel … sappià che è stato già prenotato.

Costo dell’operazione? 20 euro annui circa.

Saluti.

F.


Effetti palesi della pubblicità occulta: il Product Placement.

9 Marzo 2009

Approda al senato la legge che autorizza la pubblicità “non dichiarata” anche nelle trasmissioni televisive e nelle fiction.

Pubbilicità occulta la chiamano alcuni, altri semplicemente product placement. Si tratta in sostanza dell’inserimentosedia di determinati prodotti o brand all’interno del contesto narrativo senza che questa esposizione abbia la sembianza di uno spot pubblicitario. Una legge del ministro Urbani del 2007 aveva già “sdoganato” questa pratica per il cinema.

Inutile dire che la cosa ha suscitato enormi polemiche : pro, contro e confilitti di interesse non si contano.

Per quanto mi riguarda io non sono aprioristicamente contro al product placement.

1-Penso che sia una cosa legittima laddove questa pratica possa incrementare la qualità dei prodotti televisivi. Insomma mi chiedo: perchè chi la sera non esce, non legge  e guarda la tv deve guardare programmi e fiction scadenti? Spero che questa fonte di introiti elimini la giustificazione della mancanza di budget addotta per fiction dozzinali e qualunquiste, anche se non ripongo grandi speranze in questo salto di qualità.

2- Abbinerei il ricorso a questa ultrione forma di introito all’eliminazione del finanziamento pubblico. Un produttore dovrebbe scegliere se lavorare coi soldi pubblici o privati. Non è pensabile che ogni anno ci propongono un cinepanettone pieno zeppo di palesissime marchette e che contemporaneamente lo stesso film abbia anche accesso ai fondi per il cinema. Credo che questi fondi debbano andare ai registi emergenti che magari non sono “degni” dell’attenzione dei grandi brand. Diversamente la deriva a cui andremmo incontro è l’invasione di cinepanettoni “pubblicitabili”, sicura fonte di business. Idem per le fiction.

3- Bisognerebbe tutelare i minorenni. LORO son il vero obiettivo di questo tipo di provvedimenti. Tutti coloro che si occupano di pubblicitari sanno benissimo che loro son i veri decision maker.Che la maggior parte di acquisti degli adulti è indotta dal volere dei propri figli è cosa nota e risaputa. Sarebbe segno di grande civiltà tutelare queste face di età da un’azione di attacco legalizzato.

4-Spero che da questo momento le trasmissioni varie tra spot, televendite e product placement non diventino una vera e propria bancarella. E’ noto ai più che questa è una pratica già in uso, che molti artisti hanno, contrattualmente, legato il proprio nome a determonati brand. Speriamo che questa sia un’occasione di regolamentazione e di definizione dei confini.

Apparentemente quanto sopra potrebbe essere etichettato come il proclama di un bolscevico. Si tratta invece invece del pensiero di uno che con la pubblicità ci campa.

Credo, però, che ogni lavoro debba avere un approccio etico e che il motto dello “sporco lavoro che qualcuno dovrà pur fare” è un modello fallimentare che non porta molto lontano.

Gli introiti pubblicitari in ambito culturale sono una grande opportunità di indipendenza dal clientelismo politico ma vanno gestiti con intelligenza e furbizia per non rischiare di cadere nella dipendenza da altri soggetti.

Di seguito alcuni esempi di product placement.

Saluti

F.

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Scrive su Facebook: «Il mio lavoro è noioso». Licenziata

27 Febbraio 2009

fonte: corriere.it

La frase è costata cara a una teenager inglese, che ha ricevuto il benservito dalla sua azienda

Quando Kimberley Swann, 16 anni, ha definito «noioso» il proprio lavoro, scrivendolo sulla bacheca della propriafacebook-lavoro pagina di Facebook, non immaginava certo quali conseguenze avrebbe avuto il suo gesto.

LA REAZIONE – Impiegata da soli tre mesi presso una società di logistica – la Ivell Marketing and Logistics –, la ragazza inglese è infatti rimasta di sasso quando il suo titolare le ha consegnato la lettera di licenziamento, che recitava: «In seguito al commento da Lei postato su FB a proposito del Suo impiego, e preso atto della Sua insoddisfazione, l’Azienda ha deciso di interrompere il rapporto di lavoro con effetto immediato». Dal canto suo Kimberley, incredula, ha detto che in quel messaggio non aveva nemmeno fatto il nome dell’azienda.

RISPETTO E PRIVACY – Ma è davvero possibile perdere il posto solo per aver pubblicato online il proprio stato d’animo, una considerazione personale, un’emozione? Nell’epoca dei social network sembra una cosa assurda ma, tant’è, il titolare della Ivell non ha avuto esitazioni, poiché – dal suo punto di vista – esprimere un pensiero del genere su Facebook equivale a scriverlo sulla bacheca aziendale, dove chiunque può leggere e immaginare che per qualche motivo lì non si lavora bene. «E invece noi vogliamo che i membri del nostro staff collaborino in armonia», ha detto Stephen Ivell, che considera il gesto della ragazza «una mancanza di rispetto».

Alessandra Carboni


Ass-vertising: una pubblicità che “ha-cchiappa”. Il lato b del marketing.

11 Febbraio 2009

I più attenti e raffinati cultori del genere non mancheranno di apprezzare questo post.

Si tratta di una strategia di marketing non convenzionale che… non passa di certo inosservata. Ammetto la sua natura un po’ maschilista… (viste le ultima polemiche sulla pubblicità Relish è doverosa questa premessa)

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Si chiama ass-vertising, un neologismo che in italiano potrebbe essere tradotto con una parola del tipo “culmarketing” o “culicità”.

C’è poco da dire. Belle signorine camminano per strada con le chiappe di fuori attirando su di sè l’attenzione maschile obbligata, in questo modo,a leggere il messaggio pubblicitario scritto sul didietro delle signorine…

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E’ superfluo spiegare perchè la maggior parte dei prodotti promossi in questo modo siano in genere maschili…

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Eluana: simboli, riti e comunicazione.

9 Febbraio 2009

Qualche riflessione sul caso Englaro.

Premessa: Postodibloggo nasce come luogo in cui si conversa e ci si confronta su temi che riguardano il marketing e la comuninicazione sotto qualunque punto di vista. Anche in questo caso sarà così.  Cercherò, pertanto, di analizzare questo caso nei suoi aspetti pubblici. Un pensiero di umana compassione va a tutta la famiglia di Eluana che, a prescindere da tutto e qualunque sia l’esito della vicenda, sono certo vive momenti strazianti.

mass_media1La scelta del papà di Eluana di portare avanti una battaglia dal profilo civile ha senza dubbio la funzione e lo scopo di porre all’attenzione dell’agenda politica del nostro paese un tema ormai ricorrente. Fatta questa scelta da parte della famiglia ritengo inutile il continuo appello da parte di tutti al “silenzio”. Il dibattito pubblico è stato voluto e cercato. E’ giusto che si sviluppi che si affronti. Questa è la democrazia, grazie a Dio.

E’ inevitabile che molti in questa vicenda vedano un’occasione privilegiata per accedre ad un palco ben esposto. Ecco che Eluana diventa una tribuna politica, uno studio televisivo, si trasforma nell’editoriale di un giornale. Eluana diventa striscione, maglietta, prolclama, minaccia, presa di posizione, dichiarazione di intenti. Eluana diventa un gruppo su facebook, diventa un post su un blog, tanti post su tanti blog (questo incluso).

Eluana è comunicazione. Si sceglie di pregare sotto la clinica e non in una cappella perchè ci sono le telecamere.

Fa tutto parte del dibattito sociale, civile. E va tutto bene.  O forse non va bene. Chissà se il papà di Eluana aveva immaginato tutto questo. Eluana ormai è un simbolo. E’ un simbolo in ogni caso. E’ il simbolo del popolo dei  pro e del popolo dei contro.

Eluana è anche comunicazione politica. E’ l’argomento del momento. Pronunciarsi è un must. Le agenzie battono dichiarazioni spesso ridondanti di tutti gli esponenti politici. La posizione sul caso diventa oggetto di trattativa. Non dimentichiamo che ci sono due tornate elettorali a breve e che anche questo potrebbe essere motivo di spostamento di voti. E’ un’occasione ghiotta e non la si può perdere.

La democrazia impone che alla fine del dibattito si giunga a delle conclusioni e che le conclusioni diventino delle regole certe. La mia speranza è che si colga questa occasione di dibattito pubblico per stabilirle, queste regole, e che  alle prossime elezioni non si parli della prossima Eluana Englaro.

La mia speranza è che il sacrificio pubblico che la famiglia Englaro ha deciso di sopportare porti dei frutti e colmi questo vuoto.

Saluti.

F.


Mi sento osservato…

5 Febbraio 2009

Immaginate di dover fare qualcosa di brutto, ma proprio brutto.  Tipo che è il vostro anniversario di fidanzamento egooglemap la vostra ragazza ti ha detto “caro tieniti libero…” e tu ti sei dimenticato e magari organizzi una rimpatriata coi i tuoi peggio amici del genere incontro-ritardo-partita di calcetto-rissa post partita-panino post rissa-birra post  panino- e poi in giro a fare minchiate di ogni tipo. Come ne esci? “Amore scusa ma è arrivato all’improvviso sul supermegacapouniversale e vuole parlare proprio con me”. “Ma come? con te che non conti una cippa? ebbene si…”

ATTENZIONE: se la vostra donzella è al corrente dell’esistenza di GOOGLE LATITUDE e voi no… siete fottuti!

Google Latitude è un’infernale appicazione di Google che permette a chiunque di sapere in tempo reale dove sei e, per fortuna, non ancora con chi :-) .

Possibili vie di scampo:

- disattivare l’opzione maps dal vostro cellulare.

- Buttare il cellulare

- Impostare una località diversa e debistare i controllori.

Saluti.

F.

PS: messaggio personale per la mia fidanzata= è inutile che ci provi. ho impostato la modalità Polo Sud! ;)


Sesso Splatter Sadismo e Stronzate.Il marketing in 4S

2 Febbraio 2009

Segnalo un interessante articolo di Paolo Iabichino,Direttore Creativo di OgilvyOne.

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Mentre studiavo sui manuali dei Marketing, qualche anno fa, che il marketing era mosso da quattro regole sintetizzabili in 4 P (che tradotte in Italiano sarebbero diventate due P una C e una D – Prodotto, Prezzo, Comunicazione, Distribuzione-) avevo come la sensazione che ci fosse qualcosa che andasse oltre. La mia generazione ha studiato su modelli , come dire, datati e consolidati e contemporaneamente aveva la sensazione che il terreno sotto i piedi si moveva. Internet , youtube e quant’altro stavano modificando la geografia della comunicazione e del marketing ma non esistevano ancora modelli teorici che sintetizzassero per quale motivo la gente avrebbe passato ore a cercare su internet video postati da sconosciuti. Perchè il fenomeno del tug surfer sarebbe stato tanto diffuso?

Chi decide il successo di un video su internet e quali recquisiti deve avere per essere visto più di altri?

Molte aziende credono che basta mettere un qualunque video e… via… clienti come se pivessero!

SESSO – STRONZATE – SADISMO – SPLATTER = 4S

Il miglior paradigma che, fin’ora, abbia letto per sintetizzare una comunicazione on line di successo.

Le aziende che riescono a declinare la propria comnucaizone on line in questo modo parlano la stessa lingua dell’untente internet. Spesso chi guarda i video vuole farsi una risata, si rilassa in una pausa a lavoro, cerca un contenuto qualunque e si imbatte in una qualunque cosa che attira la sua attenzione.

Saper cogliere questo momento è bravura di chi progetta questa comunicazione.

Tutti gli appassionati ricrderanno i video di Ronaldinho che colpisce 4 volte di seguito la traversa… beh una delle più grandi campagne di comunicazione rivolta direttamente agli appassionati di calcio!

Perchè anche questo è il vantaggio della rete: andare fra le braccia di chi cerca contenuti affini ai propri interessi incontrando un pubblico più profilato e potenzialmente più interessato.

Saluti.

F.


Relish:pubblicità porno soft ma per chi?

30 Gennaio 2009

Leggo su Repubblica.it un articolo che parla dell’ennesima “campagna shock”, come sono soliti definirle i giornalisti…

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Si tratta della campagna pubblicitaria del brand Relish, “leader in europa”  come dice la descrizioni del sito internet su google.

Si tratta di una campagna bella, elegante, dalla cratività innovativa e originale. Due donzelle ben cosciute e tettue vengono fermate ad un posto di blocco e sono vittime (compiaciute) di una perquisizione “pop porno” accurata ad opera di due agenti sono a metà strada tra Mike Tyson e un attore di Gomorra. Poi se volete carpire i segreti di questi strateghi della comunicazione e del marketing  andate a farvi una passeggiata sul sito (che non linko volutamente e che in quanto a comunicatività è peggio dei manifesti…) e andatevi a vedere il backstage…

Complimenti, bella davvero.

Mi chiedo chi siano gli interlocutori di queste campagne. Cioè… non credo che la mia ragazza si senta coinvolta o immedesimata da questa pubblicità.Nemmeno la giovane donna in carriera e manco la pin-up.Non c’è identificazione. Forse questa pubblicità intercetta di più fantasie maschili. Se così è, con quale risultato? resto dubbioso…

A questo punto devo pensare che l’unica leva su cui contano è la compiacenzaq di qualche giornalista che si presta a scrivere titoli idioti sul genere… “Campagna shock” e che fa a chiedere il parere al sindaco Iervolino sulla faccenda (come se Rosetta non avesse altro a cui pensare).  Ma campagna shock de che? de chi?


Spotanatomy premia il peggio delle pubblicità italiane

28 Gennaio 2009
I lettori del blog hanno scelto una campagna di Oliviero Toscani per Inail per gli SWAA (Spotanatomy Worst Advertising Awards).
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Spotanatomy premia il peggio delle pubblicità italiane I lettori del blog hanno scelto una campagna di Oliviero Toscani per Inail per gli SWAA (Spotanatomy Worst Advertising Awards). Il blog Spotanatomy (www.spotanatomy.info), dedicato al mondo della pubblicità e parte del network di nano-publishing Communicagroup (communicagroup.libero.it), ha lanciato all’inizio di dicembre la nuova edizione degli SWAA (Spotanatomy Worst Advertising Awards). Si tratta di un contest dedicato alle peggiori pubblicità segnalate dai lettori del blog nel corso del 2008. Ieri mattina sono stati pubblicati i risultati definitivi del concorso ‘virtuale’, che ha visto la vittoria di una campagna ad opera di Oliviero Toscani (http://spotanatomy.libero.it/2009/swaa-2008-il-vincitore/) per Inail. Secondo posto a pari merito per un manifesto a sostegno della candidatura di Milly D’Abbraccio alle elezioni amministrative di Roma e per un video virale dell’Aquafan di Riccione (‘Maschere’). Al terzo posto due annunci stampa di Mercedes Classe E e Morellato.


Tyou: potere ai telespettatori

26 Gennaio 2009

Vi segnalo una nuov aweb TV con un palinsesto e un funzionamento tutto particolare. Riporto testualmente:

Tyou è la tua web tv che puoi gestire da solo. Ideata dal regista Marco Frosini e Matteo Arcangeli, propone video indipendenti come film, cortometraggi, fiction, programmi tv, backstage, notiziari e tanto altro. Hanno tutti uno scopo narrativo e l’intento è quello di creare un sito per prodotti indipendenti o anche di riproporli sul web. Un sito dunque che è un luogo di incontro e scambio, con forum, casting e provini, sondaggi, news, concorsi e festival. Ogni utente che si registrerà gratuitamente potrà commentare e votare i video, partecipare nei forum a discussioni, potrà gestire gli annunci. Spedisci una foto e un curriculum e verrai inserito nell’albo artisti gratuitamente.”

buona visione e in bocca al lupo allo staff di Tyou.

F.


Promuovere giustizia, evitare ‘gap’ digitale.

23 Gennaio 2009

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“Bene reti digitali che promuovono solidarietà umana”

Città del Vaticano, 23 gen. (Apcom) – E’ “gratificante” vedere “l’emergere di nuove reti digitali che cercano di promuovere la solidarietà umana, la pace e la giustizia, i diritti umani e il rispetto per la vita e il bene della creazione”: così il Papa nella quarantatreesima Giornata mondiale delle comunicazioni sociali pubblicato oggi.

“Queste reti – prosegue Benedetto XVI – possono facilitare forme di cooperazione tra popoli di diversi contesti geografici e culturali, consentendo loro di approfondire la comune umanità e il senso di corresponsabilità per il bene di tutti. Ci si deve tuttavia preoccupare di far sì che il mondo digitale, in cui tali reti possono essere stabilite, sia un mondo veramente accessibile a tutti. Sarebbe un grave danno per il futuro dell`umanità – prosegue Ratzinger – se i nuovi strumenti della comunicazione, che permettono di condividere sapere e informazioni in maniera più rapida e efficace, non fossero resi accessibili a coloro che sono già economicamente e socialmente emarginati o se contribuissero solo a incrementare il divario che separa i poveri dalle nuove reti che si stanno sviluppando al servizio dell`informazione e della socializzazione umana”.


PAPA: LE NUOVE TECNOLOGIE DI COMUNICAZIONE DONO PER L’UMANITA’

23 Gennaio 2009

(ASCA) – Citta’ del Vaticano, 23 gen – Le ”nuove tecnologie” di comunicazione, da internet ai palmari ai siti di networking, hanno uno ‘’straordinario potenziale”, a patto che vengano usate ”per la comprensione e la solidarieta’ umana”: lo afferma papa Benedetto XVI nel Messaggio per la Giornata mondiale delle comunicazioni sociali, che si celebrera’ domani. Anzi, per il pontefice, le nuove tecnologie sono ”un vero dono per l’umanita”’.


2.0, Musica online e musicisti indipendenti: la risposta arriva dal web

22 Gennaio 2009

musica20 Grazie ad internet ed al mercato della musica digitale, sempre più artisti e musicisti indipendenti possono svolgere la propria professione ricavando un reddito diretto dalla loro attività creativa. Nasce così un vero e proprio ecosistema che sta cambiando per sempre il mondo della musica. La professione del musicista, per chi non riesce ad ottenere subito la ribalta della fama e dei media, è sempre stata dura e difficile. Oltre ad una dose enorme di passione e studio, vi è sempre stata la difficoltà di un impiego non continuativo, o comunque discontinuo. La novità per il musicista desideroso di trasformare la propria passione per la musica in una fonte di guadagno arriva però dal web. Oggi, grazie a specifici servizi di diffusione, è possibile per qualsiasi musicista acquistare per pochi euro la propria visibilità nei principali store mondiali di vendita musicale, come ad esempio iTunes Music Store. Quello delle etichette musicali è sempre stato un mondo elitario e dal difficile accesso. Qualsiasi musicista, oltre che musicalmente valido, deve avere delle ingenti risorse economiche o di network per poter ottenere l’attenzione da un professionista del mercato musicale, e sperare così in una distribuzione nazionale. Oggi non è più così, perché con un minimo di know how e di conoscenze tecnologiche, è possibile tagliare fuori tutto il faticoso percorso tradizionale per la distribuzione, e vendere la propria musica vedendosi accreditare le royalty in modo diretto, senza nessun vincolo contrattuale. “Il mondo della musica sta arrivando veramente ad un bivio man mano che i musicisti si rendono conto di poter usufruire in modo diretto del più grande mercato digitale mai esistito, aperto 24 ore su 24 e per ogni giorno dell’anno” ha affermato il Dr. Stefano Calicchio, co-autore del manuale di marketing musicale, Musicista 2.0. “Si sta venendo a creare così una vera e propria filiera corta, all’interno della quale il musicista vende direttamente ai propri fan il frutto del proprio lavoro artistico”. Il beneficio è evidente per entrambi i soggetti interessati. Il fan può ascoltare musica di qualità ad un prezzo contenuto, senza dover pagare i tradizionali passaggi dell’industria musicale mainstream. Ma è per il musicista il vantaggio più grande, perché in questo modo può ottenere un reddito anche cospicuo dalla vendita diretta delle proprie canzoni, riuscendo a vivere di quello che più gli piace: fare buona musica. Il tutto è confermato dalle ricerche e dalle statistiche più autorevoli, come ad esempio quella della coda lunga, che svela come il mercato musicale del futuro sarà sempre meno caratterizzato dai titoli blockbuster e dalle classifiche. A fronte di ciò, troveremo una più equa distribuzione dei redditi musicali, che certo favoriranno un maggior sperimentazione ed apertura del campo musicale. I principali mercati digitali mondiali della musica hanno decretato il loro successo proprio in questo modo, ovvero proponendo musica indie e di musicisti indipendenti, andando ad allargare in modo eccezionale il repertorio di quanto offerto agli appassionati di musica. Si delinea così il profilo del musicista 2.0, un professionista in grado di costruire la propria professionalità musicale non solo sul pentagramma, ma anche attraverso le tecniche di marketing e promozione musicale.

Stefano Calicchio

Fonte: datamanager.it



Il Papa su Google con un proprio canale: discorsi, filmati e news sul Vaticano

18 Gennaio 2009

fonte: Messaggero.it

CITTÀ DEL VATICANO (17 gennaio) – Il Vaticano allestirà su Google un proprio canale con discorsi, immagini, filmati e notizie sul Papa. Il progetto verrà presentato venerdì 23 gennaio in sala stampa vaticana e parteciperann tra gli altri il managing director media solutions di Google Henrique de Castro e il direttore del Centro televisivo vaticano e della Radio vaticana, padre Federico Lombardi.

La prima trasmissione esclusivamente via Internet di un documento pontificio fu fatta sotto il pontificato di Wojtyla nel 2001. Si trattò della Esortazione postsinodale «Ecclesia in Oceania». Con Wojtyla inoltre per la prima volta furono spediti SMS con pensieri papali. Lo scorso luglio invecepapa Ratzinger, in occasione della Giornata mondiale della gioventù di Sydney, inviò un SMS al giorno a tutti i ragazzi iscritti al raduno mondiale dei giovani cattolici.



Evangelizzazione 2.0: la chiesa, i giovani e facebook

17 Gennaio 2009

Da tempo la Chiesa Cattolica paga lo scotto di non aver capito, a mio avviso, che i canali di comunicazione deiteam giovani sono cambiati in pochissimo tempo e in modo rivoluzionario. E’ comprensibile che una realtà che fonda la propria essenza sulla ritualità e sulla tradizione si sia trovata in un certo qual modo spaesata di fronte alla trasformazione del proprio interlocutore.

Le parrocchie hanno svolto per decenni il ruolo di aggregatore. Con il benessere economico, l’aumento delle attività disponibili e internet  è venuta a mancare la centralità della Chiesa nella vita dei giovani che, a loro volta, hanno smesso di sentirne il bisogno perchè storditi da tanto intorno.

La grande sfida di questo momento è per l’appunto andare a confrontarsi con i giovani proprio in quei luoghi, fisici o virtuali che siano, che sono un potentissimo aggregatore. Per quanto poco edificante è dato assodato che passiamo gran parte della nostra giornata davanti al pc e spesso davanti a questo schermo succedono cose che nella vita reale non succedono. Si abbattono preconcetti, si vestono i panni di chi non si è e talvolta si è più disposti al confronto.

Internet e i socialnetwork potrebbero rivelarsi il terreno di una nuova frontiera di evangelizzazione e, in particolare, una nuova via per la pastorale giovanile. L’ostinazione di un medico a curare malattie nuove con terapie vecchie porterebbe alla perdita del paziente. Per non incorrere in questo errore è neccessario un grande sforzo di modernizzazione e di accetazione dei nuovi canali e delle nuove forme di comunicazione adottati dai giovani.

Quando trovo qualche sacerdote su facebook mi desta sempre curiosità.  Poi ci penso e lo apprezzo. Lo apprezzo perchè gli avanguardisti sono sempre visti con occhio curioso…  ma senza gli avangardisti non ci sarebbe progresso. E a questo proposito penso con piacere al Cardiale Sepe che incontra i suoi amici di Facebook.

Spesso si accusano le nuove tecnologie di aver  “corrotto” i giovani. In parte hanno contribuito a diffondere abitudini socialmente discutibili ma le opportunità offerte sono infinitamente di più.

Concludo segnalandovi un momento  di confronto organizzato dalla CEI sul tema ” Chiesa in Rete 2.0“. Con piacere  apprendo di questo moento di confronto “organico” sul tema, che va oltre l’azione dei singoli. Inoltre vi segnalo l’interessante blog di don Antonio Spadaro, un sacerdote che non conosco ma che mi pare molto 2.0.

Saluti.

F.


Marketing e Finanza: quando manca la sinergia

16 Gennaio 2009

Cosa succede se all’interno di un’azienda il marketing e la finanza non si comprendono?

E’ molto frequente che  l’ufficio marketing non abbia gli strumenti o gli sinergiaelementi per fornire al comparto finanziario elementi di valutazione del lavoro fatto e del lavoro prospettato. E’ complesso quantificare in parametri oggettivi il ROI di una campagna di marketing specie se finalizzata all’incremento della brand awarness.

La conseguenza di tutto questo è che spesso il lavoro del marketing viene sottovalutato e di frequente pogetti importati vengono fermati.

Si fa sempre più stringente la necessità di markting specialist che abbiano conoscenze finanziarie tali da poter fornire prametri e dati che facilitino l’opera di valutazione della propria atività e di finacials con una maggiore sensibilità  alla comunicazione e alle attività di promozione del band.

Parlare una lingua comune e lavorare sinergicamente allo sviluppo di un progetto comune è da sempre una strategia che premia.

Interessante l’artcolo del sole24ore che affronta questi temi alla luce dei risultati del’ultimo studio condotto in Eurpa da Coleman Parkes e commissionato da Xerox sulle relazioni tra finanza e marketing.

Saluti.

F.


12 Gennaio 2009

Un suggerimento last minute per una mostra da vedere. Abbiamo ancora due settimane di tempo:

Loghi d’Italia

storie dell’arte di eccellere

A Castel Sant’Angelo in Roma, dal 21 novembre 2008 al 25 gennaio 2009,

una grande mostra sulle relazioni tra la cultura ed il Made in Italy

Una sede d’eccellenza, Castel Sant’Angelo, sito museale tra i più visitati e noto a livello internazionale, per “Loghi d’Italia – storie dell’arte di eccellere”, una inedita e importante mostra-evento in calendario nell’autunno della Capitale.

Loghi d’Italia – storie dell’arte di eccellere” è una narrazione, viva e interattiva, delle commistioni tra il mondo artistico-culturale e le principali aziende italiane. Una esposizione sull’ eccellenza della creatività imprenditoriale italiana che, dalle aziende più antiche, come l’ Amarelli 1731 e Peroni 1846, passando per Perugina e Lagostina, nate agli inizi del ‘900, si snoda tra le imprese affermatesi intorno alla metà del ‘900, come Zanotta o iGuzzini, fino ad abbracciare le nuove realtà emergenti che a buon titolo costituiranno l’eccellenza italiana del domani.

Dai Caroselli più noti agli scatti fotografici più rari, dagli oggetti di design agli episodi celati e gli studi non riusciti, “Loghi d’Italia” racconta le principali aziende nazionali – le persone, i prodotti, le storie, i territori – fotografandone le connessioni con le dinamiche storico-sociali, le correnti artistiche, le mode e le tradizioni tipicamente nazionali.

Ideata e curata da Innovarte – società che abbraccia professionalità provenienti da diversi settori strategici, la cui mission è favorire la divulgazione e la conoscenza delle arti e delle culture in relazione alle realtà produttive italiane – la mostra è realizzata con la collaborazione della Commissione Cultura di Confindustria e di Museimpresa.

Loghi d’Italia” è un viaggio coinvolgente e multisensoriale, da guardare, toccare, ascoltare e con cui interagire, alle origini del Made in Italy, una esplorazione della sua evoluzione “dal materiale all’immateriale” – attraverso affiches, suoni, prodotti, foto, video e opere d’arte – ma anche uno sguardo al futuro della qualità italiana, grazie alla sezione “Luoghi d’Amore”, una finestra dedicata alle relazioni tra produzione e territorio.

Prestigioso il comitato scientifico del progetto, composto da Luciano Scala, Fabrizio D’Amico, Marco Ancora, Giuseppe De Rita, Alessandro Masi, Giovanni Puglisi, Beniamino Quintieri, Mario Sarcinelli, Claudio Massimo Strinati, Luigina Di Mattia, Daniela Brignone, Luca Leonori, a garanzia del valore di una mostra organica e poliedrica tesa a rendere visibili i contenuti socio-economici-artistici attraverso la concretezza e la plasticità di opere, oggetti e prodotti.

LE OPERE E GLI ARTISTI

Articolata secondo un sistema armonico di passaggi, “Loghi d’Italia – storie dell’arte di eccellere” offre al visitatore non soltanto la possibilità di conoscere ed apprezzare le origini, il vissuto e il processo evolutivo degli oggetti di cui è solito fare uso, ma anche di coglierne le innumerevoli connessioni con il mondo dell’arte, della cultura, dell’architettura, della cinematografia, che hanno portato quegli stessi oggetti ad assumere il significato e il valore odierni.

Il percorso espositivo, ampio e multiforme, abbraccia le opere e i contributi più disparati, dal lungometraggio di Bertolucci al documentario di Antonioni, dai Caroselli di Testa agli interventi artistici di Wahrol e Dalì, dalle affiches di Depero, Dudovich e Carboni ai versi di D’Annunzio, Marinetti, Pasolini, dai progetti architettonici di Cucinella e Fuksas alle sculture di Palladino, senza dimenticare il design, con Sapper, Zanuso e Superstudio e molti altri.

Per ciascuna azienda, la mostra svela e racconta un periodo, un episodio, un momento particolarmente significativo ad una lettura artistica, storica, sociale e culturale.

UNA MOSTRA MULTIMEDIALE

Lo spazio scenico della mostra è dotato di un sistema neuronale tecnologico che, mediante un complesso di sensori, consente al visitatore di interagire con i contenuti dell’esposizione in ogni sezione del percorso, attraverso il proprio corpo. L’interattività costituisce il fil rouge dell’esposizione attraverso cinque videoinstallazioni, un tappeto interattivo (interactive floor) e un’installazione sonora che vedono l’impiego delle più avanzate tecnologie hardware e software.

Gli elementi e i suoni del mondo virtuale sono tratti dal mondo culturale della seconda metà del ‘900, per connotare e contestualizzare il periodo a cui la mostra si riferisce ed offrire al pubblico un’esperienza coinvolgente, sia sul piano cognitivo, che su quello emotivo.

UN PROGETTO INTERNAZIONALE

Loghi d’Italia ha una natura itinerante e non si concluderà con la mostra di Castel Sant’Angelo.

Dal 2009 al 2011 diventerà un evento mondiale, ospitata presso gli Istituti Italiani di Cultura nel mondo a sottolineare l’impegno volto alla diffusione della cultura d’impresa.

Il Ministero per lo Sviluppo Economico e l’Istituto per il Commercio Estero, condividendo la valenza culturale dell’evento e intravedendovi un utile volano per la promozione dell’eccellenza del saper fare italiano nel mondo, hanno infatti inserito il progetto espositivo nella Missione Sistema Italia del Dipartimento per la promozione e l’internazionalizzazione del Made in Italy.

Per il suo valore scientifico Loghi d’Italia ha ottenuto i patrocini di: Presidenza del Consiglio dei Ministri, Ministero dello Sviluppo Economico – Commercio Internazionale, Ministero degli Affari Esteri, Ministero delle Politiche Agrarie e Forestali, ENIT, Istituto Nazionale per il Commercio Estero, Consorzio BAICR, Società Dante Alighieri, Regione Lazio, Provincia di Roma, Unione degli Industriali di Roma.

Roma, settembre 2008


Promozione del territorio, comunicazione interna e testimonial convenzionali

9 Gennaio 2009

Ho sempre pensato che un territorio che non comunica con i propri vanvitelli1abitanti lascia spazio a interpretazioni e chiavi di lettura a volte lontane dalle realtà.

Città come Napoli hanno un disperato bisogno di comunicare con in propri cittadini e far conoscere ciò che di buono si fa oltre a quanto esiste di negativo. Spesso non si considera che le notizie negative hanno gambe proprie corrono molto più veloci.

Ecco che rendere partecipe la popolazione dei processi di trasformzione in atto sul territorio diventa essenziale.

Restando sempre su Napoli e sulla Regione Campania, negli ultimi anni in questo territorio c’è stato il più massiccio investimento d’Italia in infrastrutture. La nuova metropolitana in corso d’opera (oltre ai svariati km già aperti al pubblico) quasi triplica la rete del trasporto su ferro della Regione.

E’ un’impresa enorme quella che bisogna compiere a Napoli per scavare i tunnel tra ritrovamenti archeologici, acqua che esce da tutte le parti e problemi vari.  Ma nessuno lo sa.

Il Palazzo delle Arti di Napoli (PAN), il Museo Archologico Virtuale (MAV) di Ercolano, il Tesoro di San Gennaro, il Museo d’Arte contemporanea Donna  Regina (MADRE)… (di sicuro sto dimenticando qualcosa…). Sono tutte iniziative culturali messe in piedi nel giro di pochi anni.

Insomma quello che voglio dire è che tutti i territori, quello campano in particolare, hanno problemi immensi. Ma è giusto mettere al corrente la gente di quanto accade sotto le proprie case. Altrimenti la sfiducia e il senso di incompiutezza si alimentano costantemente. Lo scatto di orgoglio nasce anche dalla sensazine che le cose cominciano a cambiare e migliorare.

Molto bella l’iniziativa di Claudio Velardi (Assessore al Turismo della Regione Campania) che, attraveso il suo blog ha attivato un dialogo diretto coi cittadini. Credo, però,  che affianco ad una buona comunicazione esterna sia necessaria un’opera di comunicazione interna rivolta alla città/regione. In questo senso è ottima l’idea di aprire il portale www.in-campania.it Immagino un momento in cui saranno gli stessi napoletani ad essere testimonial di questa città senza bisogno di ricorrere a madrine che ci raccontano  ”quant’è bell Napule…” ma vivono a Parigi.

Vi segnalo un sito internet da poco rinnovato. E’ il sito di bagnolifutura porta-del-parcoovvero la società che si sta occupando della riqualifica dell’area di Bagnoli. E’ un sito fatto molto bene che racconta quali trasformazioni nel giro di poco tempo ci saranno nel territorio. Ecco che scopro che nel giro di non molto tempo ci saranno degli Studios Televisivi, una clinica per tartarughe (credo che non ce ne siano molte in Italia), un polo tecnologico che ospiterà 80 aziende, un Parco dello Sport,  la già esistente Città della Scienza e un Parco Urbano sviluppato su 160 ettari di cui 33 di spiaggia. Il tutto a 1 km da casa mia e io non lo sapevo…

Bello il sito e belle tutte le iniziative che ci rendono partecipi.

Saluti.

F.


Lettura consigliata

7 Gennaio 2009

fonte: lastampa.it

Ufficio addio. Oggi si vendono emozioni.


Il modello economico della “generazione Obama” dalla produzione materiale a quella della conoscenza
MARCO BELPOLITI

Federico è stato appena assunto da un’azienda di moda. Ha una laurea in economia e un master in marketing. Conosce tre lingue; è giovane, brillante e disponibile. Gli hanno dato un cellulare e un computer. Lavora in viaggio, a casa, dall’albergo. Quando deve recarsi in azienda – un ufficio a Milano, uno a Roma e una casa-madre in Veneto -, deve prenotare la postazione di lavoro telefonando in anticipo: hoteling. Federico lavora anche il sabato e la domenica, e mantiene i contatti via internet con il suo capo. L’altro giorno gli hanno detto di partire per Hong Kong lunedì; era sabato pomeriggio e si trovava al brunch in un locale sui Navigli. Il numero della prenotazione aerea era nel suo BlackBerry.

La vita di Federico somiglia a quella di migliaia di giovani in Europa come negli Stati Uniti: un nomade del lavoro. Niente più luogo fisso, niente più routine dell’ufficio. Sempre in giro e sempre al lavoro. In effetti, Federico non sa più quando finisca il suo orario di lavoro e quando inizi il tempo libero. Le tecnologie informatiche hanno trasformato il suo lavoro in una sorta di gioco che lo spinge anche nella vita privata a giocare continuamente. Tra un volo e l’altro, un briefing per creare un nuovo prodotto o aprire un negozio, Federico ha creato la sua pagina su Facebook, stabilito nuove amicizie e recuperato vecchie fidanzate e amici smarriti. Tutto sta nel suo computer, e ora anche nel cellulare-palmare che si porta in giro per il mondo.

In un libro brillante e informato, Il biocapitalismo. Verso lo sfruttamento integrale di corpi, cervelli ed emozioni (Bollati Boringhieri, pp. 116, e11,50), Vanni Codeluppi, sociologo dei consumi, ha descritto la vita di Federico e dei suoi coetanei, la loro attività di lavoratori della mente, i cervelli che producono e gestiscono il flusso continuo delle informazioni. Come ci ricorda Jeremy Rikflin, oggi il comparto dei servizi impiega negli Stati Uniti più del 77 per cento della forza lavoro e contribuisce per il 75 al valore aggiunto dell’economia degli Stati Uniti e per più della metà del valore aggiunto dell’economia mondiale. È la «generazione Obama» che negli ultimi vent’anni ha compiuto il salto dall’economia materiale all’economia della conoscenza.

La materia prima del lavoro è oggi la conoscenza; grazie a questa il nostro Federico potrà rendersi indipendente, lo trasformerà in lavoratore autonomo, risparmiando così in contributi e in strutture. Il lavoro in Occidente tende sempre di più a focalizzarsi sulle attività d’ideazione, progettazione, promozione e commercializzazione dei prodotti, ovvero sulle attività di marketing e comunicazione, «e sul loro orientamento verso la ricerca di una relazione con i consumatori». Se negli anni Ottanta la produzione era uscita dalla grande fabbrica per disseminarsi nel territorio, dando vita al cosiddetto «decentramento produttivo» fatto di piccole e piccolissime aziende, da oltre un decennio «i meccanismi capitalistici di produzione del valore si estendono a tutto il tempo e lo spazio sociale». Ovvero, ciò che si produce non sono più oggetti concreti, ma appunto sapere, conoscenza, intelligenza sociale, così che ogni settore della vita pubblica e privata diventa oggetto di consumo a partire dal nuovo bene di cui le aziende di marketing e pubblicità sono golosi: le emozioni.

Non basta infatti più produrre merci – anche merci immateriali – ma bisogna associare ogni merce – computer, cellulare, iPod – a una specifica esperienza emozionale, senza la quale la merce risulta inerte, quasi invendibile. Codeluppi, usando una formula di Michel Foucault, definisce tutto questo biocapitalismo, la nuova forma del modello economico dominante: produrre valore economico usando il corpo come strumento materiale di lavoro e insieme agendo sugli aspetti biologici, mentali, relazionali, affettivi dei singoli individui. In questa trasformazione, in cui noi tutti siamo coinvolti, il passaggio decisivo non è solo quello di mutare ogni lavoratore in imprenditore di se stesso, ma di far diventare il consumatore stesso un produttore.

Michel de Certeau, un geniale storico e antropologo, in un libro preveggente, L’invenzione del quotidiano, aveva spiegato negli anni Ottanta come il consumatore attui una sorta di «lavoro di straforo», un lavoro nascosto, marginale, occasionale e sostanzialmente opportunista. In ogni azione della vita quotidiana, consumo compreso, è nascosta infatti un’attività di discernimento, di scelta, un mormorio invisibile, che riguarda il nostro modo di informarci e informare le «cose» che usiamo. Oggi, scrive Codeluppi, questa attività clandestina del consumatore è intercettata dalle aziende, dalle marche più note, e trasformata in merce. Così che il tempo che dedichiamo per scegliere nel web una macchina fotografica digitale viene incorporato dalle aziende stesse e trasformato in bene di consumo.

Esistono siti in cui si scambiano informazioni sui prodotti, sui pregi e difetti, alimentati dalle aziende stesse, spesso in modo occulto, così che il tempo libero che usiamo per conoscere gli oggetti, sceglierli e acquistarli, diventa un tempo di lavoro utilizzato dalle aziende per produrre e venderci sempre nuovi prodotti. È quello che il futurologo Alvin Toffler definisce il «terzo lavoro» in cui marchi come Lego Mindstorm, Apple iPod e Sony Playstation sono specialisti. A chiudere il cerchio del biocapitalismo, spiega Codeluppi, è il marketing esperienziale ed emozionale il cui motto è: «Non vendiamo un prodotto, ma un’esperienza di consumo».

Ad aprire questa nuova frontiera è stato prima di tutto il cinema, lo star system, poi la neotelevisone, in cui la principale merce è il consumatore stesso. Il carburante con cui funziona il sistema è l’emozione.

L’ideologia contemporanea è quella neoromantica, fondata sulla ricerca di piaceri intensi e di stati d’eccitazione estrema: la ricerca d’esperienze ricche di stimoli da contrapporre alla vita quotidiana percepita come banale, piena di routine e con troppi limiti da rispettare.

Come andrà a finire? Secondo Rifkin la sfera economica sta divorando la sfera culturale, e le stesse relazioni sociali che hanno reso possibile questa medesima economia. Si nutre sempre più di esseri umani per produrre valore, un cannibalismo di cui non si vede ancora la fine.


Dormendo tra la cioccolata.

6 Gennaio 2009

Qualche settimana fa sono stao a Perugia.

Ho scoperto di alloggiare nel primo albergo al mondo interamente dedicato alla cioccolata.

Incuriosito dalla faccenda ho cominciato a fare un po’ di ricerche su internet e poi ho chiacchierato parecchio con il personale dell’ Etruscan Chocothel. choco

Beh in effetti tutto ha come tema di fondo la cioccolata e i suoi sapori, la sua provenienza e la sua produzione. Una buona iniziativa di marketing che inevitabilmente imprime nella memoria del visitatore l’intera struttura.

Ogni piano ha il nome di un tipo di chiccolata (io alloggiavo in quello fondente), all’arrivo ogni camera riceve una mappa del centro storico di Perugia rigorosamente fatta di cioccolata, nella hall dell’albergo vi sono enormi sculture di cioccolata, vasche da bagno stracolme di enormi blocchi di cioccolata sono poste al centro delle aree comuni dell’albergo.

Un ottimo ristorante che, oltre ai tipici piatti umbri, propone un menù intermanete dedicato alla cioccolata (dal primo al dolce…), una buotique di cioccolata proveniente da tutte le parti del mondo.

Insomma marketing territoriale coniugato ad una serie di buone idee che rendono questa struttura unica nel suo genere. Perugia, si sa, è nota per la cioccolata. E’ diventata una meta fissa per gli appassionati del genere grazie all’Eurochocolate. Prolungare per tutto l’anno questa capacità attrattiva è stata l’intuizione della proprietà di questo albergo.

Bravi.

Saluti.

F.


Marketing extra vergine d’oliva

5 Gennaio 2009

fonte: studentefreelance.blogspot.com

www.guidaolio.com

Poche parole per segnalarvi un sito molto bello. Un interessante progetto teso a poromuovere l’idustra olearia italianaguidaolio e diffondere la cultura dell’olio made in italy.

Piccole nozioni e informazioni per “capire” l’olio e un elenco di aziende produttrici suddiviso per regione.

Un’attività di supporto nella costruzione dell’immagine offerta a quelle aziende che, spesso semplici e distanti dalle nuove tecnologie, decidono di promuovere la propria immagine in maniera moderna e innovativa.

Insomma una bella idea secondo me.

Saluti

F.


Quegli orrori disegnati in nome del marketing

6 Dicembre 2008

Fonte: Il Tempo

Marketing, cosa non si fa per te. Colori stravolti e loghi ridisegnati che mettono a dura prova la pazienza dei tifosi stravolgendo la cosa che amano di più, la maglia. Un sentimento puro che li spinge spesso a guardare male quelle che non rispettano la tradizione o che sono veri e propri obbrobri, come ad esempio le maglie a strisce orizzontali grigio-nere con cui l’Inter vinse la Coppa Uefa 1997-98.

Per giustificarle si disse che erano un omaggio alle gomme dello sponsor, del quale ricordavano i segni lasciati sull’asfalto.
Male fu vista anche quella tutta nera con la quale nel 1990 la Juve sostituì la sua storica seconda maglia gialla o blu.foto03 Chi disse che portava sfiga ebbe ragione, perché in quella stagione la squadra di Maifredi non si qualificò per le coppe europee dopo decenni.
Alla Fiorentina della prima metà degli anni ‘80 il marketing impose la revisione della maglia (viola con colletto rosso) e del logo (un giglio stilizzato all’interno di un grosso cerchio sul petto).
Un’operazione simile a quelle fatte dalla Roma di Anzalone nel 1978 (col lupetto al posto della Lupa e la maglia «a ghiacciolo» della Pouchain) e dalla Lazio subito dopo, quando sostituì la piccola aquila che regge lo scudo biancoceleste, con quella grande e stilizzata su tutto il petto. Un motivo che si trovava anche sulla seconda maglia dell’82-83, tutta verde con aquila e colletto bianchi. Più che la Lazio sembrava l’Avellino!
Ma per lo sponsor c’è stata anche una Lazio giallorossa. Fu quella che vinse la Coppa delle Coppe nel 1999 con una maglia gialla con spalline nere e logo Del Monte. Che dire poi di quella tutta rossa con banda blucerchiata indossata dalla Sampdoria nella seconda metà degli anni ‘80? Bruttissima e antistorica, così come quella blu notte con spalline giallorosse messa dalla Roma sconfitta a Montecarlo il 18 marzo 1992. Portò male e non fu più indossata.
A proposito di Roma vanno poi ricordate quella stile «palio di Siena» della Champions 2001-02, le due verdi del 1995-96 e 2005-06 e quella bianca con una sorta di cravattino al collo simile ad un pigiama sempre del 2005-06.
Ma una delle più brutte della sua storia resta quella nera con righe giallonere sulla schiena del 1997-98. Inguardabile!
Le ragioni del marketing, però, non sono state sempre accettate passivamente. Una decina di anni fa la ditta che forniva le maglie al Genoa decise di inserire una righina bianca tra i classici spicchi rossoblu della maglia e la tifoseria insorse promettendo di non acquistarne neanche una. Dopo poche partite le nuove casacche vennero abbandonate per far ritorno alle divise tradizionali, solo rossoblu, che poi non sono state più cambiate. Da quel momento, prima di commissionare la maglia per la nuova stagione, il Genoa sonda sempre i tifosi per conoscere il loro gradimento sul prodotto.

Franco Bovato


azione punitIVA

1 Dicembre 2008

Sembra davvero folle l’idea di raddoppiare l’aliquota IVA sulle pay-tv. Stavolta quelli di SKY hanno tutte lesky ragioni di questo mondo. Ormai la TV generalista non si può più guardare e molto spesso la copertura del segnale è carente. Non resta che affidarsi al satellite per poter guardare qualcosa di decente e dignitoso. Allora giustamente cosa si fa? Si penalizza uno dei settori economici che negli ultimi anni, in controtendenza alla crisi, ha continuato a crescere e creare posti di lavoro. Il rifugio di chi si concede una partita la domenica, non potendo andare allo stadio la domenica.

Perchè non aumentare le tasse sui SUV superingombranti o sulle superbarche superinquinanti?

Misteri tutti italiani.

Saluti

F.


La prima volta RAI

30 Novembre 2008

Simpaticissima l’idea della RAI di utilizzare una campagna di viral marketing per promuovere l’uscita della2 nuova fiction “Tutti pazzi per l’amore”. Una serie di video vedono i protagonisti (Emilio Solfrizzi, Stefania Rocca  e Neri marcorè) nelle vesti di improbabili vampiri o cowboys declinando il titolo originale della fiction in “Tutti sazi per amore” e “Tutti lazi per amore”.

E’ la prima volta che RAI utilizza il passaparola online per pubblicizzare un prodotto televisivo. Interessante l’esperimento.

Angelo Teodoli, vicedirettore vicario di Raiuno, ha spiegato all’Adnkronos: “Si tratta di una commedia brillante che dunque si presta anche più facilmente a le parodie. E poi quest’anno “Tutti pazzi per…” è stato un pò il tormentone di Raiuno, prima con lo show di Antonella Clerici “Tutti pazzi per le tele”, poi con questa fiction. Da qui l’idea di testare su questo prodotto il marketing virale, declinando i filmati dei protagonisti nei principali generi cinematografici. E naturalmente speriamo che la cosa non finisca qui e che gli stessi utenti decidano, come spesso accade nella rete, di proporre ulteriori versioni delle parodie. Noi siamo pronti ad accoglierli anche sul sito che Rai Net ha approntato per l’occasione.




Perchè il web Marketing non è in crisi

30 Novembre 2008

Fonte: ilgiornale.it

Si tratta di uno dei pochissimi settori che non conoscono crisi. E’ un’opportunità per gli investitori che non amano rischiare e soddisfa le aspettative degli operatori del settore. La pubblicità online, anche in Italia, è in forte crescita e le motivazioni sono da ricercare direttamente nelle caratteristiche che la rendono unica, interattiva e soprattutto dai ritorni misurabili.

Cosa accade quando si pianifica una campagna pubblicitaria in TV? Immagino si analizzi principalmente il target del prodotto/servizio da promuovere. In seguito è necessario individuare quali fasce orarie e trasmissioni godranno presumibilmente dell’attenzione del target di riferimento.

A questo punto la campagna prende il via, lo spot viene visualizzato da decine di migliaia di telespettatori. Alcuni di questi acquisteranno il prodotto/servizio. Al termine della campagna sarà possibile “stimare” quanto l’investimento in pubblicità televisiva è risultato efficace al fine di incrementare fatturato ed utili. Si calcola quindi quanto è costata la pubblicità televisiva per ogni singolo prodotto/servizio venduto e si tirano le somme.

Cosa accade se negli stessi giorni si pianifica anche una campagna sui maggiori quotidiani nazionali o periodici di settore? L’iter dovrebbe esser simile. Si studia il target e si pianifica la strategia più adeguata.

Allo stesso tempo pianifichiamo una campagna di cartelloni 6×3 in giro per le strade italiane.

Tutte le differenti campagne hanno prodotto una certa quantità di vendite. A questo punto, al fine di ottimizzare gli investimenti in pubblicità, dovremmo capire quale delle campagne è risultata maggiormente efficace ed ha prodotto quindi il maggior utile a fronte di un minor costo. A tal fine non potremo fare altro che affidarci ad una stima basata principalmente su dati statistici.

La Pubblicità Online va ben oltre. Chi investe in pubblicità online di qualunque genere è potenzialmente in grado di conoscere l’esatto numero dei potenziali clienti che ha cliccato su un determinato banner o link presente su un particolare portale, anche quando la campagna prevede la promozione su 100 portali differenti. Ciò che è davvero straordinario della pubblicità online è che l’investitore può conoscere con esattezza la provenienza dei visitatori che hanno effettuato un acquisto. Questo è ciò che distingue la pubblicità online dalla tradizionale.

Facciamo un esempio. Immaginate di pianificare una campagna online della durata di un mese pubblicando un banner su 1 portale generalista, 1 link su un portale di settore ed una campagna in pay per click su Google (il vostro sito tra i collegamenti sponsorizzati).

Al termine della campagna sarete potenzialmente in grado di conoscere il numero esatto di visitatori provenienti dal portale generalista e quanti di questi hanno acquistato il prodotto, ed allo stesso modo per il portale di settore e per la campagna in pay per click su Google.

Avrete quindi la possibilità di misurare con precisione quanto ogni fonte è risultata efficace al raggiungimento dell’obiettivo finale. Potrete quindi decidere di orientare gran parte degli investimenti sul sito o iniziativa promozionale online che risulta maggiormente efficace, riducendoli allo stesso tempo sulle campagne a basso rendimento.ù

Vi sarà inoltre possibile conoscere una serie di dati significativi riguardo i vostri nuovi clienti come ad esempio la provenienza geografica.

La misurabilità della pubblicità online offre indubbiamente ottime opportunità di business anche in tempi di crisi, proprio perché rende possibile una “chirurgica” ottimizzazione dei budget.

Alessandro Sportelli


Advertising 2.0: come valutare gli effetti?

14 Novembre 2008

Continuo a leggere articoli e analisi che cercano di fare un quadro sulla situazione contemporanea e suglinetwork scenari futuri dell’ Advertising e in particolare di quello on line.

Google news è inondato di previsioni rosee e di costanti incrementi di fatturato della pubblicità on line. Tutto questo va bene ed è anche fisiologico, nel momento in cui abbiamo di fronte a noi una media nuovo e un terreno per molti versi ancora inesplorato. La bellezza del web è la potenziale assenza di limite alle capacità e alla fantasia e sopratutto, visti i bassi costi di accesso, la possibilità concreta di sperimentare.

Quello che continuo a non capire è il perchè molti si ostinano a voler misurare fenomeni diversi con parametri uguali. Continuo a leggere che nonostate l’incremento di Facebook, Adwords è sempre il più forte.

Questo paragone è improponibile. AdWords è un sistema che ti permette di pubblicare un annuncio pubblicitario nell’esatto momento in cui un utente manifesta una volontà di acquisto o, almeno, un particolare interesse verso un oggetto o un segmento di mercato.

Il marketing sui socialnetworks agisce in modo nettamente diverso. Fare comunità attorno ad un prodotto, dibattere, raccogliere opinioni e informazioni è un’attività di fidelizzazione  e presentazione di un brand o prodotto che sia. Tutto questo vuol dire dare al prodotto una vita parallela con un’autonomia propria il cui ritorno non può essere valutato solo in termini di fatturato prodotto ma di brand awarness generata e di potenziali clienti attratti nel lungo periodo…

Nel mondo di Facebook i cartelloni pubblicitari virtuali in stile AdWord spesso non vengono nemmeno considerati. L’utente che accede non è mentalmente predisposto alla ricerca di contenuti.Cerca persone, stringe alleanza, amicizie, ritrova amici, cerca persone con passioni comuni. Ecco che il brand in questo senso esce dalla porta e può rientrare dalla finestra a patto che sia disposto a modificare la sua forma e accessibilità, che sia disposto ad essere oggetto della comunità, a partecipare alla vita del network e a condividerne prassi e rogole. Tutto questo non ha un valore/prezzo misurabile in pay per click.

Volagratis, motore di ricerca di voli low cost del gruppo Bravofly, ha da un po’ avviato una startegia di comunicazione che utilizza diverse piattaforme di socialnetworking ha recentemente creato una  fan page su Facebook. In piena prospettiva virale offrirà a tutti gli iscritti del suo gruppo un buono sconto al raggiungimento dei 2000 iscritti. Unica condizione il limite temporale. Far si che i propi utenti siano il veicolo stesso del messaggio e non il semplice destinatario. In questo senso il modello Facebook e AdWords potrebbero essere alleati e non concorrenti. Ecco un buon esempio di come Facebook possa essere sfruttato per il consolidamento della brand awareness all’interno di una strategia articolata di medio-lungo termine.

Saluti.

F.


Marketing made in Paris

9 Novembre 2008

Parigi lancia dal Wtm di Londra una nuova immagine e un nuovo slogan: “Le nouveau Paris Ile de France”.torre-eiffelLa nuova campagna di marketing, dedicata in particolare ad un target giovane, vuole offire un’immagine della destinazione meno legato allo stereotipo di città museo, legata al suo glorioso passato. La campagna si caratterizza, infatti, di immagine a colori ‘funky’ per valorizzare la capacità della città di guardare al futuro e offrire opportunità di interesse anche a chi è appassionato di nuovi trend.


Fonte: ttgitalia.com


Pubblicità globale.

3 Novembre 2008

Si scrive BootB, si legge: prima “agenzia di pubblicità” in grado di coordinare le migliori creatività esistenti sul Pianeta.

Nata da una grandiosa intuizione di Ludovico Bancale BootB si propone come piattaforma atraverso la quale un’azienda di qualunque parte del mondo può pubblicare un brief dettagliato e dare il via ad una gara di abilità.

Descrizione dettagliata dei risultati che si vogliono ottenere e budget. Questi sono gli indizi iniziali. Per il resto libero sfogo alla voglia di cimentarsi di privati, agenzie e freelance.

Un’agenzia di pubblicità web 2.o che offre l’opportunità di superare  restrizioni geografiche e limite creativo connesso alla decisione di affidare per default il lavoro alla propria agenzia di riferimento.

Non è il primo esperimento di successo fatto in questa direzione. Già Zooppa e The Blog TV hanno intrapreso questo cammino. In questo senso, però, BootB si distingue grazie ad un prevalente orientamento B2B che ha come fine principale il Link tra azienda committente e agenzie di pubblicità.

” Tramite BootB – afferma Bancale in un’intervista rilasciata a Nova, inserto del Sole 24 Ore – tutti i creativi del Pianeta, ovunque si trovino, possono dare soluzione ai brief dei brand più prestigiosi e guadagnare in un giorno decine o addirittura centinaia di migliaia di euro”.


Street View: girare per la città in compagnia di Google

1 Novembre 2008

Si chiama Street View, l’ha sviluppata Google, è l’evoluzione naturale di Google Maps, e permette di esplorare, navigare, scoprire, visitare, attraverso il pc e il cellulare (Blackberry e telefoni abilitati Java) la città al livello della strada. Arriva oggi in Italia, dopo avere avuto un battesimo di successo negli States, in Australia, Giappone, e sono già visibili Milano, Firenze, Roma, Como e dintorni lacustri. Un programma adatto per pigri (si girano vie e piazze di belle città comodamente seduti sul divano) o per turisti incalliti. Già, perché con Street View si arriva dappertutto: al civico di un amico, al luogo prescelto per un appuntamento, al negozio alla moda, al ristorante citato dalla guida (con un clic si può anche prenotare), al Colosseo e al Cenacolo. Con il vantaggio che si vede, preventivamente o mentre si cammina, il contesto, tutto quello che c’è attorno. Non c’è nemmeno bisogno di inserire il punto da cui si parte, perché il sistema segnala la posiziona in automatico. Per accedere alle immagini, basta selezionare il pulsante “Steet View” su Google Maps, fare clic sull’icona a forma di macchina fotografica visualizzata sopra la città prescelta, e fare zoom. Ci si può spostare in avanti e indietro lungo strade e piazze, e ruotare la visuale di 360 gradi, o guardare anche dall’alto la zona dove si è diretti grazie a immagini satellitari. A proposito, ci sono già alcuni esempi di implementazioni già operanti nel segmento business. La Regione Toscana, per esempio, che cerca di supportare la meglio il turista e, perché no, i residenti; e Tecnocasa, che offre al possibile acquirente ulteriori elementi riguardo l’immobile a cui è interessato, come, appunto, il contesto; e TvTrip, che permette al suo cliente di visitare in anticipo ad altezza d’uomo i dintorni dell’albergo prescelto. Però, pensate a quali e quante applicazioni possibili: per le scuole, lezioni di storia e geografia, nonché gite virtuali; per le aziende, controllo preventivo della zona in cui si vorrebbe trasferire l’ufficio, delle location per azioni pubblicitarie e di marketing, per gli editori (l’ha già fatto Cnn) l’incorporazione delle immagini sui propri siti per mostrare i luoghi di un determinato servizio; per i servizi di emergenza, che possono vedere in anteprima la zona verso la quale devono dirigersi, ecc. E la privacy? Garantita al massimo, assicura Google. Infatti, le immagini girate nelle città e poi elaborate al computer per essere utilizzate su Google Maps, contengono ovviamente i volti di tante persone; ebbene una sofisticata tecnologia offusca i volti (e le targhe delle macchine) in modo tale da non poter essere identificati. Nel caso deprecabile che un utente si riconosca, basta linkare “Guida di Street View” e seguire le istruzioni per segnalare l’anomalia.

Pino Fondati


Blog e socialntework: nuove opportunità per la pubblicità on line.

31 Ottobre 2008

Ancora in crescita la capacità dei blog di influenzare e orientare i consumi.

Canali pubblicitari ancora oggetto di uno studio di Jupiter Reserch. In particolare l’attenzione si posa sui canali “indiretti” e sui blog nello specifico. E’ in costante aumento la capacità di orientamento che i blog personali e aziendali esercitano sui consumatori che fanno abitualmente uso di internet per reperire informazioni perima di porcedere all’acquisto.

La ricerca, commissionata da BuzzLogic, monitora il comportamento di 2000 utenti online e paragona l’influenza che su questi ha la pubblicità a mezzo blog e quella veicolata su altri canali, socialnetwork ad esempio.

Il 50% del campione dichiara che gli utenti abituali dei blog cercano proprio qui le informazioni utili all’acquisto di un prodotto. Solo il 15% , però, è soddisfatto dalle informazioni e le considera affidabil. Sono ancora meno quelli che sostengono di fidarsi delle informazioni contenute all’interno di un post per comprare un determinato prodotto.

Ancora poco utilizzati i sistemi di advertising automatici presenti nei socialnetwork. E’ una minoranza, il 10%, quella che li utilizza e di questi solo il 4% afferma di trovarli interessanti o addirittura determinanti per procedere con l’acquisto del prodotto.

Alcune considerzioni:

BLOG: Se è vero che un blog spesso fornisce delle informazioni le cui fonti non  sono verificabili è anche vero che vi sono delle community di appassionati (penso all’informatica, ai motori…) di un determinato settore in cui vi sono fior fior di  cultori che fanno  interventi di altissimo livello. In perfetta ottica 2.0 frequentemente le bufale e le informazioni non attendibili vengono sbugiardate pubblicamente. Se questi blog in molti casi non fungono da impulso finale per l’acquisto certamente contribuiscono alla formazione di un’opinione e di una reputazione (vista dal punto di vista del produttore). Non è un caso che i produttori più lungimiranti offrono ai blogger  più noti la possibilità di provare i propri prodotti in anteprima.

SOCIALNETWORK: Diaciamoci la verità i socialnetwork sono un fenomeno trasversale da pochissimo tempo. Facebook ha visto triplicare i propri iscritt nella rete “italia” solo nelle ultime sei settimane. Fino a qualche tempo fa gli utenti di Xing (ex neurona), LinkedIN, Facebook e similia erano pochi e accomunati dalla volontà di trovare persone con elementi in comune, per lo più elemanti di carattere professionale. Ora che il socialnetwork è un fenomeno di massa è certamente una realtà appetibile da un punto di vista pubblicitario. E’ riduttivo però considerarli solo in virtù dei banner statici che si trovano ai lati della pagina. Il socialnetwork è bello perchè forma comunità e le comunità si formano anche attorno ad un prodotto. Linux, Nutella, Birre varie, Ducati, Mac, Vista… sono tutti gruppi già esistenti su facebook,  ad esempio.

Ecco che la valutazione della portata di un socialnetwork dovrebbe tener presente anche degli effetti indiretti delle comunità interne. In questo modo, a mio avviso, il socialnetwork si colloca a metà strada tra il banner e il blog.

Saluti.

F.


Design: nuova veste grafica per il Packaging Mc Donald’s

30 Ottobre 2008

Nei prossimi giorni McDonald’s introdurrà confezioni globali di ultima generazione, che saranno oggetto della presentazione più completa nella storia del marchio. Tutti i 118 Paesi serviti da McDonald’s saranno interessati da questa introduzione nel corso dei prossimi due anni, al fine di porre sotto i riflettori la tradizione di qualità del marchio, mettendola direttamente nelle mani dei consumatori: circa 56 milioni ogni giorno.

Attraverso un mix di testi accattivanti e immagini vivaci, le nuove confezioni presenteranno gli ingredienti e gli alimenti di elevata qualità preparati da McDonald’s. Queste nuove confezioni globali saranno predisposte conformemente in tutto il mondo, arricchite da grafica e tecnica fotografica all’avanguardia e da contenuti in grado di raccontare una storia, con o senza parole. Ha commentato Mary Dillon, Global Chief Marketing Officer di McDonald’s: “Le nostre nuove confezioni rappresentano un modo giovane per condividere la tradizione alimentare di alta qualità di McDonald’s con i nostri clienti. Più cose i nostri clienti sapranno dei nostri cibi, più impareranno ad amarli”.

Pur rappresentando una scelta globale, la confezione sarà realizzata in modo sufficientemente flessibile da garantirne la resa in 21 lingue e, al tempo stesso, da consentire la condivisione di storie relative alla qualità degli ingredienti McDonald’s in un modo che risulti localmente adeguato per i consumatori di tutto il mondo. La nuova confezione McDonald’s sarà presentata inizialmente in Regno Unito, Irlanda e Stati Uniti, con una presentazione che proseguirà su scala mondiale fino al 2010. La nuova confezione di McDonald’s è stata sviluppata da Boxer, società controllata da The Marketing Store Worldwide, con sede a Birmingham, Regno Unito. Boxer, inoltre, ha curato per McDonald’s l’innovativa grafica delle confezioni “i’m lovin’ it” e il design dell’iniziativa Global Casting Call.

fonte: affaritaliani.it

Saluti.

F.


Il cielo sopra Pescara.

28 Ottobre 2008

Accade a Pescara.

Un palloncino strano, un UFO, insomma qualcosa di strano. Beh certo non è da tutti aprire la finestra e vedere sopra la propria città svolazzare oggetti strani e non meglio identificati. Via… spazio alla fantasia e alle molteplici interpretazioni, chi più ne ha più ne metta.

I più zelanti hanno anche telefonato al quotidiano locale per capirci meglio e per “passare” la notizia. Insomma teniamo d’occhio la situazione che qui non si sa nulla. Va a finire che uno di questi oggetti strani si avvicina finalmente il suolo ma durante la manovra di atterraggio si impiglia fra i rami di un albero…

Ne analizziamo la composizione con cautela nel timore che qualche forma di vita aliena fuoriesca da questo involucro bianco mandato dal cielo. Dalle prime analisi ci rendiamo conto che l’oggetto è inabitato ma, sopratutto, è innocuo. Trattasi di massa al momento amorfe principalmente costituita da schiuma.

Scattano le indagini e in poco tempo ll’allarme rientra e giungiamo ad una spiegazione concreta: siamo davanti ad un evidente caso di Flogos. Cos’è un Flogo? E’ la nuova frontiera della pubblicità aerea. Altro non è che la schiumosa riproduzione di una determinata figura o brand, o scritta o quello che vuoi. Il tutto è fatto con l’utilizzo di gas leggeri come l’elio (hai presente quel gas che quando lo ingoi come un idiota ti fa fare la voce tipo ciribiribì Kodak…) che permettono di fare svolazzare la forma.

Beh forse è molto più economico ed ecologico del noleggiare un aereo per far svolazzare il proprio brand su e giù per le spiagge…

Saluti.

F.


Pc vende torte per riparare Vista

22 Ottobre 2008

Al via un nuovo spot virale di Apple che mette in evidenza Microsoft e il suo prodotto di punta

Terzo spot anti-Vista nel giro di pochi giorni. Questa volta PC vende torte per cercare di raccogliere qualche spicciolo per riparare il sistema operativo di Microsoft.
di Redazione
( 22-10-2008 )

Apple non molla la presa e torna sull’argomento dei soldi sprecati per la campagna pubblicitaria di Microsoft a sostegno di Vista. Dopo i due spot di inizio settimana, è apparso on line un nuovo filmato pubblicitario con Pc impegnato a raccogliere denaro per il marketing dello sfortunato prodotto di Redmond.

Questa volta PC ha allestito un banchetto per la vendita di torte: “I tipi del marketing – dice PC – hanno creato una campagna pubblicitaria costosa invece che usare i soldi per sistemare Vista. Visto che i miei problemi non sembrano una priorità per loro, ho deciso di raccogliere fondi da solo”. PC offre una fetta di torta a Mac che prova a mordere la fetta a quel punto PC chiede il conto: “Dieci milioni di dollari! Hai dato un morso…”.


Strategie di comunicazione elettorale

18 Ottobre 2008

Che la campagna elettorale di Barak Obama sia decisamente superiore in termini di comunicazione e di efficacia è ormai un dato indiscusso. L’utilizzo che Obamaf a della sua immagine, del suo rapporto con gli elettori, della comunicazione on line, delle newsletter e dei social network. In questo gioca certamente a suo favore l’età, l’scendente che esercita nei confronti delle nuove generazioni e il diffuso disappunto verso molte scelte fatte dall’amministrazione Bush. Tutti i duelli televisivi si sono conclusi a suo favore. E’ tutto ancora da decidere e nulla è ancora scritto.

Vi sottolineo una cosa del suo sito che a mio avviso è una trovata davvero geniale.

Come molti sanno  queste ultime giornate di campagna elettorale per la presidenza USA si sta svolgendo attorno al tema delle tasse (tema che in tempo di elezioni ha sempre molto appeal… :-) ) . Inutile dilungarsi sulle accuse reciproche che i due candidati si sono lanciati a proposito di quale fosse il piano fiscale più efficace.

Ecco che sul sito di Obama esce un fatastico pannello che in tempo reale, in base alla tua fascia di reddito, ti calcola quanto andresti a risparmiare se ad essere eletto fosse il candidato democratico e quanto andresti a risparmiare col piano McCain.

Una strategia di comunicazione concreta e interessante che mira a convincere sul campo gli elettori indecisi e, in questo momento più che mai, sensibili alla situazione economica generale e in particolare all’andamento dei propri bilanci familiari.


Article Marketing

16 Ottobre 2008

fonte: pmi.it

L’article marketing è quella tecnica di pubblicazione di articoli divulgativi in appositi siti che ha il doppio vantaggio di promuovere un’azienda e di rendere più visibile il sito Web aziendale nei motori di ricerca. Ecco come utilizzarla al meglio. Se pensate di “riciclare” i comunicati stampa per poterli inserire nei portali di article marketing, avete sbagliato in partenza. In Italia effettivamente ci sono siti che consentono l’invio di entrambi i tipi di comunicazione, previa la specificazione della categoria a cui appartengono. Ma articoli e comunicati stampa sono diversi: hanno target e scopi differenti.

L’article marketing si rivolge direttamente agli utenti finali. Certo, anche in questo caso ci può essere un giornalista o webmaster che filtra gli articoli che non rispettano le linee guida, ma quando si scrive, il focus sono i lettori. L’articolo ha il doppio scopo di dare un servizio informativo e quello di generare della link popularity, cioè di creare un link al proprio sito aziendale che provenga da altri siti di qualità, aumentando il valore agli occhi dei motori di ricerca e migliorando i posizionamenti nei risultati organici. L’article marketing esige l’esclusiva: ogni portale richiede un articolo inedito, questo per evitare i contenuti duplicati che sono visti in modo negativo dai motori di ricerca. Per attuare un buon piano di article marketing quindi bisogna selezionare con la massima cura il portale a cui inviare l’articolo (ce ne sono di generalisti e di specifici per ogni settore).


Perchè Galbani Voleva dire Fiducia

15 Ottobre 2008

Quello che penso dell’affaire Galbani è che nessun consumatore corre alcun rischio di sorta. Io stesso sono uno che negli ultimi anni è andato avanti a botta di Galbanino e Galbanetto. Non sono morto io, non vi sono casi di gente che si sente male a causa dell’incuria dell’azienda, non credo vi saranno casi di malori a causa delle etichette contraffatte. Quello che, a mio avviso, è stato più colpito da tutto questo inciucio all’italiana è il nome di questa ditta. Una delle più antiche d’Italia. Da oggi per un bel po’ non comprerò più Galbanini, Galbanetti e Galbanucci non perchè ritenga la mia salute in pericolo o similia ma semplicemente perchè mi sento preso in giro come consumatore e come cittadino, come destinatario di un messaggio ben preciso: “Galbani vuol dire fiducia“… ma fiducia un corno! Galbani se la deve riconquistare la mia fiducia e per farlo deve faticare! Il brand e la reputation che c’erano fino a ieri non ci sono più. E’ ostinatamente ottuso continuare a percorrerela strada vecchia, trovate qualcosa di nuovo, una new way per avvicinare la gente.

E’ uscito un comunicato che di peggio non potevano fare… completamente arroccato e sulla difensiva e per nulla esaustivob e persuasivo, tutto basato sui bei tempi che furono.

la qualità dei nostri prodotti e la salute dei nostri consumatori sono da sempre obiettivi primari“, “i nostri prodotti sono assolutamente sicuri - continua il comunicato – dall’approvvigionamento delle materie prime fino alla distribuzione del prodotto al consumatore” (…) “i nostri 3.500 collaboratori, con il loro lavoro e la loro passione, portano ogni giorno nelle vostre case formaggi e salumi sani, buni e di qualità“   Dio Santo, ma se sono proprio alcuni di quei “3.5oo collaboratori” che vi hanno sputtanato?

La cosa più folle di tutte è che il comunicato finisce con il noto claim “Galbani vuol dire fiducia”. io ci avrei pensato un po’ di più prima di scrivere sta cosa.

Siamo in attesa delle prossime cartucce dell’ufficio marketing Galbani nella speranza che questo caso sia un altro di quei bellissimi case histories di crisis management che si leggono nei manuali e che finiscono tutti nel migliore dei modi. Lo spero per un brand Italiano che appartiene ad una di quelle categorie merceologiche in cui il nostro Paese non ha nulla da imparare, il Food.

Saluti,

F.


Marketing Open Source

9 Ottobre 2008

Fonte: opensource.it

Più Marketing per Linux. Nasce SpreadLinux.com

di Michele C.Soccio

È stato da poco lanciato SpreadLinux.com, un sito nato allo scopo di spargere la parola su Linux attraverso delle campagne di marketing. Allo stato attuale SpreadLinux non ha molto da offrire, se non un forum e l’invito ad iscriversi per proporre le proprie idee.

Come è facile dedurre, SpreadLinux vuol fare per Linux quello che SpreadFirefox ha fatto e continua a fare per Firefox, ma con una differenza sostanziale. Mentre SpreadFirefox è nato per volontà di Mozilla, SpreadLinux è un’iniziativa privata che nulla ha a che fare con la Linux Foundation o con altre società.

Proprio questo potrebbe essere un neo per SpreadLinux: Linux ha bisogno di spingere con più aggressività sul marketing (chi si ricorda dello slogan IBM “Peace Love and Linux“?) ma iniziative del genere dovrebbero nascere dagli organi ufficiali e tirare in ballo le società coinvolte (leggi “distribuzioni”).

Se Linux deve affermarsi commercialmente non può farlo soltanto grazie all’impegno degli utenti e degli appassionati. Non basta il passaparola: servono anche i soldi.


Romeni brava gente

8 Ottobre 2008

“Per capire un popolo devi conoscere la sua gente”. E’ questo che il governo romeno dice agli italiani e lo fa con una campagna di informazione pensata per mostrare che i romeni non sono solo quelli che finiscono sulle pagine dei giornali per fatti di cronaca.

“Romania, piacere di conoscerti” prevede eventi, spot pubblicitari su giornali e tv e l’apertura di un portale su internet, tutto finalizzato a “migliorare la reciproca intesa e il grado di vicinanza tra italiani e romeni” e “offrire visibilità al processo di integrazione della comunità romena che vive in Italia”.

L’iniziativa è stata presentata a Roma dal ministro per il Turismo e il Commercio, Ovidiu Silaghi, e dall’ambasciatore romeno in Italia, Razvan Rusu. “Le ricerche condotte nell’ultimo anno dal nostro governo – hanno spiegato – hanno evidenziato che la diminuzione della tolleranza degli italiani nei confronti degli stranieri è prevalentemente generata dai comportamenti illegali di questi ultimi”. Gran parte di questa intolleranza, secondo i rappresentanti del governo romeno, si deve alle notizie riportate dai mezzi di comunicazione, perciò si è pensato di far vedere com’è la comunità romena che vive in Italia.


A voi comunicare

7 Ottobre 2008

Diritti umani, fame nel mondo. Interviste e videochat con personaggi di spessore internazionale e notoriamente impegnati sul fronte dei diritti civili e del sostegno ai paesi del Terzo mondo.

Tutto è cominciato con la pubblicazione sui maggiorni quotidiani nazionali del testo integrale di un famosissimo discorso di Gandhi. Era il giorno di ferragosto. Tutto continua su www.avoicomunicare.it il blog di Telecom Italia realizzato in collaborazione con i ragazzi di Itaka, un’associazione di studenti della Luiss di Roma.  Un’iniziativa nata con lo scopo di creare uno spazio di dibattito sul valore della comunicazione al giorno d’oggi.

Una buona mossa da un punto di vista di strategie di comunicazione, finalizzata alla riconquista di popolarità presso gli utenti internet, in particolare presso gli smanettoni ben informati che hanno seguono on line le vicende di Grillo e della sua battaglia sulla “democratizzazione” della banda e di conseguenza dell’accesso all’informazione.

Accanto a questa piccola cattiveria c’è anche da ammettere che da tempo Telecom Italia associa il proprio nome ad iniziative di solidarietà e promozione culturale attraverso la propria fondazione Progetto Italia .

Saluti

F.


New Marketing Territoriale

6 Ottobre 2008

Sorrentini di nascita, di adozione, per odio o per passione UNITEVI!

Fino al 31 dicembre 2008 avete l’opportunità di raccontare quello che provate per questo piccolo angolo di paradiso sulla web tv www.miasorrento.it o sulla TV user generated content The Blog TV.

Da tempo ormai i pionieri della comunicazione guidati da Bruno Pellegrini (fondatore di The Blog TV) hanno messo su un vero e proprio palinsesto creato interamente con in contenuti degli utenti stassi.

A questo si aggiunge lo User Generated Advertising: una grandiosissima forma di pubblicità virale che attiva una vera e propria gara  tra gli utenti. Una sfida a chi meglio saprà interpretare il brief dell’azienda committente…


Spot molto bello

2 Ottobre 2008


Nuove stagioni

2 Ottobre 2008
Fonte: Digitalsat
Non solo Hip-Hop Tv tra i nuovi canali di Sky in partenza oggi: dalle ore 6 è infatti attivo anche DeAkids (alla posizione 601), primo canale edito dalla De Agostini Editore e presentato ieri a Milano in conferenza stampa.
«Speriamo sarà il primo di una lunga serie – annuncia entusiasta Stefano Di Bella, amministratore delegato del gruppo –. Abbiamo intenzione di lanciare un canale all’anno e non potevamo non iniziare con il target bambini da sempre al centro di tutta la nostra attività editoriale».
Un settore già pieno di canali, basti pensare per esempio a Disney Channel e il suo multiplex (sempre in testa nelle classifiche d’ascolto e di gradimento), Cartoon Network, Boomerang, ma anche Jetix, Nickelodeon, Cooltoon, e sul digitale terrestre anche Boing. «Ma – interviene Maria Cristina Crocetti, Channel Manager di DeAkids – noi abbiamo la carta edutainment che occuperà almeno il 30% del palinsesto. Nel restante 70% invece spazio al puro intrattenimento di cartoni e altri programmi, ma sempre scelti con criteri assolutamente miranti alla qualità».
Sarà infatti l’impronta educativa, «ma non didattica», a caratterizzare l’intera programmazione: tra i programmi ‘edu’ al lancio si segnalano “Robbie ragazzo spaziale”, con cui sarà possibile imparare i mille segreti della scienza, “Cyberchase” al cui centro sta invece l’informatica ma non solo e “Animalia” (nella foto), una produzione BBC che esalta i valori della natura e dell’ecologia. Ma non sarà trascurata l’animazione ‘classica’ con titoli di tutto rispetto con “Heidi”, “Anna dai capelli rossi” o l’”Ape Maia”.
Si segnalano anche due produzioni esclusive realizzate da Giorgio Gori con la sua Magnolia, facente parte del gruppo De Agostini Communications: “The band” (nella foto), una sit-com ambientata in un garage dove si ritrova ogni giorno una band composta da ragazzi tredicenni che inseguono un sogno divertendosi e divertendo e poi “Diari Kids”, spin-off del format Magnolia ‘Tv Diari’ andato in onda nel 2006 su All Music: ogni giorno otto ragazzi (dagli 8 ai 12 anni) si raccontano in un video dove dovranno semplicemente essere se stessi. Dopo ogni puntata sarà possibile votare il preferito sul sito www.deakids.it con cui sarà poi proclamato il “vincitore” del premio finale: un viaggio a Parigi per tutta la sua famiglia.
Parlando del sito, prodotto da Neo Network (anch’esso del gruppo tramite Magnolia), aspira a diventare oltre che mezzo accessorio del canale fornendo dettagli sulla programmazione, anche «un vero e proprio social network per bambini, in stile Facebook», come l’ha definito Di Bella. Attraverso il meccanismo delle Fantabolle sarà possibile creare una community, creando il proprio avatar personalizzato con cui poter addirittura entrare in giochi di ruolo collettivi.
Insomma, un canale che potrebbe essere il valore aggiunto dell’offerta bambini di Sky, «con cui però – precisa l’ad Di Bella –, abbiamo un contratto di non esclusiva», anche se appaiano al momento alquanto improbabili approdi sul digitale terrestre o in altri bouquet. Proprio Sky ha deciso di dare fiducia al nuovo DeAkids assegnandogli la prima posizione nella fascia 600 che delimita appunto l’area Bambini: «si tratta di un target chiave – ha dichiarato in conferenza Paolo Agostinelli, responsabile di Sky per l’offerta ‘Mondo’ – e lo dimostra il dato dell’ultimo trimestre quando nella fascia 4-14 abbiamo raggiunto uno share medio del 23%, che diventa 33% nella fascia mattutina. Ma non ci limiteremo ad ampliare solo questo settore: con anche Hip Hop Tv salgono a 6 i nuovi canali Sky lanciati in questo 2008 e altri se ne aggiungeranno molto presto».
Nell’ottobre del 2009 poi dovrebbe vedere la luce il secondo canale De Agostini, incentrato sul lifestyle e sul “factual”, poiché «non c’è solo il mercato italiano – come ha ricordato il presidente del gruppo Pietro Boroli –, anzi l’obiettivo è di espandere questa nostra nuova attività anche nei paesi in cui il marchio De Agostini è forte e consolidato come Giappone o Europa dell’Est».
Giorgio Scorsone
per “Digital-Sat.it

Googlizzazione

30 Settembre 2008

Fonte: MyMarketing.net

Devo acquistare? Prima cerco su Google
28/9/2008

Una volta erano i consigli di amici e parenti. Poi è arrivata la pubblicità. Oggi c’è Internet, e in particolare i motori di ricerca, ad influenzare i nostri acquisti.
Come? Consentendoci di poter trovare facilmente e velocemente quelle informazioni – quanto più possibilmente aggiornate – sulle quali poi baseremo la nostra scelta. Il tutto attraverso un computer connesso al Web o, per chi è già un passo più avanti, attraverso un cellulare o uno smartphone col quale surfare su Internet.

Che poi queste informazioni risultino decisive lo conferma anche l’edizione 2008 della survey Gli Italiani ed i motori di ricerca (che si può richiedere gratuitamente alla pagina http://www.sems.it/sems-motori-acquisti-2008.htm),  commissionata dalla search marketing agency SEMS (www.sems.it) ad OTO Research (www.otoresearch.it).
Stando infatti alle risposte dei 1.500 intervistati, rappresentativi dell’utenza italiana online, i motori di ricerca non soltanto sono lo strumento più efficace per trovare informazioni in Rete (95% degli intervistati), ma sono ormai consultati con assiduità prima di un acquisto dall’83% degli italiani online, indipendentemente dal valore di ciò che si vuole acquistare e dal canale di acquisto (online o sul territorio). E 9 su 10 tra costoro hanno poi effettivamente deciso cosa acquistare sulla base delle informazioni trovate nei motori.
Gli italiani sono Googledipendenti, quindi? Sempre stando alla survey, il termine è abbastanza calzante, visto che il motore di ricerca fondato solo 10 anni fa da Brin e Page è il preferito (e quasi sempre l’unico usato) dall’86% degli italiani online. Per trovare il secondo in questa graduatoria occorre scendere al 5% di Virgilio… un vero e proprio abisso.

Di anno in anno non cresce soltanto il numero di utenti che, avvicinatisi al web, iniziano a cercare nei motori, ma anche (e soprattutto) la quantità di ricerche che ogni utente svolge: utilizzano una o più volte al giorno un motore ben l’88% degli utenti. Da notare come cresca l’utilizzo dei search engines anche come strumento di approfondimento per notizie, prodotti, persone visti su altri media: il 71% approfondisce nei motori cose lette su giornali o riviste; il 59% cose viste in televisione; il 36% cose sentite alla radio; il 34% cose viste per strada.
Quando cercano in vista di un acquisto, gli utenti prestano particolare attenzione alla presenza del sito di brand noti tra le pagine di risultati; da una parte il vedere marchi noti rassicura le persone; dall’altra, per le aziende, il comparire tra i risultati frutto dell’algoritmo del motore rafforza nell’utente la percezione di quell’azienda come leader del settore. E proprio i contenuti istituzionali (es. schede prodotto) pubblicati sui siti delle aziende produttrici sono, secondo gli italiani intervistati, il tipo di contenuto che, trovato attraverso i motori, influenza maggiormente la decisione d’acquisto. Molto più, ad esempio, dei commenti sui siti di comparazione, delle prove tecniche su siti specializzati o dei post sui blog, contenuti che trovano sempre più spazio su Google & Co.
Ma quali sono i prodotti che gli italiani acquistano più frequentemente “influenzati” dai motori? Prodotti elettronici (58%), telefonia ed accessori (58%), viaggi (52%) e libri (51%) guidano una graduatoria dalla coda molto lunga, visto i motori fanno ormai parte del processo d’acquisto sia nel B2C che nel B2B.
Solo il 20% degli acquisti si è concretizzato immediatamente dopo la ricerca. Il restante 80%  ha preferito svolgere altri approfondimenti o rimandare ad un altro momento (e/o ad un’altra postazione, es. il computer di casa per chi ha cercato in ufficio) l’acquisto. Un problema, questo, per il tracking delle campagne online che spesso non viene considerato in fase di analisi dei risultati.
La carta di credito prepagata si conferma anche in questa ricerca come il sistema di pagamento preferito dagli italiani per gli acquisti dopo una ricerca (37%); segue la carta di credito tradizionale (30%, in forte calo rispetto al 2007) ed i sistemi alternativi come PayPal (17%).

Vista la situazione attuale, quali potrebbero essere gli scenari futuri? Una delle ipotesi che giù oggi stanno andando concretizzandosi è quella del mobile search, la ricerca da dispositivi mobili quali cellulari e smartphone. Finora il grande limite nell’utilizzo dei motori utilizzo era dovuto alla necessità di avere un computer collegato alla Rete per poter cercare. Ma la grande diffusione popolare che stanno conoscendo sia i cellulari abilitati alla navigazione in Rete che i cosiddetti smartphone (il più noto è lo iPhone) accelererà ed agevolerà l’utilizzo dei motori, addirittura all’interno degli stessi negozi.
I consumatori vogliono infatti essere sempre più protagonisti attivi delle loro decisioni d’acquisto, non vogliono più basarsi unicamente sugli stimoli indotti dalla pubblicità; i motori soddisfano appieno la loro ‘sete di informazioni” offrendo facile e rapido accesso non soltanto ali dettagli sui prodotti, ma anche ai commenti ed alle recensioni che altri consumatori fanno di questi. Il processo che porta ad un acquisto cambierà quindi nei prossimi anni, sempre più “web & search oriented”. Le aziende faranno bene a tenerne conto nel pensare le loro strategie per il futuro.

Marco Loguercio


Il frutto di un’autentica Bufala

16 Settembre 2008

Fonte marketingeinnovazione.it :


Bufalat è il primo latte di bufala 100% campano nato per essere bevuto, ideale per l´alimentazione a tutte le età grazie al suo prezioso apporto di fattori nutritivi ed alla sua estrema digeribilità. Bufalat rispetto al latte di bufala appena munto viene sottoposto ad un particolare processo produttivo che lo rende facilmente digeribile e lo priva della parte grassa, facendo si che il prodotto risultante contenga solo i fattori nutritivi più preziosi per la nostra alimentazione e conservi il suo particolare gusto.

Fonte: Studio Grassi

“Bufalat, un esempio di “vero” marketing caseario

Ebbene si, dobbiamo ammetterlo ci siamo presi gioco di voi. La verità è che Bufalat, il latte di bufala da bere, non esiste. Non esiste neppure una “Fattoria Garassi” con sede a San Nicola La Strada in provincia di Caserta.
Il nostro è stato un puro gioco a scopo “formativo-esplorativo”, abbiamo voluto vedere cosa sarebbe successo mettendo in piedi un’azienda, un marchio ed un prodotto impiegando le nostre uniche armi a disposizione, creatività unita alla forza divulgativa di internet.

Per chi si fosse imbattuto per la prima volta in questo marchio, Bufalat appunto, deve sapere che a metà aprile sulle principali testate giornalistiche online dedicate al mondo del marketing e della pubblicità, si annunciava la partenza di una campagna pubblicitaria ad opera di una non ben identificata “Fattoria Garassi”.


L’obiettivo della campagna era quello di promuovere in tutta Italia il proprio prodotto di punta, un latte di bufala campano da bere, il primo e forse unico latte di bufala destinato alla alimentazione umana.

Chi non è molto addentrato nelle questioni lattiero-casearee, non sa che il latte di bufala non può essere essere bevuto, ma può soltanto essere destinato alla produzione della famosa mozzarella. Visti i risultati, quest’ultimo dettaglio sembra non essere stato particolarmente rilevante, poiché la campagna è stata presa per autentica ed il prodotto è stato perfino inserito sul sito marketingedinnovazione.it, in quanto prodotto particolarmente innovativo. Ed almeno sulla carta lo era, sia perché prometteva di essere una valida alternativa al latte di mucca o a quello più moderno di soia, sia perché veniva realizzato nel pieno rispetto dell’ambiente, attraveso un’attenta gestione dei rifiuti prodotti durante il ciclo produttivo.


Cosa di non poco conto visto che le aziende della filiera casearia e bufalina non hanno passato un bel periodo fino a qualche mese fa a causa, prima della emergenza rifiuti e poi dello scandalo diossina. Tra i siti che più hanno seguito da vicino la vicenda “Bufalat” c’è stato “salviamolabufalacampana.blogspot.com”, che avendo come obiettivo editoriale quello di segnalare tutte le notizie riguardanti lo scandalo legato alle presunte tracce di diossina rinvenute nel latte di bufala di alcuni allevamenti campani, è stato ovviamente il primo a segnalare il lancio sul mercato di Bufalat, che faceva del rispetto dell’ambiente il suo vero punto di forza.

Peccato che lo stesso sito “salviamolabufalacampana.blogspot.com”, lo abbiamo creato noi, ci serviva infatti l’appoggio di un blogger autorevole e del settore che avrebbe dovuto fare da cassa da risonanza sul web per la nostra campagna.
Al di là della segnalazione della nostra campagna su testate come, pubblicità italia, pubblico, Today ed Adv express, anche oltre oceano la nostra iniziativa non è passata inosservata ed il blog Adfreak non ha rinunciato a modo suo a recensirci.

Per chi volesse approfondire non possiamo che invitarlo a visitare il sito ufficiale della Fattoria Garassi, www.fattoriagarassi.com ed il blog salviamolabufalacampana.blogspot.com”


Viral Renault

11 Settembre 2008

Donne e motori? qualcuno ha preso una sbandata. Simpatico viral Renault:


Google Chrome

10 Settembre 2008

Carissimi,

vi scrivo dal nuovo browser che ho installato sul mio pc. Di recente avevo installato l’ultima versione di Mozzilla Firefox. Mi piace molto. Uso anche Explorer, anche se mi sta antipaticissimo… Beh oggi ho dato al benvenuto a Chrome. Chi? Chrome, Google Chrome! Ebbene si l’allegra famigliola di Google non mette mai le cervella a riposo e sforna continuamente nuove idee per offrire ai suoi utenti piccole soluzioni all’utilizzo quotidiano del pc. Chrome è il nuovo browser. Dalla grafica carina, più pulito e con pochissimi pulsanti dai quali puoi gestire parecchie funzioni utili. Molto sfiziosa la schermata iniziale che ti offre diversi riquadri con l’anteprima dei siti internet più cliccati. In alternativa c’è la cronologia tradizionalmente intesa. Attenzione però, a quest’ultima si accede dai comandi alla destra dello schermo. Non fate come me… altrimenti andate al manicomio e alla fine vi date dell’idiota.

La barra degli indirizzi funge anche da toolbar del motore di ricerca predefinito che, contrariamente a quanto pensano i più maligni, potete impostare a vostro piacimento. Quindi se volete potete anche usare Lycos all’interno di Chrome.

La cosa bella è che, come nel caso di Firefox, Chrome è gratis e free ergo nessuno vi manderà aggiornamenti a tradimento che verificano l’autenticità del software. La privacy certo lascia un po’ a desiderare… mettiamo che voi (come me) usiate Google anche per cercare qualunque cosa compreso quello che avete mangiato a cena, mettiamo che abbiate (come me) una casella di posta elettronica Gmail e mettiamo che anche voi (come me) stiate usando Chrome per navigare in Internet… beh diciamo che i nostri Gfriend nella Silicon Valley sanno tutto su di noi, Quello che scriviamo, chello che cerchiamo, i siti che visitiamo e, nel mio caso, anche quello che mangio a cena. Tutto questo andrà a costituire una fantastica banca dati profilatissima per pubblicità su misura.

Molti muovono questa critica. Ma mettiamo che voi usiate Explorer, Hotmail e Live Search. Come la mettiamo? stesso problema.

La verità è che è comodissimo poter gestire dalla stessa interfaccia più funzioni. Google lo ha capito e per questo studia continuamente nuovi strumenti da implementare sul motore di ricerca e direttamante sul desktop del PC. Ah dimenticavo… potete creare un accesso diretto dal desktop alla vostra mail senza aprire il browser grazie ad una funzione che crea delle scorciatoie per i siti più utilizzati.

Beh comunque provarlo non nuoce alla salute, tanto è gratis.

Un’ultima cosa: ho tralasciato tutte le critiche che accusano Google di aver messo in circolazione un programma con delle falle. E’ naturale che sia così. La mia generazione è cresciuta nutrendosi delle finestre di errore di Windows e dei suoi derivati. C’è addirittura chi ha messo in commercio un sistema operativo a tratti inutilizzabile a causa delle sue falle (ogni riferimento a fatti, cose, luoghi o persone è puramente casuale). Chrome in in una fase beta (lo dice anche il nome), chi lo usa sa ch può avere qualche noia.

Saluti

F.


Questione di Nome

9 Settembre 2008

Riporto per intero un articolo di Danilo Denotti apparso su MyMarketing.net.

Si tratta di un’interessante analisi del nome di un prodotto di largo consumo: Cif Actifiz.

Spesso l’attività di naming (vedi glossario) risulta essere determinante per la riuscita della campagna pubblicitaria di un prodotto.

Buona lettura

F.

CIF ACTIFIZZ: pulito onomatopeico

3/9/2008

Come fare a battezzare un prodotto innovativo, coniugando un approccio creativocon la necessità di avere un nome descrittivo e al contempo mantenere una brand equity storica come quella di Unilever Cif? È stata questa la sfida che Nomen ha affrontato per il processo di naming del nuovo spray Cif. Alla base del percorso ci sono stati il concept e la portata del progetto: “presentare sul mercato internazionale il primo detergente per la casa dotato di una tecnologia effervescente, ovvero una schiuma adatta a rimuovere lo sporco quotidiano”, da cui è stato affinato il ragionamento strategico che ha dato il via alla corsa creativa.
Visualizzando il prodotto come un triangolo equilatero tre sono i lati concettuali che dovevano definire il perimetro comunicativo del nome:

- la destinazione d’uso: ovvero il concetto di multi
- la peculiarità del prodotto: ovvero l’effervescenza
- la modalità d’uso: ovvero la quotidianità, la facilità e la velocità

Actifizz è la parola che geometricamente rappresenta l’area di quel triangolo perché è un nome che si pronuncia in un attimo e che racchiude i 3 concetti fondamentali. Vediamo il perché. La morfologia della parola è la combinazione in un unico termine della radice ‘–acti’ con il sostantivo inglese ‘fizz’ (effervescenza). Un’equazione che permette al nuovo brand un’ampia forza semantica. ‘Acti’ rimanda al concetto di azione immediatamente attiva in modo comprensibile e pronunciabile a livello internazionale. In più permette di non etichettare il prodotto come efficace per un solo tipo di sporco, sottolineandone perciò una modalità d’uso multi. ‘Fizz’ descrive invece in modo preciso la peculiarità del prodotto. E sebbene nei paesi in cui non è una parola di dizionario (come in Italia) ‘fizz’ rimane il termine chiave, perché riproduce a livello onomatopeico l’azione effervescente dello spray.

La chiave di lettura fono-semantica di Actifizz permette anche un ulteriore grado di forza comunicativa al nome. La velocità e la facilità di lettura, pronuncia e comprensione diventano simbolo di immediatezza e semplicità d’uso del prodotto su ogni tipo di sporco con cui si ha a che fare nel quotidiano.

La forza del nome è stata dimostrata anche dalla comunicazione pubblicitaria, che è riuscita a fare tesoro delle potenzialità tematiche e sonore, creando il claim “via lo sporco in un fizz”.”



Diamoci una calmata

8 Settembre 2008

Self Marketing ovvero della promozione di se stessi e della ricerca di un lavoro

8 Settembre 2008

Finito il lavoro che avevo prima dell’estate, finito quello che avevo trovato durante l’estate… finita la pacchia!

Bene ricominciamo battaglieri come prima e più di prima, sempre più convinti di voler assolutamente fare ciò che nella vità ci piace di più, ciò per cui abbiamo studiato. Così ieri sera attorno ad un tavolo con amici durante amabili conversazioni fancazziste io e Davide abbiamo fissato obiettivi e scadenze per il prossimo brevissimo periodo. Definito obiettivo e stabilita strategia.Non ci resta che partire!Anzi voi non lo sapete, ma noi siamo già partiti. Se si tratta di partire con la testa… beh allora siamo partiti da un pezzo!

Ciancio alle Bande: siamo alla ricerca di un’opportunità. Di un’imprenditore che abbia voglia di investire in persone con grande voglia di fare, passione, curiosità ed entusiasmo.

Noi siamo qui pronti a gettarci nella mischia senza paura di sporcarci!



Toyota sul piede di… Guerrilla

3 Agosto 2008

Per spianare la strada alla prossima nata,  iQ che arriverà nelle concessionarie nella primavera del 2009, Toyota ha pensato ad un’iniziativa estiva messa su nelle principali città italiane.

Gli uomini Toyota girano per strada e piazzano messaggi sulle auto in sosta.

Focus della campagna sono le misure della microcar . L’affondo è chiaramente diretto a Smart che offre due posti in meno a parità di misure.

“La tua auto è lunga xxx centimetri. Per parcheggiare più facilmente, accorciala”. Gli addetti Toyota scrivono nello spazio bianco la lunghezza della tua vettura.


Indici di Gradimento

30 Luglio 2008
Riporto un articolo trovato sul blog The LGBT Crew:

Lesbiche e gay: come recepiamo la pubblicità?

Secondo un’indagine condotta negli USA la pubblicità su TV, Stampa e Web influenza diversamente le considerazioni d’acquisto di lesbiche e gay rispetto a quelle degli eterosessuali.

Anche se la percentuale maggiore di gay e lesbiche riscontra che la pubblicità mostra raramente le persone GLBT, le lesbiche ed i gay hanno una più alta tendenza che i non GLBT ad ammettere che le advs, specialmente quelle su tv o su magazines, possono motivarle per valutare la possibilità di comprare un prodotto pubblicizzato.

Per quanto concerne i magazines, ben il 21% si dice motivato all’acquisto dalle pubblicità mostrate rispetto al 16% degli etero.

Per gli spot televisivi, il 12% vs l’8% degli etero.

Secondo la Commercial Closet Association, più di un terzo delle aziende incluse nella Fortune 100 hanno sviluppato campagne di marketing e comunicazione che parlano a o includono le lesbiche ed i gay.

lo studio conferma che lesbiche e gay sono più propensi a rispondere ai messaggi pubblicitari, specialemente se questi sono sensibili e rispettosi dei loro bisogni e della loro identità.

Entrambi i gruppi lesbiche/gay e non-gay esprimono il disturbo generato dai pop-up.
Più significativamente, lesbiche e gay ritengono che le pubblicità su stampa e televisione forniscono “le informazioni che possono usare” (20% vs 15% dei etero).
Quasi un terzo (32%) dei gays e delle lesbiche pensa che gli annunci sui magazines siano informativi (vs 28% delgi etero).

Risposte simili all’utilità delle informazioni trovata on-line vengono date da entrambe i gruppi.

Lesbiche e gay sentono meno che i consumatori etero la pubblicità come “noiosa”.
Quasi la metà (47%) dei gays e delle lesbiche, inoltre, dichiara di credere maggiormente alle marche veicolate sui media gay, come i giornali o i periodici GLBT anche se il 23 per cento dei gay e delle lesbiche non è d’accordo con questa dichiarazione.


Restyling estivi

29 Luglio 2008

Carta Scottex arriva nelle sue nuove vesti

Kimberly-Clark si rifà il look. Il gruppo inglese cambia la visual identity del marchio di carta igienica Scottex con un packaging più chiaro ed esplicativo, che mette il cagnolino Scotty, simbolo del brand, al centro della comunicazione e dà una maggiore visibilità a scaffale all’intera gamma di prodotti.

La nuova identità visuale di Scottex mette in primo piano il legame fortissimo tra il brand e il cucciolo di labrador, icona storica del marchio, e gioca su tre fattori fondamentali: Scotty diventa protagonista del pacco e acquisisce un ruolo esplicativo per il consumatore, il logo cambia con un lettering più giovane, e il packaging, rinnovato nella grafica, viene declinato in tre toni cromatici ben distinti per rendere immediatamente riconoscibili le varianti – Tradizionale, Salvaspazio e Maxirotolo.

“Il nuovo look di Scottex non è semplicemente un restyling del packaging ma il risultato di una strategia volta a definire una più chiara ed distinta identità di marca, che consente una visibilità a scaffale maggiore e aumenta la riconoscibilità del prodotto – commenta Roberta Campio, Marketing Director Family Care in Kimberly-Clark Italia. – Il 51% delle famiglie italiane sceglie Scottex: questo dato evidenzia in modo chiaro  il legame di fedeltà e fiducia nei confronti del marchio.”

A partire da luglio sugli scaffali della GDO si potranno trovare i nuovi pacchi di Scottex tradizionale dalla sfumatura di colore rosa chiaro con Scotty che gioca con il rotolo; di Scottex Salvaspazio, caratterizzato da un pacco fucsia, che vedrà il cucciolo di Labrador intento a schiacciare il rotolo per renderlo Salvaspazio. Sul pacco azzurro di Scottex Maxirotolo, infine, Scotty sarà impegnato in uno dei suoi giochi preferiti, srotolare l’extralunghezza del rotolo massima durata di Scottex. Su tutti e tre i pacchi ci sarà il nuovo logo con un nuovo font in bold type su sfondo bianco, più visibile rispetto al colore di sfondo della confezione, che permetterà un’istantanea identificazione prodotti del brand Scottex.

Come sui pacchi, il Labrador Scotty sarà protagonista anche del piano di lancio della nuova identità visuale della gamma Scottex carta igienica che si articolerà in una campagna stampa sui principali magazine rivolti al grande pubblico, iniziative di PR e attività sul punto vendita, con materiali per aumentare la visibilità a scaffale dei nuovi pacchi e gift alle casse.  ( affaritaliani.it )


A corto di idee…

28 Luglio 2008

Gennaio 2008:

Ryanair ruba il marchio Sarkozy-Bruni e fa infuriare l’Eliseo. La compagnia aerea low-cost irlandense ha utilizzato una foto del presidente francese e della fidanzata per lanciare una nuova campagna pubblicitaria. L’immagine, in bianco e nero, è comparsa su Le Parisien e ritrae Nicolas e Carla sorridenti, sotto la scritta «Ryanair per tutte le occasioni». ( lastampa.it)

Febbraio 2008:

“La società di Michael O’Leary mette in pagina la foto di una straripante immondizia come nuova campagna shock. Paga le tasse! Non per i rifiuti ma per scappare via: la compagnia aerea irlandese, leader nel settore low-cost, ha pubblicato l’inserzione in verità, alcun riferimento ai luoghi.” (diregiovani.it)

Luglio 2008:

“Polemiche per l’ultima campagna pubblicitaria di Ryanair. La compagnia low-cost si è scagliata ancora una volta contro i presunti aiuti di stato ad Alitalia. Per farlo ha scelto di usare il leader leghista e ministro delle Riforme, Umberto Bossi. Il senatur è stato immortalato nell’home page italiana della compagnia mentre si scatena nell’ormai celebre gesto con il dito medio alzato contro l’inno italiano.” ( corriere.it)

Ok, ogni occasione è buona per fare comunicazione. Si sa che la comunicazione più scomoda e brutale è quella che spesso porta più visibilità e “buzz”. Esiste un limite o, almeno, dovrebbe esistere?

A lungo andare si rischia la monotonia. Comincio a pensare che qualcuno sia a corto di idee innovative.

Saluti.

F.


Employer Branding

23 Luglio 2008

Ho appena finito di leggere Management delle Risorse Umane (Daniele Boldizzoni, ed. Sole 24 Ore).

Un testo interessante e ben articolato che affronta la questione delle risorse umane e della loro gestione sotto diversi punti di vista. Risorse Umane come valore competitivo di aziende che operano in mercati sempre più esasperati. Risorse umane come il vero forziere, l’asso nella manica dell’azienda. Risorse umane che sono il vero fattore che fa la differenza. Cose molto belle e molto vere… se solo fosero implementate dalle nostre aziende.

Ad ogni modo non è bene fare di tutta un’erba un fascio. E’ bene fare una riflessione sensata con numeri alla mano. Perchè le aziende considerate i “great place to work” sono le aziende con la migliore redditività al momento? sono anche quelle che godono di fama migliore. E se non sbaglio sono anche quelle con un basso tasso di turnover e un alto tasso di retention

Ormai è un dato di fatto. Far parlare bene della propria azienda è una leva strategica nella costruzione della brand reputation e chi meglio dei dipendenti può essere un real testimonial dei valori, della lealtà e della consuetudine dell’azienda in cui lavora? Perchè non fare in modo che i propri dipendenti vadano al lavoro col sorriso sulle labbra, certi di recarsi in un posto in cui possono essere a proprio agio, in cui si sentono a casa?

Marketing interno. Di questo parla Boldizzoni nel suo libro. Una sezione della macro-strategia di comunicazione aziendale interamente dedicata ai propri dipendenti, visti come “clienti interni“, soggetti a cui rivolgere le stesse attenzioni che vengono dedicate al mercato esterno.

Sono diverse le aziende che hanno capito questa cosa e investono tempo e risorse a “coccolare” i propri testimonial. Potrei stare qui ad elencare le più grandi, le più belle: Google Italia, Ferrari ( che sta sviluppando un ampio piano di employer branding e migliora continuamente la qualità dei propri ambienti di lavoro).

Vi consiglio invece di visitare il sito di un’azienda che per il secodo anno si colloca nei primi posti della classifica Great Place to Work, Elica SpA. Un’azienda che percorre questa strada da tempo e che raccoglie i frutti di questa politica in termini di fatturato e di espansione. Un’azienda che produce impianti d’aspirazione (settore che non offre grandi visibilità se interpretato in maniera tradizionale) che ha saputo fare della propria etica comportamentale il proprio cavallo di battaglia e il volano per far decollare la propria visibilità. Beh… complimenti!!!

Le considerazioni potrebbero essere tante e varie. Troppo spesso i dipendenti vengono considerati una fonte di costi e peso per le aziende. Sempre più spesso i dipendenti, quelli formati, incentivati e motivati sono la vera catapulta aziendale… chi vivrà vedrà!

Saluti.

F.


Post Europei

17 Luglio 2008

Retrospettiva europea.

Cercando di non pensare all’epilogo del nostro europeo godetevi alcune immagini della campagna di ambient marketing con cui Adidas ha ravvivato le viennesi strade .                                                          (immagini prese da www.ninjamarketing.it)

La famosissima ruota panoramica, il Prater, diventa un poliportiere

Historisches Museum: ingresso con accoglienza anomala.

Scarpe rappresentanti tutte le squadre… in attesa di una scarpiera all’altezza della situazione!


AutoDesign

16 Luglio 2008

714 palline si sono date appuntemento a Monaco di Baviera per animare una fantastica installazione. Hanno deciso di svolazzare per aria fino a comporre l’immagine di un’automobile. Il tutto sotto una regia di tutto rispetto: BMW.  Se passate da quelle parti potete vedere quest’opera al BMW Museum.


Buone notizie dal mondo

7 Luglio 2008

Leo è tornato!

Cominciamo dalla fine.

Per fortuna Leo è tornato a casa. Ne da felicemente notizia il blog del suo padrone.

Sono venuto a conoscenza della scomparsa del docile felino mentre mi trovavo a Napoli. Leggo su un palo della luce un volantino che invitava tutti a collegarsi al blog di cui sopra per fornire ogni eventuale informazione su questo povero leopardo smarrito. Accorato l’appello del proprietario.

Insospettito dal singolare annuncio ho seguito le vicende di Leo e del suo padrone, le varie segnalazioni di avvistamenti sempre più convinto che di pubblicità si trattasse. Molti blog di marketing e comunicazione che parlavano di Leo ma quasi nessuno era riuscito a capire quale prodotto si stesse cercando di promuovere…

Quando è tornato Leo abbiamo svelato il mistero e, contenti del ritrovamento, ci siamo goduti lo spot della nuova Jeep.

Potrei stare un’ora a raccontarvi le invezioni simpatiche di questo blog e di questa campagna, le reazioni dei lettori incuriositi, di chi chiedeva informazioni su Leo, di chi ha segnalato avvistamenti e di chi lo ha incontrato in metro ma fate prima a leggere i vari post, ne vale la pena e si possono trarre diversi spunti.

Saluti

F.


Un tocco di verde

4 Luglio 2008

Ecomarketing: il vantaggio di rinverdire un Brand

Riprendo un argomento trattato qualche tempo fa nel blog         marketingroutes (lettura vivamente consigliata).

 Data per assodata la ormai ampia consapevolezza dei consumatori occidentali in tema di ambiente, eco-compatibilità e inquinamento  molti brand puntano sulla comunicazione “verde” in senso vario.

C’è chi addirittura sostiene che è importante mettere una spruzzatina di verde in fase di restyling dei propri loghi… e nelle proprie azioni.

Una volta che avete deciso di intraprendere una green way beh… non dimenticate di comunicarlo. Attivate il vostro ufficio marketing affinche comunichi in maniera naturale che state cambiando colore, cosa rassicurante per chi vi corconda,a meno che non siate l’Incredibile Hulk.

Ecco che a questo punto arriva un simpatico decalogo per comunicare la propria eco-compatibilità che individua due grandi aree : interna ed esterna.

I “punti verdi” sono sintetizzabili in “interni“:

  1. Riciclare in azienda
  2. Incoraggiare i propri dipendenti all’utilizzo di mezzi pubblici o ai mezzi non inquinanti
  3. Le risorse hardware a basso impatto
  4. Linee guida aziendali per i dipendenti (rispetto dell’ambiente, attenzione allo spreco di fogli etc)
  5. Linee guida per i partner

ed “esterni“:

  1. Community engagement: stimolare i propri utenti ad essere “green”
  2. Community partecipation: supportare le attività e le organizzazioni attive nella salvaguardia dell’ambiente
  3. Scegliere un “aspetto” da sostenere
  4. Vantaggio competitivo verso i propri utenti e concorrenti
  5. Partnership con entità attive nella tutela ambientale

Forse è per questo che il buon Steve Jobs, dopo che Apple ha subito valanghe di critiche per il suo atteggiamento eco-menefreghista , ha deciso di far diventare la sua Mela più verde. Inoltre ha deciso anche di confezionare il suo ultimo nato I-Phone in un packaging biodegradabile. Speriamo sia la volta buona.

Saluti.

F.


brand, facci sognare! conversazioni al sole di luglio.

3 Luglio 2008

Oggi pomeriggio (un caldo infernale!!!) ho incontrato Luciano, un mio amico. Uno dei tecnici più creativi che abbia mai consciuto. Una conversazione con Luciano difficilmente si conclude senza aver partorito qualche nuovo spunto.

Beh insomma, reduce dalla sua trasferta milanese Luciano mi racconta di una persona molto competente di Comunicazione che sostiene che la strada da percorrere in questo momento sia il Marketing di prodotto. La sostanza di questa teoria è che la gente in questo momento vuole risparmiare e che cerca i prodotti che meglio si avvicinano a questa esigenza, punto e basta. Basta con questi brand che che fanno comunicazione generica , bisogna spingere sui prodotti e attrarre clienti. Bisogna applicare prezzi bassi, la GDO parte a manetta con operazioni di questo tipo la gente corre, i margini si riducono… i prezzi si abbassano, i margini si devono ridurre e quindi bisogna spingere sempre più sui prodotti…

Diciamo che questa visione in un primo momento è condivisibile poi capisci che qualcosa stona. Ed è in questo momento che parte la Luciano’s Theory. In questo momento, sostiene, la gente è avvilita. Vive un disagio economico-sociale e lo vive non solo perchè lo sente nell’aria ma perchè lo sperimenta in tutta la sua quotidianità. In questo contesto è viva e forte la necessità di brand che restituiscono voglia, speranza, aggregazione, sogno. Il Brand che ravviva, che offre un’alternativa diventa oggetto di culto.

Per determinati prodotti gli utenti sono disposti anche a spendere di più e la carica di positività e spirito di aggregazione che certe marche trasmettono sono decisamente una spanna sopra. Chi usa Mac ne ha fatto una religione, una filosofia di vita. Sceglie I Pod anzichè Creative – dice Luciano – anche se forse Creative è più performante.

Si ripropone il discorso dell’identificazione e della tribù di cui ho parlato nel post  Tratti Comuni . Ducati ha saputo fare di queste caratteristiche i suoi valori e i valori condivisi di tutti i suoi riders.

Beh credo che in questo Luciano abbia visto giusto. Forse offrire una diversa visione del mondo, rappresentare un diverso approccio alla quotidianità può essere il vero valore aggiunto di un brand.

Saluti

F.


Agricoltura Illuminata

1 Luglio 2008

 

 

 

 

Viticoltori valdostani a scuola di marketing

(ANSA) – AOSTA, 1 LUG – La viticoltura è sempre più uno dei settori chiave dell’economia valdostana, ma spesso si affida all’intuito e all’istinto nel definire le sue strategie di promozione e vendita. Per sopperire a questa lacuna è stato organizzato negli scorsi mesi un corso per lo ‘Sviluppo delle competenze di marketing’, promosso dall’Institut Agricole Regional, con l’obiettivo di sviluppare un progetto di marketing per la propria azienda.
 ”La valutazione degli elaborati, realizzata su parametri di fattibilità, originalità e vicinanza al proprio contesto, è stata molto positiva – commenta Carlo Francesia, coordinatore del progetto – e i partecipanti hanno potuto ragionare a mente fredda sull’azienda, sulle competenze e le prospettive di sviluppo“.Durante il corso, sono intervenuti anche due esperti, provenienti dalla Val di Susa e dagli Stati Uniti, che hanno saputo applicare concetti di marketing nel loro lavoro. “Non era nostro obiettivo dare soluzioni univoche – continua Francesia – ma fornire alle persone gli strumenti per reagire nella propria realtà a un mercato sempre più concorrenziale”. Come gravi errori da evitare nella gestione aziendale sono stati individuati la svendita dei prodotti e l’affidamento a un unico canale di vendita.

“Sull’onda del successo di questa prima edizione, registrato anche attraverso questionari di gradimento compilati dagli allievi, pensiamo già di organizzare la seconda – dice il coordinatore -, magari però la faremo d’inverno, perché i partecipanti in questo periodo di grande lavoro hanno dovuto sostenere enormi sacrifici per non perdere le lezioni”. (ANSA). 

 

 

 


InterFly ovvero dell’Interrail e dei suoi derivati

29 Giugno 2008

 

“I viaggi danno una grande apertura mentale: si esce dal cerchio dei pregiudizi del proprio Paese e non si è disposti a farsi carico di quelli stranieri.”
(C. de Montesquieu)

Uno dei miti della mia adolescenza era senz’altro l’Interrail, fantastico ticket ferroviario che ti permetteva di fare il vagabondo in giro per l’Europa a costi decisamente contenuti. La mia generazione si divideva in quelli che avevano fatto l’interrail e quelli che non lo avevano fatto categoria, quest’ultima,  a cui io appatengo a pieno titolo.

Ho sempre pensato che l’interrail per essere uno strumento economicamente vantaggioso abbia bisogno di enormi tempi a disposizione e, di conseguenza, di una scorta di denaro proporzionata.

Non si discute l’imparagonabile esperienza di vita del viaggio interrail: amici, conoscenze, condivisione di avventure…

E’ vero anche che i voli low cost (di cui io sono un accanito sostenitore) hanno modificato la nostra geografia interiore e la nostra percezione del continente Europeo. Ecco, oserei dire che se c’è un qualcosa che mi fa concretamente sentire cittadino europeo sono proprio i voli low cost. Il pensiero che con 100 euro io posso andare a Londra, incontrare un cliente e tornare la sera… mi consola.

Fatte queste premesse è facile comprendere perchè la formula Interrail è ormai un cimelio per chi vuole vivere un’esperienza vintage. Chi penserebbe di fare 20 ore di treno per andare a Parigi pagando il doppio di quello che pagerebbe per arrivarci in 2 ore con un aereo?                               

Ecco la soluzione: ALL YOU CAN FLY (http://www.tuifly.com/it/allyoucanfly.html) , ultimo prodotto Tuifly  che con 249 euro permette a tutti i giovani tra i 19 e i 26 anni di viaggiare su tutte le rotte servite dal vettore tedesco senza problemi di tasse aereoportuali. Dall’Italia Tuifly offre solo collegamenti con la Germania ma una volta arrivati in terra Tedesca potete andare in diverse località interessanti: Croazia, Francia, Spagna, GB…

Un prodotto innovativo che segna il definitivo passaggio di un’epoca, con un unico GRANDE e IRRIMEDIABILE ERRORE commesso dagli imperdonabili signori di Tuifly: non aver considerato che io non ho più 26 anni. :-(

 

 


non conventional ideas (parte seconda)

28 Giugno 2008

A questo punto non hanno più bisogno di presentazioni:


Banche e Marketing relazionale

27 Giugno 2008

Forse con un po’ di ritardo ma è fuori discussione che ormai anche il pianeta bancario ha capito il vero valore del marketing relazionale. Umanizzare la banca centralizzando la figura dei propri dipendenti, darle un’immagine più accogliente e vicinala mondo delle famiglie è il perno attorno cui ruotano recenti campagne di comunicazione fatte da istituti bancari nuovi o consolidati.

Penso a tutta alla comunicazione del Banco San Paolo con la Gialappa’s Band. Impiegati, direttori e clienti messi su un unico piano e simpaticamente derisi con lo scopo di svelare il volto umano della banca. Operazione decisamente riuscita. Ancor di più perchè fatta in un momento di grande turnover dell’istituto facendo in modo che il cliente entrando in banca avesse davvero la sensazione di entrare in una realtà nuova. A questo si aggiunge il fatto che molti clienti hanno davvero ritrovato dietro lo sportello gli sti stessi protagonisti degli spot.

 

Altro recentissimo esempio è CheBanca! la banca retail del Gruppo Mediobanca. … Spot a ripetizione sulle note di Buscaglione ci spiegano bene che è arrivata una nuova banca che stravolge i canoni tradizionali degli istituti di credito anche nella gestione degli spazi e nel design degli uffici e delle filiali.  Si tratta di “un nuovo modo di gestire il denaro - recita un comunicato -, con una banca senza sprtelli, giovane e dinamica, che viene incontro alle esigenze di una nuova clientela, che viene accolta da giovani in giacca, gonna e cravatta come nel salotto di casa propria. Non ci sono barriere fisiche per entrare ma porte scorevoli. Alla scrivania di ricezione, cliente e personale siedono dalla stessa parte. Ci sono postazioni internet self service per gestire le operazioni on-line in piena autonomia. Un ambiente informale e curato, un’area break e un’area bambini per un’attesa meno stancante”.


opportunismo VS opportunità

27 Giugno 2008

Interessante riflessione trovata su un blog, lascio il quesito aperto ma vale la pena pensarci:

Richard Gere, il Tibet e la vendita delle auto” è il titolo di un post dei giorni scorsi che osserva come “potrebbe essere una nuova strategia aziendale. Lanciare una campagna pubblicitaria, irritare i cinesi, catturare molti titoli sui giornali, scusarsi e, in ogni caso, continuare con la campagna“, una sorta di viral marketing ad alto livello.

Se un’azienda sceglie Richard Gere, “il più conosciuto attore di Hollywood che supporta il Dalai Lama” e sceglie una ambientazione tibetana è perfettamente consapevole del risultato che vuole ottenere: ovviamente la Cina protesterà con minacce “che potrebbero colpire i profitti nella regione asiatica” e l’azienda si scuserà confermando che “lo spot continuerà in Italia e negli altri paesi europei“. “Se non altro Fiat non ha cacciato Gere come Dior ha fatto con Sharon Stone”.

Un fatto è chiaro: “il Tibet vende in Europa; per quanto i dirigenti cinesi” etichettino il Dalai Lama e gli attivisti tibetani come terroristi “questa immagine non colpisce i consumatori europei“. Ma quanto Gere, Fiat e altri possono avere effetto sulla questione tibetana? “Alcuni suggeriscono che l’alto profilo delle campagne pro-Tibet in Occidente porti i tibetani ad avere un supporto internazionale maggiore di quanto realmente abbiano. Così scendono nelle strade e i governi stranieri rimangono in silenzio. Apparentemente sono i fabbricanti di autovetture i più coraggiosi“.


voci di corridoio… ovvero del cosiddetto buzz marketing

25 Giugno 2008

altro video simpaticissimo ad opera di quei mattacchioni di Crazy Marketing.

Creare attesa, conversazione e confronto su un prodotto dalla immenente uscita può essere vantaggioso in termini di comunicazione e di notorietà… provate un po’ a pensare da quanto tempo si parla dell’I-Phone.

Arriva oggi, no domani, ma non doveva essere qui ieri? io l’ho incontrato quando sono andato in America l’ho rapito e l’ho modificato geneticamente così posso usarlo prima di tutti.

Preparare il mercato e prepararsi alle reazioni del mercato, interagire con i futuri clienti e seguire alcuni dei loro pareri può essere un utile strategia per evitare clamorosi buchi nell’acqua.

Saluti

F.


Perle di saggezza

25 Giugno 2008

“Se all’arrivo del circo in città lo scrivi su un cartello,

 vale come Inserzione.

Se appendi il cartello sul didietro di un elefante e lo fai girare per le strade,

quella è una Promozione.

Se l’elefante attraversa l’aiuola del sindaco  quella è  una Pubblicità.

E se riesci a strappare al sindaco  una risata sul tuo elefante,

hai fatto Public  Relations.

Se hai pianificato l’intero insieme,

bene quello è Marketing.”

                                                     [anonimo]


marketing operativo

25 Giugno 2008

Qualcuno lo ritiene obsoleto, qualcun alro lo ritiene il top.

Fax marketing, email marketing, telemarketing, mail marketing. Sono strumenti sorpassati? certo contengono in sè delle difficoltà congenite come una potenziale carica diinvadenza, un pregiudizio di fondo da parte del pubblico e di sicuro una certa diffidenza.

Certo è che sono strumenti che non si possono improvvisare…

Telemarketing: negli ultimi tempi mi sono dovuto avvicinare a questo mondo per entrare in contatto con alcuni clienti. Mamma mia. solo ora ho capito la professionalità degli operatori di contact center, principalmente di quelli outbound. Fare una telefonata è un mestiere, richiede tecnica, tono di voce visualizzazione, capacità persuasive e la grinta necessaria. Nei primi dieci secondi ti sei giocato la telefonata e io, vi assicuro, me ne sono giocate un bel po’. Per migliorare le mie performances ho letto qualcosa sul telemarketing e ho scoperto un mondo dietro a quelle signorine che a volte paiono tanto moleste. Un telefonata tipo ben stampata in mente e uno schema logico ad albero che si sviluppa davanti all’operatore a seconda delle risposte del cliente dall’altro lato del telefono.Beh il fatto è che siano benedette queste signorine che spesso riescono ad entrare dove altri (me compreso) non sono riusciti. Customer satisfaction e ricerche di mercato si basano ancora tanto su questo genere di strumenti, per quanto io credo che i feedback che si ottengono da un blog sono molto più attendibili per il semplice fatto che l’utente/cliente vi si avvicina volontariamente.

Fax marketing: strumento che decisamente sottovalutavo e non ho mai considerato a pieno. C’è chi ne è un affermato sostenitore. Io ne apprezzo cautamente le potenzialità. A volte porre all’attenzione un’offerta su un supporto cartaceo può essere efficace più di una mail o di una telefonata. Questo spiega perchè nel mondo del turismo questo strumento è tanto utilizzato. Offre la possibilità di esaminare il messaggio con calma e in un secondo momento. Consiglio: se vi appassiona questo strumento attivatevi un fax virtuale che vi manda i fax direttamente sulla casella di posta elettronica. Se proprio non potete fare a meno del cartaceo: RICICLATE!

Email marketing: in assoluto il più utilizzato degli strumenti di marketing operativo. Da recenti statistiche l’80% della italica popolazione navigante è registrato su almeno 2 mailing list… e il 60% legge tutte le mail che gli arrivano, anche quelle palesemente promozionali… (ammetto di non essere fra questa percnetuale). Alcune mailing list, però, sono fatte davvero ad arte e attirano l’attenzione. Io personalmente apprezzo molto quelle che contengono poche informazioni e alcune immagini conferendo al testo una certa immediatezza, diversamente si consiglia di utilizzare il decisamente comodo strumento del sommario.

Voi che ne pensate?

 


dello sport e dei suoi derivati (parte terza)

23 Giugno 2008

forza, tenacia, affidabilità, spirito di squadra.

Ecco i valori che IVECO vuole trasmettere con gli All Blacks.

fate un passaggio su:

www.allblacks.iveco.com

di seguito lo spot che sta passando in questi giorni:


Tratti comuni

23 Giugno 2008

Per quanto si tenti di analizzare un sempre più invadente individualismo dovuto alla continua interazione uomo macchina… bla bla bla è sempre più forte ed evidente la stringente necessità degli individui di far parte di un gruppo, di condividere tratti comuni con altri, di conversare su passioni comuni e di scambiare esperienze.

Non è un caso che da molti social network spesso scaturiscano incontri in carne ed ossa. Credo che la sostanziale differenza sia che internet offre la possibilità di andare a selezionare direttamente le persone che riteniamo più affini a noi accorciando i processi di selezione e conoscenza.

Affianco a questo aspetto resta il fatto che in questi casi l’aggregazione ruota sempre intorno a qualcosa: la fede sportiva, il credo religioso, la passione per un oggetto o per un argomento…

Nascono vere e proprie tribù con i propri “idoli”, le proprie regole e prassi.

Ecco che soddisfare le esigenze dei clienti appassionati ai propri prodotti diventa per le aziende una enoreme risorsa per il rafforzamento del proprio brand.

Pensate ai moto raduni, agli incontri di Slow Food, ai forum degli appassionati del Mac o di Linux.

Senso di appartenenza, rapporto privilegiato con la casa produttrice del proprio oggetto del desiderioe  contatto diretto con quanti possono condividere la mia stessa passione. Tutto questo è marketing tribale. Quella prassi che coinvolge i propri clienti e appassionati in tutti i processi, che dialoga con loro al fine di realizzare campagne di comunicazione su misura per loro aumentandone sempre più il livello di soddisfazione e il senso di appartenenza alla grande famiglia del Brand.

Un esempio?

… beh scontato, forse, ma lampante.  Raduni nazionali, nuovi modelli, abbigliamento ad hoc, percezione di possedere un modello unico, con un suono inimitabile. Questo è essere un ducatista. Negli ultimi anni Ducati ha rilanciato il suo brand facendo leva principalmente sulla risorsa più preziosa che aveva: i suoi grandi appassionati. Sono stati loro la cassa di risonanza di un’azienda che in pochi anni ha ribaltato il suo destino puntando tutto sui valori aziendali, sulla qualità, sull’unicità del prodotto, sul piacere di guidare un veicolo interamente prodotto in Italia.

DESMOBLOG, il nome è tutto un programma. Questo è il blog attraverso il quale Gabriele Del Torchio, amministratore delegato Ducati, comunica con gli appassionati dei gioiellini di Borgo Panigale. Spesso lo stesso Gabriele offre ad alcuni blogger la possibilità di visitare lo stabilimento Ducati facendo lui stesso da cicerone.

Del successo del brand Ducati, unito ai successi sportivi, unito al bilancio in attivo e alle vendite sempre in crescita  non devo certo parlare io.

per approfondimenti sui temi del marketing non convenzionale si legga:                                 Cova,Giordano,Pallera-Marketing non convenzionale-Sole 24 Ore                                                     

Saluti

F.

 


non conventional ideas

21 Giugno 2008

Carissimi,

spero stiate trascorrendo un buon weekend.

La mia attività di selezione di chicche per voi continua anche oggi anche se, me lo permetterete, con un ritmo più blando. Vi lascio un video di presentazione diciamo così… “non convenzionale”.


cenni di guerrilla urbana

20 Giugno 2008

 

Diffidate dai creativi… sono gente strana! :-)

Per gli appassionati del genere: visitate il sito www.bloguerrilla.it


Dello sport e dei suoi derivati (parte seconda)

19 Giugno 2008

ic teamIn perfetta linea con quanto descritto sotto vi porto l’esempio una fantastica inziativa della Calcestruzzi Irpini.

Questa è l’empirica confutazione di quelle teorie che sostengono che solo determinate categorie beneficiano di operazioni di Brand. Premetto che ho scoperto di questa operazione leggendo una rivista che parlava di quest’azienda proprio in virtù di questa operazione di marketing e non della sua posizione di leader nella costruzione di calcestruzzi.

Non ci sono limiti ad una comunicazione efficace.

riporto dal sito IC Team  www.irpiniacalcestruzzi.it/ic/root/ic_team.htm

Progetto IC Team
“Il progetto IC TEAM, attraverso le attività di sponsorship in diversi ambiti sportivi (Campionato del Mondo di Motociclismo Classe 125, Campionato Formula 2.0 Renault Italia, Campionato Basket Maschile Serie A1 e Settore Giovanile Femminile), vuole valorizzare, in un ottica internazionale,
i contesti che rappresentano un motore importante per la crescita umana e professionale dei giovani.
Lo sport è, spesso, l’ambito privilegiato in cui le doti personali sono stimolate e messe alla prova; l’obiettivo è dare ai giovani la certezza che, con i valori dell’onestà, del coraggio e della determinazione, è possibile costruire il proprio futuro nello sport come nella vita.”

 


Dello sport e dei suoi derivati

19 Giugno 2008

Quanti di voi conoscevano il brand New Holland prima che questo comparisse sulle maglie della Juventus?

Beh ammetto di essere tra quelli che vivevano nella più completa ignoranza di chi fossero questi signori che ora so appartenere al Gruppo Fiat, settore veicoli agricoli e mezzi da lavoro.

Piccolo esempio, questo, di come sia determinante – in certi casi - associare il proprio brand ad una realtà che offre la massima visibilità e lo sport è certamente uno di questi. Altro esempio è il caso Bwin. Non avvezzo al mondo delle scommesse sportive potrebbe certamente essere una mancanza soltanto mia ma credo che la maglia del Milan abbia portato anche a questi signori un certo vantaggio.

Detto questo stare a parlare del vantaggio di visibilità che le sponsorizzazioni sportive portano ad un brand equivarrebbe a dire che la terra è rotonda…

L’aspetto su cui ragiono oggi è la tendenza di alcune aziende a far ruotare parte della propria comunicazione intorno a valori comuni con determinati sport o atleti al fine di incrementare la propria brand awareness. Non si tratta più di una semplice associazione di brand o della ricerca della massima visibilità. Si tratta della trasmissione di valori e della scelta di atleti che più di tutti sono rappresentativi di questi valori.

Avete sentito parlare di F.I.AT ovvero della Fabbrica Italiana Atleti? Si tratta di un team di atleti italiani che potremo seguire in tutto il percorso che li sta conducendo verso Pechino 2008. Notizie, curiosità, aneddoti, blog, sito internet www.fabbricaitalianaatleti.it e la possibilità di interagire con ognuno dei protagonisti di quest’avventura . Sport, competizione, tenacia, italianità. Sapete chi ha organizzato questa fantastica operazione? FIAT ovvero Fabbrica Italiana Automobili Torino.

Da tempo la casa torinese sta puntando tutto sul concetto di stile italiano, di qualità,  e di made in italy.

Chi è meglio rappresentativa di questi valori di una pattuglia di eccellenti atleti rigorosamente italiani in viaggio verso Pechino con l’obiettivo di fare incetta di medaglie olimpioniche nel più grande mercato in espansione del mondo?

 

Video di presentazione della Fabbrica Italiana Atleti

 


Carpisa

18 Giugno 2008

Una delle mie grandi passioni è il marketing e un po’ per gioco, un po’ per passione e molto per lavoro spesso analizzo nuovi case histories. D’ora in poi userò questo spazio anche per riflettere ad alta voce… e condividere con voi i miei ragionamenti.

Un evidente caso di marketing vincente è, a mio avviso, Carpisa.

Azienda Campana che opera nel settore della valigeria ed accessori, Carpisa ha saputo posizionarsi strategicamenteall’interno di q uesto settore andando a colmare un vuoto creatosi tra il top di gamma e i prodotti e i prodotti di utilizzo comune ma senza un brand forte. I suoi prodotti non costano eccessivamente, sono alla portata di tutti e dal design sempre accattivante. Questo favorisce l’acquisto non solo dettato dalla necessità ma anche dalla voglia di soddisfare il proprio bisogno di fashion senza intaccare pesantemente il proprio budget. Questo spiega anche il costante ricambio e aggiornamento dei cataloghi della casa della tartarughina.

Identità ben delineata, giovane, divertente e sbarazzina. Questa è la connotazione di Carpisa che ha saputo realizzare in poco tempo una capillare rete di vendita articolata in 450 negoziin tutto il mondo.

Accanto alla spinta dei propri prodotti vi sono importanti operazioni di brand che fanno di Carpisa un’azienda dalle idee chiare. Importanti investimenti in comunicazione hanno favorito l’esportazione di questo brand anche oltre i confini regionali e nazinali. Sport e musica sono gli ambiti in cui Carpisa ha fatto le migliori operazioni di comunicazione. Attualmente è presente in Russia, Malta, Giappone, Arabia Saudita e qualcun altro che dimentico.

Insomma grandi passi da gigante e anche molto svelti per la tarterughina verde che vive all’ombra del Vesuvio…

 

 


Storia di quotidiana sopravvivenza

17 Giugno 2008

Uno degli esami più belli che abbia fatto all’università è “Disegno Industriale”. Un affare dal nome mostruoso che temevo essere di una noia mortale che invece si è rivelato la scoperta di un mondo… quello della costruzione degli oggetti e dello studio che la precede. L’impegno finalizzato alla realizzazione di qualcosa che semplifichi la vita dell’utente ma che contemporaneamente ne accarezzi le sensibilità estetiche. Ricordo che all’epoca mi venne in mente quanti oggetti detesto per la loro poca funzionalità e scomodità.

Viaggio spesso in treno e ogni volta che lo faccio mi si rafforza la convinzione che molti dei nostri treni sono esattamente il contrario di quanto sopra. Credo che chi li progetta spesso non li usa. Spiegazione diversa non immagino.

Ogni volta che salgo su un Eurostar e dopo la seconda ora ho il collo a pezzi per quella folle posizione col collo in avanti rimpiango i vecchi cari interregionali. Gli unici treni che abbiano mai rispettato il sacrosanto diritto del viaggiatore alla pennichella ristoratrice…

Vi segnalo un bell’articolo di Luca Chittaro che ha scovato una fantastica chicca che riguarda i bagni dei nostri treni superveloci. Leggetelo, potrebbe tornarvi utile.

http://lucachittaro.nova100.ilsole24ore.com/2008/06/trenitalia-e-lu.html

 


Imprenditori in erba

16 Giugno 2008

In questi giorni ho concluso la mia esperienza di trainer di un “laboratorio d’impresa”.

Cos’è un laboratorio d’impresa? è la fantastica idea di un’associazione campana che ha deciso di promuovere la cultura d’impresa in tutte le scuole della Regione. Ogni classe diventa una micro-impresa, inventa un prodotto e ne cura la realizzazione in tutte le sue fasi. Ne cura in packaging, elabora strategie di marketing e di comunicazione. Fa attività di found raising collocando le azioni della propria impresa sul mercato  e ricerca sponsor disposti ad investire nell’idea. Bilanci, conto economico e stato patrimoniale, business plan , verbali d’assemblea e registro dei soci. Questi sono gli strumenti di cui dispone ogni laboratorio e con cui deve fare i conti. La resa dei conti avviene in ben 3 fiere in cui le varie scuole si sfidano a colpi di strategie per contendersi i premi provinciali e regionali.

Momenti di aggregazione con retrogusto educativo con lo scopo di far capire ai ragazzi come funziona un’impresa. Una grande esperienza umana che trasmette l’idea che in un’impresa (come in un team) si vince e si perde tutti insieme. 140 scuole coinvolte in 4 province e non so quanti allievi.

Questo è il piccolo miracolo che Roberto, Gianfranco, Mauro, Cristina, Emanuela e tutti i ragazzi di IGS Campania (www.igscampania.it) ogni anno compiono…

Accanto a questo la soddisfazione di essere salito sul palco coi miei nuovi 16 amici a ritirare il premio per il miglior Business Plan.

 

 

video di presentazione alla competizione regionale tenutasi a Paestum

 


Vita al contrario

15 Giugno 2008

Nel giorno del mio compleanno apro questo blog e vi saluto con una simpatica riflessione di Woody Allen che non condivido ma che mi fa sempre sorridere.

 

 

La vita dovrebbe essere vissuta al contrario.Tanto per cominciare si dovrebbe iniziare morendo,
e così tricchete tracchete il trauma è già bello che superato.
Quindi ti svegli in un letto di ospedale e apprezzi il fatto
che vai migliorando giorno dopo giorno.

Poi ti dimettono perchè stai bene, e la prima cosa
che fai è andare in posta a ritirare la tua pensione,
e te la godi al meglio.

Col passare del tempo, le tue forze aumentano,
il tuo fisico migliora, le rughe scompaiono.
Poi inizi a lavorare, e il primo giorno ti regalano un orologio d’oro.

Lavori quarant’anni finchè non sei così giovane
da sfruttare adeguatamente il ritiro dalla vita lavorativa.
Quindi vai di festino in festino, bevi, giochi, fai sesso e
ti prepari per iniziare a studiare.

Poi inizi la scuola, giochi coi gli amici,
senza alcun tipo di obblighi e responsabilità,
finchè non sei bebè.

Quando sei sufficientemente piccolo,
ti infili in un posto che ormai dovresti conoscere molto bene.

Gli ultimi 9 mesi te li passi flottando tranquillo e sereno,
in un posto riscaldato con room service e tanto affetto,
senza che nessuno ti rompa i coglioni.

…E alla fine abbandoni questo mondo in un orgasmo!