Più di una volta su questo blog ho parlato di Barak Obama e di ciò che ha significato nello scenario della comunicazione pubblica e politica, ma non solo. A più riprese il fenomeno Barak è stato analizzato da esperti
della pubblicità e del marketing. E’ stato premiato come “brand of the year”, forse la prima volta in assoluto che un personaggio pubblico, un politico viene premiato come miglior brand dell’anno.
Personalmente ritengo questo fenomeno estremamente positivo. La grande forza e il grande merito di questa persona è stato quello di restituire un ruolo fondamentale alla base di un partito politico. Un perfetto signor nessuno, con qualcosa di nuovo da dire o almeno con qualcosa di vero. Questo è ciò che i suoi supporter percepiscono. Grande merito di Mr President è stato quello di non aver temuto le nuove tecnologie ma di averle sapute cavalcare. Ha capito la grande carica democratica che si nasconde dietro Facebook, Youtube, Google. Strumenti che molti dei nostri politici temono ancora.
Parliamoci chiaro, la rete è un grande megafono, un amplificatore. Non filtra e questo fa paura. Ma la grande sfida è saper comunicare attraverso la rete, dare il senso della trasparenza, vivere in trasparenza.La base ha bisogno di percepire nuovamente la vicinanza della politica e la Rete è una grande occasione in questo senso. A questo proposito Un presidente degli Stati Uniti che fa i suoi discorsi settimanali su Youtube fa pensare… e fa pensare bene!
Un altro aspetto, più venale, ha investito l’immagine di Obama. Una figura così popolare, un momento così magico
non può non essere un momento propizio per chi vuole associare il proprio brand ad un “brand vincente” come quello di Obama. Vi segnalo a questo proposito due operazioni di affiancamento in questo senso, a mio avviso discutibili. Recentemente un restyling ha visto protagonista il brand Pepsi, in particolare il famosissimo logo della bevanda. Sostanziabili modifiche hanno reso il nuovo logo molto somigliante al sole stilizzato, simbolo inconfondibile della campagna elettorale di Obama.“Change you can” recita il nuovo claim Pepsi che richiama il motto “Change you can believe in” (il cambiamento nel quale puoi credere) e gioca con la parola “can”, termine con cui gli amenricani indicano la lattina. “Hope” recitano alcuni manifesti in cui il tappo di una Pepsi rappresenta la “O”.
“Embrace change 2009″ (abbraccia il cambiamento del 2009), lo dice un manifesto di IKEA che mostra lo Studio Ovale completamente arredato con mobili low-cost…
Saluti.
F.
Pubblicato da postodibloggo
Sono venuto a conoscenza della scomparsa del docile felino mentre mi trovavo a Napoli. Leggo su un palo della luce un volantino che invitava tutti a collegarsi al blog di cui sopra per fornire ogni eventuale informazione su questo povero leopardo smarrito. Accorato l’appello del proprietario.
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