Ass-vertising: una pubblicità che “ha-cchiappa”. Il lato b del marketing.

11 Febbraio 2009

I più attenti e raffinati cultori del genere non mancheranno di apprezzare questo post.

Si tratta di una strategia di marketing non convenzionale che… non passa di certo inosservata. Ammetto la sua natura un po’ maschilista… (viste le ultima polemiche sulla pubblicità Relish è doverosa questa premessa)

ass3

Si chiama ass-vertising, un neologismo che in italiano potrebbe essere tradotto con una parola del tipo “culmarketing” o “culicità”.

C’è poco da dire. Belle signorine camminano per strada con le chiappe di fuori attirando su di sè l’attenzione maschile obbligata, in questo modo,a leggere il messaggio pubblicitario scritto sul didietro delle signorine…

ass4

E’ superfluo spiegare perchè la maggior parte dei prodotti promossi in questo modo siano in genere maschili…

ass1


Eluana: simboli, riti e comunicazione.

9 Febbraio 2009

Qualche riflessione sul caso Englaro.

Premessa: Postodibloggo nasce come luogo in cui si conversa e ci si confronta su temi che riguardano il marketing e la comuninicazione sotto qualunque punto di vista. Anche in questo caso sarà così.  Cercherò, pertanto, di analizzare questo caso nei suoi aspetti pubblici. Un pensiero di umana compassione va a tutta la famiglia di Eluana che, a prescindere da tutto e qualunque sia l’esito della vicenda, sono certo vive momenti strazianti.

mass_media1La scelta del papà di Eluana di portare avanti una battaglia dal profilo civile ha senza dubbio la funzione e lo scopo di porre all’attenzione dell’agenda politica del nostro paese un tema ormai ricorrente. Fatta questa scelta da parte della famiglia ritengo inutile il continuo appello da parte di tutti al “silenzio”. Il dibattito pubblico è stato voluto e cercato. E’ giusto che si sviluppi che si affronti. Questa è la democrazia, grazie a Dio.

E’ inevitabile che molti in questa vicenda vedano un’occasione privilegiata per accedre ad un palco ben esposto. Ecco che Eluana diventa una tribuna politica, uno studio televisivo, si trasforma nell’editoriale di un giornale. Eluana diventa striscione, maglietta, prolclama, minaccia, presa di posizione, dichiarazione di intenti. Eluana diventa un gruppo su facebook, diventa un post su un blog, tanti post su tanti blog (questo incluso).

Eluana è comunicazione. Si sceglie di pregare sotto la clinica e non in una cappella perchè ci sono le telecamere.

Fa tutto parte del dibattito sociale, civile. E va tutto bene.  O forse non va bene. Chissà se il papà di Eluana aveva immaginato tutto questo. Eluana ormai è un simbolo. E’ un simbolo in ogni caso. E’ il simbolo del popolo dei  pro e del popolo dei contro.

Eluana è anche comunicazione politica. E’ l’argomento del momento. Pronunciarsi è un must. Le agenzie battono dichiarazioni spesso ridondanti di tutti gli esponenti politici. La posizione sul caso diventa oggetto di trattativa. Non dimentichiamo che ci sono due tornate elettorali a breve e che anche questo potrebbe essere motivo di spostamento di voti. E’ un’occasione ghiotta e non la si può perdere.

La democrazia impone che alla fine del dibattito si giunga a delle conclusioni e che le conclusioni diventino delle regole certe. La mia speranza è che si colga questa occasione di dibattito pubblico per stabilirle, queste regole, e che  alle prossime elezioni non si parli della prossima Eluana Englaro.

La mia speranza è che il sacrificio pubblico che la famiglia Englaro ha deciso di sopportare porti dei frutti e colmi questo vuoto.

Saluti.

F.


Mi sento osservato…

5 Febbraio 2009

Immaginate di dover fare qualcosa di brutto, ma proprio brutto.  Tipo che è il vostro anniversario di fidanzamento egooglemap la vostra ragazza ti ha detto “caro tieniti libero…” e tu ti sei dimenticato e magari organizzi una rimpatriata coi i tuoi peggio amici del genere incontro-ritardo-partita di calcetto-rissa post partita-panino post rissa-birra post  panino- e poi in giro a fare minchiate di ogni tipo. Come ne esci? “Amore scusa ma è arrivato all’improvviso sul supermegacapouniversale e vuole parlare proprio con me”. “Ma come? con te che non conti una cippa? ebbene si…”

ATTENZIONE: se la vostra donzella è al corrente dell’esistenza di GOOGLE LATITUDE e voi no… siete fottuti!

Google Latitude è un’infernale appicazione di Google che permette a chiunque di sapere in tempo reale dove sei e, per fortuna, non ancora con chi :-) .

Possibili vie di scampo:

- disattivare l’opzione maps dal vostro cellulare.

- Buttare il cellulare

- Impostare una località diversa e debistare i controllori.

Saluti.

F.

PS: messaggio personale per la mia fidanzata= è inutile che ci provi. ho impostato la modalità Polo Sud! ;)


Sesso Splatter Sadismo e Stronzate.Il marketing in 4S

2 Febbraio 2009

Segnalo un interessante articolo di Paolo Iabichino,Direttore Creativo di OgilvyOne.

buzz

Mentre studiavo sui manuali dei Marketing, qualche anno fa, che il marketing era mosso da quattro regole sintetizzabili in 4 P (che tradotte in Italiano sarebbero diventate due P una C e una D – Prodotto, Prezzo, Comunicazione, Distribuzione-) avevo come la sensazione che ci fosse qualcosa che andasse oltre. La mia generazione ha studiato su modelli , come dire, datati e consolidati e contemporaneamente aveva la sensazione che il terreno sotto i piedi si moveva. Internet , youtube e quant’altro stavano modificando la geografia della comunicazione e del marketing ma non esistevano ancora modelli teorici che sintetizzassero per quale motivo la gente avrebbe passato ore a cercare su internet video postati da sconosciuti. Perchè il fenomeno del tug surfer sarebbe stato tanto diffuso?

Chi decide il successo di un video su internet e quali recquisiti deve avere per essere visto più di altri?

Molte aziende credono che basta mettere un qualunque video e… via… clienti come se pivessero!

SESSO – STRONZATE – SADISMO – SPLATTER = 4S

Il miglior paradigma che, fin’ora, abbia letto per sintetizzare una comunicazione on line di successo.

Le aziende che riescono a declinare la propria comnucaizone on line in questo modo parlano la stessa lingua dell’untente internet. Spesso chi guarda i video vuole farsi una risata, si rilassa in una pausa a lavoro, cerca un contenuto qualunque e si imbatte in una qualunque cosa che attira la sua attenzione.

Saper cogliere questo momento è bravura di chi progetta questa comunicazione.

Tutti gli appassionati ricrderanno i video di Ronaldinho che colpisce 4 volte di seguito la traversa… beh una delle più grandi campagne di comunicazione rivolta direttamente agli appassionati di calcio!

Perchè anche questo è il vantaggio della rete: andare fra le braccia di chi cerca contenuti affini ai propri interessi incontrando un pubblico più profilato e potenzialmente più interessato.

Saluti.

F.


Spotanatomy premia il peggio delle pubblicità italiane

28 Gennaio 2009
I lettori del blog hanno scelto una campagna di Oliviero Toscani per Inail per gli SWAA (Spotanatomy Worst Advertising Awards).
toscani1

Spotanatomy premia il peggio delle pubblicità italiane I lettori del blog hanno scelto una campagna di Oliviero Toscani per Inail per gli SWAA (Spotanatomy Worst Advertising Awards). Il blog Spotanatomy (www.spotanatomy.info), dedicato al mondo della pubblicità e parte del network di nano-publishing Communicagroup (communicagroup.libero.it), ha lanciato all’inizio di dicembre la nuova edizione degli SWAA (Spotanatomy Worst Advertising Awards). Si tratta di un contest dedicato alle peggiori pubblicità segnalate dai lettori del blog nel corso del 2008. Ieri mattina sono stati pubblicati i risultati definitivi del concorso ‘virtuale’, che ha visto la vittoria di una campagna ad opera di Oliviero Toscani (http://spotanatomy.libero.it/2009/swaa-2008-il-vincitore/) per Inail. Secondo posto a pari merito per un manifesto a sostegno della candidatura di Milly D’Abbraccio alle elezioni amministrative di Roma e per un video virale dell’Aquafan di Riccione (‘Maschere’). Al terzo posto due annunci stampa di Mercedes Classe E e Morellato.


Tyou: potere ai telespettatori

26 Gennaio 2009

Vi segnalo una nuov aweb TV con un palinsesto e un funzionamento tutto particolare. Riporto testualmente:

Tyou è la tua web tv che puoi gestire da solo. Ideata dal regista Marco Frosini e Matteo Arcangeli, propone video indipendenti come film, cortometraggi, fiction, programmi tv, backstage, notiziari e tanto altro. Hanno tutti uno scopo narrativo e l’intento è quello di creare un sito per prodotti indipendenti o anche di riproporli sul web. Un sito dunque che è un luogo di incontro e scambio, con forum, casting e provini, sondaggi, news, concorsi e festival. Ogni utente che si registrerà gratuitamente potrà commentare e votare i video, partecipare nei forum a discussioni, potrà gestire gli annunci. Spedisci una foto e un curriculum e verrai inserito nell’albo artisti gratuitamente.”

buona visione e in bocca al lupo allo staff di Tyou.

F.


Promuovere giustizia, evitare ‘gap’ digitale.

23 Gennaio 2009

digital-divide

“Bene reti digitali che promuovono solidarietà umana”

Città del Vaticano, 23 gen. (Apcom) – E’ “gratificante” vedere “l’emergere di nuove reti digitali che cercano di promuovere la solidarietà umana, la pace e la giustizia, i diritti umani e il rispetto per la vita e il bene della creazione”: così il Papa nella quarantatreesima Giornata mondiale delle comunicazioni sociali pubblicato oggi.

“Queste reti – prosegue Benedetto XVI – possono facilitare forme di cooperazione tra popoli di diversi contesti geografici e culturali, consentendo loro di approfondire la comune umanità e il senso di corresponsabilità per il bene di tutti. Ci si deve tuttavia preoccupare di far sì che il mondo digitale, in cui tali reti possono essere stabilite, sia un mondo veramente accessibile a tutti. Sarebbe un grave danno per il futuro dell`umanità – prosegue Ratzinger – se i nuovi strumenti della comunicazione, che permettono di condividere sapere e informazioni in maniera più rapida e efficace, non fossero resi accessibili a coloro che sono già economicamente e socialmente emarginati o se contribuissero solo a incrementare il divario che separa i poveri dalle nuove reti che si stanno sviluppando al servizio dell`informazione e della socializzazione umana”.


PAPA: LE NUOVE TECNOLOGIE DI COMUNICAZIONE DONO PER L’UMANITA’

23 Gennaio 2009

(ASCA) – Citta’ del Vaticano, 23 gen – Le ”nuove tecnologie” di comunicazione, da internet ai palmari ai siti di networking, hanno uno ‘’straordinario potenziale”, a patto che vengano usate ”per la comprensione e la solidarieta’ umana”: lo afferma papa Benedetto XVI nel Messaggio per la Giornata mondiale delle comunicazioni sociali, che si celebrera’ domani. Anzi, per il pontefice, le nuove tecnologie sono ”un vero dono per l’umanita”’.


2.0, Musica online e musicisti indipendenti: la risposta arriva dal web

22 Gennaio 2009

musica20 Grazie ad internet ed al mercato della musica digitale, sempre più artisti e musicisti indipendenti possono svolgere la propria professione ricavando un reddito diretto dalla loro attività creativa. Nasce così un vero e proprio ecosistema che sta cambiando per sempre il mondo della musica. La professione del musicista, per chi non riesce ad ottenere subito la ribalta della fama e dei media, è sempre stata dura e difficile. Oltre ad una dose enorme di passione e studio, vi è sempre stata la difficoltà di un impiego non continuativo, o comunque discontinuo. La novità per il musicista desideroso di trasformare la propria passione per la musica in una fonte di guadagno arriva però dal web. Oggi, grazie a specifici servizi di diffusione, è possibile per qualsiasi musicista acquistare per pochi euro la propria visibilità nei principali store mondiali di vendita musicale, come ad esempio iTunes Music Store. Quello delle etichette musicali è sempre stato un mondo elitario e dal difficile accesso. Qualsiasi musicista, oltre che musicalmente valido, deve avere delle ingenti risorse economiche o di network per poter ottenere l’attenzione da un professionista del mercato musicale, e sperare così in una distribuzione nazionale. Oggi non è più così, perché con un minimo di know how e di conoscenze tecnologiche, è possibile tagliare fuori tutto il faticoso percorso tradizionale per la distribuzione, e vendere la propria musica vedendosi accreditare le royalty in modo diretto, senza nessun vincolo contrattuale. “Il mondo della musica sta arrivando veramente ad un bivio man mano che i musicisti si rendono conto di poter usufruire in modo diretto del più grande mercato digitale mai esistito, aperto 24 ore su 24 e per ogni giorno dell’anno” ha affermato il Dr. Stefano Calicchio, co-autore del manuale di marketing musicale, Musicista 2.0. “Si sta venendo a creare così una vera e propria filiera corta, all’interno della quale il musicista vende direttamente ai propri fan il frutto del proprio lavoro artistico”. Il beneficio è evidente per entrambi i soggetti interessati. Il fan può ascoltare musica di qualità ad un prezzo contenuto, senza dover pagare i tradizionali passaggi dell’industria musicale mainstream. Ma è per il musicista il vantaggio più grande, perché in questo modo può ottenere un reddito anche cospicuo dalla vendita diretta delle proprie canzoni, riuscendo a vivere di quello che più gli piace: fare buona musica. Il tutto è confermato dalle ricerche e dalle statistiche più autorevoli, come ad esempio quella della coda lunga, che svela come il mercato musicale del futuro sarà sempre meno caratterizzato dai titoli blockbuster e dalle classifiche. A fronte di ciò, troveremo una più equa distribuzione dei redditi musicali, che certo favoriranno un maggior sperimentazione ed apertura del campo musicale. I principali mercati digitali mondiali della musica hanno decretato il loro successo proprio in questo modo, ovvero proponendo musica indie e di musicisti indipendenti, andando ad allargare in modo eccezionale il repertorio di quanto offerto agli appassionati di musica. Si delinea così il profilo del musicista 2.0, un professionista in grado di costruire la propria professionalità musicale non solo sul pentagramma, ma anche attraverso le tecniche di marketing e promozione musicale.

Stefano Calicchio

Fonte: datamanager.it



Il Papa su Google con un proprio canale: discorsi, filmati e news sul Vaticano

18 Gennaio 2009

fonte: Messaggero.it

CITTÀ DEL VATICANO (17 gennaio) – Il Vaticano allestirà su Google un proprio canale con discorsi, immagini, filmati e notizie sul Papa. Il progetto verrà presentato venerdì 23 gennaio in sala stampa vaticana e parteciperann tra gli altri il managing director media solutions di Google Henrique de Castro e il direttore del Centro televisivo vaticano e della Radio vaticana, padre Federico Lombardi.

La prima trasmissione esclusivamente via Internet di un documento pontificio fu fatta sotto il pontificato di Wojtyla nel 2001. Si trattò della Esortazione postsinodale «Ecclesia in Oceania». Con Wojtyla inoltre per la prima volta furono spediti SMS con pensieri papali. Lo scorso luglio invecepapa Ratzinger, in occasione della Giornata mondiale della gioventù di Sydney, inviò un SMS al giorno a tutti i ragazzi iscritti al raduno mondiale dei giovani cattolici.



Promozione del territorio, comunicazione interna e testimonial convenzionali

9 Gennaio 2009

Ho sempre pensato che un territorio che non comunica con i propri vanvitelli1abitanti lascia spazio a interpretazioni e chiavi di lettura a volte lontane dalle realtà.

Città come Napoli hanno un disperato bisogno di comunicare con in propri cittadini e far conoscere ciò che di buono si fa oltre a quanto esiste di negativo. Spesso non si considera che le notizie negative hanno gambe proprie corrono molto più veloci.

Ecco che rendere partecipe la popolazione dei processi di trasformzione in atto sul territorio diventa essenziale.

Restando sempre su Napoli e sulla Regione Campania, negli ultimi anni in questo territorio c’è stato il più massiccio investimento d’Italia in infrastrutture. La nuova metropolitana in corso d’opera (oltre ai svariati km già aperti al pubblico) quasi triplica la rete del trasporto su ferro della Regione.

E’ un’impresa enorme quella che bisogna compiere a Napoli per scavare i tunnel tra ritrovamenti archeologici, acqua che esce da tutte le parti e problemi vari.  Ma nessuno lo sa.

Il Palazzo delle Arti di Napoli (PAN), il Museo Archologico Virtuale (MAV) di Ercolano, il Tesoro di San Gennaro, il Museo d’Arte contemporanea Donna  Regina (MADRE)… (di sicuro sto dimenticando qualcosa…). Sono tutte iniziative culturali messe in piedi nel giro di pochi anni.

Insomma quello che voglio dire è che tutti i territori, quello campano in particolare, hanno problemi immensi. Ma è giusto mettere al corrente la gente di quanto accade sotto le proprie case. Altrimenti la sfiducia e il senso di incompiutezza si alimentano costantemente. Lo scatto di orgoglio nasce anche dalla sensazine che le cose cominciano a cambiare e migliorare.

Molto bella l’iniziativa di Claudio Velardi (Assessore al Turismo della Regione Campania) che, attraveso il suo blog ha attivato un dialogo diretto coi cittadini. Credo, però,  che affianco ad una buona comunicazione esterna sia necessaria un’opera di comunicazione interna rivolta alla città/regione. In questo senso è ottima l’idea di aprire il portale www.in-campania.it Immagino un momento in cui saranno gli stessi napoletani ad essere testimonial di questa città senza bisogno di ricorrere a madrine che ci raccontano  ”quant’è bell Napule…” ma vivono a Parigi.

Vi segnalo un sito internet da poco rinnovato. E’ il sito di bagnolifutura porta-del-parcoovvero la società che si sta occupando della riqualifica dell’area di Bagnoli. E’ un sito fatto molto bene che racconta quali trasformazioni nel giro di poco tempo ci saranno nel territorio. Ecco che scopro che nel giro di non molto tempo ci saranno degli Studios Televisivi, una clinica per tartarughe (credo che non ce ne siano molte in Italia), un polo tecnologico che ospiterà 80 aziende, un Parco dello Sport,  la già esistente Città della Scienza e un Parco Urbano sviluppato su 160 ettari di cui 33 di spiaggia. Il tutto a 1 km da casa mia e io non lo sapevo…

Bello il sito e belle tutte le iniziative che ci rendono partecipi.

Saluti.

F.


Lettura consigliata

7 Gennaio 2009

fonte: lastampa.it

Ufficio addio. Oggi si vendono emozioni.


Il modello economico della “generazione Obama” dalla produzione materiale a quella della conoscenza
MARCO BELPOLITI

Federico è stato appena assunto da un’azienda di moda. Ha una laurea in economia e un master in marketing. Conosce tre lingue; è giovane, brillante e disponibile. Gli hanno dato un cellulare e un computer. Lavora in viaggio, a casa, dall’albergo. Quando deve recarsi in azienda – un ufficio a Milano, uno a Roma e una casa-madre in Veneto -, deve prenotare la postazione di lavoro telefonando in anticipo: hoteling. Federico lavora anche il sabato e la domenica, e mantiene i contatti via internet con il suo capo. L’altro giorno gli hanno detto di partire per Hong Kong lunedì; era sabato pomeriggio e si trovava al brunch in un locale sui Navigli. Il numero della prenotazione aerea era nel suo BlackBerry.

La vita di Federico somiglia a quella di migliaia di giovani in Europa come negli Stati Uniti: un nomade del lavoro. Niente più luogo fisso, niente più routine dell’ufficio. Sempre in giro e sempre al lavoro. In effetti, Federico non sa più quando finisca il suo orario di lavoro e quando inizi il tempo libero. Le tecnologie informatiche hanno trasformato il suo lavoro in una sorta di gioco che lo spinge anche nella vita privata a giocare continuamente. Tra un volo e l’altro, un briefing per creare un nuovo prodotto o aprire un negozio, Federico ha creato la sua pagina su Facebook, stabilito nuove amicizie e recuperato vecchie fidanzate e amici smarriti. Tutto sta nel suo computer, e ora anche nel cellulare-palmare che si porta in giro per il mondo.

In un libro brillante e informato, Il biocapitalismo. Verso lo sfruttamento integrale di corpi, cervelli ed emozioni (Bollati Boringhieri, pp. 116, e11,50), Vanni Codeluppi, sociologo dei consumi, ha descritto la vita di Federico e dei suoi coetanei, la loro attività di lavoratori della mente, i cervelli che producono e gestiscono il flusso continuo delle informazioni. Come ci ricorda Jeremy Rikflin, oggi il comparto dei servizi impiega negli Stati Uniti più del 77 per cento della forza lavoro e contribuisce per il 75 al valore aggiunto dell’economia degli Stati Uniti e per più della metà del valore aggiunto dell’economia mondiale. È la «generazione Obama» che negli ultimi vent’anni ha compiuto il salto dall’economia materiale all’economia della conoscenza.

La materia prima del lavoro è oggi la conoscenza; grazie a questa il nostro Federico potrà rendersi indipendente, lo trasformerà in lavoratore autonomo, risparmiando così in contributi e in strutture. Il lavoro in Occidente tende sempre di più a focalizzarsi sulle attività d’ideazione, progettazione, promozione e commercializzazione dei prodotti, ovvero sulle attività di marketing e comunicazione, «e sul loro orientamento verso la ricerca di una relazione con i consumatori». Se negli anni Ottanta la produzione era uscita dalla grande fabbrica per disseminarsi nel territorio, dando vita al cosiddetto «decentramento produttivo» fatto di piccole e piccolissime aziende, da oltre un decennio «i meccanismi capitalistici di produzione del valore si estendono a tutto il tempo e lo spazio sociale». Ovvero, ciò che si produce non sono più oggetti concreti, ma appunto sapere, conoscenza, intelligenza sociale, così che ogni settore della vita pubblica e privata diventa oggetto di consumo a partire dal nuovo bene di cui le aziende di marketing e pubblicità sono golosi: le emozioni.

Non basta infatti più produrre merci – anche merci immateriali – ma bisogna associare ogni merce – computer, cellulare, iPod – a una specifica esperienza emozionale, senza la quale la merce risulta inerte, quasi invendibile. Codeluppi, usando una formula di Michel Foucault, definisce tutto questo biocapitalismo, la nuova forma del modello economico dominante: produrre valore economico usando il corpo come strumento materiale di lavoro e insieme agendo sugli aspetti biologici, mentali, relazionali, affettivi dei singoli individui. In questa trasformazione, in cui noi tutti siamo coinvolti, il passaggio decisivo non è solo quello di mutare ogni lavoratore in imprenditore di se stesso, ma di far diventare il consumatore stesso un produttore.

Michel de Certeau, un geniale storico e antropologo, in un libro preveggente, L’invenzione del quotidiano, aveva spiegato negli anni Ottanta come il consumatore attui una sorta di «lavoro di straforo», un lavoro nascosto, marginale, occasionale e sostanzialmente opportunista. In ogni azione della vita quotidiana, consumo compreso, è nascosta infatti un’attività di discernimento, di scelta, un mormorio invisibile, che riguarda il nostro modo di informarci e informare le «cose» che usiamo. Oggi, scrive Codeluppi, questa attività clandestina del consumatore è intercettata dalle aziende, dalle marche più note, e trasformata in merce. Così che il tempo che dedichiamo per scegliere nel web una macchina fotografica digitale viene incorporato dalle aziende stesse e trasformato in bene di consumo.

Esistono siti in cui si scambiano informazioni sui prodotti, sui pregi e difetti, alimentati dalle aziende stesse, spesso in modo occulto, così che il tempo libero che usiamo per conoscere gli oggetti, sceglierli e acquistarli, diventa un tempo di lavoro utilizzato dalle aziende per produrre e venderci sempre nuovi prodotti. È quello che il futurologo Alvin Toffler definisce il «terzo lavoro» in cui marchi come Lego Mindstorm, Apple iPod e Sony Playstation sono specialisti. A chiudere il cerchio del biocapitalismo, spiega Codeluppi, è il marketing esperienziale ed emozionale il cui motto è: «Non vendiamo un prodotto, ma un’esperienza di consumo».

Ad aprire questa nuova frontiera è stato prima di tutto il cinema, lo star system, poi la neotelevisone, in cui la principale merce è il consumatore stesso. Il carburante con cui funziona il sistema è l’emozione.

L’ideologia contemporanea è quella neoromantica, fondata sulla ricerca di piaceri intensi e di stati d’eccitazione estrema: la ricerca d’esperienze ricche di stimoli da contrapporre alla vita quotidiana percepita come banale, piena di routine e con troppi limiti da rispettare.

Come andrà a finire? Secondo Rifkin la sfera economica sta divorando la sfera culturale, e le stesse relazioni sociali che hanno reso possibile questa medesima economia. Si nutre sempre più di esseri umani per produrre valore, un cannibalismo di cui non si vede ancora la fine.


Marketing extra vergine d’oliva

5 Gennaio 2009

fonte: studentefreelance.blogspot.com

www.guidaolio.com

Poche parole per segnalarvi un sito molto bello. Un interessante progetto teso a poromuovere l’idustra olearia italianaguidaolio e diffondere la cultura dell’olio made in italy.

Piccole nozioni e informazioni per “capire” l’olio e un elenco di aziende produttrici suddiviso per regione.

Un’attività di supporto nella costruzione dell’immagine offerta a quelle aziende che, spesso semplici e distanti dalle nuove tecnologie, decidono di promuovere la propria immagine in maniera moderna e innovativa.

Insomma una bella idea secondo me.

Saluti

F.


azione punitIVA

1 Dicembre 2008

Sembra davvero folle l’idea di raddoppiare l’aliquota IVA sulle pay-tv. Stavolta quelli di SKY hanno tutte lesky ragioni di questo mondo. Ormai la TV generalista non si può più guardare e molto spesso la copertura del segnale è carente. Non resta che affidarsi al satellite per poter guardare qualcosa di decente e dignitoso. Allora giustamente cosa si fa? Si penalizza uno dei settori economici che negli ultimi anni, in controtendenza alla crisi, ha continuato a crescere e creare posti di lavoro. Il rifugio di chi si concede una partita la domenica, non potendo andare allo stadio la domenica.

Perchè non aumentare le tasse sui SUV superingombranti o sulle superbarche superinquinanti?

Misteri tutti italiani.

Saluti

F.


La prima volta RAI

30 Novembre 2008

Simpaticissima l’idea della RAI di utilizzare una campagna di viral marketing per promuovere l’uscita della2 nuova fiction “Tutti pazzi per l’amore”. Una serie di video vedono i protagonisti (Emilio Solfrizzi, Stefania Rocca  e Neri marcorè) nelle vesti di improbabili vampiri o cowboys declinando il titolo originale della fiction in “Tutti sazi per amore” e “Tutti lazi per amore”.

E’ la prima volta che RAI utilizza il passaparola online per pubblicizzare un prodotto televisivo. Interessante l’esperimento.

Angelo Teodoli, vicedirettore vicario di Raiuno, ha spiegato all’Adnkronos: “Si tratta di una commedia brillante che dunque si presta anche più facilmente a le parodie. E poi quest’anno “Tutti pazzi per…” è stato un pò il tormentone di Raiuno, prima con lo show di Antonella Clerici “Tutti pazzi per le tele”, poi con questa fiction. Da qui l’idea di testare su questo prodotto il marketing virale, declinando i filmati dei protagonisti nei principali generi cinematografici. E naturalmente speriamo che la cosa non finisca qui e che gli stessi utenti decidano, come spesso accade nella rete, di proporre ulteriori versioni delle parodie. Noi siamo pronti ad accoglierli anche sul sito che Rai Net ha approntato per l’occasione.




Advertising 2.0: come valutare gli effetti?

14 Novembre 2008

Continuo a leggere articoli e analisi che cercano di fare un quadro sulla situazione contemporanea e suglinetwork scenari futuri dell’ Advertising e in particolare di quello on line.

Google news è inondato di previsioni rosee e di costanti incrementi di fatturato della pubblicità on line. Tutto questo va bene ed è anche fisiologico, nel momento in cui abbiamo di fronte a noi una media nuovo e un terreno per molti versi ancora inesplorato. La bellezza del web è la potenziale assenza di limite alle capacità e alla fantasia e sopratutto, visti i bassi costi di accesso, la possibilità concreta di sperimentare.

Quello che continuo a non capire è il perchè molti si ostinano a voler misurare fenomeni diversi con parametri uguali. Continuo a leggere che nonostate l’incremento di Facebook, Adwords è sempre il più forte.

Questo paragone è improponibile. AdWords è un sistema che ti permette di pubblicare un annuncio pubblicitario nell’esatto momento in cui un utente manifesta una volontà di acquisto o, almeno, un particolare interesse verso un oggetto o un segmento di mercato.

Il marketing sui socialnetworks agisce in modo nettamente diverso. Fare comunità attorno ad un prodotto, dibattere, raccogliere opinioni e informazioni è un’attività di fidelizzazione  e presentazione di un brand o prodotto che sia. Tutto questo vuol dire dare al prodotto una vita parallela con un’autonomia propria il cui ritorno non può essere valutato solo in termini di fatturato prodotto ma di brand awarness generata e di potenziali clienti attratti nel lungo periodo…

Nel mondo di Facebook i cartelloni pubblicitari virtuali in stile AdWord spesso non vengono nemmeno considerati. L’utente che accede non è mentalmente predisposto alla ricerca di contenuti.Cerca persone, stringe alleanza, amicizie, ritrova amici, cerca persone con passioni comuni. Ecco che il brand in questo senso esce dalla porta e può rientrare dalla finestra a patto che sia disposto a modificare la sua forma e accessibilità, che sia disposto ad essere oggetto della comunità, a partecipare alla vita del network e a condividerne prassi e rogole. Tutto questo non ha un valore/prezzo misurabile in pay per click.

Volagratis, motore di ricerca di voli low cost del gruppo Bravofly, ha da un po’ avviato una startegia di comunicazione che utilizza diverse piattaforme di socialnetworking ha recentemente creato una  fan page su Facebook. In piena prospettiva virale offrirà a tutti gli iscritti del suo gruppo un buono sconto al raggiungimento dei 2000 iscritti. Unica condizione il limite temporale. Far si che i propi utenti siano il veicolo stesso del messaggio e non il semplice destinatario. In questo senso il modello Facebook e AdWords potrebbero essere alleati e non concorrenti. Ecco un buon esempio di come Facebook possa essere sfruttato per il consolidamento della brand awareness all’interno di una strategia articolata di medio-lungo termine.

Saluti.

F.


Marketing made in Paris

9 Novembre 2008

Parigi lancia dal Wtm di Londra una nuova immagine e un nuovo slogan: “Le nouveau Paris Ile de France”.torre-eiffelLa nuova campagna di marketing, dedicata in particolare ad un target giovane, vuole offire un’immagine della destinazione meno legato allo stereotipo di città museo, legata al suo glorioso passato. La campagna si caratterizza, infatti, di immagine a colori ‘funky’ per valorizzare la capacità della città di guardare al futuro e offrire opportunità di interesse anche a chi è appassionato di nuovi trend.


Fonte: ttgitalia.com


Pubblicità globale.

3 Novembre 2008

Si scrive BootB, si legge: prima “agenzia di pubblicità” in grado di coordinare le migliori creatività esistenti sul Pianeta.

Nata da una grandiosa intuizione di Ludovico Bancale BootB si propone come piattaforma atraverso la quale un’azienda di qualunque parte del mondo può pubblicare un brief dettagliato e dare il via ad una gara di abilità.

Descrizione dettagliata dei risultati che si vogliono ottenere e budget. Questi sono gli indizi iniziali. Per il resto libero sfogo alla voglia di cimentarsi di privati, agenzie e freelance.

Un’agenzia di pubblicità web 2.o che offre l’opportunità di superare  restrizioni geografiche e limite creativo connesso alla decisione di affidare per default il lavoro alla propria agenzia di riferimento.

Non è il primo esperimento di successo fatto in questa direzione. Già Zooppa e The Blog TV hanno intrapreso questo cammino. In questo senso, però, BootB si distingue grazie ad un prevalente orientamento B2B che ha come fine principale il Link tra azienda committente e agenzie di pubblicità.

” Tramite BootB – afferma Bancale in un’intervista rilasciata a Nova, inserto del Sole 24 Ore – tutti i creativi del Pianeta, ovunque si trovino, possono dare soluzione ai brief dei brand più prestigiosi e guadagnare in un giorno decine o addirittura centinaia di migliaia di euro”.


Street View: girare per la città in compagnia di Google

1 Novembre 2008

Si chiama Street View, l’ha sviluppata Google, è l’evoluzione naturale di Google Maps, e permette di esplorare, navigare, scoprire, visitare, attraverso il pc e il cellulare (Blackberry e telefoni abilitati Java) la città al livello della strada. Arriva oggi in Italia, dopo avere avuto un battesimo di successo negli States, in Australia, Giappone, e sono già visibili Milano, Firenze, Roma, Como e dintorni lacustri. Un programma adatto per pigri (si girano vie e piazze di belle città comodamente seduti sul divano) o per turisti incalliti. Già, perché con Street View si arriva dappertutto: al civico di un amico, al luogo prescelto per un appuntamento, al negozio alla moda, al ristorante citato dalla guida (con un clic si può anche prenotare), al Colosseo e al Cenacolo. Con il vantaggio che si vede, preventivamente o mentre si cammina, il contesto, tutto quello che c’è attorno. Non c’è nemmeno bisogno di inserire il punto da cui si parte, perché il sistema segnala la posiziona in automatico. Per accedere alle immagini, basta selezionare il pulsante “Steet View” su Google Maps, fare clic sull’icona a forma di macchina fotografica visualizzata sopra la città prescelta, e fare zoom. Ci si può spostare in avanti e indietro lungo strade e piazze, e ruotare la visuale di 360 gradi, o guardare anche dall’alto la zona dove si è diretti grazie a immagini satellitari. A proposito, ci sono già alcuni esempi di implementazioni già operanti nel segmento business. La Regione Toscana, per esempio, che cerca di supportare la meglio il turista e, perché no, i residenti; e Tecnocasa, che offre al possibile acquirente ulteriori elementi riguardo l’immobile a cui è interessato, come, appunto, il contesto; e TvTrip, che permette al suo cliente di visitare in anticipo ad altezza d’uomo i dintorni dell’albergo prescelto. Però, pensate a quali e quante applicazioni possibili: per le scuole, lezioni di storia e geografia, nonché gite virtuali; per le aziende, controllo preventivo della zona in cui si vorrebbe trasferire l’ufficio, delle location per azioni pubblicitarie e di marketing, per gli editori (l’ha già fatto Cnn) l’incorporazione delle immagini sui propri siti per mostrare i luoghi di un determinato servizio; per i servizi di emergenza, che possono vedere in anteprima la zona verso la quale devono dirigersi, ecc. E la privacy? Garantita al massimo, assicura Google. Infatti, le immagini girate nelle città e poi elaborate al computer per essere utilizzate su Google Maps, contengono ovviamente i volti di tante persone; ebbene una sofisticata tecnologia offusca i volti (e le targhe delle macchine) in modo tale da non poter essere identificati. Nel caso deprecabile che un utente si riconosca, basta linkare “Guida di Street View” e seguire le istruzioni per segnalare l’anomalia.

Pino Fondati


Facebook e Videogame: la campagna elettorale di Obama.

31 Ottobre 2008

Il Brand Obama si aggiudica il prestigioso premio “Marketer of the year“.

Che i toni e la strategia della campagna elettorale di Barak Obama sono innovativi e inusuali rispetto alle consuetudini precedenti è cosa nota e palese. Io stesso ho già parlato di questo in precedenza.

A ratificare tutto questo arriva il premio Marketer of The Year assegnato il 20 ottobre a Barak Obama per la sua eccellente strategia di Marketing e per lo strepitoso uso che ha saputo fare del suo brand. Diciamoci la verità. Barak ormai è nelle case di tutti lo conoscono tutti e a sostenitori e avversari si presenta con una certa familiarità e simpatia. L’ultimo colpo l’ha messo a segno qualche sera fa con una presenza a reti unificate sui maggiorni network degli States in cui ha saputo fare di tutto. E’ stato amico, consolatore e presidente in pectore.

Ma ciò che è stato determinante per l’assegnazione di questo premio a Obama è stata l’attenzione insistente alle nuove tecnologie e ai nuovi media. Obama e il suo staff hanno capito che la partita si gioca li. Che su internet avrebbero incrociato quella fascia di elettori che probabilmente non avrebbe prestato attenzione ai media tradizionali.

Il vero terreno di scontro sono stati web 2.0, blog, Ipt video e social network. Sono 1.300 i video messi su YouTube e 15 i milioni di contatti generati dal canale internet. Lo staff di Obama è una macchina da guerra in termini di comunicazione: decine di giornalisti, operatori tecnici e informatici sono il cuore pulsante della Integrated Marketing Campaign di Obama. La web tv del cadidato democratico, BarakTV, è una fonte inesauribile di interventi, discorsi, commenti e spot. Documenti e stralci tratti dalla sua campagna sono disponibili online a tempo di record ( il tempo massimo è 19 minuti di differenza!!!), quasi in diretta.

Social network: su facebook obama ha 2 milion di supperters e il suo foundrising online gli ha garantito fondi tre volte maggiori di quelli a disposizione di Mc Cain.

Se Maometto non va alla montagna… ecco che Obama capisce che i giovanissimi sono una risorsa inesauribile e lui cosa fa? Product Placement: compra spazi pubblicitari all’interno di un videogioco prodotto dalla Criterion e il suo manifesto è in bella vista ai lati delle strade su cui sfrecciano le auto protagoniste del gioco.

La grande capacità di Obama è stata quella di intercettare la crescente attenzione che il pubblico americano rivolge ad Internet e alle sue forme più innovative. Secondo un recente studio targato Pew Internet & American Life Project il 46% degli americani ha utilizzato internet e email per tenersi informato sugli sviluppi della campagna elettorale, il 35% ha visto i discorsi e gli interventi su YouTube, il 10% ha utilizzato social network, in testa Facebook.

Saluti.

F.


Blog e socialntework: nuove opportunità per la pubblicità on line.

31 Ottobre 2008

Ancora in crescita la capacità dei blog di influenzare e orientare i consumi.

Canali pubblicitari ancora oggetto di uno studio di Jupiter Reserch. In particolare l’attenzione si posa sui canali “indiretti” e sui blog nello specifico. E’ in costante aumento la capacità di orientamento che i blog personali e aziendali esercitano sui consumatori che fanno abitualmente uso di internet per reperire informazioni perima di porcedere all’acquisto.

La ricerca, commissionata da BuzzLogic, monitora il comportamento di 2000 utenti online e paragona l’influenza che su questi ha la pubblicità a mezzo blog e quella veicolata su altri canali, socialnetwork ad esempio.

Il 50% del campione dichiara che gli utenti abituali dei blog cercano proprio qui le informazioni utili all’acquisto di un prodotto. Solo il 15% , però, è soddisfatto dalle informazioni e le considera affidabil. Sono ancora meno quelli che sostengono di fidarsi delle informazioni contenute all’interno di un post per comprare un determinato prodotto.

Ancora poco utilizzati i sistemi di advertising automatici presenti nei socialnetwork. E’ una minoranza, il 10%, quella che li utilizza e di questi solo il 4% afferma di trovarli interessanti o addirittura determinanti per procedere con l’acquisto del prodotto.

Alcune considerzioni:

BLOG: Se è vero che un blog spesso fornisce delle informazioni le cui fonti non  sono verificabili è anche vero che vi sono delle community di appassionati (penso all’informatica, ai motori…) di un determinato settore in cui vi sono fior fior di  cultori che fanno  interventi di altissimo livello. In perfetta ottica 2.0 frequentemente le bufale e le informazioni non attendibili vengono sbugiardate pubblicamente. Se questi blog in molti casi non fungono da impulso finale per l’acquisto certamente contribuiscono alla formazione di un’opinione e di una reputazione (vista dal punto di vista del produttore). Non è un caso che i produttori più lungimiranti offrono ai blogger  più noti la possibilità di provare i propri prodotti in anteprima.

SOCIALNETWORK: Diaciamoci la verità i socialnetwork sono un fenomeno trasversale da pochissimo tempo. Facebook ha visto triplicare i propri iscritt nella rete “italia” solo nelle ultime sei settimane. Fino a qualche tempo fa gli utenti di Xing (ex neurona), LinkedIN, Facebook e similia erano pochi e accomunati dalla volontà di trovare persone con elementi in comune, per lo più elemanti di carattere professionale. Ora che il socialnetwork è un fenomeno di massa è certamente una realtà appetibile da un punto di vista pubblicitario. E’ riduttivo però considerarli solo in virtù dei banner statici che si trovano ai lati della pagina. Il socialnetwork è bello perchè forma comunità e le comunità si formano anche attorno ad un prodotto. Linux, Nutella, Birre varie, Ducati, Mac, Vista… sono tutti gruppi già esistenti su facebook,  ad esempio.

Ecco che la valutazione della portata di un socialnetwork dovrebbe tener presente anche degli effetti indiretti delle comunità interne. In questo modo, a mio avviso, il socialnetwork si colloca a metà strada tra il banner e il blog.

Saluti.

F.


Il cielo sopra Pescara.

28 Ottobre 2008

Accade a Pescara.

Un palloncino strano, un UFO, insomma qualcosa di strano. Beh certo non è da tutti aprire la finestra e vedere sopra la propria città svolazzare oggetti strani e non meglio identificati. Via… spazio alla fantasia e alle molteplici interpretazioni, chi più ne ha più ne metta.

I più zelanti hanno anche telefonato al quotidiano locale per capirci meglio e per “passare” la notizia. Insomma teniamo d’occhio la situazione che qui non si sa nulla. Va a finire che uno di questi oggetti strani si avvicina finalmente il suolo ma durante la manovra di atterraggio si impiglia fra i rami di un albero…

Ne analizziamo la composizione con cautela nel timore che qualche forma di vita aliena fuoriesca da questo involucro bianco mandato dal cielo. Dalle prime analisi ci rendiamo conto che l’oggetto è inabitato ma, sopratutto, è innocuo. Trattasi di massa al momento amorfe principalmente costituita da schiuma.

Scattano le indagini e in poco tempo ll’allarme rientra e giungiamo ad una spiegazione concreta: siamo davanti ad un evidente caso di Flogos. Cos’è un Flogo? E’ la nuova frontiera della pubblicità aerea. Altro non è che la schiumosa riproduzione di una determinata figura o brand, o scritta o quello che vuoi. Il tutto è fatto con l’utilizzo di gas leggeri come l’elio (hai presente quel gas che quando lo ingoi come un idiota ti fa fare la voce tipo ciribiribì Kodak…) che permettono di fare svolazzare la forma.

Beh forse è molto più economico ed ecologico del noleggiare un aereo per far svolazzare il proprio brand su e giù per le spiagge…

Saluti.

F.


Pc vende torte per riparare Vista

22 Ottobre 2008

Al via un nuovo spot virale di Apple che mette in evidenza Microsoft e il suo prodotto di punta

Terzo spot anti-Vista nel giro di pochi giorni. Questa volta PC vende torte per cercare di raccogliere qualche spicciolo per riparare il sistema operativo di Microsoft.
di Redazione
( 22-10-2008 )

Apple non molla la presa e torna sull’argomento dei soldi sprecati per la campagna pubblicitaria di Microsoft a sostegno di Vista. Dopo i due spot di inizio settimana, è apparso on line un nuovo filmato pubblicitario con Pc impegnato a raccogliere denaro per il marketing dello sfortunato prodotto di Redmond.

Questa volta PC ha allestito un banchetto per la vendita di torte: “I tipi del marketing – dice PC – hanno creato una campagna pubblicitaria costosa invece che usare i soldi per sistemare Vista. Visto che i miei problemi non sembrano una priorità per loro, ho deciso di raccogliere fondi da solo”. PC offre una fetta di torta a Mac che prova a mordere la fetta a quel punto PC chiede il conto: “Dieci milioni di dollari! Hai dato un morso…”.


Article Marketing

16 Ottobre 2008

fonte: pmi.it

L’article marketing è quella tecnica di pubblicazione di articoli divulgativi in appositi siti che ha il doppio vantaggio di promuovere un’azienda e di rendere più visibile il sito Web aziendale nei motori di ricerca. Ecco come utilizzarla al meglio. Se pensate di “riciclare” i comunicati stampa per poterli inserire nei portali di article marketing, avete sbagliato in partenza. In Italia effettivamente ci sono siti che consentono l’invio di entrambi i tipi di comunicazione, previa la specificazione della categoria a cui appartengono. Ma articoli e comunicati stampa sono diversi: hanno target e scopi differenti.

L’article marketing si rivolge direttamente agli utenti finali. Certo, anche in questo caso ci può essere un giornalista o webmaster che filtra gli articoli che non rispettano le linee guida, ma quando si scrive, il focus sono i lettori. L’articolo ha il doppio scopo di dare un servizio informativo e quello di generare della link popularity, cioè di creare un link al proprio sito aziendale che provenga da altri siti di qualità, aumentando il valore agli occhi dei motori di ricerca e migliorando i posizionamenti nei risultati organici. L’article marketing esige l’esclusiva: ogni portale richiede un articolo inedito, questo per evitare i contenuti duplicati che sono visti in modo negativo dai motori di ricerca. Per attuare un buon piano di article marketing quindi bisogna selezionare con la massima cura il portale a cui inviare l’articolo (ce ne sono di generalisti e di specifici per ogni settore).


Romeni brava gente

8 Ottobre 2008

“Per capire un popolo devi conoscere la sua gente”. E’ questo che il governo romeno dice agli italiani e lo fa con una campagna di informazione pensata per mostrare che i romeni non sono solo quelli che finiscono sulle pagine dei giornali per fatti di cronaca.

“Romania, piacere di conoscerti” prevede eventi, spot pubblicitari su giornali e tv e l’apertura di un portale su internet, tutto finalizzato a “migliorare la reciproca intesa e il grado di vicinanza tra italiani e romeni” e “offrire visibilità al processo di integrazione della comunità romena che vive in Italia”.

L’iniziativa è stata presentata a Roma dal ministro per il Turismo e il Commercio, Ovidiu Silaghi, e dall’ambasciatore romeno in Italia, Razvan Rusu. “Le ricerche condotte nell’ultimo anno dal nostro governo – hanno spiegato – hanno evidenziato che la diminuzione della tolleranza degli italiani nei confronti degli stranieri è prevalentemente generata dai comportamenti illegali di questi ultimi”. Gran parte di questa intolleranza, secondo i rappresentanti del governo romeno, si deve alle notizie riportate dai mezzi di comunicazione, perciò si è pensato di far vedere com’è la comunità romena che vive in Italia.


A voi comunicare

7 Ottobre 2008

Diritti umani, fame nel mondo. Interviste e videochat con personaggi di spessore internazionale e notoriamente impegnati sul fronte dei diritti civili e del sostegno ai paesi del Terzo mondo.

Tutto è cominciato con la pubblicazione sui maggiorni quotidiani nazionali del testo integrale di un famosissimo discorso di Gandhi. Era il giorno di ferragosto. Tutto continua su www.avoicomunicare.it il blog di Telecom Italia realizzato in collaborazione con i ragazzi di Itaka, un’associazione di studenti della Luiss di Roma.  Un’iniziativa nata con lo scopo di creare uno spazio di dibattito sul valore della comunicazione al giorno d’oggi.

Una buona mossa da un punto di vista di strategie di comunicazione, finalizzata alla riconquista di popolarità presso gli utenti internet, in particolare presso gli smanettoni ben informati che hanno seguono on line le vicende di Grillo e della sua battaglia sulla “democratizzazione” della banda e di conseguenza dell’accesso all’informazione.

Accanto a questa piccola cattiveria c’è anche da ammettere che da tempo Telecom Italia associa il proprio nome ad iniziative di solidarietà e promozione culturale attraverso la propria fondazione Progetto Italia .

Saluti

F.


New Marketing Territoriale

6 Ottobre 2008

Sorrentini di nascita, di adozione, per odio o per passione UNITEVI!

Fino al 31 dicembre 2008 avete l’opportunità di raccontare quello che provate per questo piccolo angolo di paradiso sulla web tv www.miasorrento.it o sulla TV user generated content The Blog TV.

Da tempo ormai i pionieri della comunicazione guidati da Bruno Pellegrini (fondatore di The Blog TV) hanno messo su un vero e proprio palinsesto creato interamente con in contenuti degli utenti stassi.

A questo si aggiunge lo User Generated Advertising: una grandiosissima forma di pubblicità virale che attiva una vera e propria gara  tra gli utenti. Una sfida a chi meglio saprà interpretare il brief dell’azienda committente…


Spot molto bello

2 Ottobre 2008


Nuove stagioni

2 Ottobre 2008
Fonte: Digitalsat
Non solo Hip-Hop Tv tra i nuovi canali di Sky in partenza oggi: dalle ore 6 è infatti attivo anche DeAkids (alla posizione 601), primo canale edito dalla De Agostini Editore e presentato ieri a Milano in conferenza stampa.
«Speriamo sarà il primo di una lunga serie – annuncia entusiasta Stefano Di Bella, amministratore delegato del gruppo –. Abbiamo intenzione di lanciare un canale all’anno e non potevamo non iniziare con il target bambini da sempre al centro di tutta la nostra attività editoriale».
Un settore già pieno di canali, basti pensare per esempio a Disney Channel e il suo multiplex (sempre in testa nelle classifiche d’ascolto e di gradimento), Cartoon Network, Boomerang, ma anche Jetix, Nickelodeon, Cooltoon, e sul digitale terrestre anche Boing. «Ma – interviene Maria Cristina Crocetti, Channel Manager di DeAkids – noi abbiamo la carta edutainment che occuperà almeno il 30% del palinsesto. Nel restante 70% invece spazio al puro intrattenimento di cartoni e altri programmi, ma sempre scelti con criteri assolutamente miranti alla qualità».
Sarà infatti l’impronta educativa, «ma non didattica», a caratterizzare l’intera programmazione: tra i programmi ‘edu’ al lancio si segnalano “Robbie ragazzo spaziale”, con cui sarà possibile imparare i mille segreti della scienza, “Cyberchase” al cui centro sta invece l’informatica ma non solo e “Animalia” (nella foto), una produzione BBC che esalta i valori della natura e dell’ecologia. Ma non sarà trascurata l’animazione ‘classica’ con titoli di tutto rispetto con “Heidi”, “Anna dai capelli rossi” o l’”Ape Maia”.
Si segnalano anche due produzioni esclusive realizzate da Giorgio Gori con la sua Magnolia, facente parte del gruppo De Agostini Communications: “The band” (nella foto), una sit-com ambientata in un garage dove si ritrova ogni giorno una band composta da ragazzi tredicenni che inseguono un sogno divertendosi e divertendo e poi “Diari Kids”, spin-off del format Magnolia ‘Tv Diari’ andato in onda nel 2006 su All Music: ogni giorno otto ragazzi (dagli 8 ai 12 anni) si raccontano in un video dove dovranno semplicemente essere se stessi. Dopo ogni puntata sarà possibile votare il preferito sul sito www.deakids.it con cui sarà poi proclamato il “vincitore” del premio finale: un viaggio a Parigi per tutta la sua famiglia.
Parlando del sito, prodotto da Neo Network (anch’esso del gruppo tramite Magnolia), aspira a diventare oltre che mezzo accessorio del canale fornendo dettagli sulla programmazione, anche «un vero e proprio social network per bambini, in stile Facebook», come l’ha definito Di Bella. Attraverso il meccanismo delle Fantabolle sarà possibile creare una community, creando il proprio avatar personalizzato con cui poter addirittura entrare in giochi di ruolo collettivi.
Insomma, un canale che potrebbe essere il valore aggiunto dell’offerta bambini di Sky, «con cui però – precisa l’ad Di Bella –, abbiamo un contratto di non esclusiva», anche se appaiano al momento alquanto improbabili approdi sul digitale terrestre o in altri bouquet. Proprio Sky ha deciso di dare fiducia al nuovo DeAkids assegnandogli la prima posizione nella fascia 600 che delimita appunto l’area Bambini: «si tratta di un target chiave – ha dichiarato in conferenza Paolo Agostinelli, responsabile di Sky per l’offerta ‘Mondo’ – e lo dimostra il dato dell’ultimo trimestre quando nella fascia 4-14 abbiamo raggiunto uno share medio del 23%, che diventa 33% nella fascia mattutina. Ma non ci limiteremo ad ampliare solo questo settore: con anche Hip Hop Tv salgono a 6 i nuovi canali Sky lanciati in questo 2008 e altri se ne aggiungeranno molto presto».
Nell’ottobre del 2009 poi dovrebbe vedere la luce il secondo canale De Agostini, incentrato sul lifestyle e sul “factual”, poiché «non c’è solo il mercato italiano – come ha ricordato il presidente del gruppo Pietro Boroli –, anzi l’obiettivo è di espandere questa nostra nuova attività anche nei paesi in cui il marchio De Agostini è forte e consolidato come Giappone o Europa dell’Est».
Giorgio Scorsone
per “Digital-Sat.it

Googlizzazione

30 Settembre 2008

Fonte: MyMarketing.net

Devo acquistare? Prima cerco su Google
28/9/2008

Una volta erano i consigli di amici e parenti. Poi è arrivata la pubblicità. Oggi c’è Internet, e in particolare i motori di ricerca, ad influenzare i nostri acquisti.
Come? Consentendoci di poter trovare facilmente e velocemente quelle informazioni – quanto più possibilmente aggiornate – sulle quali poi baseremo la nostra scelta. Il tutto attraverso un computer connesso al Web o, per chi è già un passo più avanti, attraverso un cellulare o uno smartphone col quale surfare su Internet.

Che poi queste informazioni risultino decisive lo conferma anche l’edizione 2008 della survey Gli Italiani ed i motori di ricerca (che si può richiedere gratuitamente alla pagina http://www.sems.it/sems-motori-acquisti-2008.htm),  commissionata dalla search marketing agency SEMS (www.sems.it) ad OTO Research (www.otoresearch.it).
Stando infatti alle risposte dei 1.500 intervistati, rappresentativi dell’utenza italiana online, i motori di ricerca non soltanto sono lo strumento più efficace per trovare informazioni in Rete (95% degli intervistati), ma sono ormai consultati con assiduità prima di un acquisto dall’83% degli italiani online, indipendentemente dal valore di ciò che si vuole acquistare e dal canale di acquisto (online o sul territorio). E 9 su 10 tra costoro hanno poi effettivamente deciso cosa acquistare sulla base delle informazioni trovate nei motori.
Gli italiani sono Googledipendenti, quindi? Sempre stando alla survey, il termine è abbastanza calzante, visto che il motore di ricerca fondato solo 10 anni fa da Brin e Page è il preferito (e quasi sempre l’unico usato) dall’86% degli italiani online. Per trovare il secondo in questa graduatoria occorre scendere al 5% di Virgilio… un vero e proprio abisso.

Di anno in anno non cresce soltanto il numero di utenti che, avvicinatisi al web, iniziano a cercare nei motori, ma anche (e soprattutto) la quantità di ricerche che ogni utente svolge: utilizzano una o più volte al giorno un motore ben l’88% degli utenti. Da notare come cresca l’utilizzo dei search engines anche come strumento di approfondimento per notizie, prodotti, persone visti su altri media: il 71% approfondisce nei motori cose lette su giornali o riviste; il 59% cose viste in televisione; il 36% cose sentite alla radio; il 34% cose viste per strada.
Quando cercano in vista di un acquisto, gli utenti prestano particolare attenzione alla presenza del sito di brand noti tra le pagine di risultati; da una parte il vedere marchi noti rassicura le persone; dall’altra, per le aziende, il comparire tra i risultati frutto dell’algoritmo del motore rafforza nell’utente la percezione di quell’azienda come leader del settore. E proprio i contenuti istituzionali (es. schede prodotto) pubblicati sui siti delle aziende produttrici sono, secondo gli italiani intervistati, il tipo di contenuto che, trovato attraverso i motori, influenza maggiormente la decisione d’acquisto. Molto più, ad esempio, dei commenti sui siti di comparazione, delle prove tecniche su siti specializzati o dei post sui blog, contenuti che trovano sempre più spazio su Google & Co.
Ma quali sono i prodotti che gli italiani acquistano più frequentemente “influenzati” dai motori? Prodotti elettronici (58%), telefonia ed accessori (58%), viaggi (52%) e libri (51%) guidano una graduatoria dalla coda molto lunga, visto i motori fanno ormai parte del processo d’acquisto sia nel B2C che nel B2B.
Solo il 20% degli acquisti si è concretizzato immediatamente dopo la ricerca. Il restante 80%  ha preferito svolgere altri approfondimenti o rimandare ad un altro momento (e/o ad un’altra postazione, es. il computer di casa per chi ha cercato in ufficio) l’acquisto. Un problema, questo, per il tracking delle campagne online che spesso non viene considerato in fase di analisi dei risultati.
La carta di credito prepagata si conferma anche in questa ricerca come il sistema di pagamento preferito dagli italiani per gli acquisti dopo una ricerca (37%); segue la carta di credito tradizionale (30%, in forte calo rispetto al 2007) ed i sistemi alternativi come PayPal (17%).

Vista la situazione attuale, quali potrebbero essere gli scenari futuri? Una delle ipotesi che giù oggi stanno andando concretizzandosi è quella del mobile search, la ricerca da dispositivi mobili quali cellulari e smartphone. Finora il grande limite nell’utilizzo dei motori utilizzo era dovuto alla necessità di avere un computer collegato alla Rete per poter cercare. Ma la grande diffusione popolare che stanno conoscendo sia i cellulari abilitati alla navigazione in Rete che i cosiddetti smartphone (il più noto è lo iPhone) accelererà ed agevolerà l’utilizzo dei motori, addirittura all’interno degli stessi negozi.
I consumatori vogliono infatti essere sempre più protagonisti attivi delle loro decisioni d’acquisto, non vogliono più basarsi unicamente sugli stimoli indotti dalla pubblicità; i motori soddisfano appieno la loro ‘sete di informazioni” offrendo facile e rapido accesso non soltanto ali dettagli sui prodotti, ma anche ai commenti ed alle recensioni che altri consumatori fanno di questi. Il processo che porta ad un acquisto cambierà quindi nei prossimi anni, sempre più “web & search oriented”. Le aziende faranno bene a tenerne conto nel pensare le loro strategie per il futuro.

Marco Loguercio


Toyota sul piede di… Guerrilla

3 Agosto 2008

Per spianare la strada alla prossima nata,  iQ che arriverà nelle concessionarie nella primavera del 2009, Toyota ha pensato ad un’iniziativa estiva messa su nelle principali città italiane.

Gli uomini Toyota girano per strada e piazzano messaggi sulle auto in sosta.

Focus della campagna sono le misure della microcar . L’affondo è chiaramente diretto a Smart che offre due posti in meno a parità di misure.

“La tua auto è lunga xxx centimetri. Per parcheggiare più facilmente, accorciala”. Gli addetti Toyota scrivono nello spazio bianco la lunghezza della tua vettura.


Post Europei

17 Luglio 2008

Retrospettiva europea.

Cercando di non pensare all’epilogo del nostro europeo godetevi alcune immagini della campagna di ambient marketing con cui Adidas ha ravvivato le viennesi strade .                                                          (immagini prese da www.ninjamarketing.it)

La famosissima ruota panoramica, il Prater, diventa un poliportiere

Historisches Museum: ingresso con accoglienza anomala.

Scarpe rappresentanti tutte le squadre… in attesa di una scarpiera all’altezza della situazione!


AutoDesign

16 Luglio 2008

714 palline si sono date appuntemento a Monaco di Baviera per animare una fantastica installazione. Hanno deciso di svolazzare per aria fino a comporre l’immagine di un’automobile. Il tutto sotto una regia di tutto rispetto: BMW.  Se passate da quelle parti potete vedere quest’opera al BMW Museum.


Buone notizie dal mondo

7 Luglio 2008

Leo è tornato!

Cominciamo dalla fine.

Per fortuna Leo è tornato a casa. Ne da felicemente notizia il blog del suo padrone.

Sono venuto a conoscenza della scomparsa del docile felino mentre mi trovavo a Napoli. Leggo su un palo della luce un volantino che invitava tutti a collegarsi al blog di cui sopra per fornire ogni eventuale informazione su questo povero leopardo smarrito. Accorato l’appello del proprietario.

Insospettito dal singolare annuncio ho seguito le vicende di Leo e del suo padrone, le varie segnalazioni di avvistamenti sempre più convinto che di pubblicità si trattasse. Molti blog di marketing e comunicazione che parlavano di Leo ma quasi nessuno era riuscito a capire quale prodotto si stesse cercando di promuovere…

Quando è tornato Leo abbiamo svelato il mistero e, contenti del ritrovamento, ci siamo goduti lo spot della nuova Jeep.

Potrei stare un’ora a raccontarvi le invezioni simpatiche di questo blog e di questa campagna, le reazioni dei lettori incuriositi, di chi chiedeva informazioni su Leo, di chi ha segnalato avvistamenti e di chi lo ha incontrato in metro ma fate prima a leggere i vari post, ne vale la pena e si possono trarre diversi spunti.

Saluti

F.


brand, facci sognare! conversazioni al sole di luglio.

3 Luglio 2008

Oggi pomeriggio (un caldo infernale!!!) ho incontrato Luciano, un mio amico. Uno dei tecnici più creativi che abbia mai consciuto. Una conversazione con Luciano difficilmente si conclude senza aver partorito qualche nuovo spunto.

Beh insomma, reduce dalla sua trasferta milanese Luciano mi racconta di una persona molto competente di Comunicazione che sostiene che la strada da percorrere in questo momento sia il Marketing di prodotto. La sostanza di questa teoria è che la gente in questo momento vuole risparmiare e che cerca i prodotti che meglio si avvicinano a questa esigenza, punto e basta. Basta con questi brand che che fanno comunicazione generica , bisogna spingere sui prodotti e attrarre clienti. Bisogna applicare prezzi bassi, la GDO parte a manetta con operazioni di questo tipo la gente corre, i margini si riducono… i prezzi si abbassano, i margini si devono ridurre e quindi bisogna spingere sempre più sui prodotti…

Diciamo che questa visione in un primo momento è condivisibile poi capisci che qualcosa stona. Ed è in questo momento che parte la Luciano’s Theory. In questo momento, sostiene, la gente è avvilita. Vive un disagio economico-sociale e lo vive non solo perchè lo sente nell’aria ma perchè lo sperimenta in tutta la sua quotidianità. In questo contesto è viva e forte la necessità di brand che restituiscono voglia, speranza, aggregazione, sogno. Il Brand che ravviva, che offre un’alternativa diventa oggetto di culto.

Per determinati prodotti gli utenti sono disposti anche a spendere di più e la carica di positività e spirito di aggregazione che certe marche trasmettono sono decisamente una spanna sopra. Chi usa Mac ne ha fatto una religione, una filosofia di vita. Sceglie I Pod anzichè Creative – dice Luciano – anche se forse Creative è più performante.

Si ripropone il discorso dell’identificazione e della tribù di cui ho parlato nel post  Tratti Comuni . Ducati ha saputo fare di queste caratteristiche i suoi valori e i valori condivisi di tutti i suoi riders.

Beh credo che in questo Luciano abbia visto giusto. Forse offrire una diversa visione del mondo, rappresentare un diverso approccio alla quotidianità può essere il vero valore aggiunto di un brand.

Saluti

F.