Qual è il miglior modo per generare contatti online?

14 Luglio 2009

Internet sta al turismo come lo zucchero ai dolci: non se ne può fare a meno. Dalla piccola struttura ricettiva al grande portale di promozione turistica, gli investimenti nel marketing online sono caratterizzati da un altro rientro. Ma quali sono i servizi su cui puntare e su cui focalizzare gli investimenti e i budget (a dire il vero ancora troppo contenuti nel mercato italiano)? Voglio dare risposta a questa domanda rifacendomi ad una recente ricerca di Forbes pubblicata in abstract su eMarketer. Anche se la risposta può variare leggermente a seconda delle dimensioni del budget pubblicitario, la ricerca ci dice che gli investimenti nel marketing online dovrebbero iniziare con il search engine marketing (SEM), in particolare con il posizionamento nei risultati organici dei motori di ricerca (SEO), Google in primis. Il 48% dei marketer ha affermato che l’ottimizzazione dei motori di ricerca (SEO) è stato il miglior metodo per generare conversioni online. Nel SEM sono stati investiti con successo più della metà dei budget di marketing con più di 1 milione di dollari.

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Le altre attività di marketing online ad alta resa, soprattutto per le aziende più piccole, sono stati email marketing e newsletter, seguiti dal pay per click (soprattutto annunci sponsorizzati AdWords su Google). In ogni caso, sia che si tratti di grandi che di piccole imprese, l’attività SEO è stata considerata l’attività più efficace per costruire e affermare il brand, che nel turismo significa associare immediatamente il nome di un portale, una struttura o un tour operator quale risposta alle esigenze di vacanze e viaggio. Questo accade perché quando un utente digita una parola chiave nei motori di ricerca si aspetta giustamente di trovare nei primi posti dei risultati organici (o naturali che dir si voglia) le aziende migliori, che con più naturalezza osserverà e ricorderà (in modo più efficacie rispetti ai risultati tramite annunci sponsorizzati).

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In ogni caso una cosa è certa: le esigenze dei turisti passano ogni giorno di più per le parole chiave e Google è sempre più il principale strumento “indicizzatore di risposte” (tramite i link) per risolvere tali esigenze. Farsi trovare nella prima o seconda pagina dei risultati di ricerca quando un utente cerca informazioni è però un’attività complessa, difficoltosa che si basa su regole non scritte e che pochi conoscono in profondità. E sono veramente poche infatti le aziende SEO italiane specializzate nell’offrire professionalmente tali servizi e che riescono a svolgere ed erogare con risultati tangibili ed importanti attività di posizionamento nei motori di ricerca anche in settori ad altissima competitività come quello del turismo. Tra i clienti dello Studio Cappello ad esempio, come nella riviera romagnola, vi sono portali che grazie agli investimento nell’attività SEO oggi riescono ad ottenere alta visibilità ed un alto numero di contatti senza dover investire in campagne AdWords o di web promotion cui sono costretti invece i loro concorrenti (a parte qualcuno che per la maggior parte dei casi è comunque un cliente dello Studio). L’esperienza realizzata e l’analisi degli accessi degli utenti sui portali di tali clienti hanno dimostrato quanto strategica e fondamentale sia l’attività SEO che spesso da sola permette a singole strutture o interi portali di giustificare tutti i budget di investimento nel marketing disponibile dalle aziende. Il rapporto costi benefici negli investimenti nell’attività SEO, misurati nell’arco di almeno 3 anni, è infatti di 1 a 5 e anche più. Chi ha speso ad esempio 20.000 Euro nel SEO ha ottenuto un numero tali di accessi qualificati che avrebbe potuto ottenere spendendo migliaia di euro in più in attività pay per click, o investendo maggiormente in email marketing o altre attività di promozione online. Con un’altra importante aggiunta: l’attività SEO continua a portare accessi anche negli anni successivi e anche quando il cliente non ha più budget da spendere in promozione!

Andrea Cappello

fonte: mymarketing.it


AssoComunicazione: nel 2009 mercato a -5,9%. Adv: -12,3%

1 Luglio 2009

In controtendenza internet (+9,3), ma la crescita rallenta. ‘Tiene’ il marketing di relazione. Nel 2010 un grande convegno per il rilancio della creatività italiana

AssoComunicazione: nel 2009 mercato a -5,9%. Adv: -12,3%

Due cifre danno il senso delle previsioni della ricerca sul mercato della comunicazione presentata ieri da AssoComunicazione: la contrazione del 5,9% del mercato a fine a anno e il calo dell’investimento media del 12,3%. “La crisi – ha commentato Diego Masi, presidente dell’associazione – da un lato fa rallentare gli investimenti e dall’altro provoca l’accelerazione di cambiamenti strutturali che erano già in atto in precedenza, in primis la crescita del digitale, non solo come media ma come strumento di marketing di relazione”. A margine del convegno, Masi ha sottolineato la volontà di intervenire sulle gare pubbliche “abbiamo appoggiato i ricorsi contro la Metropolitana Milanese”, confermando “la presentazione di disegno di legge a settembre”. Preannunciato anche un “grande convegno sulla creatività italiana a settembre 2010”.

fonte: pubblicitàitalia.it


Aiutiamo Giovanni a Baciare Gaia

25 Giugno 2009

ARMANDO TESTA CONQUISTA CANNES

L’operazione di marketing virale per i cioccolatini Perugina ha vinto il Leone d’oro per la creatività


Ecco l’auto dell’Ikea Una low cost da pubblicità

30 Marzo 2009

fonte: repubblica.it

autore: Vincenzo Borgomeo

Ikea entra nel mondo dell’auto low cost. La notizia, clamorosa, sta già facendo il giro del mondo perché l’annuncio èikea-auto ufficiale e perché, per l’occasione, è stato anche aperto un sito web all’indirizzo http://www.roulez-leko.com con tanto di conto alla rovescia per il debutto della macchina, per ora avvolta da un telo. Il problema è uno solo: la data del debutto è fissata in pratica per il primo aprile… Ma non si tratta di uno scherzo perché la macchina esiste davvero, anche se non sarà in vendita: l’idea è tutta della filiale francese dell’Ikea che per la prossima campagna pubblicitaria si appresta a lanciare proprio una vettura, simboleggiando così in quest’auto “del futuro” tutti i contenuti dei mobili Ikea.


Relish:pubblicità porno soft ma per chi?

30 Gennaio 2009

Leggo su Repubblica.it un articolo che parla dell’ennesima “campagna shock”, come sono soliti definirle i giornalisti…

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Si tratta della campagna pubblicitaria del brand Relish, “leader in europa”  come dice la descrizioni del sito internet su google.

Si tratta di una campagna bella, elegante, dalla cratività innovativa e originale. Due donzelle ben cosciute e tettue vengono fermate ad un posto di blocco e sono vittime (compiaciute) di una perquisizione “pop porno” accurata ad opera di due agenti sono a metà strada tra Mike Tyson e un attore di Gomorra. Poi se volete carpire i segreti di questi strateghi della comunicazione e del marketing  andate a farvi una passeggiata sul sito (che non linko volutamente e che in quanto a comunicatività è peggio dei manifesti…) e andatevi a vedere il backstage…

Complimenti, bella davvero.

Mi chiedo chi siano gli interlocutori di queste campagne. Cioè… non credo che la mia ragazza si senta coinvolta o immedesimata da questa pubblicità.Nemmeno la giovane donna in carriera e manco la pin-up.Non c’è identificazione. Forse questa pubblicità intercetta di più fantasie maschili. Se così è, con quale risultato? resto dubbioso…

A questo punto devo pensare che l’unica leva su cui contano è la compiacenzaq di qualche giornalista che si presta a scrivere titoli idioti sul genere… “Campagna shock” e che fa a chiedere il parere al sindaco Iervolino sulla faccenda (come se Rosetta non avesse altro a cui pensare).  Ma campagna shock de che? de chi?


Pubblicità globale.

3 Novembre 2008

Si scrive BootB, si legge: prima “agenzia di pubblicità” in grado di coordinare le migliori creatività esistenti sul Pianeta.

Nata da una grandiosa intuizione di Ludovico Bancale BootB si propone come piattaforma atraverso la quale un’azienda di qualunque parte del mondo può pubblicare un brief dettagliato e dare il via ad una gara di abilità.

Descrizione dettagliata dei risultati che si vogliono ottenere e budget. Questi sono gli indizi iniziali. Per il resto libero sfogo alla voglia di cimentarsi di privati, agenzie e freelance.

Un’agenzia di pubblicità web 2.o che offre l’opportunità di superare  restrizioni geografiche e limite creativo connesso alla decisione di affidare per default il lavoro alla propria agenzia di riferimento.

Non è il primo esperimento di successo fatto in questa direzione. Già Zooppa e The Blog TV hanno intrapreso questo cammino. In questo senso, però, BootB si distingue grazie ad un prevalente orientamento B2B che ha come fine principale il Link tra azienda committente e agenzie di pubblicità.

” Tramite BootB – afferma Bancale in un’intervista rilasciata a Nova, inserto del Sole 24 Ore – tutti i creativi del Pianeta, ovunque si trovino, possono dare soluzione ai brief dei brand più prestigiosi e guadagnare in un giorno decine o addirittura centinaia di migliaia di euro”.


Indici di Gradimento

30 Luglio 2008
Riporto un articolo trovato sul blog The LGBT Crew:

Lesbiche e gay: come recepiamo la pubblicità?

Secondo un’indagine condotta negli USA la pubblicità su TV, Stampa e Web influenza diversamente le considerazioni d’acquisto di lesbiche e gay rispetto a quelle degli eterosessuali.

Anche se la percentuale maggiore di gay e lesbiche riscontra che la pubblicità mostra raramente le persone GLBT, le lesbiche ed i gay hanno una più alta tendenza che i non GLBT ad ammettere che le advs, specialmente quelle su tv o su magazines, possono motivarle per valutare la possibilità di comprare un prodotto pubblicizzato.

Per quanto concerne i magazines, ben il 21% si dice motivato all’acquisto dalle pubblicità mostrate rispetto al 16% degli etero.

Per gli spot televisivi, il 12% vs l’8% degli etero.

Secondo la Commercial Closet Association, più di un terzo delle aziende incluse nella Fortune 100 hanno sviluppato campagne di marketing e comunicazione che parlano a o includono le lesbiche ed i gay.

lo studio conferma che lesbiche e gay sono più propensi a rispondere ai messaggi pubblicitari, specialemente se questi sono sensibili e rispettosi dei loro bisogni e della loro identità.

Entrambi i gruppi lesbiche/gay e non-gay esprimono il disturbo generato dai pop-up.
Più significativamente, lesbiche e gay ritengono che le pubblicità su stampa e televisione forniscono “le informazioni che possono usare” (20% vs 15% dei etero).
Quasi un terzo (32%) dei gays e delle lesbiche pensa che gli annunci sui magazines siano informativi (vs 28% delgi etero).

Risposte simili all’utilità delle informazioni trovata on-line vengono date da entrambe i gruppi.

Lesbiche e gay sentono meno che i consumatori etero la pubblicità come “noiosa”.
Quasi la metà (47%) dei gays e delle lesbiche, inoltre, dichiara di credere maggiormente alle marche veicolate sui media gay, come i giornali o i periodici GLBT anche se il 23 per cento dei gay e delle lesbiche non è d’accordo con questa dichiarazione.


A corto di idee…

28 Luglio 2008

Gennaio 2008:

Ryanair ruba il marchio Sarkozy-Bruni e fa infuriare l’Eliseo. La compagnia aerea low-cost irlandense ha utilizzato una foto del presidente francese e della fidanzata per lanciare una nuova campagna pubblicitaria. L’immagine, in bianco e nero, è comparsa su Le Parisien e ritrae Nicolas e Carla sorridenti, sotto la scritta «Ryanair per tutte le occasioni». ( lastampa.it)

Febbraio 2008:

“La società di Michael O’Leary mette in pagina la foto di una straripante immondizia come nuova campagna shock. Paga le tasse! Non per i rifiuti ma per scappare via: la compagnia aerea irlandese, leader nel settore low-cost, ha pubblicato l’inserzione in verità, alcun riferimento ai luoghi.” (diregiovani.it)

Luglio 2008:

“Polemiche per l’ultima campagna pubblicitaria di Ryanair. La compagnia low-cost si è scagliata ancora una volta contro i presunti aiuti di stato ad Alitalia. Per farlo ha scelto di usare il leader leghista e ministro delle Riforme, Umberto Bossi. Il senatur è stato immortalato nell’home page italiana della compagnia mentre si scatena nell’ormai celebre gesto con il dito medio alzato contro l’inno italiano.” ( corriere.it)

Ok, ogni occasione è buona per fare comunicazione. Si sa che la comunicazione più scomoda e brutale è quella che spesso porta più visibilità e “buzz”. Esiste un limite o, almeno, dovrebbe esistere?

A lungo andare si rischia la monotonia. Comincio a pensare che qualcuno sia a corto di idee innovative.

Saluti.

F.