16 Ottobre 2008
fonte: pmi.it
L’article marketing è quella tecnica di pubblicazione di articoli divulgativi in appositi siti che ha il doppio
vantaggio di promuovere un’azienda e di rendere più visibile il sito Web aziendale nei motori di ricerca. Ecco come utilizzarla al meglio. Se pensate di “riciclare” i comunicati stampa per poterli inserire nei portali di article marketing, avete sbagliato in partenza. In Italia effettivamente ci sono siti che consentono l’invio di entrambi i tipi di comunicazione, previa la specificazione della categoria a cui appartengono. Ma articoli e comunicati stampa sono diversi: hanno target e scopi differenti.
L’article marketing si rivolge direttamente agli utenti finali. Certo, anche in questo caso ci può essere un giornalista o webmaster che filtra gli articoli che non rispettano le linee guida, ma quando si scrive, il focus sono i lettori. L’articolo ha il doppio scopo di dare un servizio informativo e quello di generare della link popularity, cioè di creare un link al proprio sito aziendale che provenga da altri siti di qualità, aumentando il valore agli occhi dei motori di ricerca e migliorando i posizionamenti nei risultati organici. L’article marketing esige l’esclusiva: ogni portale richiede un articolo inedito, questo per evitare i contenuti duplicati che sono visti in modo negativo dai motori di ricerca. Per attuare un buon piano di article marketing quindi bisogna selezionare con la massima cura il portale a cui inviare l’articolo (ce ne sono di generalisti e di specifici per ogni settore).
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15 Ottobre 2008
Quello che penso dell’affaire Galbani è che nessun consumatore corre alcun rischio di sorta. Io stesso sono
uno che negli ultimi anni è andato avanti a botta di Galbanino e Galbanetto. Non sono morto io, non vi sono casi di gente che si sente male a causa dell’incuria dell’azienda, non credo vi saranno casi di malori a causa delle etichette contraffatte. Quello che, a mio avviso, è stato più colpito da tutto questo inciucio all’italiana è il nome di questa ditta. Una delle più antiche d’Italia. Da oggi per un bel po’ non comprerò più Galbanini, Galbanetti e Galbanucci non perchè ritenga la mia salute in pericolo o similia ma semplicemente perchè mi sento preso in giro come consumatore e come cittadino, come destinatario di un messaggio ben preciso: “Galbani vuol dire fiducia“… ma fiducia un corno! Galbani se la deve riconquistare la mia fiducia e per farlo deve faticare! Il brand e la reputation che c’erano fino a ieri non ci sono più. E’ ostinatamente ottuso continuare a percorrerela strada vecchia, trovate qualcosa di nuovo, una new way per avvicinare la gente.
E’ uscito un comunicato che di peggio non potevano fare… completamente arroccato e sulla difensiva e per nulla esaustivob e persuasivo, tutto basato sui bei tempi che furono.
“la qualità dei nostri prodotti e la salute dei nostri consumatori sono da sempre obiettivi primari“, “i nostri prodotti sono assolutamente sicuri - continua il comunicato – dall’approvvigionamento delle materie prime fino alla distribuzione del prodotto al consumatore” (…) “i nostri 3.500 collaboratori, con il loro lavoro e la loro passione, portano ogni giorno nelle vostre case formaggi e salumi sani, buni e di qualità“ Dio Santo, ma se sono proprio alcuni di quei “3.5oo collaboratori” che vi hanno sputtanato?
La cosa più folle di tutte è che il comunicato finisce con il noto claim “Galbani vuol dire fiducia”. io ci avrei pensato un po’ di più prima di scrivere sta cosa.
Siamo in attesa delle prossime cartucce dell’ufficio marketing Galbani nella speranza che questo caso sia un altro di quei bellissimi case histories di crisis management che si leggono nei manuali e che finiscono tutti nel migliore dei modi. Lo spero per un brand Italiano che appartiene ad una di quelle categorie merceologiche in cui il nostro Paese non ha nulla da imparare, il Food.
Saluti,
F.
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