AssoComunicazione: nel 2009 mercato a -5,9%. Adv: -12,3%

1 Luglio 2009

In controtendenza internet (+9,3), ma la crescita rallenta. ‘Tiene’ il marketing di relazione. Nel 2010 un grande convegno per il rilancio della creatività italiana

AssoComunicazione: nel 2009 mercato a -5,9%. Adv: -12,3%

Due cifre danno il senso delle previsioni della ricerca sul mercato della comunicazione presentata ieri da AssoComunicazione: la contrazione del 5,9% del mercato a fine a anno e il calo dell’investimento media del 12,3%. “La crisi – ha commentato Diego Masi, presidente dell’associazione – da un lato fa rallentare gli investimenti e dall’altro provoca l’accelerazione di cambiamenti strutturali che erano già in atto in precedenza, in primis la crescita del digitale, non solo come media ma come strumento di marketing di relazione”. A margine del convegno, Masi ha sottolineato la volontà di intervenire sulle gare pubbliche “abbiamo appoggiato i ricorsi contro la Metropolitana Milanese”, confermando “la presentazione di disegno di legge a settembre”. Preannunciato anche un “grande convegno sulla creatività italiana a settembre 2010”.

fonte: pubblicitàitalia.it


Web Marketing: attenti alle facili illusioni

1 Luglio 2009

Realizzare strategie di web Marketing non e’ facile, ma vale la pena tentare, attenzione però alle facili illusioni.

Diciamolo subito, il web marketing funziona, e’ redditizio e a volte anche divertente, ma e’ web marketingnecessario soffermarsi su alcuni aspetti fondamentali per evitare di cadere in investimenti errati o azioni fuori misura. Occorre tener presente che le “regole generali del gioco” sul web non sono diverse dal mercato tradizionale, fatta eccezione che per due importanti fattori: 1) L’approccio. Grazie al web si e’ scoperto che e’ molto più efficace presentare un prodotto/servizio a diecimila clienti davvero interessati, che a dieci milioni di persone che invece pensano a tutt’altro. 2) Gli investimenti. Sono molto più contenuti rispetto a campagne tradizionali, sul web con poche migliaia di euro e’ possibile creare un tormentone e avviare una strategia marketing molto redditizia ed efficace. Allora in che cosa il web marketing resta uguale al mercato tradizionale? – La sostanza. Si sente spesso di gruppi su Facebook composti da migliaia di utenti, video su YouTube visionati milioni di volte, portali con innumerevoli accessi, ma… senza una vera sostanza alla base, si e’ solo perso tempo. Tutti questi numeri non valgono nulla se non fanno parte di una strategia precisa volta a “spingere” un vero prodotto, un vero servizio o un’azione di cross selling. Il web marketing e’ un mezzo per raggiungere un obiettivo ed a patto che lo scopo non sia esclusivamente “avere grandi numeri”, e’ prudente non farsi coinvolgere in una spasmodica ricerca di utenti fine a se stessa. – Know-how. A tutt’oggi “dinosauresche dirigenze” sono convinte che anche su internet occorrano investimenti milionari per ottenere risultati tangibili. Al contrario, la nuova scuola, gestita da “menti giovani”, sta dimostrando che investimenti oculati e del tutto monitorabili sono la giusta strategia per imporsi e scalare le vette del mondo online. Conoscenza e sostanza, nulla di nuovo insomma, ma con la novità che nel world wide web approcci ed investimenti sono alla portata di ogni mente brillante senza essere dei giganti multinazionali. Prepariamoci quindi a vedere sempre più Davide che sconfiggeranno Golia.

Gianluca Baggi | Direttore Generale eFiori.com

fonte: ilgiornale.it

Saluti

F.


Ecco l’auto dell’Ikea Una low cost da pubblicità

30 Marzo 2009

fonte: repubblica.it

autore: Vincenzo Borgomeo

Ikea entra nel mondo dell’auto low cost. La notizia, clamorosa, sta già facendo il giro del mondo perché l’annuncio èikea-auto ufficiale e perché, per l’occasione, è stato anche aperto un sito web all’indirizzo http://www.roulez-leko.com con tanto di conto alla rovescia per il debutto della macchina, per ora avvolta da un telo. Il problema è uno solo: la data del debutto è fissata in pratica per il primo aprile… Ma non si tratta di uno scherzo perché la macchina esiste davvero, anche se non sarà in vendita: l’idea è tutta della filiale francese dell’Ikea che per la prossima campagna pubblicitaria si appresta a lanciare proprio una vettura, simboleggiando così in quest’auto “del futuro” tutti i contenuti dei mobili Ikea.


Promozione del territorio, comunicazione interna e testimonial convenzionali

9 Gennaio 2009

Ho sempre pensato che un territorio che non comunica con i propri vanvitelli1abitanti lascia spazio a interpretazioni e chiavi di lettura a volte lontane dalle realtà.

Città come Napoli hanno un disperato bisogno di comunicare con in propri cittadini e far conoscere ciò che di buono si fa oltre a quanto esiste di negativo. Spesso non si considera che le notizie negative hanno gambe proprie corrono molto più veloci.

Ecco che rendere partecipe la popolazione dei processi di trasformzione in atto sul territorio diventa essenziale.

Restando sempre su Napoli e sulla Regione Campania, negli ultimi anni in questo territorio c’è stato il più massiccio investimento d’Italia in infrastrutture. La nuova metropolitana in corso d’opera (oltre ai svariati km già aperti al pubblico) quasi triplica la rete del trasporto su ferro della Regione.

E’ un’impresa enorme quella che bisogna compiere a Napoli per scavare i tunnel tra ritrovamenti archeologici, acqua che esce da tutte le parti e problemi vari.  Ma nessuno lo sa.

Il Palazzo delle Arti di Napoli (PAN), il Museo Archologico Virtuale (MAV) di Ercolano, il Tesoro di San Gennaro, il Museo d’Arte contemporanea Donna  Regina (MADRE)… (di sicuro sto dimenticando qualcosa…). Sono tutte iniziative culturali messe in piedi nel giro di pochi anni.

Insomma quello che voglio dire è che tutti i territori, quello campano in particolare, hanno problemi immensi. Ma è giusto mettere al corrente la gente di quanto accade sotto le proprie case. Altrimenti la sfiducia e il senso di incompiutezza si alimentano costantemente. Lo scatto di orgoglio nasce anche dalla sensazine che le cose cominciano a cambiare e migliorare.

Molto bella l’iniziativa di Claudio Velardi (Assessore al Turismo della Regione Campania) che, attraveso il suo blog ha attivato un dialogo diretto coi cittadini. Credo, però,  che affianco ad una buona comunicazione esterna sia necessaria un’opera di comunicazione interna rivolta alla città/regione. In questo senso è ottima l’idea di aprire il portale www.in-campania.it Immagino un momento in cui saranno gli stessi napoletani ad essere testimonial di questa città senza bisogno di ricorrere a madrine che ci raccontano  ”quant’è bell Napule…” ma vivono a Parigi.

Vi segnalo un sito internet da poco rinnovato. E’ il sito di bagnolifutura porta-del-parcoovvero la società che si sta occupando della riqualifica dell’area di Bagnoli. E’ un sito fatto molto bene che racconta quali trasformazioni nel giro di poco tempo ci saranno nel territorio. Ecco che scopro che nel giro di non molto tempo ci saranno degli Studios Televisivi, una clinica per tartarughe (credo che non ce ne siano molte in Italia), un polo tecnologico che ospiterà 80 aziende, un Parco dello Sport,  la già esistente Città della Scienza e un Parco Urbano sviluppato su 160 ettari di cui 33 di spiaggia. Il tutto a 1 km da casa mia e io non lo sapevo…

Bello il sito e belle tutte le iniziative che ci rendono partecipi.

Saluti.

F.


azione punitIVA

1 Dicembre 2008

Sembra davvero folle l’idea di raddoppiare l’aliquota IVA sulle pay-tv. Stavolta quelli di SKY hanno tutte lesky ragioni di questo mondo. Ormai la TV generalista non si può più guardare e molto spesso la copertura del segnale è carente. Non resta che affidarsi al satellite per poter guardare qualcosa di decente e dignitoso. Allora giustamente cosa si fa? Si penalizza uno dei settori economici che negli ultimi anni, in controtendenza alla crisi, ha continuato a crescere e creare posti di lavoro. Il rifugio di chi si concede una partita la domenica, non potendo andare allo stadio la domenica.

Perchè non aumentare le tasse sui SUV superingombranti o sulle superbarche superinquinanti?

Misteri tutti italiani.

Saluti

F.


La prima volta RAI

30 Novembre 2008

Simpaticissima l’idea della RAI di utilizzare una campagna di viral marketing per promuovere l’uscita della2 nuova fiction “Tutti pazzi per l’amore”. Una serie di video vedono i protagonisti (Emilio Solfrizzi, Stefania Rocca  e Neri marcorè) nelle vesti di improbabili vampiri o cowboys declinando il titolo originale della fiction in “Tutti sazi per amore” e “Tutti lazi per amore”.

E’ la prima volta che RAI utilizza il passaparola online per pubblicizzare un prodotto televisivo. Interessante l’esperimento.

Angelo Teodoli, vicedirettore vicario di Raiuno, ha spiegato all’Adnkronos: “Si tratta di una commedia brillante che dunque si presta anche più facilmente a le parodie. E poi quest’anno “Tutti pazzi per…” è stato un pò il tormentone di Raiuno, prima con lo show di Antonella Clerici “Tutti pazzi per le tele”, poi con questa fiction. Da qui l’idea di testare su questo prodotto il marketing virale, declinando i filmati dei protagonisti nei principali generi cinematografici. E naturalmente speriamo che la cosa non finisca qui e che gli stessi utenti decidano, come spesso accade nella rete, di proporre ulteriori versioni delle parodie. Noi siamo pronti ad accoglierli anche sul sito che Rai Net ha approntato per l’occasione.




Advertising 2.0: come valutare gli effetti?

14 Novembre 2008

Continuo a leggere articoli e analisi che cercano di fare un quadro sulla situazione contemporanea e suglinetwork scenari futuri dell’ Advertising e in particolare di quello on line.

Google news è inondato di previsioni rosee e di costanti incrementi di fatturato della pubblicità on line. Tutto questo va bene ed è anche fisiologico, nel momento in cui abbiamo di fronte a noi una media nuovo e un terreno per molti versi ancora inesplorato. La bellezza del web è la potenziale assenza di limite alle capacità e alla fantasia e sopratutto, visti i bassi costi di accesso, la possibilità concreta di sperimentare.

Quello che continuo a non capire è il perchè molti si ostinano a voler misurare fenomeni diversi con parametri uguali. Continuo a leggere che nonostate l’incremento di Facebook, Adwords è sempre il più forte.

Questo paragone è improponibile. AdWords è un sistema che ti permette di pubblicare un annuncio pubblicitario nell’esatto momento in cui un utente manifesta una volontà di acquisto o, almeno, un particolare interesse verso un oggetto o un segmento di mercato.

Il marketing sui socialnetworks agisce in modo nettamente diverso. Fare comunità attorno ad un prodotto, dibattere, raccogliere opinioni e informazioni è un’attività di fidelizzazione  e presentazione di un brand o prodotto che sia. Tutto questo vuol dire dare al prodotto una vita parallela con un’autonomia propria il cui ritorno non può essere valutato solo in termini di fatturato prodotto ma di brand awarness generata e di potenziali clienti attratti nel lungo periodo…

Nel mondo di Facebook i cartelloni pubblicitari virtuali in stile AdWord spesso non vengono nemmeno considerati. L’utente che accede non è mentalmente predisposto alla ricerca di contenuti.Cerca persone, stringe alleanza, amicizie, ritrova amici, cerca persone con passioni comuni. Ecco che il brand in questo senso esce dalla porta e può rientrare dalla finestra a patto che sia disposto a modificare la sua forma e accessibilità, che sia disposto ad essere oggetto della comunità, a partecipare alla vita del network e a condividerne prassi e rogole. Tutto questo non ha un valore/prezzo misurabile in pay per click.

Volagratis, motore di ricerca di voli low cost del gruppo Bravofly, ha da un po’ avviato una startegia di comunicazione che utilizza diverse piattaforme di socialnetworking ha recentemente creato una  fan page su Facebook. In piena prospettiva virale offrirà a tutti gli iscritti del suo gruppo un buono sconto al raggiungimento dei 2000 iscritti. Unica condizione il limite temporale. Far si che i propi utenti siano il veicolo stesso del messaggio e non il semplice destinatario. In questo senso il modello Facebook e AdWords potrebbero essere alleati e non concorrenti. Ecco un buon esempio di come Facebook possa essere sfruttato per il consolidamento della brand awareness all’interno di una strategia articolata di medio-lungo termine.

Saluti.

F.


Pubblicità globale.

3 Novembre 2008

Si scrive BootB, si legge: prima “agenzia di pubblicità” in grado di coordinare le migliori creatività esistenti sul Pianeta.

Nata da una grandiosa intuizione di Ludovico Bancale BootB si propone come piattaforma atraverso la quale un’azienda di qualunque parte del mondo può pubblicare un brief dettagliato e dare il via ad una gara di abilità.

Descrizione dettagliata dei risultati che si vogliono ottenere e budget. Questi sono gli indizi iniziali. Per il resto libero sfogo alla voglia di cimentarsi di privati, agenzie e freelance.

Un’agenzia di pubblicità web 2.o che offre l’opportunità di superare  restrizioni geografiche e limite creativo connesso alla decisione di affidare per default il lavoro alla propria agenzia di riferimento.

Non è il primo esperimento di successo fatto in questa direzione. Già Zooppa e The Blog TV hanno intrapreso questo cammino. In questo senso, però, BootB si distingue grazie ad un prevalente orientamento B2B che ha come fine principale il Link tra azienda committente e agenzie di pubblicità.

” Tramite BootB – afferma Bancale in un’intervista rilasciata a Nova, inserto del Sole 24 Ore – tutti i creativi del Pianeta, ovunque si trovino, possono dare soluzione ai brief dei brand più prestigiosi e guadagnare in un giorno decine o addirittura centinaia di migliaia di euro”.


Facebook e Videogame: la campagna elettorale di Obama.

31 Ottobre 2008

Il Brand Obama si aggiudica il prestigioso premio “Marketer of the year“.

Che i toni e la strategia della campagna elettorale di Barak Obama sono innovativi e inusuali rispetto alle consuetudini precedenti è cosa nota e palese. Io stesso ho già parlato di questo in precedenza.

A ratificare tutto questo arriva il premio Marketer of The Year assegnato il 20 ottobre a Barak Obama per la sua eccellente strategia di Marketing e per lo strepitoso uso che ha saputo fare del suo brand. Diciamoci la verità. Barak ormai è nelle case di tutti lo conoscono tutti e a sostenitori e avversari si presenta con una certa familiarità e simpatia. L’ultimo colpo l’ha messo a segno qualche sera fa con una presenza a reti unificate sui maggiorni network degli States in cui ha saputo fare di tutto. E’ stato amico, consolatore e presidente in pectore.

Ma ciò che è stato determinante per l’assegnazione di questo premio a Obama è stata l’attenzione insistente alle nuove tecnologie e ai nuovi media. Obama e il suo staff hanno capito che la partita si gioca li. Che su internet avrebbero incrociato quella fascia di elettori che probabilmente non avrebbe prestato attenzione ai media tradizionali.

Il vero terreno di scontro sono stati web 2.0, blog, Ipt video e social network. Sono 1.300 i video messi su YouTube e 15 i milioni di contatti generati dal canale internet. Lo staff di Obama è una macchina da guerra in termini di comunicazione: decine di giornalisti, operatori tecnici e informatici sono il cuore pulsante della Integrated Marketing Campaign di Obama. La web tv del cadidato democratico, BarakTV, è una fonte inesauribile di interventi, discorsi, commenti e spot. Documenti e stralci tratti dalla sua campagna sono disponibili online a tempo di record ( il tempo massimo è 19 minuti di differenza!!!), quasi in diretta.

Social network: su facebook obama ha 2 milion di supperters e il suo foundrising online gli ha garantito fondi tre volte maggiori di quelli a disposizione di Mc Cain.

Se Maometto non va alla montagna… ecco che Obama capisce che i giovanissimi sono una risorsa inesauribile e lui cosa fa? Product Placement: compra spazi pubblicitari all’interno di un videogioco prodotto dalla Criterion e il suo manifesto è in bella vista ai lati delle strade su cui sfrecciano le auto protagoniste del gioco.

La grande capacità di Obama è stata quella di intercettare la crescente attenzione che il pubblico americano rivolge ad Internet e alle sue forme più innovative. Secondo un recente studio targato Pew Internet & American Life Project il 46% degli americani ha utilizzato internet e email per tenersi informato sugli sviluppi della campagna elettorale, il 35% ha visto i discorsi e gli interventi su YouTube, il 10% ha utilizzato social network, in testa Facebook.

Saluti.

F.


Blog e socialntework: nuove opportunità per la pubblicità on line.

31 Ottobre 2008

Ancora in crescita la capacità dei blog di influenzare e orientare i consumi.

Canali pubblicitari ancora oggetto di uno studio di Jupiter Reserch. In particolare l’attenzione si posa sui canali “indiretti” e sui blog nello specifico. E’ in costante aumento la capacità di orientamento che i blog personali e aziendali esercitano sui consumatori che fanno abitualmente uso di internet per reperire informazioni perima di porcedere all’acquisto.

La ricerca, commissionata da BuzzLogic, monitora il comportamento di 2000 utenti online e paragona l’influenza che su questi ha la pubblicità a mezzo blog e quella veicolata su altri canali, socialnetwork ad esempio.

Il 50% del campione dichiara che gli utenti abituali dei blog cercano proprio qui le informazioni utili all’acquisto di un prodotto. Solo il 15% , però, è soddisfatto dalle informazioni e le considera affidabil. Sono ancora meno quelli che sostengono di fidarsi delle informazioni contenute all’interno di un post per comprare un determinato prodotto.

Ancora poco utilizzati i sistemi di advertising automatici presenti nei socialnetwork. E’ una minoranza, il 10%, quella che li utilizza e di questi solo il 4% afferma di trovarli interessanti o addirittura determinanti per procedere con l’acquisto del prodotto.

Alcune considerzioni:

BLOG: Se è vero che un blog spesso fornisce delle informazioni le cui fonti non  sono verificabili è anche vero che vi sono delle community di appassionati (penso all’informatica, ai motori…) di un determinato settore in cui vi sono fior fior di  cultori che fanno  interventi di altissimo livello. In perfetta ottica 2.0 frequentemente le bufale e le informazioni non attendibili vengono sbugiardate pubblicamente. Se questi blog in molti casi non fungono da impulso finale per l’acquisto certamente contribuiscono alla formazione di un’opinione e di una reputazione (vista dal punto di vista del produttore). Non è un caso che i produttori più lungimiranti offrono ai blogger  più noti la possibilità di provare i propri prodotti in anteprima.

SOCIALNETWORK: Diaciamoci la verità i socialnetwork sono un fenomeno trasversale da pochissimo tempo. Facebook ha visto triplicare i propri iscritt nella rete “italia” solo nelle ultime sei settimane. Fino a qualche tempo fa gli utenti di Xing (ex neurona), LinkedIN, Facebook e similia erano pochi e accomunati dalla volontà di trovare persone con elementi in comune, per lo più elemanti di carattere professionale. Ora che il socialnetwork è un fenomeno di massa è certamente una realtà appetibile da un punto di vista pubblicitario. E’ riduttivo però considerarli solo in virtù dei banner statici che si trovano ai lati della pagina. Il socialnetwork è bello perchè forma comunità e le comunità si formano anche attorno ad un prodotto. Linux, Nutella, Birre varie, Ducati, Mac, Vista… sono tutti gruppi già esistenti su facebook,  ad esempio.

Ecco che la valutazione della portata di un socialnetwork dovrebbe tener presente anche degli effetti indiretti delle comunità interne. In questo modo, a mio avviso, il socialnetwork si colloca a metà strada tra il banner e il blog.

Saluti.

F.


Design: nuova veste grafica per il Packaging Mc Donald’s

30 Ottobre 2008

Nei prossimi giorni McDonald’s introdurrà confezioni globali di ultima generazione, che saranno oggetto della presentazione più completa nella storia del marchio. Tutti i 118 Paesi serviti da McDonald’s saranno interessati da questa introduzione nel corso dei prossimi due anni, al fine di porre sotto i riflettori la tradizione di qualità del marchio, mettendola direttamente nelle mani dei consumatori: circa 56 milioni ogni giorno.

Attraverso un mix di testi accattivanti e immagini vivaci, le nuove confezioni presenteranno gli ingredienti e gli alimenti di elevata qualità preparati da McDonald’s. Queste nuove confezioni globali saranno predisposte conformemente in tutto il mondo, arricchite da grafica e tecnica fotografica all’avanguardia e da contenuti in grado di raccontare una storia, con o senza parole. Ha commentato Mary Dillon, Global Chief Marketing Officer di McDonald’s: “Le nostre nuove confezioni rappresentano un modo giovane per condividere la tradizione alimentare di alta qualità di McDonald’s con i nostri clienti. Più cose i nostri clienti sapranno dei nostri cibi, più impareranno ad amarli”.

Pur rappresentando una scelta globale, la confezione sarà realizzata in modo sufficientemente flessibile da garantirne la resa in 21 lingue e, al tempo stesso, da consentire la condivisione di storie relative alla qualità degli ingredienti McDonald’s in un modo che risulti localmente adeguato per i consumatori di tutto il mondo. La nuova confezione McDonald’s sarà presentata inizialmente in Regno Unito, Irlanda e Stati Uniti, con una presentazione che proseguirà su scala mondiale fino al 2010. La nuova confezione di McDonald’s è stata sviluppata da Boxer, società controllata da The Marketing Store Worldwide, con sede a Birmingham, Regno Unito. Boxer, inoltre, ha curato per McDonald’s l’innovativa grafica delle confezioni “i’m lovin’ it” e il design dell’iniziativa Global Casting Call.

fonte: affaritaliani.it

Saluti.

F.


Il cielo sopra Pescara.

28 Ottobre 2008

Accade a Pescara.

Un palloncino strano, un UFO, insomma qualcosa di strano. Beh certo non è da tutti aprire la finestra e vedere sopra la propria città svolazzare oggetti strani e non meglio identificati. Via… spazio alla fantasia e alle molteplici interpretazioni, chi più ne ha più ne metta.

I più zelanti hanno anche telefonato al quotidiano locale per capirci meglio e per “passare” la notizia. Insomma teniamo d’occhio la situazione che qui non si sa nulla. Va a finire che uno di questi oggetti strani si avvicina finalmente il suolo ma durante la manovra di atterraggio si impiglia fra i rami di un albero…

Ne analizziamo la composizione con cautela nel timore che qualche forma di vita aliena fuoriesca da questo involucro bianco mandato dal cielo. Dalle prime analisi ci rendiamo conto che l’oggetto è inabitato ma, sopratutto, è innocuo. Trattasi di massa al momento amorfe principalmente costituita da schiuma.

Scattano le indagini e in poco tempo ll’allarme rientra e giungiamo ad una spiegazione concreta: siamo davanti ad un evidente caso di Flogos. Cos’è un Flogo? E’ la nuova frontiera della pubblicità aerea. Altro non è che la schiumosa riproduzione di una determinata figura o brand, o scritta o quello che vuoi. Il tutto è fatto con l’utilizzo di gas leggeri come l’elio (hai presente quel gas che quando lo ingoi come un idiota ti fa fare la voce tipo ciribiribì Kodak…) che permettono di fare svolazzare la forma.

Beh forse è molto più economico ed ecologico del noleggiare un aereo per far svolazzare il proprio brand su e giù per le spiagge…

Saluti.

F.


Strategie di comunicazione elettorale

18 Ottobre 2008

Che la campagna elettorale di Barak Obama sia decisamente superiore in termini di comunicazione e di efficacia è ormai un dato indiscusso. L’utilizzo che Obamaf a della sua immagine, del suo rapporto con gli elettori, della comunicazione on line, delle newsletter e dei social network. In questo gioca certamente a suo favore l’età, l’scendente che esercita nei confronti delle nuove generazioni e il diffuso disappunto verso molte scelte fatte dall’amministrazione Bush. Tutti i duelli televisivi si sono conclusi a suo favore. E’ tutto ancora da decidere e nulla è ancora scritto.

Vi sottolineo una cosa del suo sito che a mio avviso è una trovata davvero geniale.

Come molti sanno  queste ultime giornate di campagna elettorale per la presidenza USA si sta svolgendo attorno al tema delle tasse (tema che in tempo di elezioni ha sempre molto appeal… :-) ) . Inutile dilungarsi sulle accuse reciproche che i due candidati si sono lanciati a proposito di quale fosse il piano fiscale più efficace.

Ecco che sul sito di Obama esce un fatastico pannello che in tempo reale, in base alla tua fascia di reddito, ti calcola quanto andresti a risparmiare se ad essere eletto fosse il candidato democratico e quanto andresti a risparmiare col piano McCain.

Una strategia di comunicazione concreta e interessante che mira a convincere sul campo gli elettori indecisi e, in questo momento più che mai, sensibili alla situazione economica generale e in particolare all’andamento dei propri bilanci familiari.


Perchè Galbani Voleva dire Fiducia

15 Ottobre 2008

Quello che penso dell’affaire Galbani è che nessun consumatore corre alcun rischio di sorta. Io stesso sono uno che negli ultimi anni è andato avanti a botta di Galbanino e Galbanetto. Non sono morto io, non vi sono casi di gente che si sente male a causa dell’incuria dell’azienda, non credo vi saranno casi di malori a causa delle etichette contraffatte. Quello che, a mio avviso, è stato più colpito da tutto questo inciucio all’italiana è il nome di questa ditta. Una delle più antiche d’Italia. Da oggi per un bel po’ non comprerò più Galbanini, Galbanetti e Galbanucci non perchè ritenga la mia salute in pericolo o similia ma semplicemente perchè mi sento preso in giro come consumatore e come cittadino, come destinatario di un messaggio ben preciso: “Galbani vuol dire fiducia“… ma fiducia un corno! Galbani se la deve riconquistare la mia fiducia e per farlo deve faticare! Il brand e la reputation che c’erano fino a ieri non ci sono più. E’ ostinatamente ottuso continuare a percorrerela strada vecchia, trovate qualcosa di nuovo, una new way per avvicinare la gente.

E’ uscito un comunicato che di peggio non potevano fare… completamente arroccato e sulla difensiva e per nulla esaustivob e persuasivo, tutto basato sui bei tempi che furono.

la qualità dei nostri prodotti e la salute dei nostri consumatori sono da sempre obiettivi primari“, “i nostri prodotti sono assolutamente sicuri - continua il comunicato – dall’approvvigionamento delle materie prime fino alla distribuzione del prodotto al consumatore” (…) “i nostri 3.500 collaboratori, con il loro lavoro e la loro passione, portano ogni giorno nelle vostre case formaggi e salumi sani, buni e di qualità“   Dio Santo, ma se sono proprio alcuni di quei “3.5oo collaboratori” che vi hanno sputtanato?

La cosa più folle di tutte è che il comunicato finisce con il noto claim “Galbani vuol dire fiducia”. io ci avrei pensato un po’ di più prima di scrivere sta cosa.

Siamo in attesa delle prossime cartucce dell’ufficio marketing Galbani nella speranza che questo caso sia un altro di quei bellissimi case histories di crisis management che si leggono nei manuali e che finiscono tutti nel migliore dei modi. Lo spero per un brand Italiano che appartiene ad una di quelle categorie merceologiche in cui il nostro Paese non ha nulla da imparare, il Food.

Saluti,

F.


Romeni brava gente

8 Ottobre 2008

“Per capire un popolo devi conoscere la sua gente”. E’ questo che il governo romeno dice agli italiani e lo fa con una campagna di informazione pensata per mostrare che i romeni non sono solo quelli che finiscono sulle pagine dei giornali per fatti di cronaca.

“Romania, piacere di conoscerti” prevede eventi, spot pubblicitari su giornali e tv e l’apertura di un portale su internet, tutto finalizzato a “migliorare la reciproca intesa e il grado di vicinanza tra italiani e romeni” e “offrire visibilità al processo di integrazione della comunità romena che vive in Italia”.

L’iniziativa è stata presentata a Roma dal ministro per il Turismo e il Commercio, Ovidiu Silaghi, e dall’ambasciatore romeno in Italia, Razvan Rusu. “Le ricerche condotte nell’ultimo anno dal nostro governo – hanno spiegato – hanno evidenziato che la diminuzione della tolleranza degli italiani nei confronti degli stranieri è prevalentemente generata dai comportamenti illegali di questi ultimi”. Gran parte di questa intolleranza, secondo i rappresentanti del governo romeno, si deve alle notizie riportate dai mezzi di comunicazione, perciò si è pensato di far vedere com’è la comunità romena che vive in Italia.


A voi comunicare

7 Ottobre 2008

Diritti umani, fame nel mondo. Interviste e videochat con personaggi di spessore internazionale e notoriamente impegnati sul fronte dei diritti civili e del sostegno ai paesi del Terzo mondo.

Tutto è cominciato con la pubblicazione sui maggiorni quotidiani nazionali del testo integrale di un famosissimo discorso di Gandhi. Era il giorno di ferragosto. Tutto continua su www.avoicomunicare.it il blog di Telecom Italia realizzato in collaborazione con i ragazzi di Itaka, un’associazione di studenti della Luiss di Roma.  Un’iniziativa nata con lo scopo di creare uno spazio di dibattito sul valore della comunicazione al giorno d’oggi.

Una buona mossa da un punto di vista di strategie di comunicazione, finalizzata alla riconquista di popolarità presso gli utenti internet, in particolare presso gli smanettoni ben informati che hanno seguono on line le vicende di Grillo e della sua battaglia sulla “democratizzazione” della banda e di conseguenza dell’accesso all’informazione.

Accanto a questa piccola cattiveria c’è anche da ammettere che da tempo Telecom Italia associa il proprio nome ad iniziative di solidarietà e promozione culturale attraverso la propria fondazione Progetto Italia .

Saluti

F.


Il frutto di un’autentica Bufala

16 Settembre 2008

Fonte marketingeinnovazione.it :


Bufalat è il primo latte di bufala 100% campano nato per essere bevuto, ideale per l´alimentazione a tutte le età grazie al suo prezioso apporto di fattori nutritivi ed alla sua estrema digeribilità. Bufalat rispetto al latte di bufala appena munto viene sottoposto ad un particolare processo produttivo che lo rende facilmente digeribile e lo priva della parte grassa, facendo si che il prodotto risultante contenga solo i fattori nutritivi più preziosi per la nostra alimentazione e conservi il suo particolare gusto.

Fonte: Studio Grassi

“Bufalat, un esempio di “vero” marketing caseario

Ebbene si, dobbiamo ammetterlo ci siamo presi gioco di voi. La verità è che Bufalat, il latte di bufala da bere, non esiste. Non esiste neppure una “Fattoria Garassi” con sede a San Nicola La Strada in provincia di Caserta.
Il nostro è stato un puro gioco a scopo “formativo-esplorativo”, abbiamo voluto vedere cosa sarebbe successo mettendo in piedi un’azienda, un marchio ed un prodotto impiegando le nostre uniche armi a disposizione, creatività unita alla forza divulgativa di internet.

Per chi si fosse imbattuto per la prima volta in questo marchio, Bufalat appunto, deve sapere che a metà aprile sulle principali testate giornalistiche online dedicate al mondo del marketing e della pubblicità, si annunciava la partenza di una campagna pubblicitaria ad opera di una non ben identificata “Fattoria Garassi”.


L’obiettivo della campagna era quello di promuovere in tutta Italia il proprio prodotto di punta, un latte di bufala campano da bere, il primo e forse unico latte di bufala destinato alla alimentazione umana.

Chi non è molto addentrato nelle questioni lattiero-casearee, non sa che il latte di bufala non può essere essere bevuto, ma può soltanto essere destinato alla produzione della famosa mozzarella. Visti i risultati, quest’ultimo dettaglio sembra non essere stato particolarmente rilevante, poiché la campagna è stata presa per autentica ed il prodotto è stato perfino inserito sul sito marketingedinnovazione.it, in quanto prodotto particolarmente innovativo. Ed almeno sulla carta lo era, sia perché prometteva di essere una valida alternativa al latte di mucca o a quello più moderno di soia, sia perché veniva realizzato nel pieno rispetto dell’ambiente, attraveso un’attenta gestione dei rifiuti prodotti durante il ciclo produttivo.


Cosa di non poco conto visto che le aziende della filiera casearia e bufalina non hanno passato un bel periodo fino a qualche mese fa a causa, prima della emergenza rifiuti e poi dello scandalo diossina. Tra i siti che più hanno seguito da vicino la vicenda “Bufalat” c’è stato “salviamolabufalacampana.blogspot.com”, che avendo come obiettivo editoriale quello di segnalare tutte le notizie riguardanti lo scandalo legato alle presunte tracce di diossina rinvenute nel latte di bufala di alcuni allevamenti campani, è stato ovviamente il primo a segnalare il lancio sul mercato di Bufalat, che faceva del rispetto dell’ambiente il suo vero punto di forza.

Peccato che lo stesso sito “salviamolabufalacampana.blogspot.com”, lo abbiamo creato noi, ci serviva infatti l’appoggio di un blogger autorevole e del settore che avrebbe dovuto fare da cassa da risonanza sul web per la nostra campagna.
Al di là della segnalazione della nostra campagna su testate come, pubblicità italia, pubblico, Today ed Adv express, anche oltre oceano la nostra iniziativa non è passata inosservata ed il blog Adfreak non ha rinunciato a modo suo a recensirci.

Per chi volesse approfondire non possiamo che invitarlo a visitare il sito ufficiale della Fattoria Garassi, www.fattoriagarassi.com ed il blog salviamolabufalacampana.blogspot.com”


Questione di Nome

9 Settembre 2008

Riporto per intero un articolo di Danilo Denotti apparso su MyMarketing.net.

Si tratta di un’interessante analisi del nome di un prodotto di largo consumo: Cif Actifiz.

Spesso l’attività di naming (vedi glossario) risulta essere determinante per la riuscita della campagna pubblicitaria di un prodotto.

Buona lettura

F.

CIF ACTIFIZZ: pulito onomatopeico

3/9/2008

Come fare a battezzare un prodotto innovativo, coniugando un approccio creativocon la necessità di avere un nome descrittivo e al contempo mantenere una brand equity storica come quella di Unilever Cif? È stata questa la sfida che Nomen ha affrontato per il processo di naming del nuovo spray Cif. Alla base del percorso ci sono stati il concept e la portata del progetto: “presentare sul mercato internazionale il primo detergente per la casa dotato di una tecnologia effervescente, ovvero una schiuma adatta a rimuovere lo sporco quotidiano”, da cui è stato affinato il ragionamento strategico che ha dato il via alla corsa creativa.
Visualizzando il prodotto come un triangolo equilatero tre sono i lati concettuali che dovevano definire il perimetro comunicativo del nome:

- la destinazione d’uso: ovvero il concetto di multi
- la peculiarità del prodotto: ovvero l’effervescenza
- la modalità d’uso: ovvero la quotidianità, la facilità e la velocità

Actifizz è la parola che geometricamente rappresenta l’area di quel triangolo perché è un nome che si pronuncia in un attimo e che racchiude i 3 concetti fondamentali. Vediamo il perché. La morfologia della parola è la combinazione in un unico termine della radice ‘–acti’ con il sostantivo inglese ‘fizz’ (effervescenza). Un’equazione che permette al nuovo brand un’ampia forza semantica. ‘Acti’ rimanda al concetto di azione immediatamente attiva in modo comprensibile e pronunciabile a livello internazionale. In più permette di non etichettare il prodotto come efficace per un solo tipo di sporco, sottolineandone perciò una modalità d’uso multi. ‘Fizz’ descrive invece in modo preciso la peculiarità del prodotto. E sebbene nei paesi in cui non è una parola di dizionario (come in Italia) ‘fizz’ rimane il termine chiave, perché riproduce a livello onomatopeico l’azione effervescente dello spray.

La chiave di lettura fono-semantica di Actifizz permette anche un ulteriore grado di forza comunicativa al nome. La velocità e la facilità di lettura, pronuncia e comprensione diventano simbolo di immediatezza e semplicità d’uso del prodotto su ogni tipo di sporco con cui si ha a che fare nel quotidiano.

La forza del nome è stata dimostrata anche dalla comunicazione pubblicitaria, che è riuscita a fare tesoro delle potenzialità tematiche e sonore, creando il claim “via lo sporco in un fizz”.”



Toyota sul piede di… Guerrilla

3 Agosto 2008

Per spianare la strada alla prossima nata,  iQ che arriverà nelle concessionarie nella primavera del 2009, Toyota ha pensato ad un’iniziativa estiva messa su nelle principali città italiane.

Gli uomini Toyota girano per strada e piazzano messaggi sulle auto in sosta.

Focus della campagna sono le misure della microcar . L’affondo è chiaramente diretto a Smart che offre due posti in meno a parità di misure.

“La tua auto è lunga xxx centimetri. Per parcheggiare più facilmente, accorciala”. Gli addetti Toyota scrivono nello spazio bianco la lunghezza della tua vettura.


Indici di Gradimento

30 Luglio 2008
Riporto un articolo trovato sul blog The LGBT Crew:

Lesbiche e gay: come recepiamo la pubblicità?

Secondo un’indagine condotta negli USA la pubblicità su TV, Stampa e Web influenza diversamente le considerazioni d’acquisto di lesbiche e gay rispetto a quelle degli eterosessuali.

Anche se la percentuale maggiore di gay e lesbiche riscontra che la pubblicità mostra raramente le persone GLBT, le lesbiche ed i gay hanno una più alta tendenza che i non GLBT ad ammettere che le advs, specialmente quelle su tv o su magazines, possono motivarle per valutare la possibilità di comprare un prodotto pubblicizzato.

Per quanto concerne i magazines, ben il 21% si dice motivato all’acquisto dalle pubblicità mostrate rispetto al 16% degli etero.

Per gli spot televisivi, il 12% vs l’8% degli etero.

Secondo la Commercial Closet Association, più di un terzo delle aziende incluse nella Fortune 100 hanno sviluppato campagne di marketing e comunicazione che parlano a o includono le lesbiche ed i gay.

lo studio conferma che lesbiche e gay sono più propensi a rispondere ai messaggi pubblicitari, specialemente se questi sono sensibili e rispettosi dei loro bisogni e della loro identità.

Entrambi i gruppi lesbiche/gay e non-gay esprimono il disturbo generato dai pop-up.
Più significativamente, lesbiche e gay ritengono che le pubblicità su stampa e televisione forniscono “le informazioni che possono usare” (20% vs 15% dei etero).
Quasi un terzo (32%) dei gays e delle lesbiche pensa che gli annunci sui magazines siano informativi (vs 28% delgi etero).

Risposte simili all’utilità delle informazioni trovata on-line vengono date da entrambe i gruppi.

Lesbiche e gay sentono meno che i consumatori etero la pubblicità come “noiosa”.
Quasi la metà (47%) dei gays e delle lesbiche, inoltre, dichiara di credere maggiormente alle marche veicolate sui media gay, come i giornali o i periodici GLBT anche se il 23 per cento dei gay e delle lesbiche non è d’accordo con questa dichiarazione.


Restyling estivi

29 Luglio 2008

Carta Scottex arriva nelle sue nuove vesti

Kimberly-Clark si rifà il look. Il gruppo inglese cambia la visual identity del marchio di carta igienica Scottex con un packaging più chiaro ed esplicativo, che mette il cagnolino Scotty, simbolo del brand, al centro della comunicazione e dà una maggiore visibilità a scaffale all’intera gamma di prodotti.

La nuova identità visuale di Scottex mette in primo piano il legame fortissimo tra il brand e il cucciolo di labrador, icona storica del marchio, e gioca su tre fattori fondamentali: Scotty diventa protagonista del pacco e acquisisce un ruolo esplicativo per il consumatore, il logo cambia con un lettering più giovane, e il packaging, rinnovato nella grafica, viene declinato in tre toni cromatici ben distinti per rendere immediatamente riconoscibili le varianti – Tradizionale, Salvaspazio e Maxirotolo.

“Il nuovo look di Scottex non è semplicemente un restyling del packaging ma il risultato di una strategia volta a definire una più chiara ed distinta identità di marca, che consente una visibilità a scaffale maggiore e aumenta la riconoscibilità del prodotto – commenta Roberta Campio, Marketing Director Family Care in Kimberly-Clark Italia. – Il 51% delle famiglie italiane sceglie Scottex: questo dato evidenzia in modo chiaro  il legame di fedeltà e fiducia nei confronti del marchio.”

A partire da luglio sugli scaffali della GDO si potranno trovare i nuovi pacchi di Scottex tradizionale dalla sfumatura di colore rosa chiaro con Scotty che gioca con il rotolo; di Scottex Salvaspazio, caratterizzato da un pacco fucsia, che vedrà il cucciolo di Labrador intento a schiacciare il rotolo per renderlo Salvaspazio. Sul pacco azzurro di Scottex Maxirotolo, infine, Scotty sarà impegnato in uno dei suoi giochi preferiti, srotolare l’extralunghezza del rotolo massima durata di Scottex. Su tutti e tre i pacchi ci sarà il nuovo logo con un nuovo font in bold type su sfondo bianco, più visibile rispetto al colore di sfondo della confezione, che permetterà un’istantanea identificazione prodotti del brand Scottex.

Come sui pacchi, il Labrador Scotty sarà protagonista anche del piano di lancio della nuova identità visuale della gamma Scottex carta igienica che si articolerà in una campagna stampa sui principali magazine rivolti al grande pubblico, iniziative di PR e attività sul punto vendita, con materiali per aumentare la visibilità a scaffale dei nuovi pacchi e gift alle casse.  ( affaritaliani.it )


A corto di idee…

28 Luglio 2008

Gennaio 2008:

Ryanair ruba il marchio Sarkozy-Bruni e fa infuriare l’Eliseo. La compagnia aerea low-cost irlandense ha utilizzato una foto del presidente francese e della fidanzata per lanciare una nuova campagna pubblicitaria. L’immagine, in bianco e nero, è comparsa su Le Parisien e ritrae Nicolas e Carla sorridenti, sotto la scritta «Ryanair per tutte le occasioni». ( lastampa.it)

Febbraio 2008:

“La società di Michael O’Leary mette in pagina la foto di una straripante immondizia come nuova campagna shock. Paga le tasse! Non per i rifiuti ma per scappare via: la compagnia aerea irlandese, leader nel settore low-cost, ha pubblicato l’inserzione in verità, alcun riferimento ai luoghi.” (diregiovani.it)

Luglio 2008:

“Polemiche per l’ultima campagna pubblicitaria di Ryanair. La compagnia low-cost si è scagliata ancora una volta contro i presunti aiuti di stato ad Alitalia. Per farlo ha scelto di usare il leader leghista e ministro delle Riforme, Umberto Bossi. Il senatur è stato immortalato nell’home page italiana della compagnia mentre si scatena nell’ormai celebre gesto con il dito medio alzato contro l’inno italiano.” ( corriere.it)

Ok, ogni occasione è buona per fare comunicazione. Si sa che la comunicazione più scomoda e brutale è quella che spesso porta più visibilità e “buzz”. Esiste un limite o, almeno, dovrebbe esistere?

A lungo andare si rischia la monotonia. Comincio a pensare che qualcuno sia a corto di idee innovative.

Saluti.

F.


Employer Branding

23 Luglio 2008

Ho appena finito di leggere Management delle Risorse Umane (Daniele Boldizzoni, ed. Sole 24 Ore).

Un testo interessante e ben articolato che affronta la questione delle risorse umane e della loro gestione sotto diversi punti di vista. Risorse Umane come valore competitivo di aziende che operano in mercati sempre più esasperati. Risorse umane come il vero forziere, l’asso nella manica dell’azienda. Risorse umane che sono il vero fattore che fa la differenza. Cose molto belle e molto vere… se solo fosero implementate dalle nostre aziende.

Ad ogni modo non è bene fare di tutta un’erba un fascio. E’ bene fare una riflessione sensata con numeri alla mano. Perchè le aziende considerate i “great place to work” sono le aziende con la migliore redditività al momento? sono anche quelle che godono di fama migliore. E se non sbaglio sono anche quelle con un basso tasso di turnover e un alto tasso di retention

Ormai è un dato di fatto. Far parlare bene della propria azienda è una leva strategica nella costruzione della brand reputation e chi meglio dei dipendenti può essere un real testimonial dei valori, della lealtà e della consuetudine dell’azienda in cui lavora? Perchè non fare in modo che i propri dipendenti vadano al lavoro col sorriso sulle labbra, certi di recarsi in un posto in cui possono essere a proprio agio, in cui si sentono a casa?

Marketing interno. Di questo parla Boldizzoni nel suo libro. Una sezione della macro-strategia di comunicazione aziendale interamente dedicata ai propri dipendenti, visti come “clienti interni“, soggetti a cui rivolgere le stesse attenzioni che vengono dedicate al mercato esterno.

Sono diverse le aziende che hanno capito questa cosa e investono tempo e risorse a “coccolare” i propri testimonial. Potrei stare qui ad elencare le più grandi, le più belle: Google Italia, Ferrari ( che sta sviluppando un ampio piano di employer branding e migliora continuamente la qualità dei propri ambienti di lavoro).

Vi consiglio invece di visitare il sito di un’azienda che per il secodo anno si colloca nei primi posti della classifica Great Place to Work, Elica SpA. Un’azienda che percorre questa strada da tempo e che raccoglie i frutti di questa politica in termini di fatturato e di espansione. Un’azienda che produce impianti d’aspirazione (settore che non offre grandi visibilità se interpretato in maniera tradizionale) che ha saputo fare della propria etica comportamentale il proprio cavallo di battaglia e il volano per far decollare la propria visibilità. Beh… complimenti!!!

Le considerazioni potrebbero essere tante e varie. Troppo spesso i dipendenti vengono considerati una fonte di costi e peso per le aziende. Sempre più spesso i dipendenti, quelli formati, incentivati e motivati sono la vera catapulta aziendale… chi vivrà vedrà!

Saluti.

F.


Post Europei

17 Luglio 2008

Retrospettiva europea.

Cercando di non pensare all’epilogo del nostro europeo godetevi alcune immagini della campagna di ambient marketing con cui Adidas ha ravvivato le viennesi strade .                                                          (immagini prese da www.ninjamarketing.it)

La famosissima ruota panoramica, il Prater, diventa un poliportiere

Historisches Museum: ingresso con accoglienza anomala.

Scarpe rappresentanti tutte le squadre… in attesa di una scarpiera all’altezza della situazione!


AutoDesign

16 Luglio 2008

714 palline si sono date appuntemento a Monaco di Baviera per animare una fantastica installazione. Hanno deciso di svolazzare per aria fino a comporre l’immagine di un’automobile. Il tutto sotto una regia di tutto rispetto: BMW.  Se passate da quelle parti potete vedere quest’opera al BMW Museum.


Buone notizie dal mondo

7 Luglio 2008

Leo è tornato!

Cominciamo dalla fine.

Per fortuna Leo è tornato a casa. Ne da felicemente notizia il blog del suo padrone.

Sono venuto a conoscenza della scomparsa del docile felino mentre mi trovavo a Napoli. Leggo su un palo della luce un volantino che invitava tutti a collegarsi al blog di cui sopra per fornire ogni eventuale informazione su questo povero leopardo smarrito. Accorato l’appello del proprietario.

Insospettito dal singolare annuncio ho seguito le vicende di Leo e del suo padrone, le varie segnalazioni di avvistamenti sempre più convinto che di pubblicità si trattasse. Molti blog di marketing e comunicazione che parlavano di Leo ma quasi nessuno era riuscito a capire quale prodotto si stesse cercando di promuovere…

Quando è tornato Leo abbiamo svelato il mistero e, contenti del ritrovamento, ci siamo goduti lo spot della nuova Jeep.

Potrei stare un’ora a raccontarvi le invezioni simpatiche di questo blog e di questa campagna, le reazioni dei lettori incuriositi, di chi chiedeva informazioni su Leo, di chi ha segnalato avvistamenti e di chi lo ha incontrato in metro ma fate prima a leggere i vari post, ne vale la pena e si possono trarre diversi spunti.

Saluti

F.


Un tocco di verde

4 Luglio 2008

Ecomarketing: il vantaggio di rinverdire un Brand

Riprendo un argomento trattato qualche tempo fa nel blog         marketingroutes (lettura vivamente consigliata).

 Data per assodata la ormai ampia consapevolezza dei consumatori occidentali in tema di ambiente, eco-compatibilità e inquinamento  molti brand puntano sulla comunicazione “verde” in senso vario.

C’è chi addirittura sostiene che è importante mettere una spruzzatina di verde in fase di restyling dei propri loghi… e nelle proprie azioni.

Una volta che avete deciso di intraprendere una green way beh… non dimenticate di comunicarlo. Attivate il vostro ufficio marketing affinche comunichi in maniera naturale che state cambiando colore, cosa rassicurante per chi vi corconda,a meno che non siate l’Incredibile Hulk.

Ecco che a questo punto arriva un simpatico decalogo per comunicare la propria eco-compatibilità che individua due grandi aree : interna ed esterna.

I “punti verdi” sono sintetizzabili in “interni“:

  1. Riciclare in azienda
  2. Incoraggiare i propri dipendenti all’utilizzo di mezzi pubblici o ai mezzi non inquinanti
  3. Le risorse hardware a basso impatto
  4. Linee guida aziendali per i dipendenti (rispetto dell’ambiente, attenzione allo spreco di fogli etc)
  5. Linee guida per i partner

ed “esterni“:

  1. Community engagement: stimolare i propri utenti ad essere “green”
  2. Community partecipation: supportare le attività e le organizzazioni attive nella salvaguardia dell’ambiente
  3. Scegliere un “aspetto” da sostenere
  4. Vantaggio competitivo verso i propri utenti e concorrenti
  5. Partnership con entità attive nella tutela ambientale

Forse è per questo che il buon Steve Jobs, dopo che Apple ha subito valanghe di critiche per il suo atteggiamento eco-menefreghista , ha deciso di far diventare la sua Mela più verde. Inoltre ha deciso anche di confezionare il suo ultimo nato I-Phone in un packaging biodegradabile. Speriamo sia la volta buona.

Saluti.

F.


brand, facci sognare! conversazioni al sole di luglio.

3 Luglio 2008

Oggi pomeriggio (un caldo infernale!!!) ho incontrato Luciano, un mio amico. Uno dei tecnici più creativi che abbia mai consciuto. Una conversazione con Luciano difficilmente si conclude senza aver partorito qualche nuovo spunto.

Beh insomma, reduce dalla sua trasferta milanese Luciano mi racconta di una persona molto competente di Comunicazione che sostiene che la strada da percorrere in questo momento sia il Marketing di prodotto. La sostanza di questa teoria è che la gente in questo momento vuole risparmiare e che cerca i prodotti che meglio si avvicinano a questa esigenza, punto e basta. Basta con questi brand che che fanno comunicazione generica , bisogna spingere sui prodotti e attrarre clienti. Bisogna applicare prezzi bassi, la GDO parte a manetta con operazioni di questo tipo la gente corre, i margini si riducono… i prezzi si abbassano, i margini si devono ridurre e quindi bisogna spingere sempre più sui prodotti…

Diciamo che questa visione in un primo momento è condivisibile poi capisci che qualcosa stona. Ed è in questo momento che parte la Luciano’s Theory. In questo momento, sostiene, la gente è avvilita. Vive un disagio economico-sociale e lo vive non solo perchè lo sente nell’aria ma perchè lo sperimenta in tutta la sua quotidianità. In questo contesto è viva e forte la necessità di brand che restituiscono voglia, speranza, aggregazione, sogno. Il Brand che ravviva, che offre un’alternativa diventa oggetto di culto.

Per determinati prodotti gli utenti sono disposti anche a spendere di più e la carica di positività e spirito di aggregazione che certe marche trasmettono sono decisamente una spanna sopra. Chi usa Mac ne ha fatto una religione, una filosofia di vita. Sceglie I Pod anzichè Creative – dice Luciano – anche se forse Creative è più performante.

Si ripropone il discorso dell’identificazione e della tribù di cui ho parlato nel post  Tratti Comuni . Ducati ha saputo fare di queste caratteristiche i suoi valori e i valori condivisi di tutti i suoi riders.

Beh credo che in questo Luciano abbia visto giusto. Forse offrire una diversa visione del mondo, rappresentare un diverso approccio alla quotidianità può essere il vero valore aggiunto di un brand.

Saluti

F.


Agricoltura Illuminata

1 Luglio 2008

 

 

 

 

Viticoltori valdostani a scuola di marketing

(ANSA) – AOSTA, 1 LUG – La viticoltura è sempre più uno dei settori chiave dell’economia valdostana, ma spesso si affida all’intuito e all’istinto nel definire le sue strategie di promozione e vendita. Per sopperire a questa lacuna è stato organizzato negli scorsi mesi un corso per lo ‘Sviluppo delle competenze di marketing’, promosso dall’Institut Agricole Regional, con l’obiettivo di sviluppare un progetto di marketing per la propria azienda.
 ”La valutazione degli elaborati, realizzata su parametri di fattibilità, originalità e vicinanza al proprio contesto, è stata molto positiva – commenta Carlo Francesia, coordinatore del progetto – e i partecipanti hanno potuto ragionare a mente fredda sull’azienda, sulle competenze e le prospettive di sviluppo“.Durante il corso, sono intervenuti anche due esperti, provenienti dalla Val di Susa e dagli Stati Uniti, che hanno saputo applicare concetti di marketing nel loro lavoro. “Non era nostro obiettivo dare soluzioni univoche – continua Francesia – ma fornire alle persone gli strumenti per reagire nella propria realtà a un mercato sempre più concorrenziale”. Come gravi errori da evitare nella gestione aziendale sono stati individuati la svendita dei prodotti e l’affidamento a un unico canale di vendita.

“Sull’onda del successo di questa prima edizione, registrato anche attraverso questionari di gradimento compilati dagli allievi, pensiamo già di organizzare la seconda – dice il coordinatore -, magari però la faremo d’inverno, perché i partecipanti in questo periodo di grande lavoro hanno dovuto sostenere enormi sacrifici per non perdere le lezioni”. (ANSA). 

 

 

 


InterFly ovvero dell’Interrail e dei suoi derivati

29 Giugno 2008

 

“I viaggi danno una grande apertura mentale: si esce dal cerchio dei pregiudizi del proprio Paese e non si è disposti a farsi carico di quelli stranieri.”
(C. de Montesquieu)

Uno dei miti della mia adolescenza era senz’altro l’Interrail, fantastico ticket ferroviario che ti permetteva di fare il vagabondo in giro per l’Europa a costi decisamente contenuti. La mia generazione si divideva in quelli che avevano fatto l’interrail e quelli che non lo avevano fatto categoria, quest’ultima,  a cui io appatengo a pieno titolo.

Ho sempre pensato che l’interrail per essere uno strumento economicamente vantaggioso abbia bisogno di enormi tempi a disposizione e, di conseguenza, di una scorta di denaro proporzionata.

Non si discute l’imparagonabile esperienza di vita del viaggio interrail: amici, conoscenze, condivisione di avventure…

E’ vero anche che i voli low cost (di cui io sono un accanito sostenitore) hanno modificato la nostra geografia interiore e la nostra percezione del continente Europeo. Ecco, oserei dire che se c’è un qualcosa che mi fa concretamente sentire cittadino europeo sono proprio i voli low cost. Il pensiero che con 100 euro io posso andare a Londra, incontrare un cliente e tornare la sera… mi consola.

Fatte queste premesse è facile comprendere perchè la formula Interrail è ormai un cimelio per chi vuole vivere un’esperienza vintage. Chi penserebbe di fare 20 ore di treno per andare a Parigi pagando il doppio di quello che pagerebbe per arrivarci in 2 ore con un aereo?                               

Ecco la soluzione: ALL YOU CAN FLY (http://www.tuifly.com/it/allyoucanfly.html) , ultimo prodotto Tuifly  che con 249 euro permette a tutti i giovani tra i 19 e i 26 anni di viaggiare su tutte le rotte servite dal vettore tedesco senza problemi di tasse aereoportuali. Dall’Italia Tuifly offre solo collegamenti con la Germania ma una volta arrivati in terra Tedesca potete andare in diverse località interessanti: Croazia, Francia, Spagna, GB…

Un prodotto innovativo che segna il definitivo passaggio di un’epoca, con un unico GRANDE e IRRIMEDIABILE ERRORE commesso dagli imperdonabili signori di Tuifly: non aver considerato che io non ho più 26 anni. :-(

 

 


Banche e Marketing relazionale

27 Giugno 2008

Forse con un po’ di ritardo ma è fuori discussione che ormai anche il pianeta bancario ha capito il vero valore del marketing relazionale. Umanizzare la banca centralizzando la figura dei propri dipendenti, darle un’immagine più accogliente e vicinala mondo delle famiglie è il perno attorno cui ruotano recenti campagne di comunicazione fatte da istituti bancari nuovi o consolidati.

Penso a tutta alla comunicazione del Banco San Paolo con la Gialappa’s Band. Impiegati, direttori e clienti messi su un unico piano e simpaticamente derisi con lo scopo di svelare il volto umano della banca. Operazione decisamente riuscita. Ancor di più perchè fatta in un momento di grande turnover dell’istituto facendo in modo che il cliente entrando in banca avesse davvero la sensazione di entrare in una realtà nuova. A questo si aggiunge il fatto che molti clienti hanno davvero ritrovato dietro lo sportello gli sti stessi protagonisti degli spot.

 

Altro recentissimo esempio è CheBanca! la banca retail del Gruppo Mediobanca. … Spot a ripetizione sulle note di Buscaglione ci spiegano bene che è arrivata una nuova banca che stravolge i canoni tradizionali degli istituti di credito anche nella gestione degli spazi e nel design degli uffici e delle filiali.  Si tratta di “un nuovo modo di gestire il denaro - recita un comunicato -, con una banca senza sprtelli, giovane e dinamica, che viene incontro alle esigenze di una nuova clientela, che viene accolta da giovani in giacca, gonna e cravatta come nel salotto di casa propria. Non ci sono barriere fisiche per entrare ma porte scorevoli. Alla scrivania di ricezione, cliente e personale siedono dalla stessa parte. Ci sono postazioni internet self service per gestire le operazioni on-line in piena autonomia. Un ambiente informale e curato, un’area break e un’area bambini per un’attesa meno stancante”.