La prima volta RAI

30 Novembre 2008

Simpaticissima l’idea della RAI di utilizzare una campagna di viral marketing per promuovere l’uscita della2 nuova fiction “Tutti pazzi per l’amore”. Una serie di video vedono i protagonisti (Emilio Solfrizzi, Stefania Rocca  e Neri marcorè) nelle vesti di improbabili vampiri o cowboys declinando il titolo originale della fiction in “Tutti sazi per amore” e “Tutti lazi per amore”.

E’ la prima volta che RAI utilizza il passaparola online per pubblicizzare un prodotto televisivo. Interessante l’esperimento.

Angelo Teodoli, vicedirettore vicario di Raiuno, ha spiegato all’Adnkronos: “Si tratta di una commedia brillante che dunque si presta anche più facilmente a le parodie. E poi quest’anno “Tutti pazzi per…” è stato un pò il tormentone di Raiuno, prima con lo show di Antonella Clerici “Tutti pazzi per le tele”, poi con questa fiction. Da qui l’idea di testare su questo prodotto il marketing virale, declinando i filmati dei protagonisti nei principali generi cinematografici. E naturalmente speriamo che la cosa non finisca qui e che gli stessi utenti decidano, come spesso accade nella rete, di proporre ulteriori versioni delle parodie. Noi siamo pronti ad accoglierli anche sul sito che Rai Net ha approntato per l’occasione.




Romeni brava gente

8 Ottobre 2008

“Per capire un popolo devi conoscere la sua gente”. E’ questo che il governo romeno dice agli italiani e lo fa con una campagna di informazione pensata per mostrare che i romeni non sono solo quelli che finiscono sulle pagine dei giornali per fatti di cronaca.

“Romania, piacere di conoscerti” prevede eventi, spot pubblicitari su giornali e tv e l’apertura di un portale su internet, tutto finalizzato a “migliorare la reciproca intesa e il grado di vicinanza tra italiani e romeni” e “offrire visibilità al processo di integrazione della comunità romena che vive in Italia”.

L’iniziativa è stata presentata a Roma dal ministro per il Turismo e il Commercio, Ovidiu Silaghi, e dall’ambasciatore romeno in Italia, Razvan Rusu. “Le ricerche condotte nell’ultimo anno dal nostro governo – hanno spiegato – hanno evidenziato che la diminuzione della tolleranza degli italiani nei confronti degli stranieri è prevalentemente generata dai comportamenti illegali di questi ultimi”. Gran parte di questa intolleranza, secondo i rappresentanti del governo romeno, si deve alle notizie riportate dai mezzi di comunicazione, perciò si è pensato di far vedere com’è la comunità romena che vive in Italia.


Indici di Gradimento

30 Luglio 2008
Riporto un articolo trovato sul blog The LGBT Crew:

Lesbiche e gay: come recepiamo la pubblicità?

Secondo un’indagine condotta negli USA la pubblicità su TV, Stampa e Web influenza diversamente le considerazioni d’acquisto di lesbiche e gay rispetto a quelle degli eterosessuali.

Anche se la percentuale maggiore di gay e lesbiche riscontra che la pubblicità mostra raramente le persone GLBT, le lesbiche ed i gay hanno una più alta tendenza che i non GLBT ad ammettere che le advs, specialmente quelle su tv o su magazines, possono motivarle per valutare la possibilità di comprare un prodotto pubblicizzato.

Per quanto concerne i magazines, ben il 21% si dice motivato all’acquisto dalle pubblicità mostrate rispetto al 16% degli etero.

Per gli spot televisivi, il 12% vs l’8% degli etero.

Secondo la Commercial Closet Association, più di un terzo delle aziende incluse nella Fortune 100 hanno sviluppato campagne di marketing e comunicazione che parlano a o includono le lesbiche ed i gay.

lo studio conferma che lesbiche e gay sono più propensi a rispondere ai messaggi pubblicitari, specialemente se questi sono sensibili e rispettosi dei loro bisogni e della loro identità.

Entrambi i gruppi lesbiche/gay e non-gay esprimono il disturbo generato dai pop-up.
Più significativamente, lesbiche e gay ritengono che le pubblicità su stampa e televisione forniscono “le informazioni che possono usare” (20% vs 15% dei etero).
Quasi un terzo (32%) dei gays e delle lesbiche pensa che gli annunci sui magazines siano informativi (vs 28% delgi etero).

Risposte simili all’utilità delle informazioni trovata on-line vengono date da entrambe i gruppi.

Lesbiche e gay sentono meno che i consumatori etero la pubblicità come “noiosa”.
Quasi la metà (47%) dei gays e delle lesbiche, inoltre, dichiara di credere maggiormente alle marche veicolate sui media gay, come i giornali o i periodici GLBT anche se il 23 per cento dei gay e delle lesbiche non è d’accordo con questa dichiarazione.