2.0, Musica online e musicisti indipendenti: la risposta arriva dal web

22 Gennaio 2009

musica20 Grazie ad internet ed al mercato della musica digitale, sempre più artisti e musicisti indipendenti possono svolgere la propria professione ricavando un reddito diretto dalla loro attività creativa. Nasce così un vero e proprio ecosistema che sta cambiando per sempre il mondo della musica. La professione del musicista, per chi non riesce ad ottenere subito la ribalta della fama e dei media, è sempre stata dura e difficile. Oltre ad una dose enorme di passione e studio, vi è sempre stata la difficoltà di un impiego non continuativo, o comunque discontinuo. La novità per il musicista desideroso di trasformare la propria passione per la musica in una fonte di guadagno arriva però dal web. Oggi, grazie a specifici servizi di diffusione, è possibile per qualsiasi musicista acquistare per pochi euro la propria visibilità nei principali store mondiali di vendita musicale, come ad esempio iTunes Music Store. Quello delle etichette musicali è sempre stato un mondo elitario e dal difficile accesso. Qualsiasi musicista, oltre che musicalmente valido, deve avere delle ingenti risorse economiche o di network per poter ottenere l’attenzione da un professionista del mercato musicale, e sperare così in una distribuzione nazionale. Oggi non è più così, perché con un minimo di know how e di conoscenze tecnologiche, è possibile tagliare fuori tutto il faticoso percorso tradizionale per la distribuzione, e vendere la propria musica vedendosi accreditare le royalty in modo diretto, senza nessun vincolo contrattuale. “Il mondo della musica sta arrivando veramente ad un bivio man mano che i musicisti si rendono conto di poter usufruire in modo diretto del più grande mercato digitale mai esistito, aperto 24 ore su 24 e per ogni giorno dell’anno” ha affermato il Dr. Stefano Calicchio, co-autore del manuale di marketing musicale, Musicista 2.0. “Si sta venendo a creare così una vera e propria filiera corta, all’interno della quale il musicista vende direttamente ai propri fan il frutto del proprio lavoro artistico”. Il beneficio è evidente per entrambi i soggetti interessati. Il fan può ascoltare musica di qualità ad un prezzo contenuto, senza dover pagare i tradizionali passaggi dell’industria musicale mainstream. Ma è per il musicista il vantaggio più grande, perché in questo modo può ottenere un reddito anche cospicuo dalla vendita diretta delle proprie canzoni, riuscendo a vivere di quello che più gli piace: fare buona musica. Il tutto è confermato dalle ricerche e dalle statistiche più autorevoli, come ad esempio quella della coda lunga, che svela come il mercato musicale del futuro sarà sempre meno caratterizzato dai titoli blockbuster e dalle classifiche. A fronte di ciò, troveremo una più equa distribuzione dei redditi musicali, che certo favoriranno un maggior sperimentazione ed apertura del campo musicale. I principali mercati digitali mondiali della musica hanno decretato il loro successo proprio in questo modo, ovvero proponendo musica indie e di musicisti indipendenti, andando ad allargare in modo eccezionale il repertorio di quanto offerto agli appassionati di musica. Si delinea così il profilo del musicista 2.0, un professionista in grado di costruire la propria professionalità musicale non solo sul pentagramma, ma anche attraverso le tecniche di marketing e promozione musicale.

Stefano Calicchio

Fonte: datamanager.it


Evangelizzazione 2.0: la chiesa, i giovani e facebook

17 Gennaio 2009

Da tempo la Chiesa Cattolica paga lo scotto di non aver capito, a mio avviso, che i canali di comunicazione deiteam giovani sono cambiati in pochissimo tempo e in modo rivoluzionario. E’ comprensibile che una realtà che fonda la propria essenza sulla ritualità e sulla tradizione si sia trovata in un certo qual modo spaesata di fronte alla trasformazione del proprio interlocutore.

Le parrocchie hanno svolto per decenni il ruolo di aggregatore. Con il benessere economico, l’aumento delle attività disponibili e internet  è venuta a mancare la centralità della Chiesa nella vita dei giovani che, a loro volta, hanno smesso di sentirne il bisogno perchè storditi da tanto intorno.

La grande sfida di questo momento è per l’appunto andare a confrontarsi con i giovani proprio in quei luoghi, fisici o virtuali che siano, che sono un potentissimo aggregatore. Per quanto poco edificante è dato assodato che passiamo gran parte della nostra giornata davanti al pc e spesso davanti a questo schermo succedono cose che nella vita reale non succedono. Si abbattono preconcetti, si vestono i panni di chi non si è e talvolta si è più disposti al confronto.

Internet e i socialnetwork potrebbero rivelarsi il terreno di una nuova frontiera di evangelizzazione e, in particolare, una nuova via per la pastorale giovanile. L’ostinazione di un medico a curare malattie nuove con terapie vecchie porterebbe alla perdita del paziente. Per non incorrere in questo errore è neccessario un grande sforzo di modernizzazione e di accetazione dei nuovi canali e delle nuove forme di comunicazione adottati dai giovani.

Quando trovo qualche sacerdote su facebook mi desta sempre curiosità.  Poi ci penso e lo apprezzo. Lo apprezzo perchè gli avanguardisti sono sempre visti con occhio curioso…  ma senza gli avangardisti non ci sarebbe progresso. E a questo proposito penso con piacere al Cardiale Sepe che incontra i suoi amici di Facebook.

Spesso si accusano le nuove tecnologie di aver  “corrotto” i giovani. In parte hanno contribuito a diffondere abitudini socialmente discutibili ma le opportunità offerte sono infinitamente di più.

Concludo segnalandovi un momento  di confronto organizzato dalla CEI sul tema ” Chiesa in Rete 2.0“. Con piacere  apprendo di questo moento di confronto “organico” sul tema, che va oltre l’azione dei singoli. Inoltre vi segnalo l’interessante blog di don Antonio Spadaro, un sacerdote che non conosco ma che mi pare molto 2.0.

Saluti.

F.


Advertising 2.0: come valutare gli effetti?

14 Novembre 2008

Continuo a leggere articoli e analisi che cercano di fare un quadro sulla situazione contemporanea e suglinetwork scenari futuri dell’ Advertising e in particolare di quello on line.

Google news è inondato di previsioni rosee e di costanti incrementi di fatturato della pubblicità on line. Tutto questo va bene ed è anche fisiologico, nel momento in cui abbiamo di fronte a noi una media nuovo e un terreno per molti versi ancora inesplorato. La bellezza del web è la potenziale assenza di limite alle capacità e alla fantasia e sopratutto, visti i bassi costi di accesso, la possibilità concreta di sperimentare.

Quello che continuo a non capire è il perchè molti si ostinano a voler misurare fenomeni diversi con parametri uguali. Continuo a leggere che nonostate l’incremento di Facebook, Adwords è sempre il più forte.

Questo paragone è improponibile. AdWords è un sistema che ti permette di pubblicare un annuncio pubblicitario nell’esatto momento in cui un utente manifesta una volontà di acquisto o, almeno, un particolare interesse verso un oggetto o un segmento di mercato.

Il marketing sui socialnetworks agisce in modo nettamente diverso. Fare comunità attorno ad un prodotto, dibattere, raccogliere opinioni e informazioni è un’attività di fidelizzazione  e presentazione di un brand o prodotto che sia. Tutto questo vuol dire dare al prodotto una vita parallela con un’autonomia propria il cui ritorno non può essere valutato solo in termini di fatturato prodotto ma di brand awarness generata e di potenziali clienti attratti nel lungo periodo…

Nel mondo di Facebook i cartelloni pubblicitari virtuali in stile AdWord spesso non vengono nemmeno considerati. L’utente che accede non è mentalmente predisposto alla ricerca di contenuti.Cerca persone, stringe alleanza, amicizie, ritrova amici, cerca persone con passioni comuni. Ecco che il brand in questo senso esce dalla porta e può rientrare dalla finestra a patto che sia disposto a modificare la sua forma e accessibilità, che sia disposto ad essere oggetto della comunità, a partecipare alla vita del network e a condividerne prassi e rogole. Tutto questo non ha un valore/prezzo misurabile in pay per click.

Volagratis, motore di ricerca di voli low cost del gruppo Bravofly, ha da un po’ avviato una startegia di comunicazione che utilizza diverse piattaforme di socialnetworking ha recentemente creato una  fan page su Facebook. In piena prospettiva virale offrirà a tutti gli iscritti del suo gruppo un buono sconto al raggiungimento dei 2000 iscritti. Unica condizione il limite temporale. Far si che i propi utenti siano il veicolo stesso del messaggio e non il semplice destinatario. In questo senso il modello Facebook e AdWords potrebbero essere alleati e non concorrenti. Ecco un buon esempio di come Facebook possa essere sfruttato per il consolidamento della brand awareness all’interno di una strategia articolata di medio-lungo termine.

Saluti.

F.


Pubblicità globale.

3 Novembre 2008

Si scrive BootB, si legge: prima “agenzia di pubblicità” in grado di coordinare le migliori creatività esistenti sul Pianeta.

Nata da una grandiosa intuizione di Ludovico Bancale BootB si propone come piattaforma atraverso la quale un’azienda di qualunque parte del mondo può pubblicare un brief dettagliato e dare il via ad una gara di abilità.

Descrizione dettagliata dei risultati che si vogliono ottenere e budget. Questi sono gli indizi iniziali. Per il resto libero sfogo alla voglia di cimentarsi di privati, agenzie e freelance.

Un’agenzia di pubblicità web 2.o che offre l’opportunità di superare  restrizioni geografiche e limite creativo connesso alla decisione di affidare per default il lavoro alla propria agenzia di riferimento.

Non è il primo esperimento di successo fatto in questa direzione. Già Zooppa e The Blog TV hanno intrapreso questo cammino. In questo senso, però, BootB si distingue grazie ad un prevalente orientamento B2B che ha come fine principale il Link tra azienda committente e agenzie di pubblicità.

” Tramite BootB – afferma Bancale in un’intervista rilasciata a Nova, inserto del Sole 24 Ore – tutti i creativi del Pianeta, ovunque si trovino, possono dare soluzione ai brief dei brand più prestigiosi e guadagnare in un giorno decine o addirittura centinaia di migliaia di euro”.