Perchè il web Marketing non è in crisi

30 Novembre 2008

Fonte: ilgiornale.it

Si tratta di uno dei pochissimi settori che non conoscono crisi. E’ un’opportunità per gli investitori che non amano rischiare e soddisfa le aspettative degli operatori del settore. La pubblicità online, anche in Italia, è in forte crescita e le motivazioni sono da ricercare direttamente nelle caratteristiche che la rendono unica, interattiva e soprattutto dai ritorni misurabili.

Cosa accade quando si pianifica una campagna pubblicitaria in TV? Immagino si analizzi principalmente il target del prodotto/servizio da promuovere. In seguito è necessario individuare quali fasce orarie e trasmissioni godranno presumibilmente dell’attenzione del target di riferimento.

A questo punto la campagna prende il via, lo spot viene visualizzato da decine di migliaia di telespettatori. Alcuni di questi acquisteranno il prodotto/servizio. Al termine della campagna sarà possibile “stimare” quanto l’investimento in pubblicità televisiva è risultato efficace al fine di incrementare fatturato ed utili. Si calcola quindi quanto è costata la pubblicità televisiva per ogni singolo prodotto/servizio venduto e si tirano le somme.

Cosa accade se negli stessi giorni si pianifica anche una campagna sui maggiori quotidiani nazionali o periodici di settore? L’iter dovrebbe esser simile. Si studia il target e si pianifica la strategia più adeguata.

Allo stesso tempo pianifichiamo una campagna di cartelloni 6×3 in giro per le strade italiane.

Tutte le differenti campagne hanno prodotto una certa quantità di vendite. A questo punto, al fine di ottimizzare gli investimenti in pubblicità, dovremmo capire quale delle campagne è risultata maggiormente efficace ed ha prodotto quindi il maggior utile a fronte di un minor costo. A tal fine non potremo fare altro che affidarci ad una stima basata principalmente su dati statistici.

La Pubblicità Online va ben oltre. Chi investe in pubblicità online di qualunque genere è potenzialmente in grado di conoscere l’esatto numero dei potenziali clienti che ha cliccato su un determinato banner o link presente su un particolare portale, anche quando la campagna prevede la promozione su 100 portali differenti. Ciò che è davvero straordinario della pubblicità online è che l’investitore può conoscere con esattezza la provenienza dei visitatori che hanno effettuato un acquisto. Questo è ciò che distingue la pubblicità online dalla tradizionale.

Facciamo un esempio. Immaginate di pianificare una campagna online della durata di un mese pubblicando un banner su 1 portale generalista, 1 link su un portale di settore ed una campagna in pay per click su Google (il vostro sito tra i collegamenti sponsorizzati).

Al termine della campagna sarete potenzialmente in grado di conoscere il numero esatto di visitatori provenienti dal portale generalista e quanti di questi hanno acquistato il prodotto, ed allo stesso modo per il portale di settore e per la campagna in pay per click su Google.

Avrete quindi la possibilità di misurare con precisione quanto ogni fonte è risultata efficace al raggiungimento dell’obiettivo finale. Potrete quindi decidere di orientare gran parte degli investimenti sul sito o iniziativa promozionale online che risulta maggiormente efficace, riducendoli allo stesso tempo sulle campagne a basso rendimento.ù

Vi sarà inoltre possibile conoscere una serie di dati significativi riguardo i vostri nuovi clienti come ad esempio la provenienza geografica.

La misurabilità della pubblicità online offre indubbiamente ottime opportunità di business anche in tempi di crisi, proprio perché rende possibile una “chirurgica” ottimizzazione dei budget.

Alessandro Sportelli


Viral Renault

11 Settembre 2008

Donne e motori? qualcuno ha preso una sbandata. Simpatico viral Renault:


Indici di Gradimento

30 Luglio 2008
Riporto un articolo trovato sul blog The LGBT Crew:

Lesbiche e gay: come recepiamo la pubblicità?

Secondo un’indagine condotta negli USA la pubblicità su TV, Stampa e Web influenza diversamente le considerazioni d’acquisto di lesbiche e gay rispetto a quelle degli eterosessuali.

Anche se la percentuale maggiore di gay e lesbiche riscontra che la pubblicità mostra raramente le persone GLBT, le lesbiche ed i gay hanno una più alta tendenza che i non GLBT ad ammettere che le advs, specialmente quelle su tv o su magazines, possono motivarle per valutare la possibilità di comprare un prodotto pubblicizzato.

Per quanto concerne i magazines, ben il 21% si dice motivato all’acquisto dalle pubblicità mostrate rispetto al 16% degli etero.

Per gli spot televisivi, il 12% vs l’8% degli etero.

Secondo la Commercial Closet Association, più di un terzo delle aziende incluse nella Fortune 100 hanno sviluppato campagne di marketing e comunicazione che parlano a o includono le lesbiche ed i gay.

lo studio conferma che lesbiche e gay sono più propensi a rispondere ai messaggi pubblicitari, specialemente se questi sono sensibili e rispettosi dei loro bisogni e della loro identità.

Entrambi i gruppi lesbiche/gay e non-gay esprimono il disturbo generato dai pop-up.
Più significativamente, lesbiche e gay ritengono che le pubblicità su stampa e televisione forniscono “le informazioni che possono usare” (20% vs 15% dei etero).
Quasi un terzo (32%) dei gays e delle lesbiche pensa che gli annunci sui magazines siano informativi (vs 28% delgi etero).

Risposte simili all’utilità delle informazioni trovata on-line vengono date da entrambe i gruppi.

Lesbiche e gay sentono meno che i consumatori etero la pubblicità come “noiosa”.
Quasi la metà (47%) dei gays e delle lesbiche, inoltre, dichiara di credere maggiormente alle marche veicolate sui media gay, come i giornali o i periodici GLBT anche se il 23 per cento dei gay e delle lesbiche non è d’accordo con questa dichiarazione.